ROMERO DAYS #8: La Metà Oscura (1993)

La Metà Oscura 1993

Dopo il non felicissimo (almeno per Romero) episodio di Due Occhi Diabolici, il “padre degli zombi” si dedicò ad adattare una storia di Stephen King, appunto, La Metà Oscura, su un autore i cui lavori sono troppo cerebrali e non troppo apprezzati… almeno lo sono quelli di Thaud Beaumont, perchè scrive diversi romanzi pulp che riscuotono enorme successo, sotto lo pseudonimo di “George Stark”.

Quando si viene a sapere che “George Stark” è in realtà Thaud Beaumont, l’autore e la moglie decidono di celebrare un finto funerale al suo alter ego nel cimitero cittadino, con tanto di epitaffio canzonatorio che recita “Non una brava personcina”.

Ma George Stark riemerge dalla sua falsa tomba, ed incomincia ad apparire nel mondo reale, con tutti i tratti del protagonista Alexis Machine descritti da Beaumont nei libri, e si lancia in un eccidio per vendicarsi di coloro che ritiene responsabili della sua “morte”, il che – comprensibilmente – mina la sanità mentale del povero autore, che si ritrova invischiato fin troppo intimamente nella serie di efferati e perversi omicidi…

Questa sarà una recensione più corta del solito perchè per meglio parlare del film dovrei inevitabilmente spoilerare, e sebbene la mia politica sugli spoiler non sia sempre inflessibile, non è per un film come questo che la trasgredisco. Lo faccio per robaccia come Krampus The Christmas Devil, che non si merita il cartellino “qui non si spoilera”.

La Metà Oscura 1993 2B

Premetto questo perchè dalla sinossi La Metà Oscura può sembrare assai formulaico come horror-thiller, non per la premessa in sé, ma per l’esecuzione che pensiate ricada su cliche e “rivelazioni” viste arrivare con binocolo, o dia spiegazioni plausbili ma insoddisfacenti. Il film sa benissimo a cosa siete portati a pensare, lavora sopra a quello che potete prevedere, e costruisce sulle vostre aspettative in maniera da confermarle ma in modo inaspettato e sorprendente.

Certo, sono toccati temi che vi aspettate, in questo caso il conflitto creativo di scrittori (e non) tra il cercare successo appagando il pubblico ed il voler parlare di cosa ci interessa, anche se è destinato ad una nicchia e non a vendere milioni di copie, ed il processo di transfer che le persone creative compiono verso le proprie opere, nelle quali riversano parti di sé non sempre gradevoli, etc.

Ma c’è davvero molto di più alla premessa, con la narrativa che si stratifica in maniera notevole, ed alcuni potrebbero dire (nelle parole di Thomas Prostata) “pure troppo”, e non è sbagliato dire che – forse – il film ha un “po’ troppo” a bollire nella metaforica pentola, e possa risultare un po’ ridicolo per questo, specialmente se descritto o  nel prendere certe scene fuori contesto.

La Metà Oscura 1993 george stark

Ed in mano ad un regista meno capace la storia di King poteva essere adattata molto, molto male, ma Romero ha fatto un fantastico lavoro, visto che dopo un’inizio leggermente lento, il film carbura ed è un crescendo di suspence ininterrotto, che culmina nell’incredibilmente teso e surreale climax. Descritta nel dettaglio la narrativa sembra non poter funzionare benissimo, ma l’esecuzione è davvero ottima e vi farà dimenticare di come su carta sembri troppa la carne al fuoco.

Abbiamo anche un buon cast, Timothy Hutton fa un’ottimo lavoro nei panni sia del timido e tranquillo Thad Beumont sia nei panni del truce ed efferato assassino Alexis Machine, ma non è il solo attore notabile o con esperienza, visto che abbiamo Amy Madigan (Gone Baby Gone, Strade Di Fuoco, L’Uomo Dei Sogni) nei panni della moglie di Thad, Michael Rooker (Henry – Pioggia Di Sangue, Slither, The Walking Dead, ed i due Guardiani Della Galassia) nel ruolo di un agente di polizia amico di Thad, anche Julie Harris (La Valle Dell’Eden, l’originale The Haunting del 1963, Gorilla Nella Nebbia), qui in un gradevole ruolo di supporto.

L’unico neo è nel fatto che sebbene in alcune scene si noti la mano di Romero, questo è uno dei film meno tipici della sua carriera, ed in cui sente molto di più lo stile di King, non una sorpresa visto che – di nuovo – la sceneggiatura è adattata dall’omonima storia del celebre scrittore (la quale ovviamente prende luogo nel Maine). E ci sono anche un paio di sequenze oniriche a tratti Cronerberg-iane.

La Metà Oscura 1993 paper cuts

D’altro canto, questo è segno che Romero era capace di fare anche film senza utilizzare per forza gli stilemi tipici della sua produzione (come la celebrazione di miti horror, il commento sociale, e la Pennsylvania), e non per questo cascare in maniera disastrosa dal pero uscendo della propria zona di comfort.

Gli effetti speciali sono ottimi per un film del 1993, peccato che quelli agli inizio e fine del film siano non in linea con la qualità che hanno per tutto il resto del film, o effetti speciali digitali (usati in maniera sensibile, molto sensibile e ragionevole in questo caso) molto buoni all’epoca, ma non invecchiati particolarmente bene. Piccolezze, però.

Commento Finale

La Metà Oscura è uno dei film di Romero meno “romeriani” di sempre, ma anche un ottimo thriller-horror basato sull’omonimo romanzo di Stephen King (e come per gli altri film adattati dai suoi lavori, non ho letto neanche questo, sorry), in cui lo scrittore Thad Beaumont è costretto a rinunciare al suo pseudonimo letterario, George Stark, sotto il quale pubblicava numerosi gialli spazzatura “molto pulp” di successo, al fine di evitare un ricatto. Quindi decide di svelare la cosa lui stesso e seppellire il suo alter ego.

Ma George Stark non prende molto bene il finto funerale fatto in suo nome, e sembra esulare dalla pagine dei romanzi di Thad, cercando tremenda e truculenta vendetta sui responsabili della sua “morte”, in un film che gioca benissimo con le vostre aspettative, costruendo una narrativa tutt’altro che banale ed evitando gli scenari clichè su cui pensiate si andrà ad arenare la storia, in un crescendo di tensione ed un inteso climax.

La Metà Oscura 1993 tomb shenanigans

Forse c’è un po’ troppo in gioco nella trama, ma l’esecuzione è così buona da farvi passare sopra a questo ed alcuni effetti speciali stranamente sottobudget (quando per tutto il resto del film sono ottimi) o semplicemente non impressionanti come lo erano 15 anni fa. Un buon cast di cui spiccano Timothy Hutton in un doppio ruolo, oltre ad Amy Madigan e Michael Rooker, meglio noto oggi per The Walking Dead e Guardiani Della Galassia.

Una piacevolissima sorpresa e decisamente uno degli adattamenti delle storie di King da mettere nella “lista dei buoni”. 🙂

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