[ZOATROPIA] Kemono Friends (2017) | MANIMAL(s)!

Kemono Friends

Stagione: 1 di 2

Episodi: 12

Disponibilità in Italia: Crunchyroll

Bozza

Kemono Friends fu/è una delle serie più miracolate dell’industria anime, in qualunque modo la si veda. Adattato da un’omonimo gioco per cellulari (uno Nexon, per la cronaca) che non durò neanche un’anno e chiuse prima della messa in onda dell’anime, nulla avrebbe fatto presagire che questa serie avrebbe raggiunto in profitti – e davvero in rapidamente – serie di successo e note come Love Live, con un successo improvviso, un trend, ma uno di dimensioni inusitate, specialmente quando andiamo a vedere su cosa è la serie, e specialmente COME è la serie.

La premessa di Kemono Friends è che esiste il Japari Park, un’isola pensata come parco di divertimenti e zoo, ora abbandonata, ed in cui una misteriosa sostanza nota come Sandstar trasforma gli animali in versioni antropomorfiche di loro stessi. Una bambina (a cui viene dato il nome Kaban per il suo cappello da esploratore, a metà tra Dora e Sabre Man) si sveglia nel parco senza memorie, e con l’aiuto di Serval (una versione antropomorfica dell’omonima specie felina) ed altri eponimi “amici della foresta” che incontra per la via, esplora il parco per scoprire che è animale è (non è una battuta, non lo sa davvero), e se esistono altri umani…

Sì, è tempo di parlare a fondo di Kemono Friends. 🙂

kemono friends the llama cafe

Erano davvero più grandi delle rane.

Inchiostratura

Alcuni potrebbero dire che non è così sorprendente, visto che animali antropomorfizzati o cose come costumi da coniglietta, orecchie da cane e da gatto sono elementi basici del “moe”, quindi non è assurdo come qualcosa che ha design dei personaggi basati su animali con l’obiettivo di essere uber-carini abbia avuto successo. Ma d’altro canto, il moe è una “piaga” perchè è così onnipresente in certi tipi di anime (senza parlare di quelli che si basano in toto su esso), quindi i design carini di per sé non spiegano la magnitudine di questo successo.

Ed anche i responsabili dell’adattamento anime (curato dallo studio Yaoyorozu) non si aspettavano di poter lucrare sul merchandise a tavolino (e di fatti non ci fu merchandise per un po’, lessi che quando aprirono negozi appositamente per questo in giappone, finirono tutto in 3 giorni), non ci credevano neanche loro. E non gli biasimo.

Specialmente quando decidete di vederlo e vi trovate di fronte una delle peggiori animazioni da parecchio tempo a questa parte. Inutile girarci attorno, Kemono Friends è una produzione di basso profilo, in economia, e si vede, eccome se si vede. Un budget basso non significa brutta animazione automaticamente, ma in questo caso sì. É uno di quei nuovi anime in “3D CGI”, ovvero un tipo di animazione fatta al computer che cerca di replicare lo stile della tradizionale animazione con celle, dando ai modelli dei personaggi un look “anime” usando cel shading (come per molti videogame), e le poche volte che l’ho vista l’ho sempre trovata brutta da morire allo sguardo (sì, parlo di te, nuova orribile serie anime di Berserk), o comunque un discutibile compromesso, come in quel film di Blame prodotto da Netflix.

Kemono Friends what the hell i am

Kemono Friends rientra nella prima categoria, cioè è davvero brutto e risibile da vedere, è imbarazzante (non più di Berserk, considerate le zero aspettive nel caso di Kemono Friends), considerato il budget è quasi un miracolo che non sia peggio, ma siamo onesti, è davvero patetico, con personaggi 3D con una glossatura cel shaded ma con modelli poco dettagliati, con bocche che hanno la capacità motoria di un animatronics, capelli che restano fissi sul personaggio come se fossero quelli di un manichino.

Le cose diventano davvero “merdaculari” quando c’è un numero di ballo & canto da parte delle pinguine idol (ovviamente ci sono idol anche qua), e potete vedere gli animatori cercare di dare vita a questa schifezza cruda più di Geppetto stesso, con risultati ancora più ridicoli visto che – non a caso – non cercano di far muovere tantissimo e far compiere mosse articolate ai personaggi il più possibile, sanno che non possono far molto i loro “burattini”.

In una scena del penultimo episodio c’è Kaban che scala un albero e sembrava di vedere un’animazione glitchata di Ezio Auditore. Per dire.

Alcuni delli sfondi sono invece decenti o buoni a volte, peccato che poi ci siano altri momenti in cui ci sia animazione 3D, la cui qualità ricorda quel vecchio videogame che giocavate in TV usando il vostro telefono per guidare il carrello da miniera su cui era seduta la mascotte degli snack Lion, il tutto in diretta da un set televisivo con graduatorie (se avete vaghe memorie di questo dall’infanzia, è il Lion Trophy Show, c’è qualcosa su youtube grazie a qualcuno che registrò le puntate su VHS al tempo). Era roba di metà anni 90, per farvi capire.

Kemono Friend the lucky beast trophy show

Parlare di storia e personaggi sembra quasi superfluo, visto che la premessa è vacua e vaga, e sembra esistere solo per cercare di giustificare i design dei personaggi (che sono assolutamente mononota e stereotipati, con la profondità psicologica di un frollino) e dare un qualcosa che gli faccia muovere verso un obiettivo chiaro quanto assurdo e vacuo. C’è la curiosità di capire cosa diavolo sia successo nella post-apocalisse più carina ed amabile del mondo, se ci siano altri umani sull’isola, da dove venga questa sabbia misteriosa e perchè trasformi gli animali in creature antropomorfe dette Friend, oltre a creare mostri chiamati Ceruleans dal design che definire abbozzato è voler essere generosi.

Volete vedere dove diavolo vuole andare a parare, nonostante il worldbuilding sia… diciamo terribile, con la presenza di una creatura robotica (la mascotte del parco, detta Lucky Beast) che parla solo ad umani e sembra essere un comunicatore a distanza, molti dei Friend stessi che non sanno molto dell’isola (sono animali da zoo trasformati, in fondo) in generale, e cose dell’ultimo secondo che vengono inserite senza molta motivazione, come alcuni Friend che sono “cacciatori di Cerulean”, semplicemente esistono. La sceneggiatura è risibile, davvero pessima, ma in questo caso “aiuta” a dargli un fascino di serie Z.

D’altronde questo è un anime in cui ci vogliono 7 episodi (su 12) perchè un animale antropomorfizzato faccia notare a Kaban che è un’umana, cosa che lei non sa di essere, e non è uno scherzo, è un genuino plot point, l’unico vero traino della storia, che è di frequente messo in disparte per dar spazio a combattimenti amichevoli tra Leone e Alce od altre cose davvero non importantissime, ma d’altronde molti dei personaggi non sanno esattamente perchè sono lì e sono un po’ imbranati, e la narrativa non ha sta gran fretta di arrivare al punto.

Aiuta che ultimamente le vicende siano prese con estrema leggerezza, trasformando il tutto in una rilassante gita alla zoo, senza esagerare, visto che invece degli eye catch a fare da intermezzo ci sono delle brevi sequenze in cui vera gente che lavora in vari zoo parla fuori del vero animale (ad esempio il margay cat, detto “gatto di Wied”), mentre la versione “moeizzata” di questo si muove sullo sfondo, gioca o si dondola.

È uno dei rari casi di “distopia gradevole” che abbia mai visto, questo è sicuro.

Non che ci sia un bisogno di spiegare perchè la Sandstar trasforma gli animali SOLO in versioni antropomorfiche femminili e carine degli stessi, lasciando perdere il fatto che si glissa sul fatto che non si riproducono…. e mi sta bene, non volevo che l’anime toccasse l’argomento, in tutta onestà. Ma sì, ultimamente c’è anche un vero colpo di scena che non mi aspettavo davvero, non che renda meno notabile come questo sia un adattamento da un gioco per smarthphones che aveva un sentore di storia, se va bene. Dubito ci fosse molto su cui lavorare per un adattamento anime, visto da dove viene quest’idea.

La cosa che ha aiutato davvero la serie è che – come gli animatori ed i personaggi stessi – ci prova davvero a fare il meglio che può, anche se ultimamente è risibile questa cosa aiuta la serie, gli dà un fascino da roba di serie Z, in cui sapete che ci hanno messo tutto l’impegno che potevano, anche se il risultato è terribile, e la terribile qualità dell’animazione ironicamente aiuta. Non è come Neo Yokio in cui i creatori sapevano di starla facendo “brutta apposta” ma hanno realizzato ciò con amore, con genuinità, non cinicamente.

Kemono Friends learn about animal facts

Kemono Friends non prova “ironicamente” a fare del suo peggio, ci prova davvero, anche se ultimamente non sa fare molto, o bene.

Una cosa sicura è che Kemono Friend ha avuto fortuna, perchè non è facile vincere così tanto pubblico solo con la pura forza di volontà, solo perchè traspare la sensazione che gli animatori abbiano fatto del loro meglio, ed il pubblico ha preso in vera empatia lo show, che ha vinto spettatori solo attraverso il fascino della pura determinazione (come Scooby Doo, che certamente non è sopravvissuto per decenni per la sua qualità), e per il fatto di non aver davvero nessuna “cattiva intenzione”.

Kemono Friends è una delle cose più innocenti che abbia visto, specialmente parlando di anime (design dell’ippopotamo a parte e il personaggio della fangirl yurista a parte, si intende), ed una delle cose che credo abbia risonato più con chi abbia deciso di vedere la serie, specialmente chi guarda anime da parecchio e si aspetta sessualizzazione a caso anche in cose che non la richiedono. Quest’anime non ha un secondo fine, il che è rinfrescante in questo periodo.

Kemono Friends cerulean

Sì, questo è quello che passa per un “design di creatura nemica”. 

Direi che è pensata per bambini visti gli inserti del personale di veri zoo che parla di un animale, la melensità di certe scene e la ubersemplicità del tutto, ed appunto l’innocenza che trasuda, ma francamente non ne sono sicuro, direi che è per strambi come me, è un’anime in tutto e per tutto, assurdo ed incomprensibile sotto diversi aspetti.

A livello di estetica e soprattutto di tematismo, mi piace il setting da parco divertimenti/zoo in rovina ed abbandonato, non è modo orribile per collegare tematicamente le diverse aree del Japari Park, le quali in natura non avrebbe senso di esistere, ma questa non era un isola brada ed incontaminata, d’altronde. Ammetterò che mi piacciono alcuni design, specialmente quelli dello Tsuchinoko e di Shoebill.

Non ho molto da dire sul character design che non possa esprimere con la singola parola “moe”, e mi sembra inutile criticarlo più di tanto, ho visto molto peggio. Quasi dimenticavo, nelle scene di crisi/azione c’è musica pseudo-dubstep. Non ci volevo credere, e sì, è totalmente fuori posto come pensiate che sia.

Colpi di china

Kemono Friends crested ibis express

Quoque.

Kemono Friends è certamente uno dei casi più interessanti a livello di discussioni sull’industria degli anime, è un caso affascinante, che però mi lascia diviso.

Da un lato sono contento del successo di Kemono Friends, che ha portato a vedere gli zoo giapponesi aumentare tremendamente le visite (davvero, quante serie anime possono dire di aver ispirato azioni filantropiche?), dall’altro mi disgusta quando ci sono decine di serie più meritevoli in ogni comparto, ed invece ad avere un successo assurdo è una serie di davvero bassa qualità fatta in “3D CGI” con un budget da fame, incredibilmente vapida e superficiale.

Sì, perchè ci sono tante altre serie in cui animatori ci sputano sangue ed impegno comunque, ma no, è quella sugli animali da zoo antropomorfi a fare i numeri, quella trashata con un’animazione 3D che è risibile ed una storia ridicola a malapena presente, mentre altre languiscono grazie ad un pubblico che ha occhi solo per qualcosa che può essere reso da fan art, meme, fumetti brevi su Twitter, generalizzazioni uber rapide ed uber superficiali.

Kemono Friends tsuchinoko

Ma di per sé Kemono Friends è un amabile anomalia, puro anime trash di serie Z, brutto da morire che però non ha nessuna cattiva intenzione, in cui si nota che la produzione ci ha messo tutto l’impegno possibile con il budget e tempistiche terribili a cui far fronte, e ciò unito all’innocenza generale gli dà un fascino da b-movie e lo rende gradevole, nonostante non sia per niente un buon’anime. Ed imparare qualcosa sulla tassonomia animale male non vi fa.

Nel complesso, consiglio sia di guardare trashate adorabili come questa sia di guardare anche roba che merita, nulla vi vieta di guardare e dare un po’ di soldi ai creatori di Psycho- Pass o Joker Game, per fare due esempi a caso. Si possono fare entrambe.

Per quanto riguarda Kemono Friends, c’è una seconda stagione in arrivo, stavolta si presume con una maggior budget, e ci sono altri design dal gioco per cellulari morto (con un’altro in arrivo in giappone) da usare, d’altronde. 🙂

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