ROMERO DAYS #6: Monkey Shines (1988)

Monkey Shines

Come per The Crazies, non ho potuto fare gli screenshot con la mia copia in Blu-Ray del film. Di nuovo, scusate.

Probabilmente uno dei soggetti più bizzarri trattati da Romero durante la sua carriera, perchè dal “padre degli zombi” non ci si aspettava certo un film horror su una scimmia. Sì, questo è un film particolare, a modo suo ancora abbastanza originale, e poco discusso in generale.

Il soggetto di Monkey Shines (noto anche con il sottotitolo “Esperimento Nel Terrore”, come lo trovate in varie edizioni home video, tra cui quella Blu-Ray italiana che ho usato per questa recensione) è preso da un romanzo di Michael Stewart, ma è un film scritto e diretto da Romero, e l’argomento è sì particolare per il genere, visto come i primati siano usati più in orribili commedie e “film per famiglie”, od abomini contro il cinema come Nukie.

Punto è: quanto ci sono scimmie in una storia, è difficile che venga presa sul serio, a prescindere di cosa tratti davvero.

Voglio dire, anche senza andare nel territorio dei family movie e di animali doppiati che parlano con Eddie Murphy, quello del tizio in un costume da gorilla era un vecchio clichè da b-movie horror in bianco e nero (anche Boris Karloff ci finì nel dimenticato The Ape) e spettacoli affini, qualcosa usato da Gianni e Pinotto, prima che le loro gag gli mettessero contro l’Uomo Lupo o la creatura di Frankestein.

Bela Lugosi meets a Brooklyn Gorilla

Lugosi in pieno declino, costumi da gorilla e pure un duo comico così schifosamente plagiante le routine di Dean Martin e Jerry Lewis che quest’ultimo fece causa – per plagio, appunto -alla produzione.

Ed in mani diverse, questo film avrebbe potuto essere davvero risibile, pessimo e degno di altri tanti termini simili. Ma vediamo la premessa.

TIME OF THE APE

Allan è un atleta, un corridore che si allena duramente (facendo i suo allenamenti pure con pezzi di mattone inseriti negli abiti a fargli da pesi) ogni giorno. Ma un secondo di distrazione, è colpito da un veicolo, ed altrettanto rapidamente è messo sul tavolo operatorio: viene salvato, ma è ora quadriplegico, deve muoversi con una carrozzina che sterza con la bocca e venire assistito in tutto, a causa della sua condizione fisica.

Geoffrey è un amico di Allan che fa lo scienziato, occupandosi di esperimenti con scimmie cappuccino, e che ha provato ad iniettare un liquido ottenuto da pezzi di cervello su una delle sue scimmie, Ella, al fine di vedere se il “succo” ottenuto da una precisa parte del cervello avrebbe reso l’animale più intelligente. Dopo aver notato miglioramenti, decide di regalare Ella ad Alan, dicendogli che è una normale scimmia ammaestrata al fine per assistere paraplegici nei compiti quotidiani e fargli compagnia (cosa che presumo non sia strana come penso).

Ella si dimostra molto affidabile ed amichevole, sviluppando un forte rapporto di fiducia ed affetto con Alan, ma presto le cose prendono una brutta piega, più il legame tra i due si rafforza e l’intelligenza di Ella cresce a dismisura e ad un ritmo inaspettato…

A veder bene, un film con una scimmia assassina creata con iniezioni di “succo di cervello” non dovrebbe funzionare davvero, dovrebbe essere qualcosa che si trova usato a 3 euro su Amazon o che viene preso per il culo decenni dopo, riscoperto da Rifftrax e dall’internet in generale. Ma Monkey Shines funziona, eccome se funziona.

Monkey Shines alan

In primis perchè è un cazzo di film vero, e prende il suo tempo a delineare bene i personaggi principali, specialmente nel mostrare il tormento di Alan, ora costretto ad essere mosso da macchine ed assistito in tutto, che lo portano a tentare il suicidio. Sentite il suo dolore nell’essere confinato in un corpo che non può controllare, di essere vivo ma dipendente dagli altri in tutto e per tutto, e la sua gioia nel trovare comforto emozionale in un’animale da compagnia, che gli vuole bene senza malizia o secondi fini.

Anche la sua rabbia (che sembra venire fuori in sfoghi aleatori contro altre persone), è comprensibile ed è giustificata dalla trama, per quanto sia incredibile come riesca ad inimicarsi la badante e pure sua madre, non male per un tizio con braccia e gambe paralizzate completamente. XD

Appunto, è comprensibile considerata la situazione che ha passato e “spiegata” dal legame quasi mistico che si crea tra lui e la scimmia, incerto se sia davvero accaduto e la scimmia stia davvero agendo stimolata dal suo odio profondo e dalla sostanza iniettatole.

Avrei gradito di più se il film non avesse reso abbastanza chiaro che “il succo di cervello” faccia gli effetti assurdi mostrati, se avesse reso più incerto il tutto (o lasciato intendere che Alan potesse essersi autosuggestionato, in quanto impotente e frustrato dalla sua condizione), ma anche così è efficace, visto che le cose succedono con esso E il desiderio di Alan di muovere gli arti che gli fa incanalare i suoi sentimenti nella scimmia, usandola incosciamente anche come strumento della sua vendetta, come un tramite, quasi.

SHOCK THE MONKEY

Sul serio, è quasi assurdo come questo film avrebbe potuto essere semplicemente una storia su un malato che supera le tremende avversità che la vita gli ha tirato contro, aiutato dalla sua famiglia e da un amico animale, oltre che dalla propria determinazione a non mollare mai. Una di quelle storie che riscaldano il cuore, che vogliono ispirare a non demordere mai, e l’angolo sportivo c’è (circa).

Ma no, invece è un film horror su un paraplegico ed una scimmia che diventa fin troppo intelligente, abbastanza da imparare ad uccidere, ed il legame tra i due che assume connotati paranormali, ed uno che culmina in una scena di suspense che non dovrebbe essere così efficace quando non c’è un uomo mascherato ed armato pronto a colpire, ma una scimmia.

Non so quanti film abbiano una scena in cui un paraplegico uccide una scimmia, in un film horror o meno. Non ho mai visto nulla del genere, ed anche se sapete cosa succede, è comunque una scena incredibile. Non è uno spoiler perchè è una scena assai nota (forse una delle poche citate fuori contesto del film), ed il come è incredibile, e ve lo lascerò scoprire da solo, assieme a diverse altre cose, perchè c’è più alla trama di quanto pensiate.

Monkey Shines monkey hugs

E sì, la scimmia è parte del cast, era una scimmia chiamata Boo a fare Ella. 🙂 Non sono un’esperto di recitazioni animali, ma direi che Boo ha fatto un’ottimo lavoro nell’essere adorabile e bastarda allo stesso tempo. E come il film ricorda, nessun animale è stato maltratto nelle riprese, il che non è solo una comunicazione tra i crediti, non solo almeno, visto che la sperimentazione su animali è l’argomento su cui Geoffrey ed il suo capo battono capo, con l’amico di Alan che trova la vivisezione e metodi simili ributtanti, mentre il suo capo preferisce i metodi di forza (cosa che aveva maggiore importanza come tema nel finale alternativo, di cui parliamo meglio dopo).

Ed ovviamente, la scimmia è doppiata dal leggendario Frank Welker, che molti conosceranno come la voce americana di Megatron (e molti personaggi delle varie serie animate di Transformers) e come essenzialmente LA persona da chiamare per fare voci e versi di tantissime creature, vere o meno. 🙂

I personaggi sono ben fatti, non solo Alan che è sorprendentemente complesso, capace di passare dall’essere accomodante e gentile a sputare veleno ed avere eccessi d’ira e crudeltà, non è un’eroe né un malvagio, ma una vittima di crudeli circostanze. L’amico di Alan è uno scienziato che si droga – letteralmente – per non dormire tanto è dedicato alla sua ricerca, e non poteva prevedere la piega che le cose avrebbe preso, ma voleva solo coniugare il suo esperimento ed  l’aiutare il suo amico nel momento del bisogno.

Monkey Shines geoff

Assurdamente, quello che è il personaggio più odiabile è forse la madre di Alan, che sembra prendere fin troppo bene l’idea di “dover” tornare ad accudire il figlio, come spinta da una morbosa voglia di poterlo gestire come un bambino inerme al suo volere, anche se alla fine non è un personaggio davvero negativo o morboso. Poi c’è la badante che è imbronciata per tutto il film ed è stufa di dover badare prima ad Alan, poi ad Alan e la maledetta scimmia. Non molto da dire su di lei. *spallucce*

C’è anche una sottotrama con un nuovo interesse amoroso di Alan (la sua fidanzata lo cornifica più di un Pinsir, si viene a scoprire), una ragazza che l’amico di Alan ha contattato per “piazzare” Ella ad Alan, in quanto la ragazza gestisce una società che addestra scimmie per assistenza a paraplegici. Diciamo che Alan aveva un certo carisma e personalità (oltre ad un fisico da atleta) e la paralisi non ha intaccato questo, o la sua voglia di fare speleologia orale, nonostante tutto. Buon per lui.

FLEA PICKING

Ci sono momenti non perfetti, come la reazione/tendenza ad adirarsi di Alan contro la badante e la madre e le smorfie che fa l’attore, un po’ gigionesche, specialmente eccessiva è la frase “il pappagallo meritava di morire”, solo perchè gli era saltato addosso. Sul serio, per uno completamente paralizzato dal collo in giù, non sembra particolarmente curarsi del fatto delle possibili conseguenze delle persone che abusa verbalmente

Queste reazioni hanno un senso perchè legate a doppio filo alla crescita intellettiva (e degenerazione comportamentale) della scimmia, che diventa sempre più ossessiva verso Alan, ed è pronta a fare cose orribili influenzata da eccessi di rabbia dell’uomo, che a sua volta diventa “triggerato” (se volete) quando Ella è vicina, fomentandosi a vicenda.

Monkey Shines madre!

Ciònonostante, in alcuni momenti sembrano venire un po’ fuori dal nulla e la recitazione di Jason Beghe non convince del tutto in questi frangenti, ma altrimenti il cast è buono (sebbene non pieno di nomi o volti noti, a parte Joyce Van Patten ed il già citato Jason Beghe, che ebbe una prolifica carriera televisiva e fu anche in X-Men: First Class), e queste sono lamentele minori, perchè se siete riusciti ad accettare la premessa alquanto folle del film, probabilmente siete pronti a vedere qualcosa fuori dal normale.

SPOILER MINORI A SEGUIRE

Tra i contenuti extra del Blu-Ray c’è un finale alternativo che differisce non solo dal mancare il jumpscare della scimmia che emerge della schiena di Allan (un incubo, si vede nel finale scelto per la versione finale del film), ma dal continuare su protestanti contro il capo scienziato che faceva esperimenti su animali con vivisezioni, i quali lo inseguono e gli tirano sassi ed ortaggi, e lui, infuriato, gli minaccia con fare folle, prima di entrare nel laboratorio dello scienziato amico di Alan e trovare altri barattolini di “succo di cervello”, che dallo sguardo folle e gigionesco si presume voglia usare su altre scimmie per uccidere chiunque protesti i suoi metodi.

Non mi sorprende sia stato tagliato questo finale: fuori tono con il resto del film, sequel bait, ed incoerente, visto che si è visto chiaramente (scene prima) che tutti i barattolini pieni di “succo di cervello” (tranne uno a metà che poi l’amico di Alan si inietta, quasi delirante, per curiosità scientifica) erano stati rubati dal capo scienziato, quindi perchè diavolo sarebbero stati ancora nel laboratorio dell’amico di Alan? Ed a che pro prendergli e poi riportargli lì, se tanto sapeva di tornare nel laboratorio? Non ha senso.

Monkey Shines party hard

Anche se aiuterebbe a chiudere la sotto-trama di Geoffrey, che rimane irrisolta a fine film (e tecnicamente non è l’unica), il che è uno dei problemi del film, questo suo voler giostrare diverse sottotrame, anche troppe. Non un’enorme problema, ma un problema comunque. Ciònonostante – e non me ne volere Romero – sono contento del finale scelto, sì, non era quello inteso dal regista, ma non credo che TUTTI i film horror debbano avere un finale negativo, non è una legge.

Come molti film di Romero, questa versione in commercio non è quella integrale, c’è diverso materiale tagliato che – a quanto so – non è mai stato aggiunto in nessuna edizione del film, forse mi sfugge qualche edizione britannica costosa, ma vabbeh.

Commento Finale

Monkey Shines è a modo suo un film di Romero in tutto e per tutto: non è un film di zombi quindi è stato per lo più ignorato dalla critica e dimenticato, ed ha avuto problemi di distribuzione e diatribe tra il fu regista e la produzione, con un finale modificato contro la volontà di Romero e notevoli tagli di materiale, il che porta a problemi, come diverse sottotrame che non sono esplorate a sufficienza (od in un caso, conclusa proprio).

Ma d’altro canto, questo è un film che prende una premessa interessante ma molto facile da sbagliare o sviluppare in maniera becera come un banale e trito film d’exploitation (declinato nel sottogenere degli animali assassini, scimmie in questo caso), ed invece Romero costruisce su questo soggetto una storia interessante, con dei buoni personaggi, che poteva essere buona ed efficace anche come la storia di un quadriplegico che affronta la sua condizione con una volontà di ferro e con l’aiuto di un amico animale, con il quale l’uomo stringe una fortissimo legame, e vince la sua disabilità.

Monkey Shines toy cymbal monkey

Poteva davvero essere un altro – ed altrettanto riuscito – film ben diverso, ma questo è un film horror, ed oltre a scene commoventi ed emozionali tra Jason Beghe e forse la miglior scimmia attrice del panorama horror, c’è anche morte, terrore, molta più suspense di quanto “dovrebbe” (con una storia su una scimmia assassina), interessante camerawork, ed una delle uccisioni più folli ed originali mai viste in un film, horror o meno.

Non perfetto, visto che tenta di giostrare così tanta carne sul fuoco (anche troppa), ma un altro buon film da Romero, con una premessa tutt’ora peculiare e ben eseguita. Un esperimento riuscito, assai migliore di quanto la copertina vi porti a pensare.

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