ROMERO DAYS #3: The Crazies/La Città Verrà Distrutta All’Alba (1973)

The Crazies 1973 cover

Non avendo ancora modo di fare screenshot dai miei Blu-Ray, ho dovuto usare immagini prese online. Scusate.

Subito dopo il problematico Hungry Wives/Season of The Witch, Romero cambiò nuovamente genere, con The Crazies, noto in italia come “La città verrà distrutta all’alba” (titolo più beceramente italiano di così si muore, ovviamente scelto per far eco a film come il celebre Incubo Nella Città Contaminata del maestro Umberto Lenzi, deceduto il 20 ottobre 2017), poi rifatto da Breck Eisner nel 2010, remake sul quale non ho opinione perchè non l’ho visto.

Essendo uno dei film di Romero (basato sul soggetto di Paul McCollough) non sugli zombi, è scivolato per lo più nell’oscurità, anche se decisamente meno rispetto ai 2 film già trattati in Romero Days, visto la presenza del già citato remake.

Ed in certo senso, questo film fu ritornare su un tema molto caro al regista, visto che la trama potrebbe sembrare una reprise di Night Of The Living Dead, visto che anche qui abbiamo una crisi pandemica che l’esercito è chiamato a cercare di contenere, con una situazione che rapidamente degenera ed in cui seguiamo un piccolo gruppo di persone che cerca di sfuggire al pericolo ed ai militari.

The Crazies 1973 looting

Suona molto familiare, una variazione sul tema “noi contro loro” già affrontato con il seminale zombie movie del regista, e lo è, ma qui l’elemento sovrannaturale è del tutto assente, visto che l’epidemia (causata da un aereo contenente un’arma batteriologica che si è schiantato vicinissimo ad una città) non trasforma i residenti della piccola cittadina di Louisville in non-morti mangiacarne, ma gli rende semplicemente pazzi, afflitti da una demenza irreversibile e dotati di una forte tendenza omicida, il che rende il tutto già più torbido a livello morale.

Con gli zombi sapete che ormai non c’è più nulla da fare, qui sono persone, e con l’esercito che di fretta dichiara la quarantena e fa vigere la legge marziale, i cittadini non prendono la cosa bene, portando a ribellioni e l’esercito a sparare a vista.

Molti film di questo tipo di solito dipingono l’esercito come una collezione di schifosi bastardi che non aspettano che una scusa per sparare a cittadini indifesi, a cui prude sempre il grilletto, con i soldati di alto rango che godono nel vedere fallire i tentativi degli scienziati di curare il virus; ovviamente per rendergli senza dubbio alcuno i “cattivi” e giustificare le azioni dei protagonisti che gli sparano a loro volta, molto semplicistico e derelitto a livello creativo, ma funzionale.

Qui invece vi vengono mostrato un lato più umano, con generali e sergenti che cercano di fare l’impossibile per evitare una situazione che ben sanno presto esploderà e gli sfuggirà di mano, mal riforniti dai loro superiori che stanno ben lontano da quello che diventa un campo di battaglia, mentre pensano a quale ultima risorsa (come il sensazionalistico titolo italiano vi sputa nel viso) preparare in caso di bisogno, e quale menzogna imboccare alla stampa.

The Crazies 1973 the escapaders

Uno dei protagonisti è difatti il colonnello Peckem, che è tutt’altro che irragionevole o sadico, ma cerca di trovare la migliore soluzione che può nella polveriera in cui è stato forzato, collaborando con lo scienziato capo che sta provando disperatamente a creare una cura per il virus, forzato ad usare la mano pesante con le continue insurrezioni e la mancanza di uomini, e poi costretto a continuare il suo incarico sfortunato nel finale del film.

Anche i normali soldati sono visti in momenti più calmi, senza l’inquietante combinazione di maschera hazmat e tuta antiradiazioni che gli depersonalizza, ed è difficile non simpatizzare con loro quando i loro amici vengono uccisi da dei folli cittadini impazziti che caricano a testa bassa sparando sulla prima cosa che vedono (perchè America). Anche nel gruppo di fuggitivi, coloro che volete veder fuggire e farcela nonostante tutto, ci sono individui che diventano questionabili quanto i soldati a cui è ordinato di sparare a vista, la cui eventuale infezione è solo una velocizzata conseguenza del marcio o della demenza latente dentro di loro, magari dall’essere sotto l’enorme pressione che subiscono in quella che è diventata una guerra.

Non ci sono eroi e cattivi, ci sono personaggi ben caratterizzati (alcuni piacevoli, altri meno) di cui condividete i drammi per semplice empatia, ma anche tra i protagonisti non ci sono solo inermi pecore che cercano di sfuggire al lupo, e non sono santi, che siano nascosti dalla de-umanizzante maschera hazmat o meno. Di fatti l’arma batteriologica non si sa mai cosa sia di preciso (ha un nome in codice, Trixie, ma non si sa molto altro), ma non importa, visto quanto è simbolica del conflitto in Vietnam, di come abbia danneggiato l’america che si è lanciata in esso di propria volontà, che credeva di uscire vittoriosa da una guerra ingloriosa, ed invece ha regalato solo migliaia di bare e PSTD per chi tornò vivo da essa.

The Crazies 1973 martial law

Per maggiore contesto (e per farvi capire che non mi inventato a caso quanto scritto sopra), questo film uscì nel 1973, durante gli ultimi anni della Guerra del Vietnam, uno dei conflitti più contestati e ripugnati dalla stessa America (beh, almeno quella di allora), uno che gli Stati Uniti non dimenticheranno mai, visto che fu tutt’altro che glorioso e reo. Questo film è senza dubbio una critica all’esercito ed il modo in cui è usato dal governo per coprire i suoi errori, per affidare ad esso il lavoro sporco, ma non nega che i soldati stessi possano essere feccia senza troppa induzione ed obbligo dato dagli ordini che ricevono (vedesi loro che derubano i cadaveri quasi subito dopo avergli uccisi, quasi allegramente).

Circostanze influenzando ma da sole non cambiano la natura della persone.

Il cast ha volti familiari, come Lane Carroll che era già apparsa in There’s Always Vanilla, qui nei panni di una ragazza con sguardo sempre trasognato ed un chiaro ritardo mentale, o Bill Hinzman, il primo zombie che appare in Night Of The Living Dead, ed anche se gli altri volti non saranno noti a molti (o a me, francamente) la recitazione generale è di buona qualità.

Curioso che ancora oggi The Crazies è un po’ unico, non che all’epoca non esistessero film su infezioni virali di popolazione (visto che è l’elemento base, il pane ed acqua dello zombi movie) con esercito chiamato a “decontaminare” tutto e tutti, ma anche film come The Omega Man, adattamento del 1917 del romanzo Io Sono Leggenda di Richard Mattheson (già adattato dal film L’Ultimo Uomo Sulla Terra del 1964 con Vincent Price, e meglio noto al pubblico moderno per l’omonimo adattamento del 2007 con Will Smith) erano soliti aggiungere elementi post-apocalittici, soprannaturali o direttamente orrorifici.

The Crazies 1973 classic game room approves

“Ha un lanciafiamme, 10/10!”.

Sì, ci sono alcune scene grafiche, con persone che si danno fuoco da vive e cose simili, ma non lo considererei tanto un film horror (anche se scene come quella iniziale certamente invitano a farlo), non ci sono mostri, serial killer, o gore particolarmente pronunciato (poi eh, sono etichette, non ci fissiamo troppo su di esse), e non c’è nulla di post-apocalittico o anormale, anzi, il film fa un uso minimale di effetti speciali per enfatizzare il tono realistico dato agli eventi, sfruttando a suo favore il budget non enorme (neanche piccolo, 275.000 dollari non sono pochi, tutto considerato, almeno per produzioni modeste come queste). Peccato che non rientrò mai del budget, anche con versioni home video, almeno secondo IMDB.

Fu girato in gran parte ad Evans City, ed altre parti della Pennsylvania vicino a Pittsburgh, città natale di Romero. Ora sapete delle curiosità inutili al godimento del film. Prego.

Commento Finale

Può risultare facile bollare in fretta e furia The Crazies (o quel cazzo di titolo italiano che ha) come un vecchio generico film sul tema “pandemia”, con un virus che infetta gli abitanti di una cittadina e crea il panico, costringendo l’esercito ad intervenire, mentre un gruppo di personaggi cerca di sfuggire dalla minaccia, combattendo se necessario.

Il che sembra di per sé un ritorno di comodo per Romero, visto quanto la trama appare simile a quella del suo celebre film di debutto sugli zombie, e le somiglianze ci sono, ma ciò non significa che è lo stesso, esatto film. Scevro dell’elemento soprannaturale, si nota come Night Of The Living Dead fosse (come detto più volte da Romero stesso) uno studio sulla società e come reagiscono le persone messe di fronte ad una crisi.

The Crazies in un certo senso completa/accompagna ciò, con un taglio maggiormente realistico ed un messaggio politico, in quanto critico dell’abitudine del governo americano ad usare l’esercito come soluzione a tutto (anche situazioni di crisi create – inavvertitamente o meno – dallo stesso governo), e dello stesso culto della guerra che gli aveva portati in Vietnam (quando il film uscì il conflitto era negli anni finali), con i sopravvissuti piagati da traumi profondi e follia, e nessuna vittoria vera da riportare.

The Crazies 1973 derpy derp

Il messaggio è veicolato con molta forza anche perchè si rifugge da una banale contrapposizione tra “esercito cattivo” e “ribelli buoni”, la critica è al sistema che gli muove e mette entrambi a reagire come devono/possono, perchè come ci sono persone normali e simpatetiche sotto quelle maschere (uno dei protagonisti è un generale improvvisato che cerca solo di risolvere la situazione, anche accetando di aiutare lo scienziato capo a creare una cura, nonostante le poche risorse) ce ne sono altre fin troppe felici della situazione e di poter sparare, anche tra il gruppo di quelli che normalmente sarebbe gli eroi, e la cui moralità è tutt’altro che indiscussa e inattaccabile nonostante gli eventi.

Dei buoni personaggi tutt’altro che mononota e banali ed un ottimo copione (adattato da Romero sul soggetto di Paul McCollough) sono contornati da un buon uso dell’esiguo budget per dare ai diversi atti violenti un tono più realistico e credibile, per rendere più disturbante il degenerare degli eventi che si consuma minuto dopo minuto, pronto ad essere “corretto” con una soluzione estrema e totalitaria (vedi titolo italiano, perchè rivelare dettagli della trama non da poco era un’abitudine del cazzo dei distributori/traduttori italiani) da persone ben lontane dal campo di battaglia, se le cose non dovrebbero andare come previsto.

Quindi, sì, forse è il caso di scoprire o riscoprire The Crazies, perchè è un buon film che meritava e merita maggiore attenzione rispetto a quella ricevuta nelle decadi passate dalla sua uscita, più di un remake non particolarmente ben ricevuto.

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