ROMERO DAYS #7: Two Evil Eyes (1990)

Due Occhi Diabolici

Lo ripeterò: sì, facciamo quello che tecnicamente è e non è un film di Romero, nel senso che sono due storie di Edgar Allan Poe, una diretta da Romero ed una da Dario Argento. “Quale Dario Argento?” potreste chiedervi, “quello di Suspiria o quello di Dracula 3D?”

La prima storia è diretta da Romero, ed è un adattamento della storia corta di Poe “I Fatti Riguardanti il caso Valdemar”, con protagonista Adrienne Barbeau (la quale aveva già lavorato con Romero, recitando nel primo Creepshow), mentre la seconda è diretta da Argento, tecnicamente un adattamento della molto più nota storia de “Il Gatto Nero”.

Entrambe furono girate nella Pittsburgh di allora, non una sorpresa visto che c’è Romero di mezzo, ed il frame iniziale che mostra la tomba originale di Poe è un bel modo per mostrare rispetto ed allo stesso tempo l’autore delle storie qui raccontate da due registi, anche perchè non c’è nessun’altro elemento che lega le due storie, od una narrativa complementare tra esse.

Per amor di completezza e cronaca, la versione recensita del film è quella su DVD distribuita da Medusa Video, con il logo Manzotti Home Video. Lo specifico perchè ci sono almeno altre 3 versioni DVD del film, senza contare una nuova che uscirà tra 4 giorni, ed usano tutte la stessa cazzo di grafica di copertina, magari spostata di qualche centimetro verso il basso o tagliata, ma sempre usando quell’immagine del vecchio decrepito e spelacchiato, che è pure bruttina come cover frontale del film.

Due Occhi Diabolici tomb of poe

Con un certo rammarico (specialmente vista l’occasione) devo ammettere che la parte di Romero è quella più debole e meno interessante del pacchetto, e non è particolarmente buona in sé, anzi, è assai dozzinale. Il che non è attribuibile alla storia originale in sé, visto come quasi nulla del breve racconto di Poe sia mantenuto, al punto da chiedersi perchè scegliere questa storia (“I fatti riguardanti il caso del signor Valdemar”) se poi quello che rimane di essa è pochissimo, ed è reso molto meno interessante in questo “adattamento”.

Qui il signor Valdemar è sì un vecchio che viene tenuto in vita oltre la morte, ma non dalla mesmerizzazione (una pseudoscienza teorizzata nel 700 da Franz Anton Mesmer), da semplice ipnosi, questo perchè la moglie dell’uomo è in combutta con un medico che – appunto – usa l’ipnosi per far firmare fogli legali al vecchio ed intestare l’eredità alla moglie, la quale vuole godersi assieme al medico con cui ha una tresca.

Se questo vi sembra banale e superfluo (specialmente se avete letto la storia originale), beh, aspettate, perchè c’è pura una sottotrama rattoppata che sembra qualcosa abbozzato nel sonno da Lovecraft nei suoi momenti meno creativi, e poi buttato via perchè non c’era nulla all’idea, neanche per una frase da Bacio Perugina.

Il finale specialmente è di un “becerume” inusitato per Romero, calcando in maniera fin troppo ovvia il commento sociale che voleva fare, al punto da essere ridicolo (e visto oggi, memico, volendo), il che rende ingiustizia a buoni effetti speciali curati da Tom Savini, l’unico e l’inimitabile.

Due Occhi Diabolici slice n dice

La recitazione è decente, c’era qualcosa all’idea che poteva farla funzionare (anche se questo mediometraggio quasi nulla ha a che spartire con la storia di Poe dietro la quale si nomina), ma la sceneggiatura è oltremodo dozzinale, i personaggi mediocri, decisamente uno dei punti più bassi di Romero.

 

La parte di Argento, detta “Il Gatto Nero”, si prende anch’essa libertà con l’omonima storia, ambientando il tutto in tempi moderni, con protagonista un fotografo specializzato in scene del crimine e morti macabre ed alcuni riferimenti ad altri lavori di Poe (come il cognome del protagonsita, Roderick Usher, interpretato da Harvey Keitel), ma si attiene agli elementi importanti ed è onestamente una buona versione della storia, molto più thriller del solito, e ben narrata, con un inquietante e manesco Harvey Keitel nei panni del protagonista, reso folle dalla presenza del gatto nero, che sembra ritornare nonostante tutto, peccato che l’inquadratura finale (in cui la vendetta preannunciata giunge inesorabile) facci un po’ cagare.

Sì, non è così brutta da invalidare il resto del quasi lungometraggio, visto che questa è la più lunga delle due storie, che impiega non poco tempo a caratterizzare bene il protagonista (e c’è spazio per una stravagante scena sogno alquanto divertente e crudele), così da rendere più soddisfacente vederlo crollare sotto la sua stessa rete di menzogne, e la famosa scena del muro è qui alquanto grafica (e non è il solo momento violento, giusto per la cronaca), ed ancora efficace anche se alcuni degli effetti speciali sono un po’ datati (ed alcuni dialoghi… discutibili).

Oltre ad essere indiscutibilmente la migliore delle due, la storia di Argento ha un cast molto più grande e con nomi molto più noti – oltre al già citato Harvey Keitel, come John Amos nei panni di un sagace detective, Sally Kirkland (meglio nota per Anna del 1987, e che riprenderà lo stesso ruolo – Eleonora – anche nella versione del 1993 de Il Gatto Nero) o Julie Benz (Dexter, Defiance, Saw 5, Black Sheep del 1996).

Due Occhi Diabolici huzzah

Commento Finale

Il “duetto” registico che tributa Poe raccontando sue storie non è certamente il miglior esempio per dimostrare le qualità di Romero, che qui racconta una storia di Poe cambiando molte cose ed aggiungendo elementi superflui, in un deludente ed incredibilmente dozzinale esercizio in cui Romero sembrò scordarsi chi era, visto che la sua versione de I Fatti Sul Caso di Mister Valdemar sa molto più di Fulci, ed il Fulci di Zombi 3 (del quale ha comunque un po’ colpa) più che Romero, se non per il commento sociale, che è qui ovvio, banale e martellatovi nel cervello senza grazia o finezza.

Non esattamente quello che volevo dire durante una retrospettiva su Romero, qui in uno dei suoi momenti più bassi, ma è innegabile come sia deludente la sua parte di film, e come Argento (quando ancora possedeva abilità registiche e non si cagava addoso – figuratamente – Cannes) sia responsabile di un buon adattamento de Il Gatto Nero, con molte differenze ma non troppe, che convince più del previsto, non posso dire che attendevo con trepidazione di vedere una storia già adattata decine di volte per la tv ed il cinema, ma questa è una buona versione, aggiornata ai tempi moderni e con più delizioso gore.

Due Occhi Diabolici miao murders

Nel complesso, Due Occhi Diabolici come micro-antologia è decente, due orette scarse di film horror basato sulle storie del grande Poe, ambientate e girate nella Pennsylvania cara a Romero (ed a Poe, anche se la sua tomba a Philadelphia ha poco di “originale”, ma non lo dite a nessuno), con dei buoni effetti speciali curati – e da chi altro? – da Tom Savini.

Non un film essenziale per la carriera di entrambi i registi, ma che i fan del genere vorranno avere nella propria collezione, ad un prezzo ragionevole, ed una volta capita quale delle 5 versioni DVD che sembrano identiche è la migliore.

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