Ninja Terminator (1985) [RECENSIONE] Wigs of Fury

Ninja Terminator 1985

Dopo aver per sbaglio recensito prima Golden Ninja Warrior invece di questo, eccoci a recensire Ninja Terminator, ritenuto uno dei più divertenti film pasticciati assieme dal maestro del cinema low budget di Hong Kong (padroneggiante l’antica tecnica del “copia ed incolla”), e quello che dovrebbe chiamarsi Golden Ninja Warrior invece del film del 1986 che porta davvero quel nome (forse Godfrey sbagliò e scambiò i nomi come con DeVito e Schwarzy in Twins).

Se non sapete chi è Godfrey Ho, non starò a rispiegarlo nel dettaglio, vi rimando alla recensione di Golden Ninja Warrior, ora tuffiamoci di nuovo nel mondo di film incollati assieme con il potere ninja dei ninja, dai ninja, per i ninja. Ninja!

ONCE UPON A NINJA

Come ogni stramaledetto film di Ninja fatto da Godfrey Ho ( o Joseph Lai), questo è stato creato inserendo materiale girato ex-novo e poi incollato su un’altro, con il doppiaggio nuovo che cercava di unire due trame mai intese per coesistere assieme. Questo già lo dissi nella recensione di Golden Ninja Warrior.

Quello che non dissi allora è come Godfrey Ho otteneva i diritti di un film di altri, quando chiaramente ricorreva alla sua tecnica del “copia ed incolla” appunto perchè non aveva i soldi per produrre un intero film, figuriamoci per pagare diritti ad un’altra compagnia. Beh, la scappatoia è che spesso acquisiva film mai finiti, o completati ma mai rilasciati sotto qualsiasi forma, od altre cose simili per aggirare la questione e tenere i costi bassissimi.

O prendere come base film asiatici davvero oscuri ed ignoti come il coreano “Stafferyui Bulcheonggaek” di Si-Hyeon Kim (uscito nel 1984) , di cui faccio fatica a trovare qualsiasi informazione sostanziale in lingue a me comprensibili (e non solo in quelle), qualcosa che non mi dica cose che so già o che non ho già trovato sulla pagina IMDB.

Ninja Terminator 1985 the red ninja massacre

Tanto che mi chiedo come diavolo abbia fatto Godfrey Ho a metterci mano, ci si potrebbe (e potrei) scrivere un libro sui film presi e “ninjati” dalla mano di uno dei registi più economici e pezzenti di sempre. Sul serio, qui c’è una storia di cinema che attende di essere scritta, ma ricercare info sul cinema di Hong Kong anni 80 senza sapere il cinese è un po’ tanto parecchio difficile. Nel frattempo, torniamo a parlare di Ninja Terminator.

Anche se le info sul film originale sono evanescenti, si può dedurre che era un thriller criminale, su una gang comandata da un boss mafioso e da un agente di polizia che deve difendersi la sorella di un ex-criminale (o qualcosa del genere), e lo fa prendendo a colpi di kung-fu i lacchè del boss. Un film d’azione asiatico a sfondo criminale, anni 70, abbastanza dozzinale che non mi sorprenderebbe sapere che il poliziotto ed il boss mafioso si chiamavano davvero “Jaguar Wong” e “Tiger Chan”, anche perchè Tiger Chan ha un inspiegabile (ed inspiegato) parruccone biondo da fare invidia ad Armin di Attack On Titan.

É qualcosa che mi aspetterei di vedere in Kung Pow, ma no, è preso dal “film A”, non è qualcosa che Godfrey o chiunque altro ha inserito per farsi due risate, era già nel film base, il che lo rende ancora più esilarante. Sapevo già chi era ancora prima di vedere per intero il film, ma anche così quando apparì a schermo mi misi a ridere come un deficiente, è troppo assurdo eppure fatto con serietà estrema, non c’è spiegazione od accenno di sorta, è così e basta. XD

Ninja Terminator 1985 trucco parrucco

“Eren! Mikasa! Meno male che state tutti bene!”

La trama del “film B” (ovvero la storia inserita addosso a quella già presente nel film A) verte sul Guerriero Ninja Dorato, una statua composta di 3 pezzi che una volta ricomposta dona il “potere ninja supremo” (ovvero siete impermeabili a colpi di spada e lame e robe simili), che ad inizio film è portata al capo ninja rosso, ma poi i tre pezzi vengono rubati da tre traditori, ora comodamente vestiti in tute da ninja nere così che voi (ed il regista) non gli confondiate.

E sì, questo film doveva chiamarsi Golden Ninja Warrior, invece di quello che poi è finito ad avere quel titolo.

I ninja rossi quindi si danno alla caccia dei ninja neri (tra i quali Richard Harrison, che ha il trattamento privilegio di scegliersi una tuta da ninja stile camo d’ora in poi) in possesso dei pezzi di statua, e dopo il prologo la lotta continua dal giappone ad un altro film che – almeno a credere alle scritte a schermo – prende luogo in Hong Kong, dove il ridicolo doppiaggio inglese (oltre a rattoppare assieme le due trame) succhia via ogni potenziale dignità ad una scena di funerale, difficile sentirsi presi dall’elegia se lo fa uno con la voce di Pippo letargico.

HOT POT PLOT

C’è di più alla storia di “film B” (Richard Harrison ha rubato la statua perchè vuole riformare il maligno Impero Ninja, ed i mafiosi di “film A” vogliono un pezzo della statua dai parenti del ninja nero ucciso), ma come al solito, è un pasticcio convoluto di trama con un finale incredibilmente affrettato. Anche se qui devo ammettere che Godfrey Ho è riuscito a dare uno spazio equilibrato ad entrambe, almeno non sembra che il montatore si sia addormentato e poi ricordato che sì, deve inserire il footage con i ninja colorati da qualche parte nel film, non 30 secondi dopo che la trama originale è andata avanti per un’ora.

Ninja Terminator 1985 garfield ninja force.png

Un classico.

Ma tranquilli, questo è il tipo di film in cui un boss mafioso dice “se oppongono resistenza uccidetegli” e poi taglia ad una scena in cui i suoi lacchè incominciano a sparare sui tizi (completamente ignari che qualcuno gli vuole morti) comunque, perchè che fai, non usi pezzi di film già fatto? Quello, o gli intermezzi con scene strane ed assolutamente gratuite, come il taglio del cococomero stile Metal Gear Rising Revengeance o la versione ninja della danza con le torce tiki, che vengono pure riusate più avanti, perchè sì.

Ed una scena davvero strana anche per film del genere, ovvero a casa di Richard Harrison (il suo personaggio si chiamerebbe Harry, ma chissenefrega) lui è a pulirsi la spada nella sala da cucina mentre attende che la moglie gli prepari il pranzo a base di granchio, ma i crostacei scappano, “attaccano” e Richard Harrison tira un kunai ad un granchio, che è davvero colpito dall’arma,

Parlando di scene strane, questo film ne ha eccome, tra i personaggi di “film A” che parlano con Richard Harrison attraverso un telefono di Garfield, al robot giocattolo usato come messaggero ninja (ed usato così tante volte da rendere geloso Ted V. Mikels), alla videocassetta che mostra a Richard Harrison (ed al pubblico) scene del “film A” mai viste prima di allora (probabilmente prese dalla videocassetta vera e propria del film A , vista la qualità video, ancora più sgranata del solito), in un colpo di genio low budget, perchè solo quando non hai un soldo devi inventarti questi modi assurdi per usare stock footage a fine narrativo e per allungare il film.

Ninja Terminator 1985 vcr watching

State vedendo i personaggi del “film B” guardare una scena del “film A” su un televisore.  Fantastico.

Se non altro, in questo caso, pur rimanendo palese come sempre che sono due film tagliati assieme, il risultato è quasi omogeneo, non è come in Golden Ninja Warrior dove c’erano scene squallide di donne legate, frustrate e picchiate sulle tette che lasciavano spazio a goffe scene con ninja colorati e spadate che non colpiscono mai nessuno sul serio, passando da un film d’exploitation ad una puntata dei Power Rangers, solo che sono ninja.

NINJA MAGIC AND KUNG FU

Come ogni ninja che si rispetti, quelli di Godfrey Ho hanno vari poteri, come il cambio d’abito istantaneo (compresivo di mascara e tute colorate come a carnevale), fare più ruote consecutive, usare il teletrasporto con il consenso del montatore, usare specchietti per acceccare che manco un flashbang, evocare fuoco od un getto di fumo con un gesto della spada, usare bombe fumogene colorate da cartone animato, e rendere gli shuriken ai nemici come se dovrete riportare un righello ad un compagno di classe che vi sta un po’ sul cazzo e con cui non volete fare pace.

Ovviamente, anche Jaguar Wong e Tiger Chan hanno diverse abilità nel loro repertorio, come quella di prendere a calci e schiaffoni da pappone gli avversari con effetti di ripetizione enfatica che fanno danno extra all’onore dei nemici, di combattere usando solo calci come Sanji quando va di fare il tosto all’attore di Jaguar Wong, produrre effetti sonori di repertorio (i vari “smack” e rumori simili, che fanno sembrare i nemici fatti di plastica o materiale duttile) anche solo agitando arti in aria senza colpire niente, e continuerei a fare il sarcastico, ma francamente le scene d’azione in stile kung fu del film A sono godibili, montate assieme da persone che ne capiscono qualcosa di film d’arti marziali, non sono esperto del settore, ma direi che non è nulla di incredibile per il genere, comunque più competente e meglio coreografato di quanto mi aspettavo.

Ninja Terminator 1985 the golden ninja warrior

Questo è il “Golden Ninja Warrior”, btw. Altro che figma.

Questo non vuole che il montatore non possa aiutare anche i personaggi del film A, visto che in una scena in cui Jaguar Wong è legato alla sedia, l’eroe si libera solo perchè il montaggio rende impossibile capire cosa diavolo abbia colpito l’aguzzino di Jaguar (presumo un calcio da parte di Jaguar Wong, posso solo presumere perchè non si capisce proprio), e qualcosa mi dice che questo non è un errore di Godfrey, che era proprio così nel film originale, il cui regista deve aver pensato che quando vuoi avere l’eroe che si libera da una sedia a cui è legato, non per forza devi mostrare il momento importante in cui l’eroe contrattacca e da lì riesce a liberarsi, basta passare oltre ed il pubblico capirà. MAH.

La trama del film A si conclude con Jaguar Wong che riesce a salvare Machiko tagliando il filo della bomba all’ultimo secondo, poi va a combattere Tiger Chan con l’idea di arrestarlo, ed ovviamente i due si sfidano 1 contro 1 (i lacchè vengono mandati via da Tiger Chan stesso, che per il resto del film si è limitato a dargli ordini nella sua volta), essendo questo il climax del film A. La lotta in sé è divertente e Tiger Chan – dopo essersi tolto il comunque ovvio ed inspiegato parruccone biondo- spacca un po’ di culi, ma viene sconfitto perchè le sue scarpe tendono ad incastrarsi nella sabbia della spiaggia come un personaggio di un videogame, ed il film inquadra le sue scarpe più volte come se volesse dire qualcosa, visto che anche Jaguar Wong ha scarpe.

Mentre il finale del film B (e del film in generale) è una battaglia tra ninja, tra Richard Harrison, l’altro ninja caucasico (che riceve anche lui una VHS dal robot giocattolo, nella quale viene detto “Ninja Terminator”, perchè qualcuno si è ricordato di dover giustificare il titolo in qualche modo). Questa battaglia finale (che dovrebbe prendere luogo a Devil’s Rock) accade dopo la sconfitta di Tiger Chan nel film A, e perchè ci sono altri 6 minuti scarsi di film, quindi chiudiamo la trama del film B, che dobbiamo andare in pausa pranzo.

Ninja Terminator 1985 robot messanger with a vhs

Sì, quello è un robot giocattolo con una videocassetta.

Quindi i tre ninja pregano al rispettivo pezzo di statua, ninja combattono come sanno fare, il ninja rosso perde, ma Harrison non lo uccide, e si prende solo il suo pezzo di statua, oltre a quello del ninja nero (che immagino fosse in combutta con Harrison, alla fin fine), gli unisce, si genuflette al Ninja Guerriero Dorato, lo tiene in mano, ed il ninja rosso presumibilmente si suicida esplodendo, Harrison si gira a vedere l’esplosione, THE END, ciao e a casa. Il tutto nel giro di 6 minuti, con un finale brusco e che comunque non verrà mai seguito, presumo.

NINJA GHOST OF CONTINUITY

Ad essere insopportabilmente pignoli, in Golden Ninja Warrior c’è un ninja che deve porta la titolare statua in Cina per una cerimonia, ma l’attore che lo interpreta non è nessuno dei due ninja sopravvissuti al finale di questo film, e comunque alla fine di quello il ninja ha sempre da fare sta maledetta consegna. FORSE questa vaga continuità è osservata da un altro delle centinaia di film sui ninja di Godfrey Ho, ma lo scoprirò eventualmente più tardi, e comunque dubito assai.

Btw, la statua del Guerriero Ninja Dorato permette di essere invulnerabili alle spadate anche quando ne hai solo un pezzo e preghi quello. Ma questo è un film che in una scena dice che un personaggio è morto, in un’altra appare vivo senza spiegazione tipo “era solo una voce”, con ovvie scene girate di giorno che cercano di passare per notturne, con attori americani che sono ridoppiati, che fa continui jumpcut passando all’improvviso da scene di sesso (fortunatamente poco grafiche) a scene di ninja o con tizi mai visti prima d’ora, e usa senza pudore musiche da Echoes dei Pink Floyd, assieme ad altre tracce i cui diritti Godfrey Ho sicuramente non ha pagato (come fece spesso in questi suoi film). È un casino, ma questo già lo sapevate.

Ninja Terminator 1985 you are not on camera

L’unica cosa che ho tagliato è il bordo nero in cui i personaggi si nascondono dallo spettatore.

Se non vi chiedete perchè non parlo di cinematografia, beh, questo è un film in cui ad un certo punto due persone si siedono ai due lati opposti dello schermo…. finendo per metà fuori dallo schermo, come se il lato destro e sinistro dell’inquadratura gli inghiottissero, quindi vedete solo le gambe e le mani, non il resto del corpo. Come se qualcuno avesse voluto fare quella scena in widescreen, ma si fosse scordato di adattare l’inquadratura al frame, quindi vedete questo per diversi secondi, finchè l’inquadratura non cambia (ed anche allora si nota che i bordi dello schermo oscurano cose che chiaramente non dovevano oscurare, e che era già successo più volte prima, ma senza ):

Per i più arguti tra di voi, sì, ho provato a vedere il dvd (sì, possiedo il dvd del film, sempre in versione inglese, sempre parte di The Ninja Collection, e sempre con trailer di altri film della collana) su diversi dispositivi, e sì, non è un problema del player, è proprio il file in sè che ha i bordi dell’immagine tagliati.

Non credo di dover aggiungere altro a livello tecnico sul film che quella immagine non dica già da sola. E non lo farò.

Commento Finale

Ninja Terminator è spesso celebrato come un capolavoro di trash da cultori del genere, e diavolo se questo pastrocchio di Godfrey Ho si merita l’adorazione che ha, perchè è un signor film del “talmente brutto che è bello”, un supremo esponente dello Z-movie, ripieno di tutto quello che si può desiderare in un film del genere, che azzecca casualmente il pinnacolo del cinema d’azione uberdozzinale anni 80, cercando di incastrare una trama di ninja su un altro ignoto film di arti marziali e criminalità asiatica.

Il tutto funziona anche perchè sia il film base sia le scene coi ninja girate ex-novo hanno un simile tono e livello di stupidità, ed anche se sono chiaramente due film montati assieme e con le trame forzatamente unite da un ridicolo doppiaggio inglese, diventa assai facile voler credere che non sia il caso, quando si passa da ninja colorati che si combattono con ridicole armi ed effetti sonori (aiutati dal montaggio a teletrasportarsi) ad un boss mafioso con un’inspiegabile ed enorme parruccone biondo che renderebbe geloso Armin, combattuto da un tizio chiamato Jaguar Wong, e con scene leggendarie come Richard Harrison con il telefono di Garfield, robot giocattolo usati come messaggeri ninja, ed altre cose possibili solo nel mondo del cinema fatto con la paghetta della nonna.

Ninja Terminator 1985 ninja fin

Sì, è stupido a livelli astrali, un grappolo ginormico di clichè, pieno di errori di continuità (ed errori in generali) ma è anche gloriosamente stupido e divertente, con delle scene d’azione sorprendemente ben coreografate e montate (più di quanto mi aspettavo per un ignoto film coreano), anche quelle coi ninja americani hanno il loro fascino ubertrash e divertono, ed i diversi errori non fanno altro che renderlo ancora più esilarante.

Non avete bisogno di vedere le centinaia di film sui ninja fatti da Godfrey Ho, ma se volete vedere un superbo film “so bad it’s good”, questo è uno da non perdere.

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