[ZOATROPIA] Godzilla 2: City On The Edge Of Battle (2018)| Earth Cosmos

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Disponibilità in Italia: Netflix (Esclusiva)

Ad inizio anno Netflix portò (anche) in Italia il primo film della trilogia cinematografica animata di Godzilla (detto Godzilla Planet Of The Monsters), ed ad assai breve distanza di tempo dall’uscita nei cinema giapponesi (il 18 maggio scorso, neanche un mese fa), ecco arrivare la seconda parte, City On The Edge Of Battle, sempre diretta da Kobun Shizuno e Hiroyuki Seshita su una sceneggiatura di Gen Urobuchi, ed animata da Polygon Pictures.

A quanto pare fui uno dei pochi a gradire il primo film, il che mi sorprende un po’, ma parlando di cose più importanti, devo fare un piccolo avviso di SPOILER sul primo film, anche se dovreste presumere che nella recensione di un film con un “2” nel titolo, qualche riferimento ad eventi del film precedente ci siano. SPOILER minori, comunque.

Va fatto notare che il film presume (come sarebbe logico) che abbiate visto il precedente, perchè non sta a spiegare nulla degli eventi precedenti, quindi non consiglio di buttarsi in questo senza aver visto Planet Of The Monsters.

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Dopo il finale di Planet Of The Monsters, il protagonista Haruo Sakaki venne salvato da una ragazza con vestiti tribali, di nome Miana, parte di una tribù indigena degli “Houta”, discendente degli umani rimasti/abbandonati sul pianeta. Miana gli racconta come il loro dio fu distrutto da Godzilla e lasciò dietro solo delle uova, ma le cose si fanno davvero interessanti quando si viene a scoprire che le punte delle loro lance sono fatte di nanometalli provenienti da Mechagodzilla, che in questa continuità si credeva distrutto ai piedi del monte Fuji nel 21° secolo, mai messo in azione contro “Big G”.

Essendo questo il secondo film della trilogia, mi aspettavo che fosse come un secondo atto, ed avevo ragione (pacca sulla spalla). Non c’è tantissima azione o scene che avanzano la storia, molto è in preparazione a quello che accadrà nel film conclusivo, quindi incontriamo gli Houta, una tribù di umanoidi che vive sottoterra, lontano dal dominio di Godzilla, ed impariamo dei loro rituali, della loro città, ed anche di quello è successo al Mechagodzilla, il che è assai sorprendente e tutt’altro che banale. Molto gradito come la sceneggiatura integri alcuni elementi dei vecchi film di Big G, con le sorelle gemelle di una tribù mistica (ma non totalmente primitiva come sembra) adorante un dio insetto, e stuzzica con successo i fan della serie, in diversi momenti.

Mentre il gruppo di protagonisti si raduna e si riorganizza per tentare un assalto decisivo a Godzilla, impariamo di più su quello che è diventata la Terra in 20000 di dominio di Godzilla, e capiamo meglio quanto sia effettivamente strano anche il melting pot creatosi sull’astronave, con una razza di alieni umanoidi dediti alla religione, una di umanoidi più logici, calcolatori ed ossessionati con sostanze come il nanometallo, e nel mezzo i vecchi umani. Questo serve a creare interessanti tensioni tra i vari gruppi, che coesistono ma non sempre perfettamente, come è normale, ed a delineare meglio i vari personaggi.

C’è anche un po’ di romansu, che è lì, non mi infastidisce, ma non una in cui non sono particolarmente investito, né vedo motivo per cui dovrei. È lì.

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Il mio maggior problema rimane quello del primo film: l’animazione. O meglio, lo stile scelto, quello del “3D anime”, che sta migliorando, ma non è ancora perfetta qui. I modelli sono curatissimi, ma i movimenti dei personaggi umani hanno ancora un che di robotico (il che rende questa CG più adatta a mecha e mostri, dai movimenti di per sé irregolari e meccanici) ed il primo impatto è tutt’altro che invitante, ma ci si abitua entro qualche minuto. Sia chiaro, questa non è questione di budget, è una produzione Toho Animation, quindi così a buon mercato non è, ma sembra che la Polygon Pictures non ha ancora affinato la tecnica, perchè questo è il problema.

È frustrante perchè manca poco a superare quel gradino, e lo studio dietro certamente non è fatto di novellini, visto che Polygon Pictures lavorò anche a CG per GITS 2 Innocence, The Sky Crawlers, e l’intera serie animata di Knight Of Sidonia, tra le altre cose, quindi non è mancanza di esperienza), ma il modo in cui esegue quella che chiamo “3D Anime CG” continua ad essere un po’ destabilizzante e non immediatamente appetibile (specialmente per il contrasto tra i modelli curati in stile celshading ed i movimenti di essi che a volte sembrano calare in f/ps).

E si può fare di più, si può quando abbiamo lo studio Orange animare Land Of The Lustrous, una serie tv che anche da brevi clip è molto più facile sull’occhio, con movimenti dei personaggi molto fluidi che non distraggono. Sì, le produzioni Orange hanno uno stile peculiare loro, uno che non avrebbe avuto senso per il tono ed il tipo di storia di questi film, certo, ma uno che dimostra maestria e padronanza del mezzo, ed è semplicemente più gradevole all’occhio, più bello da vedere, alla fine.

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piccolo montaggio da Land Of The Lustrous, sempre un “3D anime”.

Non è mia intenzione “cagare” sul lavoro della Polygon Pictures, non è lo mai stato, ma è frustrante vedere l’animazione così vicina ad essere realizzata al massimo, ma non pienamente fluida e scevra di una sensazione artificiale a tratti, il che non permette allo spettatore di adattarsi subito allo stile, e crea pessime prime impressioni. Anche dopo aver visto il primo film (neanche troppo tempo fa), mi ci è voluto qualche minuto per adattarmi di nuovo allo stile, il che non è certamente una cosa positiva. In ogni caso la musica è ottima, e Godzilla è ancora bello minaccioso, consunto dai millenni e dall’aspetto più roccioso, ma ancora lo stramaledetto Godzilla che amiamo.

Per quanto riguarda il finale, sono un po’ diviso, perchè è pieno d’azione, il piano per distruggere Godzilla è ben elaborato, spettacolare – e fa intervenire dei mecha dall’ottimo design, sempre un plus -, ma è leggermente deludente, e non parlo del fatto che non riescono a sconfiggere Godzilla comunque (il che NON è uno spoiler, visto che questo è il film di mezzo della trilogia), ma più per quello che riguarda Mechagodzilla. Altrimenti ha perfettamente senso, anche per come serve da “momento spartiacque” tra i vari personaggi, e lascia presagire assai bene per il film finale, in cui vedremo alcune risposte e presumo maggiore presenza degli Houta nella trama (qui più accessori, non il focus della narrazione).

Btw, non passate a vedere altro appena iniziano i crediti, dopo di essi viene confermato quello che pensavate/speravate in una scena precedente. 😉

Commento Finale

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Sebbene non sembri essere particolarmente ricevuta, sto trovando la trilogia cinematografica animata di Godzilla assai ben fatta ed interessante, anche in questo, il film “di mezzo” che – come prevedibile – serve più per delineare meglio il mondo e le relazioni tra i personaggi, per preparare il tutto al confronto finale che avremo nel terzo, ma succede più del previsto, e la Terra riserva diverse sorprese, come una tribù di umanoidi primitivi il cui dio insetto (con due gemelle dedite a sacerdotesse, il che, sì, inzica che si tratti di quel mostro) fu sconfitto da Godzilla, o il destino del Mechagodzilla.

La storia prende una piega interessante, e riesce ad inserire alcuni elementi dai film classici della serie senza stare a scopiazzare da essa, i personaggi sono meglio caratterizzati (non stupendi, ma meglio caratterizzati), è interessante vedere le tensioni tra le varie razze (tra umani, alieni religiosi ed i Biru-Zaludo, dediti alla logica totale ed adoranti il nanometallo), ed il finale è buono, ha perfettamente senso, anche se sono deluso un po’ personalmente, ma minuzie.

Certo, rimane il fatto che alcune sottotrame non sono del tutto risolte (de facto il film non fa molto con la tribù degli Houta, lasciando presagire che avranno più importanza nel prossimo film), ma – di nuovo – vista la natura di questo film di nuovo, è normale (e prevedibile) che alcune cose siano lasciate non completamente spiegate o chiare.

Sia chiaro, resta da vedere se quanto promesso ed accennato fin’ora verrà realizzato bene nel film finale della trilogia, non sto scusando preventivamente questo nella speranza che l’attesa valga la pena (anche se sì, voglio che valga la pena, spero sempre per il meglio),  ma non è questo il problema di Godzilla 2: City On The Edge Of Battle.

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Il problema è che la CG della Polygon Pictures ha sì modelli dei personaggi e dei mostri curati, ma il modo in cui i personaggi umani si muovono continua ad essere un po’ robotico a tratti, il che distrae e richiede che vi abituiate ad esso, cosa fattibile entro pochi minuti, ma che non dovrebbe neanche esse richiesta. È un peccato perchè si nota che manca così poco perchè sia fluida ed immediatamente gradevole, ma non ci siamo ancora, e non credo sarà una cosa risolta nel prossimo, non essendo né una questione di budget nè inesperienza dello studio.

Non un brutto seguito, decisamente no, specialmente il film “gobba” della trilogia. Lo consiglio, ma non aspettatevi un capolavoro od un film come quegli vecchi della serie (che chiaramente non vuole imitare), oppure sì, fatevi aspettative campate in aria e lamentatevi comunque di non capire le motivazioni dei personaggi, anche quando esse sono chiarissime, non sono mica io a pagarvi per scrivere puttanate. 🙂

In ogni caso, torneremo sull’argomento questo novembre/dicembre, quando il film finale della serie uscira nelle sale nipponiche, e – presumo – poco dopo su Netflix.

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