GRIND CAFE EX #11: Easter Beaster

 

Eddie Valiant

Riposa in pace, Mario Mario.

Siccome l’anno scorso me ne scordai completamente, quale migliore occasione della Pasqua che quest’anno cade il 1 aprile per NON fare il post del pesce d’aprile, ed invece fare il primo (e spero/presumo l’unico) numero del Grind Cafe EX su conigli assassini, perchè, dubitavate esistessero b-movie anche sugli animali più coccolosi e paciocchi del mondo?

Sì, a ridosso del precedente numero in cui parlavamo di ottimi film horror, eccoci a rovistare nella spazzatura dell’industria, nel ridicolo assoluto dei leporidi che non sono minacciosi, non importate quanto zoomi sugli adorabili dentoni e molesti le bestie tirandogli addosso ketchup per farle sembrare fiere assetate di umano plasma.

Indi, spero sia quello che volete, in ogni caso buona lettura!

Night Of The Lepus 1972

Anno: 1972
Titoli Alternativi: Rabbits, La Notte Della Lunga Paura
Nazione: Stati Uniti
Durata: 1 ora e 25 minuti
Regia: William F. Claxton

Davvero siamo al punto di recensire Night Of The Lepus, il b-movie con i conigli assassini?

Beh, se voi conoscete altri film horror a tema vagamente pasquale (visto che non c’è uno slasher specificatamente tematizzato od uno zombie movie con il vecchio Jesus, per quanto ne so), accetto volentieri suggerimenti e consigli, perchè a parte l’altro film recensito in questo numero, non ne ho trovati altri in assoluto, neanche per sbaglio.

E no, la trilogia di Bunnyman non c’entra un santissimo minchius, visto che è su un tizio con un costume da coniglio che uccide persone, perchè immagino il kigurumi da ornitorinco fosse troppo hipster.

Per molti di voi Night Of The Lepus (in italia titolato “La Notte Della Lunga Paura”) non necessiterà di nessuna presentazione, visto che ha una certa fama per essere uno dei b-movie horror più ridicoli di sempre (anche dal solo concept), ed è stato preso per il culo da decenni, riffato da Rifftrax (ovvero un gruppo fondato da alcuni membri di Mistery Science Theather 3000), giustamente vista la ridicola scelta dell’animale.

Night Of The Lepus 1972 sergeant fluffybun

In essenza il film di William F. Claxton (basato sul romanzo The Year Of The Angry Rabbit di Russell Brandon) è un tipico filmetto horror dell’epoca, che seguiva la moda della “natura assassina” popolarizzata da Gli Uccelli (e nel giro di 3 anni fatta esplodere da Lo Squalo di Spielberg), ovvero b-movie in cui un tipo di animali si ribella all’uomo, o decide di attaccarlo in maniera feroce. Di film come questi ce ne sono tantissimi, tanti da coprire i diversi animali che (non sempre a torto) vorrebbero ribellarsi e spodestarci dall’apice della catena alimentare, creando di fatto un sottogenere, e poi il “sotto-sotto-genere” dello shark movie, uno decisamente fin troppo prolifico.

Orsi, razze, toporagni, meduse, piovre, maiali, insetti di vario tipo, e via dicendo, la lista è infinita visto che continuano ad uscire film di serie B, con roba recente come “Zombeavers”, un film su castori assassini uscito nel 2014.

Ma sebbene ora film del genere siano poco più di gag, la regola generale era scegliere un animale minaccioso, o con del potenziale assassino, qualcosa di cui la gente poveva avere paura o disgusto, con il quale avrebbe volentieri evitato il contatto ravvicinato, o che odiavano. Come cazzo venne in mente di fare un film del genere sui conigli è una cosa che tutt’ora mi sfugge: ricordate, questo è un film del 1972, non fu fatto per ridere o per “schifo lol, quant’è brrutto zio” dalla Asylum.

Quindi avete un regista ed attori (tra cui DeForest Kelley, “Mc Coy” della serie storica/classica di Star Trek, per qualche motivo nel cast, assurdo visto che poi fu l’ultimo film esterno all’amata serie sci-fi in cui recitò) che cercano di far funzionare seriamente un film con una premessa che lo danna al ridicolo fin da subito. Non sorprende che la locandina pubblicitaria americana mostrasse solo gli occhi delle creature assassine, così come The Giant Claw non mostrò il volto del titolare mostro.

Night Of The Lepus 1972 deforest kelley for some reason

Potrei prendere per il culo anch’io il film su come debba spiegare il suo stesso titolo (almeno nel doppiaggio originale), e lo farò, perchè è un bell’autogol usare il termine latino per “coniglio” al fine di non far capire subito a chi entrava al cinema cosa stava per vedere, e poi dover spiegare la tassonomia come un episodio di Kemono Friends. XD Anzi, è più una presa di culo di chi venne al cinema senza sapere il significato di “lepus”, visto che il film inizia con una sorta di servizio giornalistico sulla minaccia alle colture ed animali che i conigli avevano rappresentato in Australia anni prima, nella maniera più secca e seria possibile, cercando di darsi un tono e non far uscire il pubblico subito alla parola “La Guerra Dei Conigli”.

E di fatto questo è Night Of The Lepus, un film che cerca di funzionare come un regolare film horror su animali assassini (la cosiddetta “creature feature”), nonostante la creatura scelta sia una delle più adorabili e meno minacciose del creato, come ignaro od incurante del ridicolo ancora più pronunciato che viene dal fare un film su conigli assassini. Non c’è un briciolo di comicità, anche implicita, ogni scena e dialogo sono recitati e trattati con la massima serietà, e direi che il film ci mette più impegno del dovuto, ma “impegno” non è la parola giusta.

Certo, c’è il fatto che essendo un film di inizio anni ’70, per cercare di far bere il preposteroso scenario e creare l’illusione di conigli giganti non si potevano creare le bestioline via grafica 3D. Quindi il film utilizza la prospettiva, modellini creati apposta, effetti visivi di sovraimposizione assai palesi oggi (che mi hanno fatto subito pensare ad i film di Bert I. Gordon, non un buon segno), non più palesi degli ovvi tizi in costumi da coniglio che si lanciano addosso agli attori, ed al montaggio che non gli nasconde per niente, visto che i conigli sono adorabili ma non fisionicamente pensati per la boxe ed i vari colpi che dovrebbero infliggere alle vittime.

Night Of The Lepus 1972 death by cute

Quando non sarete a ridere degli assai disperati primi piani ed inquadrature angolate che cercano di rendere minacciosi i pelosi lagomorfi (e buttargli ketchup sui denti e pelliccia per simulare sangue e gore non funziona), vi potreste chiedere come il film tratti i suoi animali (che sono reali, tranne quando sono ovvi umani in costume), e sebbene sono sicuro non sia morto nessun coniglio per questo film, tra la mancanza di un “nessun animale è stato maltrattato durante le riprese di questo film” e certe scene (come un coniglio che sembra davvero a fuoco e diversi conigli nello scontro finale), ho diversi dubbi che preferirei lasciare tali, se devo essere onesto. sospiro triste

Quasi dimenticavo, la trama, non che ci sia molto da discutere, è stupida e noiosa: delle tane di coniglio rendono la zona impraticabile per i cavalli e la presenza eccessiva dei leporidi besti è un fastidio per un ranchero, ma siccome avvelenare il terreno gli rovinerebbe i pascoli per il bestiame, cerca un metodo alternativo, chiedendo a DeForest Kelley (è l’unico attore di rilievo, quindi..).

Mc Coy ha un amico zoologo-scienziato che appunto sta lavorando con sua moglie (anch’essa “scienzato-zoologo”) a qualcosa di simile con altri animali, e chiede a lui una soluzione. Settimane dopo, i due finiscono per provare ad iniettare un siero (datogli da un’altro dottore) per cercare di rendergli sterili, ma siccome i due scienziati-zoologi-genetisti sono furbi abbastanza da portarsi in laboratorio la loro figlia, questa finisce per scambiare il coniglio infettato con il siero con quello di un’altra gabbia, perchè voleva salvare il suo amichetto (si fottano gli altri conigli), che appena può scappa dalle sue mani e si mischia agli altri conigli. Il che…. in qualche modo fa diventare i conigli giganti ed assettati di vernice al pomodoro.

Non solo questo è assai stupido come evento scatenante dalla catastrofe predetta da Tim il mago, ma è ancora più idiota quando vi accorgete che la bambina (dopo aver scambiato i due conigli), NON va a riprendere quello infetto, quindi tutto questo non dovrebbe essere accaduto, per niente. L’intero film è pieno di gaffe così, alcune ovvie come quando si passa da scene girate di notte a stock footage (a volte preso da chissadove, a volte sequenze del film già viste che sono riusate) chiaramente girato di giorno, altre meno notabili come mancanza di continuità e buchi di trama, i quali onestamente non ho notato subito perchè non me ne fregava niente dei personaggi, ma ci sono, cosa che non posso dei personaggi.

Night Of The Lepus 1972 bunnyman vs horse

Uno strano coniglio con la zip ed un povero cavallo.

Non è un caso di personaggi clichè, perchè anche dire che un personaggio è trito implicherebbe caratterizzazione, cosa che non sono sicura esista qui. Non odio i personaggi, perchè a malapena sono presenti e considerati tali, tanto che potevano avere nomi generici come “il mandriano”, “lo sceriffo” e non sarebbe cambiato assolutamente nulla, il film sarebbe stato su tizi che ricoprono ruoli che combattono la terribile minaccia di conigli che brulicano in modellini ed attaccano umani con l’aiuto di tizi in costumi da coniglio.

Ironicamente, la fortuna del film di William F. Claxton è proprio il suo assurdo soggetto, visto che ancora oggi ne parliamo, ed il ridicolo rende il tutto più divertente, cosa fortuita davvero, visto che se fosse per gli attori e la sceneggiatura, questo sarebbe stato un film davvero davvero noioso, ed è comunque noiosetto. La regia di Craxton è davvero blanda, comprensibile ma priva di qualsiasi guizzo o stile (e spesso sghemba), ed altrettanta passione è percepibile negli attori, con Stuart Whitman e DeForest Kelley (e tutto il cast, in sintesi) che trasmettono la sensazione di essere in coda alle poste, e preferirebbero essere da tutt’altra parte, ma siccome sono professionisti fanno la loro parte senza esagerare, anche troppo “senza esagerare”.

E ci vuole un po’ di rigore professionale per non ridere al solo dover pronunciare frasi come “un enorme branco di conigli inferociti si dirigono da questa parte, per favore sgomberate”, dette senza un briciolo di ironia da uno sceriffo al pubblico di un drive-in (che stava vedendo un episodio di Tom & Jerry, cosa possibile perchè è un film MGM).

Commento Finale

Night Of The Lepus 1972 the big big JUMP

Night Of The Lepus visto oggi è una strana bestia assai, perchè è un film horror su animali assassini che si scelse uno degli animali meno minacciosi possibili, ed andò avanti con questa assurda premessa come se gli animali fossero lupi feroci, e non gli adorabili conigli che se non sono stati uccisi sul set ho motivo di credere siano stati maltrattati in qualche modo (oltre ad avergli tirato addosso ketchup, intendo), visto che al tempo non c’era modo di fare orribili creature con la CG più pezzente sul mercato, quindi i conigli che vedete sono veri ed il film prova a farvi credere che siano giganti via prospettiva, modellini, effetti speciali dozzinali anche per l’epoca, ed ovvie (fin troppo ovvie) persone in costumi da coniglio. XD

Il fatto che lo rende diverso da tanti b/z-movie che vediamo apparire in questi anni (e che lo rende più divertente) è che Night Of The Lepus si prende sul serio, davvero sul serio, senza un briciolo di consapevolezza di sé, il che rende più divertenti le scene in cui gli adorabili leporidi mostrano i dentoni alla camera nel tentativo di sembrare minacciosi, o le numerose gaffe a livello di continuità, dialoghi, stock footage girato di giorno mostrato subito dopo riprese fatte di notte (e cose come membri della troupe visibili in alcune inquadrature), etc.

E sia chiaro, questa mancanza di comicità volontaria è la cosa che rende il film molto più tollerabile, senza cambiare il fatto che è comunque brutto, con una regia pessima e blanda, priva di qualsiasi ispirazione (e spesso sghemba), attori navigati (tra cui DeForest “McCoy” Kelley) che recitano con il trasporto di un norvegese blu, una trama clichè e stupida, oltre personaggi a malapena rilevabili come tali, tale è la “caratterizzazione”. Ed anche con la goffagine dei conigli assassini, è comunque noiosetto.

Night Of The Lepus 1972 attack of the killer stock footage

La cosa peggiore/migliore sta nel fatto che Night Of The Lepus non è affatto il fondo del barile, visto che – anche senza andare a pescare robaccia fatta in anni recenti come Piranhaconda – al tempo già esisteva The Killer Shrews, film del 1959 di Ray Kellogg (sì, davvero), ed ho visto con le mie pupille la miseria di un film che dovrebbe essere su toporagni assassini, ma è talmente con le pezze al culo da appicciare delle robe addosso a poveri cani per fare i…. toporagni assassini.

E nonostante ciò va ammesso che Night Of The Lepus è comunque meglio messo assieme di tanti altri film simili , cosa allo stesso tempo sorprendente (quasi) e triste. 😦

Beaster Day 2014

Anno: 2014
Titoli Alternativi: The Beaster Bunny
Nazione: Stati Uniti
Durata: 1 ora e 24 minuti
Regia: John Bacchus (sotto lo pseudonimo “Snygg Brothers”)

Ancora più ridicolo di “The Beaster Bunny” è il titolo originale del film (che dovrebbe essere la parodia di Here Comes Peter Cottontail, uno speciale televisivo stop-motion animato dalla Rankin/ Bass), il che è un buon biglietto da visita, visto che spesso l’unica scintilla di “impegno” in filmacci del genere inizia e finisce con il titolo. Manco quello.

Quindi per il resto della recensione farò finta che il titolo originale fosse The Beaster Bunny, perchè è più corto e migliore di quello originale, sempre ridicolo, ma più semplice, diretto ed efficace.

Immagino dovrei parlare della trama, non che un film con la locandina ed il titolo come questi debba elaborare, e difatti non c’è un cazzo da elaborare, è su un coniglio mostruoso gigante che uccide persone idiote e/o stronze nella foresta, non come un Krampus pasquale, ma perchè questo è un film horror di serie Sotto-Z, quindi tanto vale fare i personaggi detestabili così vi divertite (almeno quella è la teoria) a vedergli uccisi dal mostro di turno. Con il sindaco che crede le uccisioni siano colpa di gente Amish, tocca ad un deprimente accalappiacani ed una teenager che vuole fare l’attrice fermare il pupazzone del rattoniglio.

Beaster Day 2014 our hero, ladies and gentlemens

Davvero, il fatto che sia Pasqua o meno non c’entra nulla, ma il motto generale del film è “chissenefrega”, quindi non sono davvero sorpreso.

Avrei detto che il mostro sembra Tony Tony Chopper dopo un cocktail di Rumble Ball e acido, ma anche dire ciò darebbe troppa dignità alla schifezzache si agita a schermo, e non mi sorprende che dobbiate attendere solo 10 minuti per vederlo apparire in tutto il suo putridume digitale, non c’è motivo di attendere a mostrarne le fattezze, non c’è motivo, punto.

E poi, più che un coniglio, sembra un ratto bipede proveniente da un titolo PS1, anche se è chiaramente una marionetta con fili, che non assomiglia affatto al disegno in copertina sul dvd (vedi sotto) , la quale mostra un design del “mostroniglio” 3000 volte meglio di quello che vi beccate nel film vero e proprio, ma mi aspettavo una cosa del genere.

The Beaster Bunny dvd cover uk

Manco una tagline sa fare questo film.

Gli effetti speciali sono quasi tutti digitali e terribili, al punto che mi sembrava di vedere un FMV game su Sega CD (come la buca nel terreno che in qualche modo è peggio fatta che nel primo EDF), e va ammesso, il “beaster bunny” è la parte migliore del film, fatto volutamente male e simpatico, e vederlo cercare di interagire con scene in cui è solo una marionetta sovraimposta fa sorridere. Almeno all’inizio lo è, perchè lo vedrete in “azione” fin troppe volte, quanto basta per togliergli qualsiasi valore e patina di fascino dozzinale.

Al minimo, vi basteranno i primi 5/6 minuti per capire che tipo di stronzata è e se vorrete/riuscirete ad andare oltre e vederlo fino alla fine, se non vorrete morire di tristezza dopo che un tizio si infila carta ed un coniglio di pezza per gonfiarsi il pacco. Scuotiamo assieme la testa, ora, in comune mestizia. Non che dobbiate arrivare a 5 minuti di film per vedere che è un’altro filmaccio girato malissimo, con una qualità video e taglio che non mi fanno pensare “questo è un film a basso budget, ma sembra un film”, ma che qualcuno potrebbe scopare da un momento all’altro, tanto squallido sembra fin da subito.

Ed essendo un filmaccio del cazzo, ovvio che ha pure diverse tette “in azione” (no, non intendo che c’è un paio di tette senzienti, non è quel film, ha solo donne a caso in intimo o nudità gratuita), il che mi aspettavo visto lo squallido generale del tutto, reso palese con inquadrature come queste:

Beaster Day 2014 ready porno one

Nulla ha senso: persone vengono investite da una macchina con effetti speciali goffi e invece di essere tutt’uno con l’asfalto hanno solo una mano mozzata da un’orribile effetto digitale, il beaster bunny/ratto toglie il reggiseno ad una che corre a tette all’aria, con la telecamera che inquadra le tette dell’attrice (che si ferma più volte solo per farle ballonzolare e fare smorfie assurde alla telecamera) come se non ne avesse mai viste un paio, e cosa ancora peggiore, gran parte del film è su una ragazzina che torna a vivere dai suoi dopo poco successo come attrice, il padre vuole mangiare roba con colesterolo ma è porkblocked di continuo, ed altre cose noiose di cui non vale la pena parlare.

L’unica cosa positiva che mi sento di dire è che almeno qui hanno speso qualche soldo per un microfono decente o sanno qualcosina a livello di missaggio audio, perchè NON mi sono ritrovato a dover tendere le orecchie od alzare il volume a causa del vento o della musica di sottofondo che quasi copre i dialoghi. Non che i dialoghi valgano la pena di essere ascoltati, specialmente visto che John Bacchus confonde “comicità” con “offese a caso e volgarità” (come la filippica assolutamente gratuita contro gli Amish, che non è una singola battuta), ma quello già lo sapete ed è un’altro discorso.

Quasi ogni tentativo di comicità (macabra o meno) tonfa sonoramente (il rattoniglio che si metta a ballare facendo il verso ad un tizio mi ha fatto ridere, lo devo ammettere), il riempitivo è quasi il focus del film, con scene che non vanno da nessuna parte e si tirano per le lunghe (quando piccolissime sequenze non sono riusate nella stessa scena), personaggi fastidiosi, attori che o sono espressivi come un rapanello od urlano, quando non è palese che stavano per mettersi a ridere.

L’unico obiettivo del regista (ed in generale di film come questi) era di fare un film terribile ma godibile come trashata assoluta, perchè ormai molti (registi e spettatori in egual misura) sono convinti che film del genere puoi fargli divertenti facendogli male apposta, basta fare davvero schifo impegnandosi meno del minimo sindacale e magicamente qualsiasi rigurgito diventa roba di culto.

Beaster Day 2014 rabbit or rat, you decide

Quello è il “bestioniglio” che avrete nel film vero e proprio.

Non funziona così, ma ormai molti sono così alla ricerca del prossimo “peggior film di sempre” che registi di serie zero vedono la richiesta in questo specifico settore del mercato, perchè tanto c’è qualcuno che ha zero standard o deciderà di non avergli per questi film, desideroso di ingollare qualsiasi cosa e capace pure di offendersi quando qualcuno non trova divertente il puerile ed irritante senso dell’umorismo di film .

Spero davvero che non troviate quasi nulla in questo film divertente o sexy, altrimenti andrete d’accordo con il personaggio dell’accallappiacani sapete, quello inquietante che si infila roba nei pantaloni per far sembrare il suo pacco più grande e si comporta come un matto ed urla. Qualche momento ilare c’è, ma è pura casualità che dura secondi.

Spero si siano divertiti a farlo, perchè onestamente si nota raramente a vederlo, ho fatto un’enorme fatica ad arrivare alla fine, un’ottima cosa per un film che non arriva neanche a 90 minuti. E sì, ogni tanto ho saltato un minuto di film perchè ero stufo di sentire uno degli attori dire cazzate ad libitum (le scene con il sindaco, soprattutto quelle sono orribili ed insopportabili, quasi saltate in toto perchè mi urtavano dentro e tanto non andavano da nessuna parte), offese a caso od attori urlare fin troppo vicino al microfono. Ma sì, l’ho visto il film, metodo non così usato come pensate per recensire qualcosa.

Beaster Day 2014 edf hole

Earth Defense Force ha buche più convincenti.

Tra l’altro, questo è il tipo di film che cita testualmente cose migliori che preferiste essere a vedere o leggere, ed ad un certo punto c’è un uovo gigante nei boschi. Lo dico qui senza motivo anche perchè non serve a niente ed il finale non spiega nulla di perchè il coniglio è gigante, ma vi mette i due protagonisti a guardare lo spettatore come degli appena lobotomizzati. Quasi dimenticavo, John Bacchus deve amare Battlefield Earth, altrimenti non mi spiego le frequenti ed insensate inquadrature inclinate.

Se siete davvero curiosi, sì, esiste una versione DVD britannica. Ma non l’ho comprata, perchè anche cercando una versione usata su Amazon UK, non si va sotto i 6 euro (se spediscono in italia), troppi per una cazzata del genere, specialmente dopo aver visto il trailer ho capito di poter vivere senza averlo nella mia collezione. Adoro collezionare anche robaccia (ed ho robaccia in DVD come Jurassic Shark o La Notte Dei Mille Gatti), ma ho dei limiti anch’io, e non ho sempre il denaro extra per ogni porcata che devo importare dal Regno Unito.

Commento Finale

Incoraggiare vostri amici e parenti nei propri progetti è una cosa molto bella e nobile, ma forse a John Baccus dovevano uccidergli le sue aspirazioni di cineasta subito, almeno non avremmo avuto The Beaster Bunny, un film talmente brutto che il regista ha usato lo pseudonimo di “The Snygg Brothers” nei crediti. D’altronde, posso capire perchè non voleva mettere il suo nome su questo escremento cinematografico, non vorrei mai il mio nome su roba del genere.

L’ennesimo film di merda che pensa basti fare schifo a tavolino per diventare di culto, dimostrando di non comprendere un cazzo dei film “so bad it’s good” che vuole imitare, e che sorpresa, il risultato è un noioso film di serie Zero che pensa di essere divertente in quanto girato con il culo (e con parecchie inquadrature angolate stile Battlefield Earth), con personaggi irritanti e terribili, recitazioni che sono o letargiche o fuori misura, effetti speciali digitali (e non) imbarazzanti, nudità gratuita e continui tentativi di comicità che cascano morti con un sonoro tonfo, ed il film ci prova disperatamente a farvi ridere.

The Beaster Bunny (o l’ancora più ridicolo titolo originale che aveva) è quel tipo di film brutto, stupido, noioso, squallido, ed in qualche modo convinto di essere davvero esilarante e divertente, convinto di meritarsi in anticipo lodi per essere “so bad it’s good”, cosa che non è affatto, e che si concretizza nel peccato mortale di citare film migliori, fare pessime gag che non fanno ridere, od offendere pesantemente gli amish per nessun motivo, perchè questa è l’idea di comicità di John Bacchus. Quello o rutti a caso, cose che farebbero ridere solo gli infanti. E John Bacchus, evidentemente.

Beaster Day 2014 fps shovel action

I rarissimi e fugaci momenti comici che funzionano sembrano più casuali, incidenti, e non cambiano che questo è un film davvero triste, patetico, noioso e terribile, ancora più di quanto il regista pensi, è così brutto che è noiosissimo ed irritante. Tutto qua. Non è neanche scioccante, non è neanche capace di sorprendere lo spettatore, che o si abituerà subito alla merdaggine del film od andrà in coma dalla stupidità insipida del tutto. Anche l’unica cosa che lo renderebbe più simpatico (il mostro che chiaramente è una marionetta sovraimposta) è rovinata dal fatto che vedete fin troppe volte il rattoniglio, rendendo la visione di questo film piacevole come la rimozione di un dente.

Anche ad essere inetto di proposito il film è troppo inetto, pensa te. O forse mi sbaglio io ad aspettarmi qualcosa di vagamente guardabile quando il film non riesce ad avere neanche una tagline vagamente accettabile, od essere vagamente sopportabile anche per subbacqui della monnezza cinematografica di serie Z come il sottoscritto.

Quando mi trovo a rimpiangere Night Of The Lepus o la robaccia di Corman, è un bruttissimo segno, ma eccoci qui comunque, con un film che vorrebbe essere apprezzato come “terribile ma divertente” ma che non riesce manco in quello perchè ogni scena sembra pensata per frustrare lo spettatore ed infastidirlo, per inimicarselo più che offrire il suo lavoro e sperare che diverta.

Sono felice di non aver speso neanche un euro su questa ammasso di polifosfato organico cinematografico, non si merita NIENTE. Soprattutto il vostro finito tempo su questa terra. Spero sia perlomeno servito a fare una recensione divertente questo ennesimo esercizio in tedio, masochismo e orribile cinema, perchè onestamente credo che l’energia richiesta per cagarci sopra sia comunque troppa per la soddisfazione che si può ricavarne.

Beaster Day 2014 egg pun

Quindi, buona Pasqua, se la celebrate davvero o meno, basta che non guardiate film come questi due per celebrare!

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