[ZOATROPIA] Appleseed: Urban Combat In The City Of Dreams (1988)

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Disponibilità in Italia: DVD (Yamato Video)

Bozza

Gli adattamenti non seriali di manga di successo sono opere sfortunate, almeno quando la serie in questione ha sì un seguito, ma non è esattamente popolare, perchè qualsiasi cosa fai, è molto probabile che il pubblico reagirà male od avrà qualcosa da ridire. La storia dell’animazione giapponese è piena di adattamenti non perfetti o scelte di produzione dettate da budget che impedivano al regista di esprimere la visione.

In questo caso abbiamo la tipica scelta che molti studi di produzione fecero per portare dal fumetto all’animazione serie manga sci-fi, ovvero l’OVA (Original Video Animation) di durata superiore a quella di una puntata standard, ma allo stesso tempo non lungo quanto un film (neanche avvicinandosi agli 82/90 minuti di standard), con una storia originale che riprende gli elementi base del manga ed i personaggi, senza cercare di incastrarsi nella narrativa del fumetto, semplicemente ignorandola (assai comune per ripetuti adattamenti di una serie nipponica), sebbene usi il secondo volume del manga come base.

Quindi siamo catapultati ad Olympus, una delle città costruite dopo la fine della Terza Guerra Mondiale, una polis ideale il cui governo è affidato ad una razza di sintetici, i Bioroidi, creati appositamente per abitare e gestire Olympus, assieme ad altri umani sopravvissuti al conflitto e salvati dalla tecnologia della città, come Deunan Knute ed il suo compagno Briareos Hecathonchires (ricostruito come cyborg), i quali si sono integrati e sono formidabili soldati della forza detta E-SWAT.

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A turbare la vita dei cittadini ci sono gli attacchi del Fronte Di Liberazione Umana, un gruppo terroristico che vuole opporsi al sistema dei Bioroidi e che ritiene la situazione da loro gestita tutt’altro che equilibrata, ed è pronto ad attaccare Olympus direttamente nel suo cuore robotico, il super computer Gaia, con un aiuto dall’interno..

Inchiostratura

Se conoscete il manga avrete notato che essenzialmente questo OVA (scritto e diretto da Kazuyoshi Katayama) cerca di prendere elementi dagli ultimi due volumi del manga (non presumendo che già conosciate la storia, ma ci manca poco), ma in maniera molto blanda, preferendo una storia nuova, e devo ammettere, non una particolarmente interessante od originale. Qui abbiamo due nuovi personaggi, un terrorista cyborg, A. J. Sebastian, ed un poliziotto corrotto collega di Deunan e Briareos, Caron, che lo aiuta in quanto ritiene responsabile Olympus stessa della morte della moglie, lanciatosi folle dalla finestra.

Di solito avrei alluso ed evitato lo spoiler, ma in questo caso è un tale clichè che potevate indovinare ed azzeccare facilmente il motivo per cui Caron collabora con il terrorista, ma il problema non è tanto sapere questo, è una sceneggiatura tutt’altro che eccelsa, il gruppo terroristico “umani prima” non è nuovo né malvagio come antagonista da sci-fi, ma qui la narrativa non riesce a rendere credibili o simpatetiche le motivazioni del poliziotto corrotto, non vi chiedete mai se dovrete compatirlo invece che volerlo venir punito, anche grazie ad alcuni flashback (e la battuta finale ripetuta per effetto significativo, in teoria) che dovrebbero servire a questo ma…..onestamente mi hanno fatto solo ridere, tanto dozzinali sono.

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Più incredibile è come Deunan e Briareos, anche quando gli è ufficialmente confermato il loro sospetto di una possibile talpa, anche dopo gli attentati e le esplosioni, non riescono a fare due più due, a pensare che forse il loro collega Caron, quello che hanno incontrato al cimitero davanti alla tomba della moglie morta, quello che gli ha fatto un lungo discorso su come Olympus forse è una gabbia crudele e non il posto migliore al mondo che tutti credono sia, nonostante gli agi a loro disposizione.

A questo proposito, Deunan e Briareos. Il loro rapporto è sempre stato una parte importante di Appleseed (ed a sua volta una peculiarità per le opere di Shirow), ed anche in questa trasposizione rimane, anche se qui la dinamica di coppia è molto abbozzata, nel senso che capite i due sono compagni di vita e lavoro da anni, sono gradevoli da vedere bisticciare, ma non sono caratterizzati benissimo, e devo ammettere che probabilmente gli troverei meno gradevoli o simpatici se non gli avessi già conosciuti nelle altre incarnazioni di Appleseed.

Idem per gli altri personaggi del manga come Athena e Yoshitsune, quest’ultimo con meno spazio a schermo di tutti, anche di Hitomi, la quale è importante per raggiungere l’obiettivo che i terroristi desiderano….. peccato che il motivo per cui serve Hitomi sia spiegato grossolanamente, così male che in una scena di fine film vi chiederete perchè diavolo sia successo quello, da dove venga fuori quella cosa, quando mai sia stata spiegata.

Ed avete ragione a chiederlo, perchè in realtà non ha senso comunque, è una forzatura bella e buona per arrivare al terzo atto. Nel manga è spiegato, qui assolutamente no.

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Se non altro è a tono con il modo incredibilmente frettoloso, privo di suspense ed un po’ ridicolo in cui il tutto viene risolto nel climax. Tenete a mente che l’OVA dura in tutto 1 ora e 5 minuti, quindi mi aspettavo cose come la storia di Olympus ed il background spiegato in una schermata di testo su sfondo nero all’inizio, sapevo che non ci sarebbe stato il tempo per una narrazione con tempi cinematografici tipici, che alcune cose sarebbero finite sullo sfondo, ma ciò non scusa l’incredibile fretta nell’atto finale, si poteva tranquillamente tagliare roba come il flashback nel “manicomio” di Caron e dare un ritmo migliore all’opera nel suo complesso.

Detto questo, meglio precisare che Appleseed: Urban Combat In The City Of Dreams non è orrendo o mediocre fino all’osso. L’animazione curata dallo studio Gainax è di decente/buona qualità, i disegni per lo più curati e consistenti, il mecha design (che ben traduce i design di Shirow in animazione) ottimo, ci sono godibili scene d’azione con raid a terroristi, esoloschetri robot, carri armati, in cui la qualità dell’animazione sale notabilmente, inseguimenti, alcune scene più calme risultano simpatiche, assieme ad una colonna sonora sorprendentemente buona e variegata (anche a se volte assai più energica o pimpante di quanto la scena meriti).

Ci sono alcune scelte cromatiche bizzarre (come un elicottero che ora esplode in fiamme violacee e grigie, e subito dopo un altro velivolo colpito e distrutto allo stesso modo esplode nelle più tipiche fiamme arancioni e grigie) e diversi cartelli ed insegne in inglese con errori, ma questi sono refusi adorabili, come il “Red Alart”, il club “Onimal”, o gli “Akechi Moters” (invece di “Motors”), nulla di grosso.

Appleseed Urban Combat In The City Of Dreams typo fun

Engrish desu.

La mia recensione si basa sulla versione DVD britannica della Manga Entertaiment, con il doppiaggio americano o la combo di sottotitoli inglesi con audio originale (come ho visto tutto l’OVA, pressapoco), anche se più che sottotitoli sono il testo inglese scritto a schermo, visto che con l’audio giapponese e sottotitoli vedrete battute non pronunciate da nessuno a schermo. Per pura curiosità, ho visto alcuni pezzetti con il doppiaggio americano, e questo è un po’ una merda.

Scusate, ma tra voci dozzinali o involontariamente comiche (come Caron che ha un fare distaccato e mortoreo, ma il suo doppiatore esagera e quindi spesso sembra che dica qualcosa a presa di culo), tra performance di qualità troppo altalenante, che passano dall’azzeccato al gigionesco, tra nomi chiaramente mal adattati (al punto che credevo il poliziotto corrotto si chiamasse Karen) o pronunciati, non consiglio di vedere l’OVA con l’audio americano. A meno che non vogliate farvi qualche risata, ovvio.

Come riportato ad inizio recensione, esiste una versione DVD (e VHS) della Yamato Video (chiamata semplicemente “Appleseed”), ma ho scoperto della sua esistenza solo dopo aver finito la recensione sul DVD britannico, grazie ad una casuale visita al noto sito “Antonio Genna”.Se non altro non costa tanto su Ebay, quindi se volete…

Colpi di china

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Appleseed: Urban Combat In The City Of Dreams è quel tipo di OVA che lascia perplessi, non perchè sia orrendo, ma perchè – specialmente – con il senno di poi diventa difficile capire le scelte fatte per il primo adattamento animato del classico di Masamune Shirow, che non possono essere spiegate e scusate solo perchè alla Gainax fu affidato quello che è quasi un film ma non è (1 ora e qualche minuto di durata) da animare, anche perchè il noto studio nipponico fece un più che decente lavoro, con gli errori più grossi costituiti da simpatici cartelli e scritte in engrish, come “Moters” o “Alart”.

Capisco sì che è difficile condensare pagine e pagine di un manga dettagliati come quelli di Shirow in così poco tempo, capisco la scelta di una storia originale (sebbene basata molto sul secondo volume del manga) ambientata nel mondo di Appleseed di cui sono mantenuti gli elementi importanti, essenziali, capisco, ma ciò non cambia il fatto che la storia presentata sia poco interessante, con personaggi nuovi a questo OVA non molto ben caratterizzati, ed una sceneggiatura che potrebbe essere decente, ma finisce paradossalmente per sabotarsi quando vuole dare spessore e consistenza alle motivazioni degli antagonisti, finendo per NON farvi venire nessun dubbio se davvero dovrebbe prevalere l’E-SWAT, se Olympus sia utopica davvero.

Ci sono scene d’azione buone, dei mecha design ottimi, una coppia di protagonisti gradevole, non c’è la sensazione di aver due episodi di una serie tv cancellata rattoppati assieme per far durata, ma non c’è nulla di cui rimanere particolarmente impressionati qui (OST a parte), ed è difficile capire da questo OVA cosa rese interessante e seguita la serie manga di Shirow, perchè quello che trapela sono giusto dei design buoni e dei protagonisti simpatici. il cui rapporto viene dato quasi per scontato e non approfondito, contando un po’ troppo che siate già familiari con Appleseed.

È ok, è guardabile, ma è facile capire perchè fu quietamente lasciato alla storia e gente come me: né un capolavoro da rievocare nei secoli né una fetecchia putrida bersaglio di pece e piume in saecula seaculorum, ultimamente un po’ superfluo e dimenticabile se non fosse per il franchise a cui appartiene, considerato cosa altro arrivò sul panorama anime lo stesso anno.

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