[EXPRESSO] The Devil’s Candy (2015) | Metal Madness

the devil's candy locandina

Metal e horror sono una grandissima combinazione, e The Devil’s Candy lo dimostra eccome, senza però indulgere totalmente nel lato più leggero e facile (sebbene divertente) del “diavolo bassista” e dintorni.

Certo è immerso nelle tipiche convenzioni da horror (in cui il diavolo esiste davvero, ed è sempre prondo a predare senza interventi divini a fermarlo), ma il film di Sean Byrne riesce ad essere nell’essere divertente e tributare il metal, ma è anche inquietante, morboso, brutale a tratti, e dosa con cura il gore e la violenza.

Una famiglia metallara (madre esclusa) si trasferisce in una nuova casa, assai economica per via di due omicidi accaduti anni fa dentro di essa, ma presto la casa essa incomincia ad esercitare influenza sul padre di famiglia, un pittore, portandolo a dipingere quadri sempre più inquietanti ed oscuri, mentre un pingue sconosciuto che pare abitasse lì cerca di entrare, e la tensione familiare che si viene a creare rischia di non essere il peggio…

Come dicevo, il metal è parte importante del film, non solo come colonna sonora, ma come iconografia di riferimento, uno strumento narrativo, ed una passione passata dal padre alla figlia, che vivono male questo cambiamento, ed ancora peggio le visite di questo pingue sconosciuto, dall’aspetto innocuo ed amichevole, ma tenace, e capace dell’impensabile.

Oltre all’ottimo cast e “tutto il resto”, The Devil’s Candy è montato benissimo, sfoggia un ottima fotografia, ed è scevro di filler, superando di poco i 90 minuti, con un finale davvero “metal” e spettacolare. L’unica lamentela è sulla natura della trama che usa una struttura molto familiare (demonio, possessioni, voci sataniche in lingue ignote che ripetono), ma l’esecuzione eccelsa fa passare sopra a questo.

Se ne parlava assai bene ovunque, e posso confermare che non esageravano, l’attesa per vederlo è valsa la pena, ampiamente.

Voto Finale: Java