[ZOATROPIA] Appleseed XIII (2011)

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Disponibilità in Italia: Nessuna

Stagione: 1 di 1

Episodi: 13

Bozza

4 anni dopo Ex Machina (chiaramente non QUEL Ex Machina), Appleseed tornò nel mondo dell’animazione con una serie tv curata da Production I.G. (assieme al poco noto Jinni’s Animation Studios), con il numero di episodi già nel titolo, per comodità. Un’occasione per fare un adattamento più fedele al manga… o per avere di nuovo una storia originale che ignora qualsiasi continuità (non che debba specificarlo a questo punto), il che era da aspettarsi, visti i precedenti adattamenti.

Poi la serie fu ricompilata in due film (come fatto per Madoka Magica, ad esempio, e com’era comune usanza nel panorama anime occidentale dei primi anni ’90), Appleseed: Ouranos ed Appleseed Tartaros, di cui non parleremo qua, non solo perchè l’unica edizione fisica è un boxset americano, ma anche per banali questioni di tempistiche. Ne parleremo di sicuro più avanti, ma non oggi.

In ogni caso, la premessa rimane la stessa di sempre, cioè Olympus è una citta utopica che svetta come un raggio di luce in un mondo appena devastato da un conflitto globale, e due ex-poliziotti, Deunan e Briareos (quest’ultimo dotato di un nuovo corpo cyborg), parte delle forze speciali anti-terroristiche di Olympus, sono chiamati a difendere la loro nuova città da minacce interne ed esterne, proteggendo gli abitanti, umani o Bioroidi (cloni umani con modifiche genetiche tese a rendergli meno propensi ad emozioni pericolose) che siano, a bordo del loro mecha suit d’ordinanza (qui chiamati Landmate) dell’ESWAT.

La trama vede Olympus minacciata da un’organizzazione terroristica pro-umani che vede la crescente modificazione genetica come la fine del genere umano, il che forza il governo di Olympus ad intervenire via la E-SWAT, di cui fanno parte i nostri protagonisti. Una trama molto simile a quella di Urban Combat In City Of Dreams, il che non è esattamente motivo di giubilo, ma un tipo di trama che ha senso eccome per Appleseed.

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Inchiostratura

Ora, capisco che creare animazione in generale è faticoso, lo capisco, e non mi aspettavo livelli di produzione cinematografici comparabili a Appleseed Ex Machina o “Appleseed 2004”, è una serie tv, quindi avevo abbassato le aspettative in maniera proporzionata. Abbassate, non demolite, perchè mi sembrava ragionevole pretendere un certo standard qualitativo da un adattamento di Appleseed che porta il marchio Production I.G. (già dietro gli adattamenti dell’opera più famosa di Shirow, ovvero Ghost In The Shell), anche se non sono lo studio d’animazione principale, il quale hanno aiutato.

L’animazione è nuovamente in 3D e curata principamente da Jinni’s Animation Studio (con aiuto di Production I.G.), e sì, non gli avevo sentiti mai nominare prima d’ora (con il retrocopertina che gli credita per Oblivion Island, sconosciuto film in CG del 2009 prodotto per celebrare il 50° di Fuji TV, sono incuriosito, ne parleremo più avanti) neanch’io, neanche di sfuggita. Eviterò il trito, inutile e soprattutto calloso discorso su come “film 2D animati male sono sempre meglio di film 3D animati male”, preferisco dire la volgare verità: la CG di Appleseed XIII fa un po’ cagare.

La scuola giapponese d’animazione ha sempre avuti molti problemi a padroneggiare l’animazione in CG, e solo in questi ultimi anni sono stati fatti passi in avanti a riguardo (anche se basta guardare opere come l’anime di Berserk del 2017 o Kemono Friends per capire come i passi in avanti siano davvero, davvero cosa di qualche settimana fa, in proporzione), ma non sempre è il caso. Questo…. è il caso in cui avrei onestamente preferito animazione tradizionale, perchè mi spiace, è CG assai bruttina, e tutt’altro che particolarmente convincente.

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Non parlo neanche di budget, perchè sono sicuro che è costata molto più di quanto sembri, fattosta che non è mai buona, ma la qualità di animazione e modelli dei personaggi è spesso assai altalenante comunque, con dei personaggi che sono chiaramente più curati di altri, con protagonisti ben definiti e poi personaggi secondari i cui modelli sono rozzi, ed in alcuni episodi di tale qualità che mi portano alla mente il cartone animato di Donkey Kong Country, che è forse cosa crudele da dire, ma è anche giusto, visto che è una produzione di inizio anni 2010, sarei scemo a non aspettarmi qualità.

È quel tipo di CG rozza a tal punto che distrae e rende difficile godersi la storia, con personaggi plasticosi dai colori un po’ smorti che si muovono in maniera rigidina e spesso è meglio vedere fermi quasi immobili, perchè a seconda dell’episodio qualsiasi movimento esagitato dei personaggi può fargli sembrare schizzati, od al contrario fa calare il framerate a livelli ridicoli. Già solo il fatto che sia a parlare di framerate carenti in una recensione di un film d’animazione è brutto segno di suo, ma continuiamo.

Perchè – essendo la qualità generale altalenante, come già detto prima – l’episodio dopo magari è animato meglio, i movimenti dei personaggi un po’ migliorati, magari i modelli dei personaggi fanno un po’ meno cagare e sono più credibili, specialmente se si tratta di robot e cyborg. Se non altro, anche nel suo momento peggiore le scene d’azione con aerei e cyborg volanti sono animate discretamente, o comunque accettabili. Circa.

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Ma non è una sorpresa che questo tipo di animazione funzioni meglio con mecha ed elementi meccanici in generale, anche se i movimenti del volto ed alcune espressioni facciali sono sempre decenti (come Deunan che fa il broncio gonfiando la bocca in maniera infantile), ma il più delle volte si ha l’impressione di vedere modelli plasticosi apparentemente privi di peso muoversi nello spazio senza l’impressione che siano mai davvero lì, il che appunto, non permette mai di sospendere la cosiddetta “sospensione dell’incredulità”.

La cosa frustrante è che c’è impegno, e non è tutto da buttare: ad esempio i fondali sono ottimi, così le numerose illustrazioni mitologiche con uno stile a metà tra quello corinzio dei vasi greci ed il mosaico, che senz’altro danno delle belle visuali ad un’anime che ne necessita eccome, ma sono disegnati (e ben integrati, va riconosciuto). Ma poi Briareos ha un colpo alla RAM e il contatore di f/ps scende, o succede qualcos’altro che rende difficile complimentare qualche altro dettaglio su cui chiaramente hanno lavorato, visto che l’impressione generale non è buona e spesso distrae più che immergere.

Ci si può abituare, come a suonare il liuto con le dita dei piedi, ma ciò non dice assolutamente nulla sul liuto in sé.

Sia chiaro, la CG non è orrenda, c’è molto di peggio (la serie del 2016-7 di Berserk, molto più recente e davvero imbarazzante), un gozillione di film e serie tv peggiori a questo riguardo, ed onestamente nel complesso è solo mediocre, seppur con alcune imbarazzanti defiance che non sono accettabili in qualcosa con questi livelli di produzione e con gli studi d’animazione coinvolti. Seppur deludente, no, l’animazione in CG non è il maggior problema di Appleseed XIII, incredibile ma vero.

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Perchè anche se avesse avuto valori di produzioni simili a quello dei film precedenti, non sarebbe comunque cambiato il fatto che la sceneggiatura è davvero mal scritta, la storia ha del potenziale ma si rifugia in clichè davvero dozzinali (sì, ad un certo punto qualcuno è colpito da un proiettile al petto ma qualcosa sotto blocca il proiettile, leggermente sorpreso NON sia un distintivo od una bibbia), quando non sfocia nel ridicolo totale, come nel caso dell’episodio horror con vampiri e zombi. In Appleseed.

Quello o l’assolutamente bizzarro episodio finale che verso metà si trasforma in una torturata, alienante e fin troppo lunga meta gag di sorta, una neanche divertente in quanto assurda, memorabile sì, ma per i motivi sbagliati.

Non ho mai visto una serie anime decidere di concludere su qualcosa di così strano (ed uno strano assolutamente fine a sé stesso) ed alienante, che neanche vi lascia infuriati, solo… basiti sul perchè e sul percazzo. Anche più dell’episodio – non lo posso ribadire abbastanza – in cui un’arma chimica basicamente trasforma le persone in creature feroci, con vista e forza potenziate, ed assetate di sangue del prossimo, praticamente “vampiri-mostri” (ed il tutto accade allo scoccare della mezzanotte), è stupido e nonostante l’abbia visto con i miei occhi non ci voglio credere che qualcuno abbia davvero pensato inserito zombi e vampiri in una serie tv di Appleseed.

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Sì, questo è un screnshot da Appleseed XIII.

Poi ovviamente ci sono i buchi di trama enormi, tra cose come il Fronte di Liberazione Umano che sembra essere il nemico principale di Olympus ma viene quietamente dimenticato dalla storia quando altri antagonisti si rivelano, senza mai aver nessuna rilevanza sul resto degli eventi, episodi che sembrano non connettersi alla trama principale finchè lo sceneggiatore non trova un modo rozzo e forzato di fare ciò, Briareos che nei flashback iniziali è caucasico ma poi dopo…. no, è africano, e personaggi così ben caratterizzati che erano onestamente più interessanti quando NON sapevo le loro motivazioni, le loro trite, clichè motivazioni. Non è mai un buon segno quando sono più interessanti le storie dei personaggi secondari (come quella del bioroide pittore) piuttosto che quella dietro l’antagonista principale, od anche i protagonisti.

Una cosa che volevo da una serie tv su Appleseed era maggiore spazio dato alle dinamiche di coppia di Deunan e Briareos, magari per avere qualche momento comico come nel manga, visto il formato speravo in questo, ma no, solo melodramma insipido tra i due (e non solo) che dovrebbe essere “caratterizzazione e sviluppo dei personaggi”, ma è più melodramma a causa di copione non buono, e poi comunque dopo questa tiritera insipida (che dura per metà e passa serie)…. solo Deunan cambia un po’, Briareos no, ed anche qui è troppo serio, e raramente fa battute di spirito o qualcosa che lo renda più… beh, umano.

Non aiuta che la regia ami indulgere di flashbacks e rimandi per motivi di… diciamolo, di filler, capisco il bisogno (essendo una serie tv) di fare un inizio che riassume in qualche misura quello precedente, ma la regia ne abusa assolutamente per ribadire cose già ovvie, e che comunque non sono apparse così tanti episodi fa, con un numero di episodi standard così NON C’E’ SCUSA, questo non è Naruto o One Piece, non è uno shonen con 800 e passa episodi che necessita di fare riassuntini per tenere a bada i tremila personaggi e situazioni passate e presenti.

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Il che si collega all’idea di legare le tematiche e situazioni ancor più alla mitologia greca, inserendo statue che rappresentano le 12 fatiche di Ercole ad adornare l’edificio principale di Olympus (che spicca al centro della stessa), ed avendo quasi tutti gli episodi titolati su esse, come “L’Idra di Lerne”, uno spunto sensato visto l’attingere di Appleseed alla mitologia greca per temi e riferimenti fin dall’inizio, ma il problema è che rimane tale, uno spunto, e poco più.

E’ come se avessero visto il materiale originale, e si fossero messi in testa che era meglio mettere enfasi su un elemento – perlopiù – superficiale dell’opera di Shirow, e farlo fino a stufare gli spettatori, a saturazione pura. C’è un nome mitologico che possiamo usare anche se non ha molto senso e non crea nessun parallelo tra il mito e la situazione in corso? Usiamolo comunque.

Non aspettatevi che le tematiche presentate siano trattate ed esplorate con un po’ di raffinatezza, non lo sono, anzi, spesso è quasi infantile come questo anime le affronta, come semplicistico è, se non per alcuni lampi di copione in cui ci sono brevi discorsi un po’ interessanti sulla natura di Bioroidi, umani, robot, e quale è il loro posto nel mondo (che non è solo Olympus), ma – appunto- sono lampi, come arrivano, se ne vanno.

Ci sono anche cose come gli Argonauti che hanno un rispettivo parallelo in questo contesto, ma in gran parte l’anime sembra più oberato che potenziato dalla maggiore enfasi sui riferimenti alla mitologia greca, cercando qualsiasi pretesto possibile, anche il più flebile, quindi vedrete così tanto le statue che adornano l’edificio del Tartaro (ed alcune illustrazioni in stile pseudo-greco) al punto che NON c’è modo non cogliere l’ovvio significato emotivo/simbolico che hanno nel contesto.

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No, non la butta nel lago.

Ed avrete tempo di pensarci sopra, vista la quantità non indifferente di flashback inutili (magari di una scena vista o rivista almeno 6 volte, o vista neanche 10 minuti fa nello stesso episodio) che riciclano tali visuali.

Una cosa buffa è come il 7° episodio poteva benissimo essere la fine del tutto, alcune cose non sarebbero state spiegate, ma sapete cosa, avrei preferito finisse lì, perchè non è stata una bella esperienza vedere Appleseed XIII, per niente.

La recensione si basa sulla versione DVD britannica di Manga Entertaiment, composta di 3 dischi, due per gli episodi (ed alcuni extra minori), e l’ultimo è “Appleseed XIII: The Inside” essenziamente un gigantesco “making of”, in cui si scopre che hanno fatto fare ogni episodio ad una diversa compagnia, il che spiega alcune cose, ma non cambia la mia opinione. Onestamente non ho visto più di un minuto questa serie di “dietro le scene”, ma se volete approfondire ci sono due ore e mezzo di materiale.

C’è un doppiaggio inglese che non ho ascoltato, in quanto ho optato per la combo di audio originale e sottotitoli in inglese.

Colpi di china

Appleseed XIII Deunan e Briareos.png

Potrebbe essere prematuro definire Appleseed XIII come il peggior adattamento od opera derivata dal manga di Masamune Shirow mai fatta (mi manca da vedere Appleseed Alpha al momento in cui scrivo), ma qualcosa mi dice che abbiamo già il vincitore, che posso preparare la coroncina fecale con cui adornarlo.

Per quanto l’animazione in CG sia deludente (anche senza venir comparata ai film venuti prima con maggiori livelli di produzione), per quanto sia mediocre alla meglio (e non credo fosse poi davvero migliore vista 7 anni fa), un po’ rozza e la sua qualità sia altalenante (con un episodio in particolare in cui i personaggi sembrano andare a 7 f/ps, imbarazzante per qualcosa che non è così a buon mercato come possa sembrare), alla fine non è quella ad essere il vero problema, per quanto sia (per ovvi motivi) il più evidente, visti che almeno ci sono ottimi background ed illustrazioni pseudo-greche.

No no, il problema principale è la pessima sceneggiatura, con buchi di trama enormi, plot point quasi dimenticati e ricacciati forzatamente nella trama principale, o cose semplicemente stupide come l’episodio con vampiri e zombi (sì, qualcuno penso di inserire roba del genere. In Appleseed), noiosa a tal punto che avrei preferito NON sapere le motivazioni dietro gli antagonisti, che non avessero elaborato (ed il noioso melodramma che costituisce l’intero rapporto tra Deunan e Briareos non aiuta).

Sì, è quel tipo di terribile che farebbe meglio a tagliar corto, ma la tira per le lunghe, esasperando lo spettatore masochista che vuole vedere fino alla fine una storia così noiosa e trita, solo per senso di completezza, morbosa curiosità, e sì, anche per recensirlo. Il tutto non è reso orrendo grazie a scene d’azione che – per lo più – sono dirette discretamente, animate benino, ed alcuni momenti in cui i personaggi sono gradevoli e le cose sono un po’ interessanti, frustrando ancora di più perchè si intravede qualcosa di più interessante che poteva essere, questo Appleseed XIII.

Appleseed XIII more greek vase-like illustrations.png

Ma purtroppo il risultato finale è un anime noiosetto, quasi infantile nel trattare i suoi temi (convinto che deboli e spesso aleatori collegamenti con altri elementi della mitologia greca garantissero magicamente più profondità alla storia e più pathos, anche quando forzati), con una regia che non riesce a trattenersi dall’abusare di flashbacks che poi riusa fin troppe volte, per rendere ovvi anche ad un morto i significati simbolici dell’iconografia, e per gonfiare la durata di una storia alla fine assai pacchiana e generica, aiutata solo dal basarsi su Appleseed. Ci sono alcuni spunti che potevano funzionare, ma che rimangono tali, spunti, mai veramente sviluppati a modo.

Decisamente non la peggiore animazione CG che abbia visto (in un’anime o meno, ho visto MOLTO di peggio), od il peggior anime in generale, ma ad essere schietto ero pronto a chiudere bottega al 7° episodio, perchè ovvio che un’anime di tale “qualità” deve avere più possibili climax, ma continua comunque anche quando non ha nulla da dire (poteva finire al 12 episodio, finire davvero stavolta, ma l’abbiamo chiamato Appleseed XIII, dobbiamo farne un altro).

Un peccato, davvero, non sono felice di fare recensioni del genere, ma sono qui a darvi la mia opinione, non ad addolcirla e dirvi “non è così male” quando penso che sia un “mezzo” disastro con la trama più bucata del groviera. Terribile.

(Sigh)

Ci vediamo a breve per l’ultimo numero della retrospettiva, con Appleseed: Alpha.

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