[EXPRESSO] A Beatiful Day/You Were Never Really There (2017)

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A guardare la trama di A Beatiful Day, è facile pensare che sia un altro di questi film, ed aspettarsi che Liam Neeson faccia il quarto grado via telefono a rapitori, od accoltelli tutto da solo la loro armata di lupi da guardia. E stringendo, sì, è quel tipo di storia, con un ex-militare/veterano che vorrebbe dimenticare il suo passato ed ora si dedica a lavori scomodi, in questo caso salvare bambine e ragazzine dai giri malavitosi della prostituzione minorile, su richiesta di vari clienti.

Ma quando riesce nel salvare la figlia di un politico (rapita per compiacere chissàchi a scopo sessuale), la situazione diventa presto fuori controllo…

Sarebbe facile snobbare un film la cui storia sembra (e non torto) già sentita, troppo familiare, ma è tutt’altro che immeritevole dell’attenzione e commenti positivi ricevuti, visto che in questo caso non è tanto il soggetto scelto, ma l’esecuzione (e la sceneggiatura) a fare la differenza. La narrazione ha un ritmo rilassato, prendendosi spazio per delineare meglio il protagonista, per immergerci nella sua vita fatta di contraddittori esistenze e turbe, per alcuni momenti toccanti o divertenti, prima che le cose vadano male.

E quando accade, la violenza è brutale ed assai realistica, tutt’altro che patinata od “esagerata” in senso cinematico, anzi, non ci sono i personaggi da action movie capaci di “assorbire” proiettili e camminare ancora, ci sono scene d’azione molto ben dirette (e con un’ottima fotografia, pure) ma realisticamente brevi ed intense, intermezzate da piccoli momenti surreali o drammatici che danno modo a Joaquin Phoenix di offrire una fantastica performance (ed il resto del cast è assai buono).

Questa è una storia di vendetta senza gloria o soddisfazione, di sconfitta, di turpi vicende senza morale da contemplare tra silenzi e rimorsi, non un’idea nuova (pfft), ma fatta molto, molto bene.

Consigliato.

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Il paradosso di Crunchyroll (Streaming In Chains)

Crunchyroll license limitations.pngHo una sottoscrizione su Crunchyroll, che significa pago 60 euro per anno all’industria dell’animazione giapponese. Non sono qui per discutere del prezzo (comunque irrisorio davvero), nè a fare un confronto con VVVVID, anche se uso pure quello. Questo non è neanche un editoriale, vicino ma non proprio.

No, sono qui per discutere e fare esempi del paradosso che permette alle compagnie di fare streaming e rendere accessibili i contenuti per tutto il globo….tranne quando le licenze (ed un antiquata legislazione ad essa sottostante) si mettono di mezzo. Se usate Crunchyroll o seguite l’account americano su Twitter, è assai comune trovare commenti che lamentano il fatto che questa nuova serie o serie popolari vintage sono state inserite sul catalogo…. ma non sono disponibili per questo e quest’altro paese. Continua a leggere

[EXPRESSO] Game Night – Indovina Chi Muore Stasera? (2018) | Merely Players

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A giudicare dal trailer, potreste aver pensato che questa è una parodia dei cosiddetti film “home invasion” (horror-thriller come The Strangers, Hush, You’re Next), ma no, per quanto apprezzerei tentativi di satirizzare (dopo aver capito davvero cosa implica cotale parola) questo moderno sottogenere horror.

Game Night è la storia di una coppia assai competitiva abituata ad organizzare serate gioco con i vicini (evitando di coinvolgere l’inquietante agente di polizia che vive accanto a loro), che riceve la visita improvvisa di Brooks, il fratello del protagonista, il quale non lo sopporta per come non faccia altro che farlo volutamente sentire inferiore, mostrando successi e macchine nuove di continuo.

Brooks invita il fratello e la combriccola a venire a casa sua per una serata gioco speciale, ma tutta la recita del rapimento ed omicidio (commissionata ad un servizio che inscena “omicidi misteriosi” e situazioni simili per intrattenimento) va inaspettamente a farsi benedire quando due tizi arrivano in casa, lottano ed infine rapiscono davvero Brooks, mentre il fratello e gli altri credono che sia parte della messinscena..

C’è di più alla trama, che va oltre la sua premessa (già di per se tutt’altro che banale o trita) e diventa più interessante del previsto, mettendo diverse cose al fuoco, con una sorprendente varietà di situazioni, dei buoni colpi di scena, ed un ben assortito cast di personaggi che ben lavora tra di loro (gli scambi tra il minchione facilmente esaltabile e l’arguta bancaria sono ottimi), che rende Game Night una ben scritta ed assai divertente commedia nera, con un ottimo cast (con molti volti familiari come la McAdams, Jason Bateman, Jesse Plemons, Magnussen).

Certo, in alcuni segmenti le cose sono tirare per le lunghe o non particolarmente esilaranti come il film crede, ma il bilancio tra gag riuscite e floppate è ampiamente sul positivo. 🙂

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GRIND CAFE EX #12: Full Moon Madness

Puppet Master blade

Un cognome ben noto agli appassionati di B-movies è certamente “Band”, con pressapoco un intera famiglia dedicata a produrre, dirigere e distribuire b-movies sotto il nome di Full Moon Features (e sotto molti altri, dopo diverse chiusure e riaperture), una compagnia che visse in piena era del direct-to-video, con intere serie mai arrivate al cinema, ma che godettero di successo, con fan o curiosi che trovavano i loro film via passaparola o trovargli sugli scaffali dei negozi di home video (negozi che campavano quasi solo di film e noleggi, altra epoca).

Se pensate a b-movie anni 80/90, probabilmente pensate a Charles Band, a serie come Puppet Master (ancora attiva), Demonic Toys, Robot Wars & Robot Jox, Trancers, ed altre “un titolo, un programma”, come il franchise di Ginderdead Man, quello di Evil Bong o roba come “Mandroid”. Sì, è un numero su film di qualità( di qualità, di qualità, etc etc).

Oggi ripeschiamo l’original Pupper Master assieme ad un film meno noto della compagnia, Head Of The Family. Continua a leggere

[EXPRESSO] Psychokinesis (2018) | Korean Numbers

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Se vi sentite affaticati dall’offerta Marvel, il film di Yeon Sang-ho (regista dell’acclamato Train To Busan) è quello che cercate, visto che è un’interessante e riuscita variazione del superhero movie, uscito pochi mesi fa in Sud Corea ed ora disponibile sottotitolato su Netflix.

Il nostro protagonista è un padre di famiglia goffo e codardo che non vede la figlia da anni, vive da straccione, rubacchiando al lavoro, e che casualmente acquisisce il potere delle psicocinesi da un meteorite. Con questa abilità vuole aiutare la figlia a non perdere la sua attività e la sua casa, minacciate da deliquenti al soldo di una ditta edile che vuole scasare gli abitanti del quartiere per “riqualificarlo” senza risarcirgli, e non ha particolari scrupoli a farlo usando anche la polizia.

Ho visto alcuni paragoni con Lo Chiamavano Jeeg Robot, il che non è del tutto sbagliato, ma mi aspetto troppo da utenti Netflix che usano la parola “remake” a sproposito. Certo, anche qui abbiamo un supereroe per caso che usa il suo potere per sè invece di salvare il mondo, ma le similitudini finiscono qui, visto che questa è più una commedia invece di una storia di mafia italiana con Go Nagai, sebbene non disdegni affatto di toccare argomenti come la corruzione e la repressione da parte dello stato e di corporazioni, anzi.

Ha alcuni problemi, come il fatto che ad alcuni personaggi (come il “cattivo” di turno) è dato poco spazio, alcune sottotrame minori sono risolte in fretta o dimenticate, e quasi tutta l’azione stile “Tetsuo” sia nel terzo atto.

Ciònonostante, è un buon film, con buoni attori, dei gradevoli personaggi, e delle decenti scene d’azione con dei buoni effetti speciali (non aspettatevi la Industrial Lights & Magic, però), che tocca delle tematiche raramente affrontate in maniera realistica in un film del genere.

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PRIMACREMA #8: Ge Ge Ge no Kitaro (2018)

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Cosa: Episodio 1, 2 e 3

Dove: Crunchyroll

Potenziale: 2/5.

Nota in Italia come Kitaro Dei Cimiteri, questa è una serie assai vecchia, iniziata nel 1960 e conclusasi nel 1969 come manga da Shigeru Mizuki, che con questa sua opera (di sicuro la più nota, anche se basicamente fece “Death Note” 30 anni prima) aiutò a popolarizzare gli yokai, le varie creature e spiriti del folklore giapponese che oggi hanno anche una serie di videogame da Level 5 basata su essi.

Il manga fu pubblicato in Italia, e grazie ad un gentile prestito, ho avuto modo di leggere i primi 3 volumi, pubblicati dalla fu D/Books (sì, un altra loro edizione di un manga mai completata), quindi non sono completamente digiuno. Né lo è mai stato il panorama anime, visto che questa è una serie storica ed ha ricevuto tantissimi adattamenti animati, e questo nuovo adattamento è il sesto (escludendo un anime film ed anche un adattamento live-action), fatto per celebrare il 50° anniversario di anime su Kitaro Dei Cimiteri, non che abbia visto i precedenti.

La premessa è simile a quella del manga (e presumo degli altri adattamenti), ovvero racconta delle avventure di Kitaro, un ragazzino yokai con fare funereo (ed una frangia che copre un’orbita vuota) ma di buon cuore che lotta – usando il suo incredibile repertorio di abilità – per mantenere la pace tra umani e yokai, con l’aiuto di altre creature del foklore nipponico, spesso dovendo rimediare a crisi e problemi causati da yokai nel mondo umano.

Questo è valido anche qui, anche se al contrario del manga, il tutto rimane sul territorio nipponico e non ci sono mostri “esteri” come vampiri romeni o mostri cinesi, ed offre una storia nuova ambientata nel presente, con smarthphones, concerti di idol, social media, e qui Kitaro è chiamato in aiuto da una ragazzina delle medie, Mana, che gli scrive per “scherzo” ma così capisce che gli yokai esistono davvero, e diventa un personaggio principale.

Ge Ge Ge no Kitaro 2018 yokai puppets.PNG

Questo è forse il mio maggior problema, poiché Mana interviene nelle varie crisi e serve a legare le trame di una serie molto episodica in natura, ho capito che serve come “contatto umano” del cast altrimenti fatto di soli yokai, ma non mi interessa Mana come personaggio, e non credo aggiunga molto alla narrativa. Sarei ok con la narrazione più concentrata e meno sparsa rispetto a quella del manga (che era strana in modo e ritmo), visto che rimane comunque molto della formula originaria, una miscela di horror, shonen, comicità e soprannaturale, di fatto un horror per “bambini” con fantasmi ma anche elementi da tipico shonen d’azione (come i vari poteri e mosse di Kitaro).

Sarei se l’elemento horror non fosse notabilmente ridotto, il che posso comprende visto che la serie è curata dalla Toei (ben disegnata ed animata come vi aspettereste, con i design tradizionali mantenuti ma modernizzati a livello di tratto e stile), ma anche no, è Kitaro Dei Cimiteri, ha già molti elementi da manga per “bambini”, non c’è bisogno di abbassare il target (il che è buffo, visto che la versione originale della storia era molto più violenta e Kitaro molto meno affabile, e questa serie salta del tutto l’origine inquietante di Kitaro), non è Yokai Watch.

Sia chiaro, come anime per bambini/ragazzi (più i primi che i secondi) è ben fatto, lo è, ma tolto l’elemento nostalgia che potreste provare per la serie ed i suoi personaggi, non è nulla di incredibile e l’elemento horror è stranamente tenuto al guinzaglio, cosa che non rovina l’esperienza ma è assurda per Kitaro Dei Cimiteri.

Una volta accettato per quello che è, il nuovo Ge Ge Ge No Kitaro non è affatto male come anime, ma sappiate a cosa andate incontro, perchè questo non è l’adattamento fedele che potreste volere. Probabilmente vedrò comunque la serie fino a conclusione e ne riparleremo questo ottobre.