GRIND CAFE EX #13: Dead & Breakfast

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Eccoci con un altro numero del Grind Cafe EX nello stesso mese, visto che i prossimi due mesi saranno dedicati (quasi) completamente a retrospettive, e di cos’altro dovrei parlare prima di mandare la rubrica in temporanea pennica, se non di letti assassini con appetito per l’umana carne?

Sì, ci sono almeno due film di questo tipo, gioia et giubilo. Infinito è il fondo del barile, etc etc, ma scavando e scavando si trovano alcune cose davvero incredibili, degne di nota a modo loro, quindi tuffiamoci in una risma ignota dei cosiddetti “B-movies”, pescando un indimenticabile ed ultra ignoto film d’exploitation ani 70, assieme ad uno molto più recente.

E sì, dopo aver scritto il titolo del numero ho controllato, esiste davvero un film chiamato “Dead & Breakfast” (che faremo più avanti, visto che ha David Carradine).

Non che ne dubitassi.

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Anno: 1977
Nazione: Stati Uniti
Durata: 1 ora e 17 minuti
Regia: George Barry

Oggi abbiamo qualcosa di speciale.

Qualcosa che forse ero semplicemente destinato a scoprire, con la gioia che nasce dalla scoperta, dal venire a conoscenza di qualcosa così incredibile e ridicolo da non sembrare vero. E quando un film così di nicchia con questo titolo è pure difficile da trovare, assume un’aura leggendaria, specialmente se c’è pure una storia incredibile dietro.

Per dire, c’è un motivo per cui nessuno ha mai sentito parlare o parlato di questo film di fine anni 70 se non prima dei tardi anni 2000: perchè ci sono voluti 30 anni per vederne un’uscita su home video, di sicuro un film del genere non ha mai visto un proiettore cinematografico all’epoca. E siccome il film non esiste se non in formato americano (accidenti ai blocchi regionali), non c’è modo legale e ragionevole di ottenerlo per gli europei. Un peccato, perchè vorrei poterlo aggiungere alla mia collezione.

Primo ed unico film di George Barry, Death Bed: The Bed That Eats, oltre ad avere uno dei titoli più incredibili e veriteri per un b-movie, è veramente un titolo di culto in tutto e per tutto, ed ovviamente sono qua per spiegarvi il “come” e “perchè”. 🙂

In questo caso per parlare bene del film ritengo necessario andare di SPOILER TOTALE, non che il titolo da solo non vi dica cosa vi potete aspettare in linea generale (e per cui – quasi sicuramente – avete deciso di vederlo), ma c’è molto di più, e ben poco di ovvio e banale.

Death Bed The Bed That Eats skellington hands.png

La premessa generale del film è già di per sé delirante: un letto che in qualche modo riesce ad attirare persone su di sé (quando non gli tira il lenzuolo come un cazzo di lazo), e le mangia per nutrirsi o forse solo perchè gli piace. Ma è andando nei dettagli che il tutto… “migliora”.

In primis, per qualche motivo nella stessa stanza del titolare “letto di morte” c’è un quadro, e dietro/dentro il quadro c’è l’anima di un artista mangiato dal letto secoli fa, condannato a rimanere osservatore invisibile e silente delle nefandezze per l’eternità… perchè sì. Ed all’improvviso, verso metà film, l’artista ricorda alcune delle precedenti vittime del letto (che è passato per molte mani) in un montaggio che per poco non diventa comico. XD

Il che fa sorgere (od almeno dovrebbe) la domanda: ma come mangia sto cazzo di letto? Beh, non ha denti o nulla di cartoonesco, se avete immaginato qualcosa del genere.. no. Il letto di fatto “digerisce” le persone e le cose tirandole dentro di sé, come se ci fosse una piscina di acido dentro questo letto d’epoca di normali dimensioni. E rutta, ovviamente. XD

A dir la verità, il film ad un certo punto offre una spiegazione sul perchè il letto sia malvagio e mangi la gente, ma è deliziosamente  pretenziosa e ridicola al punto che è quasi superba. Prendete i popcorn: un demone, innamorato di una donna, creò un letto sul quale fare l’amore con lei, ma durante l’amplesso lei morì, facendo piangere al demone lacrime di sangue che caderono sul letto e gli diedero vita. Oh, inoltre il letto “dorme” di solito (non starò neanche a discuterne di questo) ma ogni 10 anni il demone si sveglia rendendolo malvagio ed affamato, ed anche dotato di poteri telecinetici, per buona misura.

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Devo dire che vedendo il film in sé, molte di queste cose non sembrano ovvie, visto specialmente il tono e lo stile pretenzioso dei dialoghi, e la regia grezza non aiuta, nel finale poi in cui il regista si inventa un metodo per uccidere il letto, che non è poi così ridicolo, ma è così convoluto che è difficile capire che cazzo avete visto, che cosa è successo a velocità eccessiva nel climax di questo film. XD

Seriamente, ho poi letto la pagina wikipedia che spiega il tutto molto meglio del film stesso, e non me ne vergogno perchè questo è un film così convoluto, ed assurdo da aver bisogno di una guida o info da chi l’ha visto chiaramente più volte, ed anche una volta spiegate molte cose non hanno senso comunque, il che riconferma le mie impressioni quando lo vidi mesi fa. Anche quando c’è un motivo per quello che succede in questo film, è perchè George Barry aveva voglia di complicare il tutto, il che va ammesso rende il tutto molto più interessante.

Il finale specialmente è una “gioia”: l’artista rivela un rituale per uccidere il letto, ed una volta eseguito il letto viene trasportato fuori dalla casa, uccide la ragazza che ha compiuto il rituale ma fa rinascere la donna morta nel coito con il demone, in modo che possano climaxare tutti, dando fuoco al letto e liberando l’artista. Che dire, a volte si dimentica la semplicità di un bel lanciafiamme.

Parlando di pretenziosità, il film è diviso in 3 atti segnalati da title card tipo “Colazione” e “Dessert”, inserite quasi come se fosse un film di Kubrick, in qualcosa che è fatto veramente in low budget, con mezzi e strumenti rubacchiati da un negozio ad Halloween, e con un briciolo di bizzarri effetti speciali perchè questo film non era surreale ed assurdo abbastanza. XD

Death Bed The Bed That Eats kubricking.png

La cosa ancora più buffa è che la trama, di per sé, è alquanto basica, visto che è riassumibile in “ragazzini voglio fare sesso o sbronzarsi, ma capitano in un luogo in cui c’è un letto mangia-uomini”, una variante assurda dell’idea di animali od oggetti assassini perchè posseduti, ancora più ridicola perchè non è fatto con tono autoironico o consapevole, ma come se fosse un progetto arthouse, con pretese (il budget fu di 30,000 dollari, per i curiosi). Se non altro i bassissimi valori di produzione aiutano a cementificare la surreale atmosfera del film.

Ma appunto, non è la trama a livello di struttura ad essere peculiare, o la recitazione, perchè degli attori dirò solo che ho visto di peggio e che sanno parlare senza farmi venire desideri omicidi (è quello che potete aspettarvi da qualcosa del genere, nulla di più). Appunto, è tutto il resto a fare di Deathbed The Bed That Eats uno dei più notabili e curiosi film di questo “sottobosco” dell’horror.

Commento Finale

Credo che sia inutile discutere della qualità, visto che francamente quello di George Barry non è un buon film, per molti, sensati standard. Ma è una delle cose più assurde, incredibili e surreali che abbia mai visto, ed ero mesmerizzato a vedere dove questo pretenzioso film horror su un letto divora persone volesse andare.

Per motivi diversi ma non troppo, questo è per me come Manos The Hands Of Fate, uno dei quei film che “obiettivamente” non sono per niente buoni od accettabili, ma che sono così strani e meravigliosi a modo loro che non posso non amargli.

Ho visto tanti film, tanti film migliori, ma certamente non mi dimenticherò mai questo, e francamente non voglio. Consigliatissimo agli esploratori del film low budget horror, ed a chi è sempre alla ricerca di qualcosa completamente assurdo, surreale o bizzarro, a scandagliare in lungo ed in largo il mondo del cinema per qualcosa che non aveva neanche mai immaginato.

Bed Of The Dead 2016.png

Anno: 2016
Nazione: Canada
Durata: 1 ora e 24 minuti
Regia: Jeff Maher

Sebbene ci siano diversi film chiamati “Death Bed” (o variazioni comunque simili), scelsi questo per la copertina, vista un paio di anni fa cercando film simili a quello di George Barry. Un metodo buono come un altro per scegliere un film del sotto-sottogenere “letti assassini”, che contro ogni logica comprende più di due film.

Il mondo è ingiusto e maligno, assai.

Anche questo è difficile da recuperare in versione fisica, ho trovato in commercio solo un’edizione tedesca in DVD e Blu-Ray leggermente costosa per film del genere (e non mi fido che abbia anche l’inglese), avrei optato per vederlo su Prime Video di Amazon britannico (strano che ci sia in versione VOD ma non come un dvd), ma ho scoperto che dovrei avere un indirizzo britannico per usare la versione britannica di Amazon Video, altrimenti anche se avete i soldi non potete vedere niente.

Quindi fanculo, l’ho ottenuto in altro modo. Scusa, ma quando anche Robogeisha ha un’uscita britannica su DVD, quale scusa hai?

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Se non altro, questo film non perde tempo a mostrarci le origini del letto, subito nel prologo, ovvero fu intagliato dal legno di un albero a cui – secoli prima – venivano impiccati e trucidati uomini da adepti incappuciati del culto satanico/pagano/maligno di turno. Poi passiamo ai giorni nostri, con il letto che è finito in una stanza di un “sex hotel”, che è tenuta off-limits per eventi passati, ma uno dei nostri protagonisti riesce a farsi aprire in via eccezionale, portando con se la sua ragazza ed una coppia d’amici (per una partita a Smash Bros, ovviamente).

Ecco, ammetterò che il film è riuscito a sorprendermi, e devo dargli credito perchè con un colpo di scena verso metà riesce a risollevare una trama altrimenti incredibilmente sub-mediocre, un notevole balzo creativo per una sceneggiatura che fino ad allora sembrava sguazzare inutilmente in una narrazione stile Saw (con scene filler e/o stupide) per nessun motivo, se non sabotare sé stessa.

Il problema è che arrivati alle rivelazioni finali, sciolti i nodi e ricomposti i pezzi per vederli effettivamente combaciare, il tweest non è particolarmente originale, e da sé non basta a rimediare ai diversi problemi che rimangono, come il dover passare 30 e passa minuti ad essere annoiati da una regia che vuole imitare quella dei Saw (con narrazione che usa prolessi senza transizionare chiaramente verso un flashback), ma con un montaggio meno “misterioso” e più confusionario, che non è la stessa cosa, affatto.

Bed Of The Dead 2016 orgy friends.png

Senza parlare dei personaggi insipidi, al punto che non c’è davvero soddisfazione a vederli morire anche se sono stupidi ed idioti (e lo sono), non c’è abbastanza neanche per una catarsi a prezzo economico, odierete quanto stupide le scene con i “protagonisti/vittime” sono, ma non sentirete niente quando verrà l’ora di sfoltire il cast di volti e nomi ignoti. Anche perchè delle “scene de morte” solo due sono decenti/buone (con un buon design del mostro ed effetto), il resto sono un aggrumaglia di clichè horror, buttati nel pentolone con il solo ritegno di NON usare clown, radio disturbate, i clichè più ovvi.

Per meglio farvi capire, il protagonista è già abbastanza un clichè con le gambe di suo (il detective/poliziotto rozzo e cagnesco, con la foto di un caro perso che porta con sé per osservare mesto, assieme alla fidata fiasca perchè è un ubriacone), ma quando viene rivelato l’evento che lo angoscia da anni, allora diventa davvero detestabile (non un’anti-eroe, solo una detestabile merda umana), tanto da farmi tifare team “letto dei morti” piuttosto.

Cosa facile, visto che alcuni personaggi non sono neanche introdotti per bene, e quando lo sono gli attori o biascicano, o bisbigliano o parlano in modo da rendere difficile capire i dialoghi, perchè non sia mai che veda un film horror in cui non devo alzare il volume per cercare di sopperire alla dizione arraffazzonata degli attori, che dicono cazzate sensa seguito ma anche cose importanti (come i nomi dei personaggi) dette svogliatamente.

Almeno qui non è un problema di audio mixing con rumore di passi che copre quello dei dialoghi?

Bed Of The Dead 2016 sandy frank, sandy frank.png

“Sandy Frank, Sandy Fraank….”

Per quanto riguarda il “letto dei morti” in sé, non fa cose come usare le lenzuola a mò di cappio per prendere e tirare a sé le vittime di turno od apre le sue estremità per mostrare denti da pianoforte infestato, ma fa vedere allucinazioni visibili a solo una delle persone nella stanza, e può usare questi “mostri su misura” per fare male molto reale ai corpi umani, di solito supportato da decenti-buoni effetti speciali e gore. Ha una sorta di funzione/utilità specifica sua che non spoilererò, ma non mangia le persone. 😦

Commento Finale

Bed Of The Dead ha una scenaggiatura molto migliore di quanto lasci presagire una trama su un letto che uccide le persone, non è orrendo ed ha decenti-buoni livelli di produzione (un po’ sotto quelli tipici della Lionsgate, per capirci).

Ma questo basta a farne un buon film? No, neanche con un buon colpo di scena a metà, visto che i personaggi sono e rimangono insipidi quando non detestabili (e non nel modo in cui vorrebbe il film), tanto da farvi simpatizzare più per il letto assassino (che non credo fosse l’intenzione), vengono introdotti male e spesso gli attori bofonchiano, bisbigliano o dicono male le loro battute, specialmente quando i dialoghi sono importanti per la trama, così da costringervi a riavvolgere per capire cosa cavolo abbiano detto.

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Non è un caso di audio mixing di merda stavolta, visti i livelli di produzione più che decenti, con buoni effetti speciali ed un decente gore. Peccato che le death scenes siano poche e spesso un noioso accrocchio di clichè horror, ed il twist di metà film non cancella il fatto che vi dovete subire 30 e passa minuti di confusione e noia prima di arrivare ad esso, e la risoluzione finale non è particolarmente originale od eseguita con chissà quale cura.

Nel complesso, lo ritengo mediocre e noiosetto, e per quanto Death Bed: The Bed That Eats sia discutibilmente un film peggiore, è molto più accattivante, interessante, anche per la assurda pomposità e presunzione per un film d’exploitation su un letto che divora le persone. Mi spiace, ma il primo ed unico film di George Barry è molto più memorabile ed alla fine degno della vostra curiosità di Bed Of The Dead, non un brutto film.

Non che ci sia spazio nel sottogenere dei “letti assassini”, ma….

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