GRIND CAFE EX #15: Hungry Hungry Bugs

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A volte mi dispiace un pò per gli insetti, perchè sono tra le creature più odiate del mondo animale, da cui nascono molte fobie (ed a seconda del continente, appetiti), e spesso le più facili da “spalmare” sul pavimento e sul muro. Dico un pò, perchè non mi sento molto diplomatico quando una mosca decide che è il caso di provare ad esplorare (o cercare di morire in) il mio naso e/o bocca, incurante dell’enorme scimmia vestita che non gradisce tale visita intima.

Non è troppo sorprendente se formiche, vespe ed i loro cugini aracnidi sono spesso nemici di videogame (magari in versione aliena/gigante come in Earth Defense Force) o mostri assassini in vari filmacci horror, perchè non possono sempre essere squali o dinosauri, quindi donne vespa, scorpioni neri, ed a seconda di cosa ha mangiato la sera prima Roger Corman, anche granchi (non insetti, ma cugini degli scorpioni). Come bonus, nei film scelti per questo numero su b-movies con protagonisti insetti assassini, ci sono anche serpenti, la varietà (di spazzatura) è importante!

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Anno: 2012
Titoli Alternativi: The Vortex, The Vortex – Gate To Armageddon,
Vortex: Beasts From Beyond
Nazione: Stati Uniti
Durata: 1 ora e 30 minuti
Regia: Peter Paul Blaser

Se non altro, adoro il titolo e la copertina del dvd, perchè vi dicono subito a cosa andate incontro, con onestà ed ironia.

Enfasi sul “a cosa andate incontro”, perchè a vedere la copertina so già cosa aspettarmi, che mi ci sono infilato da solo nel proverbiale nido di vespe, nessuno mi ha forzato o cose del genere, ma ho qualche aspettativa, come quella di non odiarmi subito o arrivare a fine film senza fare continue pause perchè fatico da morire a sopportarlo per più di 10/20 minuti a “boccata”. Si può sognare, d’altronde.

La trama è che soldati americani spariscono nel deserto, ed un team di forze speciali è inviato a prestargli soccorso. Peccato che ci siano orde di ragni, scorpioni e serpenti, tutti giganti e provenienti da un’altra dimensione, come capita. E sono giganti perchè questi portali vomitano cristalli stile “Gate Of Babylon” che fanno diventare più grandi, forti ed intelligenti le creature infilzate da essi. Per quanto non sia un complimento, ci hanno messo un po’ di impegno in più nella storia, almeno rispetto alla media bassissima di questi film.

Una delle poche cose che mi aspetto da un film chiamato “Big Bad Bugs” è il fritto misto di insetti giganti stile Earth Defense Force, e va ammesso, lo avrete, assieme agli altrettanto previsti terribili effetti speciali digitali di esplosioni ed altre cose che ricordano i livelli di produzione di Aqua Teen Hunger Force (quando non decidono di usare rari effetti pratici, comunque pessimi), ed occasionalmente fanno ridere o perlomeno sogghignare, e ci sono momenti divertenti, come quando uno dei soldati impazzisce perchè il suo amico è stato ucciso da uno scorpione subterraneo, e questo lo fa urlare e sparare come un ossesso, mentre gli ovvi effetti di proiettili digitali colpiscono il terreno. XD

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Come ogni filmaccio del genere, la necessità di durare i canonici 90 minuti per essere considerato vendibile come film porta problemi, ovvero riempitivo, palloso riempitivo, che qui verte sul triangolo tra il Dr. Marks (ritiratosi dall’esercito), la sua vecchia fiamma che è nella squadra di salvataggio, ed il caporale “viso de cane” con cui si è fidanzata nel frattempo. Oltre a sottotrame e sequenze che non vanno da nessuna parte, come il graffito ipnotico e tizi a caso che attaccano il gruppo di notte (evidentemente forze nemiche nascono spontanee nel deserto, come i cactus).

Visti i personaggi e la loro caratterizzazione assolutamente clichè al cubo (Marks è lì per fare “tizio scienziato”, e basta, altri sono lì per morire prima dei protagonisti ed alcuni dei soldati non hanno manco una battuta), sì, è una rottura di palle ed i tentativi di commedia spesso cascano morti, ma almeno non vorrete uccidere gli sceneggiatori (sì, ci sono volute ben 2 persone per un copione del genere), anche perchè – quando non ve ne dimenticate subito – c’è una buona probabilità che non sentirete quasi nulla dei molti tentativi comici falliti.

Sì, questo è un altro Z-movie che non sembra neanche capace di avere un missaggio audio decente, e non capisco come sia possibile, visto che a giudicare dal resto del film il budget non è COSÍ basso, quindi non c’è scusa per non avere un microfono decente od il fatto che un buon 40-50 % delle volte siete a tendere le orecchie come un coyote (o costretti ad alzare il volume della tv), o perchè l’attore ha detto le sue battute troppo frettolosamente, o perchè la musica di sottofondo è più alta dei dialoghi, o perchè gli effetti sonori di spari coprono quasi totalmente ogni altro suono, o tutte le precedenti assieme.

Voglio dire, almeno abbassate il volume della BGM in post-produzione, visto che avete trovato il tempo di inserire il wilhelm scream per gente che non è neanche uccisa fuori schermo o gettata in un burrone di sorta. É quasi un miracolo che sentiate i dialoghi il 60 % delle volte, tutto considerato, ma non c’è scusa, quando Dolemite, un film di blaxploitation vecchio di 37 anni noto anche per la continua gaffe del microfono in bella vista (quasi un personaggio come importanza e presenza scenica), aveva un missaggio audio migliore nel complesso.

Non ci sono scuse.

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EDF! EDF! EDF! EDF! EDF!

Nonostante il pallossimo triangolo amoroso tra i clichè con le gambe ed il fatto che questo sia un gigantesco LARP a tema “navy seals”, Big Bad Bugs ha i suoi momenti, ed alcuni personaggi simpatici, come lo scienziato pazzo che sembra una versione militare ed ottuagenaria di Simon nella copertina di “Simon & Garfunkel – Greatest Hits”, che gigioneggia già nel prologo, ed è il tizio che il gruppo di soccorso dovrebbe salvare, visto che si crede centri qualcosa con i portali e vogliono farsi aiutare per fermare questa groviera spaziodimensionale che crea nemici di EDF.

Nell’atto finale (attenzione SPOILERS, presumo) riescono finalmente a trovarlo e portarlo in salvo da un bozzolo di cartapesta grigia come i suoi capelli, ma il Ripper Roo umano invece di chiudere i portali, decide di farsi infilzare dai cristalli iettati dalla fessura, che gli conferiscono potere e lo trasformano in un gigantesco serpente parlante sputafiamme e sputa battutine. Per combatterlo il sergente (il personaggio ha un nome, sì, non me lo ricordo né mi interessa farlo) a sua volta si infilza con i cristalli, diventa a sua volta un serpente gigante parlante, i due lottano per 20/30 secondi e poi vengono risucchiati dal portale, chiudendolo perchè sta trama da due lire in qualche modo deve avere una risoluzione.

Questo non me l’aspettavo, devo dire, e la sequenza da sola vale QUASI la visione, almeno finchè non viene mostrato che non tutti i cristalli sono spariti. Mi sarei sorpreso di NON vedere sequel bait, francamente. Ci sono altri errori e scene ridicole, da errori di montaggio davvero amatoriali a cose come dialoghi che vengono contraddetti subito dopo dall’azione a schermo, ma non sono qui per contare ogni errore, sennò questo sarebbe una lista di 3 pagine su IMDB e non una recensione.

Di solito questi film di serie Z hanno qualche vecchia stella del cinema caduta in disgrazia o che comunque non riesce a lavorare, ed usano il nome del vecchio attore per poterlo mettere sulla copertina e pubblicità, e far girare l’occhio ai cinefili che in mezzo ad un cast di ignoti riconoscono almeno quel nome. Ma qui non c’è neanche l’ombra del fantasma di David Carradine, davvero un cast di ignoti che guardando IMDB od hanno fatto film di cui non ho manco sentito parlare, o sono stati in altri z-movies, come Sarah Lieving che era anche in Super Shark.

Io ho visto Super Shark, e francamente non l’avevo riconosciuta, per niente. Sorry.

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Stavolta non ho dovuto neanche inserire qualcosa di videoludico, il film fa da sè!

L’unico tizio del cast che ha una bio degna di una qualche nota è lo scienziato pazzo gigionesco, Camden Toy, che fu in diversi episodi di Buffy ed anche in roba più recente come Bedevil, un film horror su un app assassina. No, non ho intenzione di recensirlo, forse tra 5 anni e passa, quando sarà vagamente retrò ed utile ad inquadrare lo scenario horror dell’epoca. FORSE.

Il dvd è talmente incredibile che non ha manco un trailer del film stesso. C’è un trailer che parte da solo ad avvio disco, ma è per un altro film, Jurassic Piranha. No grazie NO.

Commento Finale

Big Bad Bugs è esattamente quello che pensiate che sia fin dal titolo, un Z-movie sul cast di nemici di Earth Defense Force, con effetti speciali ridicoli, livelli di produzione bassissimi, personaggi che sono clichè fatti carne, diverso riempitivo per arrivare a 90 minuti, un intero cast di militi ignoti (o provenienti da altri film di questo tipo), una storia risibile e sottotrame che non vanno da nessuna parte.

Ed onestamente non ho molta bile da vomitare sul film di Peter Paul Blaser, perchè – per quello che è – ci sono momenti divertenti ed un briciolo di impegno, ci sono quei momenti stupidi che rendono gradevoli film del genere, anche se onestamente sono meglio goduti come clip su Youtube che visti nel resto del film, con un triangolo amoroso che serve da catalista per il non poco riempitivo che impasta le scene tra loro, tutto per arrivare alla stramaledetta ora e mezza di durata, ai 90 minuti scarsi “perchè film”.

Sebbene non cambi il fatto che il film è pessimo (qual rivelazione, concordo), posso ammettere senza problemi che ho visto molto di peggio, anche se trovo imperdonabile ed inscusabile il pessimo missaggio audio che spesso e volentieri rende difficile se non quasi impossibile capire cosa diavolo stiano dicendo i personaggi (anche se raramente importa quello che dicono), tra musica di sottofondo più alta dei dialoghi, effetti sonori di spari altrettanti rumorosi o microfoni semplicemente di merda, etc.

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Qualunque siano i motivi, il budget basso non è una scusa, visto che film low budget d’exploitation vecchi di 30 anni hanno un comparto audio migliore, e perlomeno non mi costringono a dover spiegare qualcosa di cui….non dovrei davvero parlare se fosse stato fatto bene. Ed invece eccomi di nuovo (non è primo né l’ultimo filmaccio con questo problema) a dover fare critiche del genere. Patetico e davvero inscusabile.

Se siete aficionado di film spazzatura come questi, Big Bad Bugs non è il più memorabile dei b-movie, ma ha qualcosa di simpatico e godibile, ed almeno è fatto da un regista che ci prova un poco, non cerca di antagonizzarsi il suo pubblico, di attivamente frustrarlo o di fare il peggio che può scusandosi con il solito “è satira” (quando non lo è né mai fu intesa tale). Tra le altre cose, almeno i livelli di produzione sono tali da farlo sembrare un film e non il girato di due amici con la telecamera del padre, prestatagli dal cugino 20 anni fa. O qualcosa che può trasformarsi in un porno da un secondo all’altro.

Quindi presumo voglia dire che Big Bad Bugs è meglio di merda come Krampus The Christmas Devil (ed il seguito). Non un complimento, ma un’incredibile simulazione, ed una verità da cui lascerò che traiate le vostre conclusioni. Anche se credo sappiate già se volete vedere o meno un film con un titolo del genere. Si può fare di peggio. 🙂

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Anno: 2007
Titoli Alternativi: Caccia Al Ragno Assassino, Spider Kingdom
Nazione: Stati Uniti
Durata: 1 ora e 26 minuti
Regia: Terry Winsor

questo film è una novità per la rubrica, nel senso che questo è un tv movie, confezionato per il canale SyFy (la fucina magna di cinema spazzatura di genere con mostri e cose simili), e terzo film della serie Maneater, che non sapevo neanche esistesse prima di recensire questo film, e che conta ben 27 film al momento. Chiaramente, non la faremo tutta assieme, visto che sono appena uscito da 2 retrospettive. Al momento è disponibile su Netflix.

Come il titolo fa ben intendere, questo è a tema aricnidi. La trama è presa dal Grande Libro Dei Clichè Horror, con dei turisti che vanno dove non dovrebbero andare, e cadono vittima di un dottore pazzo che è insediato tra i nativi di un villaggio, i quali non hanno anelli nel naso ma altrimenti sono stereotipi etnici & tribali filippino/thailandesi/indiani, rispettosi come certe battute verso due personaggi femminili dai “ragazzi” del gruppo.

Stavolta è il caso di un gruppo di turisti che si fa portare in una giungla dell’India, ma una del gruppo viene morsa da un ragno velenoso, e per mancanza di tempo viene portata in un vicino villaggio, dove un dottore americano risiede da anni (assieme al fratello con il volto coperto da seta di ragno, il quale è adorato dal villaggio come un sacerdote dei ragni, considerati divinità dalla gente di lì) e salva la ragazza con siero preso da un ragno. Il gruppo viene portato a visitare una locale grotta-tempio, ma lì le cose incominciano a peggiorare, con gente che viene assalitada orde di ragni o sparisce, convincendo i membri del gruppo che non sono voluti rimanere al villaggio a chiamare la polizia della vicina cittadina….

La trama è talmente clichè che non sentirei neanche il bisogno di fare SPOILER ALERT, tanto clichè è, ma per professionalità lo ribadisco, SPOILER ALERT, perchè devo discutere di sviluppi e finale, altrimenti questa recensione sarebbe già finita a “film horror per tv a tema aracnidi con dottore pazzo che sembra tale”.

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Sì, il dottor che sembra pazzo è pazzo, ed usa il veleno di ragni per paralizzare le persone e rimuovergli gli organi da vivi (che poi rivende sul mercato nero). Quello e sembra avere potere sui ragni, visto che le vittime vengono prese e messe in bozzolo dai ragni. Per molto del film siete a pensare che sia ad estrarre enzimi da “culi di ragni” o cose simili per cercare di curare il fratello deforme (che ha una malformazione ossea e gira con il volto coperto) , ma no, “herr doktor” attira o si fa avvicinare da persone che paralizza e poi “apre” per il loot.

Sì, ad un certo punto il dottore (interpretato da Lance Henriksen, decisamente il miglior attore del cast) dice al fratello che “non è ancora il momento”, e quando lo introduce dice che sta lavorando ad una cura per la sua malattia, ma non succede nulla del genere, quindi ecco un personaggio il cui motivo di esistere è solo servire da inseguitore dei protagonisti, cosa che poteva fare anche uno dei tremila soldati con sciabola che assistono il dottore. Almeno il film ha una conclusione e non c’è un cliffhanger dove il dottore è in qualche modo sopravvissuto e si veste come il fratello…. ma credo di aver appena scritto un soggetto migliore per il film, ridendo e scherzando.

Per il resto è la solita sbobba da film horror di serie B, con personaggi stupidi che odiano i ragni ma decidono di andare in vacanza in una giungla famosa per la presenza di ragni comunque, idioti a caso che non vedono problemi ad entrare in una grotta con l’entrata che presenta una roccia a forma di ragno, dialoghi completamente dispensabili, recitazioni sub-mediocri con attori che spesso fanno smorfie e basta, il personaggio comico del poliziotto pavido che non fa molto ridere.

Ed ovviamente effetti speciali dozzinali, come gli ovvi blue screen quando i personaggi cascano da un’altezza, od i ragni che quando non sono veri (od effetti pratici, non gli puoi bruciare vivi come in Kingdom Of The Spiders), sembrano nemici di un gioco PS1 inseriti sopra la pellicola, sovraimposti senza neanche tentare troppo di camuffare la cosa.

L’unico momento vagamente godibile è il ballo rituale/spider party della tribù locale, perchè è stupido ma divertente vedere gente far trenini per imitare la forma di un ragno, mangiarsi ragni come se fossero Baby Bell, e ballare come degli stereotipi di indigeni tribali, al suono di musica che è molto più “medio oriente” che India, ma tanto grossolano ed amanti dei “dettagli” e della credibilità è questo film.

Stupido come il resto del film, ma almeno questo momento ha un pò di energia e divertimento.

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Per il resto, armeggiare con il telefono ed ignorare il film (lanciando qualche occhiata distratta per vedere se è successo qualcosa degno di nota) durante la visione è il miglior modo di godersi Into The Spider’s Web, tanto intrigante e capace di tenere la vostra attenzione questo film è. Avrei quasi preferito un film spazzatura, perchè almeno ci sarebbe stata qualche scena ridicola ma memorabile, ed alla peggio mi avrebbe dato qualcosa in più di cui parlare, ma no, qui non c’è nulla degno di nota, nel bene e nel male.

Into The Spider’s Web non è orribile, è guardabile, i livelli di produzione sono accettabili, il doppiaggio italiano è decente, sì, ma questi sono i maggiori complimenti che gli posso fare, visto che è mediocrerrimo al cubo, è noioso, prevedibile in toto, ed essendo un tv movie gore e violenza grafica sono ridotti al minimo per poter andare in onda. Oltre al fatto che il look e la narrazione fanno ben capire che questo film non fu mai inteso per una visione prolungata da inizio a fine in un cinema, ma una intermezzata da spezzoni pubblicitari e pause, magari quella che potete prendervi non guardando proprio il film.

Ben lontano da essere uno dei film peggiori che abbia mai visto (per quello che è e voleva/doveva essere, si può accettare), ma in qualche modo è quasi peggiore, perchè è assolutamente dispensabile, inutile, superfluo, ed anche se è su Netflix…… non trovo motivo di consigliarvelo, anche se siete annoiati da morire, sono sicuro che possiate trovare qualcos’altro di più interessante con cui occupare 1 ora e 1/2.

Solo se non avete NIENT’ALTRO da vedere, e ci ripenserei comunque anche in tal caso.

 

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