Retrospettiva Appleseed [FINE] (Classifica bonus inside!)

Appleseed Alpha umd of doom.png

Eccoci giunti alla fine della mia retrospettiva su Appleseed ed i suoi adattamenti animati, ma – come già detto nell’intro – non è onnicomprensiva, visto che il franchise comprende anche alcuni videogame mai rilasciati fuori dal giappone, due art/databook che includono anche storie extra (che nel frattempo ho recuperato in versione import), due film compilation derivati da Appleseed XIII, ed anche un adattamento manga di Appleseed Alpha, di cui non ero a conoscenza ad inizio retrospettiva, e che pare sia stato localizzato in inglese ma solo in forma digitale. Parleremo anche di essi, tranquilli!

Sebbene alcuni dei film abbiano aiutato a far conoscere il nome “Appleseed” oltre il manga, non è difficile vedere perchè questi adattamenti non abbiano mai attirato grande attenzione verso l’opera originale, tra problemi derivanti dal budget e formato, registi più interessati al lato action della serie (anche a discapito di personaggi ben caratterizzati) che alle tematiche filosofico, politiche, e sceneggiature orrende (sì, sto guardando te, Appleseed XIII).

Appleseed EX PS2.jpg

È una sfortunata conseguenza dell’aver voluto trattare ogni nuova opera come un reboot a sè stante, ed il semplice fatto che nessuno di essi è riuscito davvero a catturare lo spirito del manga, od a fare qualcosa di diverso ma degno di nota nel solco dell’opera originale. Il che non significa dobbiate evitare i film basati su Appleseed (ho detto i film, badate bene), che alla peggio sono decenti, buoni alla meglio, quindi vi saluto con una piccola classifica personale!

Classifica Adattamenti Animati di Appleseed

1. Appleseed: Ex Machina (2007)

2. Appleseed (2004)

3. Appleseed Alpha (2014)

4. Appleseed: Urban Combat In The City of Dreams (1988)

5. Appleseed XIII (2011)

Appleseed  2004 deunan drinking.png

Ci si legge a breve per una nuova retrospettiva “tartastica”!

Appleseed (manga) [RECENSIONE] | Cyberpolice Of the Gods

Appleseed manga

Prima che la sua fama fiorisse del tutto e portasse a vedere il suo Ghost In The Shell adattato per il grande schermo dal maestro Mamoru Oshii (che ne fece un suo film in tutto e per tutto), ovviamente Shirow Masamune (nome d’arte di Masanori Ota) aveva lavorato ad altre opere, come Dominion: Tank Police, ma quella più ricordata è spesso Appleseed, arrivata due anni dopo l’opera di debutto di Shirow (Black Magic, 1983), ma prima di Ghost In The Shell o di Orion.

Fu l’opera che lanciò davvero la carriera di Shirow/Ota, con ottime vendite e la vincita del “Premio Seiun” del 1986 come “Miglior manga”, e questo quando ancora la serie non era conclusa, visto che fu scritta e disegnata dal 1985 al 1989, divisa in 4 enormi volumi, pubblicati prima dalla Granata Press, e poi in versione rivista, corretta e ginormica dalla fu D/Books.

Ed anche se tecnicamente Shirow Masamune non ha escluso che potrebbe farne un quinto, la considererò come conclusa (come già spiegato nell’intro alla retrospettiva), per il lasso di tempo trascorso dal 1989 che altro, ed anche tenendo di conto a cosa si è dedicato dopo Ghost In The Shell 1.5: Human-Error Processor, ovvero ideando e scrivendo (ma non disegnando) una serie chiamata Pandora In The Crimson Shell: Ghost Urn, che a giudicare dalle illustrazioni di Koshi Rikudo… è preoccupante.

Quello e tonnellate di erotica, spesso raccolta sotto una serie chiamata Galgrease, il che già da solo dice molto, ma non è troppo sorprendente, a ben pensarci. Continua a leggere

[EXPRESSO] Big Fish & Begonia (2016) | Chinanimation

Big Fish e Begonia 2016 locandina.jpg

Quando pensiamo cinema d’animazione asiatico, pensiamo agli anime, pensiamo alla scuola nipponica, per diversi (spesso buoni) motivi.

Di sicuro non pensiamo alla Cina, che non ha esattamente una tradizione come quella nipponica per quanto riguarda l’animazione. Ma le cose stanno cambiando, con la partecipazione di studi cinesi alla produzione di molte serie anime, e l’arrivo di film d’animazione originali pensati (anche) per il mercato internazionale.

Non so se Big Fish & Begonia è il primo film d’animazione cinese d’alto profilo (molto probabilmente è solo il primo ad essere distribuito globalmente), ma ultimamente poco importa, perchè è davvero bellissimo.

In un mondo fantastico, esiste un popolo di persone con poteri magici, capaci di influenzare fenomeni nel mondo umano (nel quale accedono via portali che mettono in comunicazione il loro cielo con il nostro oceano), ma che NON sono divinità. Questi sono gli Altri. Compiuti 16 anni, ogni Altro deve sostenere un rito di passaggio: trasformarsi in delfino rosso e passare una settimana nei mari del mondo degli uomini, senza MAI avvicinarsi ad essi.

Chun è però incuriosita da un ragazzo pescatore, che le salva la vita liberandola da una rete e finisce ucciso da un vortice marino. Lei torna nel suo mondo, e divorata dal senso di colpa vuole sistemare le cose. Come spesso capita in questi film, si può, sì, ma si paga sempre caro.

L’animazione è davvero superba, i disegni curatissimi, le visuali incredibili, il mondo degli Altri è assai interessante, creature dagli ottimi design originali, buoni personaggi e momenti emozionali assai forti (ma non eccessivamente melensi), pure. La cosa ancora più impressionante è che – nonostante l’animazione abbia chiaramente preso ispirazione dalla scuola nipponica – Big Fish & Begonia ha una storia ed uno stile suo, NON cerca di imitare quello Ghibli (ad esempio).

Semplicemente incantevole e mesmerizzante.

java icona

[ZOATROPIA] Appleseed XIII (2011)

Appleseed XIII.png

Disponibilità in Italia: Nessuna

Stagione: 1 di 1

Episodi: 13 Continua a leggere

[EXPRESSO] Mary E Il Fiore Della Strega (2017) | Tiny Witch Academia

Mary E il Fiore Della Strega 2017 locandina.jpg

Non ero certo se recensire Mary Ed Il Fiore Della Strega (motivo per cui leggete questa recensione ora, ben oltre il breve periodo per cui il film è stato nei cinema italiani), perchè – e qui mostro figurativamente il derriere, se volete fare tiro a bersaglio… – non ho visto molti film Ghibli (oltre a clip), giusto un paio, questo è.

E sì, potreste dire (dopo avermi crocifisso) che questo NON è dello studio Ghibli, e difatti non lo è, infatti è il primo film dello Studio Ponoc, ma tra lo staff composto da molti ex-membri dello Studio Ghibli, l’estetica e la storia, questo non è un film Ghibli, ma… andiamo, lo è.

Come se ciò fosse un problema (anzi).

Nell’Inghilterra di periferia c’è Mary, una bambina venuta nella casa di campagna della prozia un po’ prima del previsto, che si sente un po’ inutile ed annoiata. Un giorno inseguendo uno dei gatti si ritrova nella foresta – dove le hanno detto di non andare -, e trova uno strano fiore, che lei schiaccia per sbaglio, ottenendo inavvertitamente poteri magici e dando energia ad una scopa da strega, che la porta ad un’accademia di magia tra le nuvole.

Arrivata là, in una catena di malintensi e fraintendimenti viene arruolata all’accademia per l’incredibile magia che dimostra ai rettori della scuola, ma presto Mary scopre che c’è molto di più a quel mondo così meraviglioso e strano per lei, e non tutto è gradevole ed incantato come sembra.

L’animazione è superba, i design deliziosi, i personaggi gradevoli (alcuni molto divertenti), la comicità fisica molto ben riuscita, le visuale fantastiche, ma la sceneggiatura poteva essere meglio, ed in tutta onestà direi che è “solo” più che decente, nulla di superlativo nel complesso, MA non scartatelo per questo, merita decisamente di esser visto comunque.

decaffeinato icona

[EXPRESSO] Rabbia Furiosa – Er Canaro (2018) | Pulp Dogs

Rabbia Furiosa Er Canaro 2018.jpg

Il secondo film basato sulla vicenda di cronaca nera de “Er Canaro” quest’anno, che abbondanza.

Ora, sebbene sia questo che il film di Garrone si basino sullo stesso fatto di cronaca, sono usciti lo stesso anno, a distanza di settimane.. eviterò paragoni, perchè Rabbia Furiosa – Er Canaro merita di essere giudicato per quello che è.

Questo è il tipo di film che uno si poteva aspettare dopo aver letto la storia di cronaca nera, uno che sceglie di seguire la versione (poi smentita) di Pietro De Negri, comunque prendendosi libertà artistiche, come prevedibile.

Fabio si è fatto mesi di galera per un crimine che non ha commesso, coprendo Claudio, un suo amico-padrone ex-pugile, criminale di piccola taglia ma che ambisce a diventare boss della periferia romana detta “Mandrione”.

Tra i due c’è un’amicizia malata, con Claudio che abusa e si sfoga spesso su Fabio, il quale non reagisce, ma anche lui eventualmente raggiunge un punto critico, e colmo di letterale rabbia, decide di compiere la sua tremenda, violenta vendetta.

Il problema è che abbiamo un film d’exploitation (pressapoco), e non uno buono, con attori decenti ma personaggi allo stesso tempo realistici E troppo caricaturali per un noir, a volte troppo sgradevoli (chiedervi di simpatizzare per il protagonista E rendere chiaro che è un criminale di merda come gli altri…non funziona). Non aiuta una scena finale horror – fatta con effetti artigianali vecchia scuola, pure troppo – con evirazioni e crani aperti, ma forse è quella che intrattiene di più, ed immagino fosse da aspettarsi, visto la carriera di Stivaletti.

Il risultato finale è involontariamente ilare, perlomeno intrattiene, ma è anche frustrante perchè si può intravedere un film migliore tra gli enormi, pulsanti difetti, si può davvero, ma i bei momenti sono persi in un mare di “becerume”.

Peccato, davvero.

americano icona

P.S.: Ero tentato di dare come voto un “Fondo Di Caffè”, ma no, non è così brutto ed almeno – anche se spesso è divertente in maniera accidentale – in gran parte il tono che si dà è chiaramente quello desiderato, nel bene e nel male sa cosa vuole essere ed è.