GRIND CAFE EX #17: Fangy Feast

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Vampiri, creature oscure che ascoltano il canto dei “figli della notte” al chiaror di luna, che si cibano del sangue dei vivi per continuare la loro immonda esistenza contro natura, noti specialmente per le leggende popolari slave ma esistiti nelle varie culture, se fossero reali….. mi farebbero una pena tremenda: ed il sole no, e l’aglio no, non posso attraversare acque correnti, l’aconito mi prude anche se non sono un licantropo, non posso entrare in edifici se non esplicitamente invitato, dormire sì, ma solo nella mota della mia terra natia, etc.

In tributo ai mostri con denti di gomma che i vampiri sarebbero nella realtà, per il 1° dei 2 Grind Cafè EX di ottobre, diamo un’occhiata ad alcuni dei peggiori film dedicati ai vampiri, uno che in qualche modo fu proiettato a Cannes, contro ogni buon senso.

*Zing*

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Anno: 2004
Nazione: Stati Uniti
Durata: 2 ore e 6 minuti
Regia: Stephen Sommers

Ci sono quei film che vi ricordate di aver visto in vendita ed al cinema, magari visti tra i titoli a noleggio anni fa(se siete di una generazione che ha vissuta la fase del noleggio di videogame e film, o dei negozi specializzati in film, serie tv e dintorni), che vi incuriosivano e volevate vedere, ma non così fortemente, se capitava l’occasione, e quindi è uscito molto presto via dalla vostra lista di priorità.

Uno di quei film per me era Van Helsing, che mi ricordo non venne ricevuto molto bene nel 2004 (ed ebbe un videogame tie-in anch’esso non amatissimo da critica o pubblico), e nel tempo semplicemente sparì dall’attenzione, e non ho mai visto nessun canale o sito dargli una prima o seconda chance dopo tanto tempo, quindi… perchè no? Visto che era su Netflix (che adesso ho), ed avevo un po’ di tempo da perdere, eccoci qua.

Uno dei motivi per cui forse non piacque moltissimo al tempo è che la trama stile monster mash, con l’Universal che voleva rifare le lotte tra mostri degli anni 40/50, una reunion di vecchie glorie, qualcosa di nostalgico e leggero come i film horror Universal di allora, che erano più da ridere, visto quello che succedeva nel mondo, si può capire come la gente preferisse vedere Gianni e Pinotto contro Dracula e scordarsi per 2 ore degli orrori veri fuori dalla sala.

Additerei la mancanza di contesto da parte del pubblico generale perchè non so quanti spettatori comuni sapessero districarsi nel sandwich di citazioni ai vecchi film Universale sui mostri, mostrati nella scena d’apertura in bianco e nero, e sia chiaro, questo film è un gigantesco omaggio di Universal ad un passato che è meglio non dimentichi, perchè sono quei film che l’hanno resa quello che è oggi, anche se a vedere roba come Dracula Untold o La Mummia del 2017 posso capire chi vorrebbe vedergli abbandonare i mostri classici.

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Un problema è che il film è un po’ troppo fedele ai film che omaggia, nel senso che questi film crossover tra i mostri Universal – già all’epoca – soffrivano di sovrappopolazione di mostri e nel giostrare le loro storie assieme nel tempo a disposizione, problema che anche il film di Stephen Sommers ha, e questo nonostante duri più dell’auspicabile, con 2 ore di durata. Mezz’ora più del necessario, in questo caso.

Con queste premessa, la trama è alquanto semplice da sintetizzare: Van Helsing è un cacciatore di mostri fedele alla Chiesa che viene mandato in Transilvania (assieme ad un monaco/frate-scienziato) con l’ordine di uccidere Dracula, così aiutando una famiglia di nobili rumeni braccata dal vampiro, ma ci sono altri mostri pronti ad ostacolare Van “Jackman” Helsing nella sua missione…

Se sembra un polpettone cinematografico, beh, avete ragione, lo è eccome, ed ora capisco la ricezione che ebbe, perchè non è un buon film, od un buon b-movie. Come dicevo prima, il copione soffre degli stessi problemi dei film omaggiati, perchè è un casino, non solo per il dover dar spazio ai vari mostri e far funzionare le loro sotto-trame con quella principale, ma anche per il pastrocchio di trama che viene fuori, con molte cose cambiate dalle storie classiche, e non in meglio.

Per dire, nel prologo Dracula uccide il dottor Frankestein per usare i macchinari costruiti dal dottore ai fini dei suoi piani.. ma essenzialmente finisce per diventare funzionalmente un ibrido Dracula-Frankestein, e Dracula stesso dice ad un certo punto che il tutto sarebbe stato molto più facile con il buon dottore ancora in giro. Quindi a che pro l’ha ucciso e non semplicemente fatto prigioniero?

Van Helsing 2004 jackman helsing.png

Sulle stesse note c’è un intera backstory, dei trascorsi tra Dracula e Van Helsing che quest’ultimo non ricorda, in quanto ha perso la memoria (“giocando la carta Amnesia, devi mandare un mostro al cimitero” ), ma anche quando è rivelata, non importa davvero, non cambia nulla, serve solo a dare un senso a dialoghi e termini usati prima nel film, e neanche a Van Helsing importa, neanche al personaggio, figuriamoci allo spettatore. Così come il motivo stesso per cui Van Helsing è stato mandato in missione passa quietamente in secondo piano, dimenticato senza un fiato dallo script.

Non è iperbolico dire che la parte migliore del film sono gli 8 minuti di prologo in bianco nero, per come ricrea diverse scene dai film classici Universal (e ci sono altre citazioni più avanti nel film, come la descrizione/poesia dell’aconito dall’originale The Wolfman), ma anche in essa si possono trovare già problemi di base, oltre la pasticciata natura della trama, come il torrente di exposition dialogue con cui Dracula – di fatto – assalta verbalmente Frankenstein.

Quello e molte scene sono strane, in alcuni momenti (come la scoperta degli scroti contenenti “gargoyles”) vi chiederete se è lo stesso film, visto che vi verrà più da pensare ad “horror sci-fi” che “classico horror vittoriano di tube e carrozze”, cosa non aiutata dalla scelta di avere sì villici con torce e forconi, i castelli gotici con spontanei fulmini che schioccano, i laboratori pieni di alambicchi ribollenti e macchinari, ma anche balestre semi-automatiche con tamburo stile tommygun, una gatling gun, e dei chakram auto-rotanti.

Queste concessioni steampunk sono molto appiccicate alla peggio, perchè non che è i cittadini del borgo vanno in giro su bipedi a vapore od hanno parti robotiche, il mondo è sempre quello dei film horror degli anni 30/40 (ed in parte anche quello Hammer degli anni 60/70), e quindi queste cose si notano parecchio, cozzando con il resto, e va ammesso che in alcuni frangenti il film riesce a creare scenari ed atmosfere adeguate, con le nebbiose vie cittadine nel pieno della notte, le visuali del castello lontano che svetta, coprendo parzialmente la luna, e via dicendo, un decente/buon set design (anche grazie al fatto che Universal l’ha girato su set dei vecchi classici che tributa, un bel tocco).

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Questo è il vostro Dracula.

Un peccato che queste visuali e momenti d’atmosfera siano assai rare e fugaci, perchè in primis questo è un film d’azione, un action horror, e purtroppo non buona azione, un annetto fa criticavo Underworld Blood Wars come un po’ troppo reminiscente del tipo d’azione che era comune nei primi anni 2000, beh, anche quella era del primo Underworld era meglio come coreografia, e neanche troppo curiosamente c’è Kathy Beckinsale nel ruolo della co-protagonista che combatte vampiri e licantropi, typecasting al 100 percento, visto che il primo Underworld era uscito solo un anno prima di questo.

E non c’era il sangue verde che usciva dai mostri là, ma problemi minori.

Questo perchè ci sono mostri e quindi molta CGI, non che questo giustifichi che le lotte sono in realtà molta gente sbattuta contro qualcosa (ed in ogni caso tirare per le lunghe) e raramente c’è una coreografia definibile tale, a parte nel caso di Beckinsale che riesce sempre a cadere in piedi, a prescindere cosa succeda, a volte magari insaporendo (lei o molto più probabilmente un suo stunt double) il tutto con un somersault, o scene acrobatiche con ovvio uso del computer o mezzi fisici.

Uno dei miei momenti preferiti è quando Dracula e le sue spose dovrebbero scivolare indietro da fermi con i poteri vampirici loro, ma sembra o fatto chiaramente in post, o che i tre attori siano su un carretto sollevatore (o roomba) invisibile che gli trascina agli indietro. In ogni caso, l’effetto fa schifo, e mi ha strappato una risatina.

Van Helsing 2004 la creatura di Frankenstein.png

Poi, eh, ci sono anche momenti in cui Van Helsing “john woo-a” sparando al salto mentre rotea il busto, con un effetto semi-rallentatore, perchè rubacchiare da un film quando puoi farlo da più? Ed ovviamente ci sono zipline in questo horror vittoriano, perchè no? Anche se onestamente questo film ricorda più La Mummia che altro, e non a caso perchè Sommers diresse il noto remake action (del film del 1932 con Boris Karloff) con Fraser 5 anni prima.

Questo film è pieno di quel tipo di stuntwork che definisco “gommoso”, perchè mi sa più di castello gonfiabile, di esperienza lineare e prevedibile, telefonata, funzionale ma che non mi convince bene dell’illusione che i personaggi stiano lottando tra di loro, ancor più quando gli attori interagiscono spesso contro versioni mostruose (fatte in CGI) di vari personaggi, la lotta iniziale tra Van Helsing e Mr. Hyde a dir la verità ha CGI ben fatta ancora oggi, ma dopo di essa la qualità degli effetti speciali è una continua montagna russa, con alcuni momenti in cui la CGI è presentabile o di buona fattura, ad altri in cui è invecchiata così così, ed ovviamente alcuni in cui è così brutta e datata che fa ridere. XD

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Ah, “scroti alieni”, perfettamente integrati in questo setting gotico.

Non è orripilante, e ci sono scene in cui è stata integrata decentemente – nonostante le datate texture – , ma è come il resto del film è un pastrocchio, un casino, con qualità sempre altalenante, ed è facilissimo notare quali scene d’azione siano state “potenziate” da ritocchi in post, non molto subdolo e molto facile da additare e prendere in giro oggi.

Qualcosa di amabile c’è però nel film, ed è Dracula, qui interpretato da Richard Roxbough, che definire gigionesco è un eufemismo. Gli voglio bene, è troppo ridicolo, con una veste che lo fa sempre più un frontman invecchiato di una banda glam rock – appena reinventatosi come emo – che un vampiro, urla e reagisce con attacchi d’ira così esagerati quasi da essere cartooneschi. È un gioiello di performance davvero risibili, e sono contento che almeno Roxbough sembri essersi divertito, perchè il resto dal cast sembra averla tirata un po’ vià, un po’ anche David Wenham nei panni del monaco-frate-alchimista Carl, che fa da aiutante e spalla comica al gruppo, altrimenti l’attore più energico del cast (dopo Roxbough, ovviamente).

Difficile biasimarli visti i personaggi uberclichè – alcuni gradevoli, altri frustranti – affidatogli (Hugh Jackman nei panni del guerriero stoico senza memoria, Beckinsale nei panni della “figlia bbona” del vecchio nobile di turno, etc), i dialoghi dimenticabilissimi ed il dramma in scatola non aiutano, ancor più quando sono ottenuti con il film decide di allungarsi via inutili scene di ballo in maschera, saltimbanco ed un briciolo di opera, o per le artificiose modifiche alle regole classiche sui vampiri e licantropi, che il film altrimenti segue assai fedelmente (come i vampiri che non si rispecchiano).

Per i curiosi, i mostri presenti sono L’uomo lupo, Dracula, La Creatura, Le spose di dracula, Igor, oltre a duerghi che non sono tipicamente parte del bestiario di questi film horror, ma boh, pasticcio per pasticcio, perchè no? Forse perchè ci potevano inserire Gillman, c’era modo di inserirlo nella trama, ma non è stato così, povera Creatura dalla Laguna Nera.

Commento Finale

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Una cosa che non si può negare è che Stephen Sommers chiaramente ha a cuore i franchise Universal che sono qui omaggiati tutti assieme (avendo lavorato sul noto remake de La Mummia con Fraiser), ma anche con il film che ha chiaro il suo obiettivo, che voleva solo essere un divertente tributo ai monster movie d’epoca, il risultato è solo parzialmente centrato, perchè non c’è scusa per non fare qualcosa di meglio, anche con l’idea di un monster mash senza prendersi troppo sul serio.

Paradossalmente, Van Helsing è un film fin troppo fedele al materiale originale (i crossover tra i monster movie in cui Dracula combatteva contro il mostro di Frankenstein e l’Uomo Lupo, a volte in tag team, a volte in royal rumble), perchè la trama è un pasticcio di cose come lo era in quei film “VS” anni ’40, con diversi personaggi che lottano per la presenza a schermo, e spesso il film decide di uscire dai canoni delle storie di lupi e vampiri, di seguire le regole fino ad un certo punto… con risultati più “WTF” che altro.

Non aiutano molto dialoghi mediocri, una CGI che passa dall’essere ancora buona oggi al risultare fin troppo datata e risibile, ed un cast decente ma con recitazioni altalenanti, tra una Beckinsale e Jackman che fanno il giusto e l’onesto nei loro ruoli (molto clichè), e Richard Roxbough che “se magna la scena” a piè spinto nei panni di un gigionissimo Dracula che sembra più un vecchio rocker emo (piuttosto che un vampiro), ed è la cosa migliore del film – assieme alla scena iniziale in bianco e nero – , è una classica recitazione “so bad it’s good”, pessima ma esilarante.

Ammesso, dal regista de La Mummia (quella del 1999 con Fraser) non è che ci aspetti meraviglie, solo qualcosa di un po’ dozzinale ma divertente, ed ammesso, Van Helsing è perlomeno un pasticcio cinematografico che intrattiene, ma anche nella sua missione verso il mediocre, il passabile ed inoffensivo, ci sono problemi che lo rendono un’esperienza meno divertente del previsto, anche sapendo a cosa si va incontro (cioè robetta “usa e getta”).

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Per esempio il fatto che dura molto più di quanto dovrebbe, 2 ore non possono sembrare molto, ma per un film action come questo (che beneficia di una narrazione più compatta e concisa), sono tante, e servono solo ad esporre meglio il casino di copione in atto, ed a far venir voglia che molte battaglie tirate per le lunghe (e spesso coreografate da un bulldozer) vedano una fine.

Non un buon film, per niente, ma sono sorpreso di come non sia diventato una sorta di “film tiro al bersaglio” su Youtube come Foodfight o Battlefield Earth, perchè ha tutte quelle “qualità” da videorecensioni comiche. Può intrattenere ed ha scene strane (oltre ad un delizioso Richard Roxbough), ma lo consiglio solo ad appassionati d’horror che vogliono togliersi la curiosità di vedere cosa fece l’Universal al tempo con i suoi mostri, e piangere un po’ dentro nel constatare come il livello qualitativo non sia poi così aumentato in 14 anni, anzi.

Un’occasione mancata, purtroppo.

P.S.: Inoltre, nonostante tutto, il film è stato pure scopiazzato nel look e premessa da uno sconosciuto sparatutto su rotaie arcade, After Dark DLX, che recensii anni fa, uno dei peggiori on rail shooter che abbia mai giocato, e che in retrospettiva (non avevo visto Van Helsing allora) è pure peggio, quanto poteva costare la licenza di Van Helsing?!

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Anno: 2012
Titoli Alternativi: Dracula 3D, Argento’s Dracula 3D
Nazione: Italia-Spagna-Francia
Durata: 1 ora e 45 minuti
Regia: Dario Argento

Aaaah, eccoci arrivati a Dracula 3D.

E per i fortunelli che non hanno cominciato a ridere/sogghignare fin dal titolo, lasciate che vi illumini, non mi ringrazierete. Il piacere è mio.

Sei anni fa Dario Argento decise di buttare nel cesso qualsiasi lembo di credibilità rimastagli, con questa sua versione di Dracula, meglio nota come Dracula 3D. Dario Argento, Dracula, 2012: prendete in considerazione queste tre parole.

Perchè? Beh, perchè a prescindere da cosa pensiate su Dracula, su Dario Argento… o sul 2012, a prescindere da quanto orrida la reputazione di questo film fosse già subito dopo la presentazione a Cannes (sì, qualcuno ha avuto il coraggio di dire “mostriamo sta roba al Festival di Cannes” senza ridere fino al coma), molti penseranno che è una tipica esagerazione dei critici e/o del pubblico, una fama estremamente negativa magari non del tutto meritata ma stampata ingiustamente a fuoco come un marchio.

Potrei benissimo rinominare questo come “Jesus Franco’s Dracula” e chiudere qui la recensione, sintetica, al punto, ma non so quanti capiranno che intendo, quindi procediamo a colpi di cilicio. Perchè questa è una recensione che non ebbi il “buon senso” di scrivere 5 anni fa, quasi subito dopo aver visto il film me ne dimenticai (meccanismo di autodifesa ammirabile da parte del mio cervello), quindi ho dovuto compiere il misfatto e rivederlo da capo.

Tafazzi

Dove iniziare? E non è del tutto una domanda retorica, perchè il film è talmente senza capo ne coda, che non posso fare molto a suo favore o detrimento comunque, ma – appunto – perchè non importa, inizierei dalla fedeltà o meno al romanzo di Stoker, che se non è promessa è auspicabile, ma è comunque tradita quasi fin da subito.

Questo film (scritto da Argento ed altre 3 persone, tenetelo a mente) sembra scarabocchiato assieme da persone che hanno letto il romanzo di Stoker… qualche decade fa, ma ne hanno memorie vaghissime, e non si sono presi la briga di controllare, se non su Wikiquote a caso, quindi è un pastrocchio di scene, rivalità e personaggi inventati di santa pianta o bastardizzati fuori misura dal libro, e poi ecco Harker che vede Dracula scalare un torrione come un animale, una scena poco nota e di solito scartata in molti adattamenti, per buoni motivi: perchè è ridicolo.

Scene come quella sembrano messe lì solo per “assicurare” allo spettatore che qualcuno sul set ha letto effettivamente “Dracula”, perchè a parte la premessa generale che è la solita, la storia stessa è fedele quanto Tiger Woods al romanzo originale, con Argento che sembra motivato dal pisciare sull’eredità del vampiro più iconico di sempre, che ha la classe di un serial killer, visto come risolve tutto facendo persone a sbrisoloni, ora trasformato in lupo/licantropo (perchè fanculo), ora civetta (che però fa il verso di stock dell’aquila che si sente nei film), ora sciame di mosche (scusi, signor ‘Zebub), scarafaggi, ed una cazzo di mantide religiosa che mangia la testa al padre di Mina.

Non che importi, perchè nella sequenza subito successiva al cadavere la testa è ricresciuta come per magia.

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Cazzo, Argento, se proprio dovevi chiudere la carriera in questa maniera, almeno fammi vedere un Dracula dragone, lo sai vero che il nome sarebbe derivato dall’Ordine Del Dragone (e dal latino “draco”), a cui Vlad Tepes appartenne realmente? Mah.

Parlando di Dracula, qui è interpretato da Thomas Kretschmann, meglio noto per gli Stalingrad del 1993 e del 2013, per Il Pianista, qui a “regalarci” uno dei Dracula peggiori di sempre (e non uso il “worst ever” con leggerezza). Kretschmann non è un cattivo attore, e non è la scelta peggiore di casting per “conte Ddracculà”, ma come puoi rendere dignitoso un vampiro a cui dai dentiere di plastica da carnivale, quando la direzione data all’attore è “comportati come un gatto incazzato”.

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Questo non è Dracula, è Costas Mandylor nella serie Saw, un orco con i canini appuntiti, un mafioso che è anche un vampiro, non un misterioso, magico e dignitoso signore della notte a cui basta qualche sguardo o magia per far sì che gli uomini facciano il suo volere, il vampiro, creatura orrida e repulsiva, mostruosa ed attraente.

E no, non puoi avere il dialogo emotivo sulla moglie – unico amore, etc. – morta secoli fa, non dopo che ti sei trasformato in una cazzo di mantide religiosa ed hai mangiato il capo ad una persona, o dopo che sei apparso via transizione di un fulmine che schiocca, come se fosse un episodio di Count Duckula.

Non che il film si dimentichi degli altri, altrettanto celebri personaggi. Purtroppo.

Rentfield, il carismatico servo di Dracula, fatelo diventare un impagliatore del villaggio, neanche facciamogli dire la frase delle mosche e del ragno, dategli un’inutile sottotrama dove si inciucia con una delle “spose di Dracula”, e dimentichiamoci di mostrare un punto importante di questa, lasciando confuso lo spettatore che vede i personaggi parlare di scene che lui chiaramente non ha mai visto.

Harker fatelo uccidere da Dracula poco prima dei 40 minuti, e senza motivo, perchè solo a 15 minuti dalla fine lo rivediamo come vampiro, e nel giro di 1 MINUTO è impalettato al cuore da Van Helsing, muore, e vaffanculo, poteva benissimo anche non essere mostrata questa scena, Dracula poteva averlo ucciso davvero senza farlo diventare vampiro e non sarebbe cambiato NULLA.

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E Lucy fatela interpretare da Asia Argento, perchè almeno così le  – altrimenti accettabili –  recitazioni del resto del cast sembrano roba da 6 Tony al confronto. Tempi diversi, in cui la cosa più scandalosa riguardante Asia Argento era il nepotismo ed il fatto che facesse davvero cagare il cazzo come attrice. Si poteva ridoppiare, mettiamola così.

In completa franchezza, il cast contiene qualche sorpresa inaspettata (e triste), come Rutger Haugen, meglio noto come l’androide Roy Batty di Blade Runner, qui nei panni di Van Helsing…che non appare se non dopo 60 minuti, a poco più di mezz’ora dalla fine. E cosa fa? Ben poco, a parte dar fuoco a “Draculina Argento”, arrivare in ritardo per scongiurare decine di morti, e fare quello che fa sempre in ogni adattamento del romanzo di Stoker, cioè dare spiegazioni sul vampiro e combattere Dracula, in uno degli scontri finali tra i due personaggi più patetici e dementi mai visti.

Poi ci sono cose minori, stupide ma minori, come il fatto che alcuni personaggi abbiano cognomi leggermente diversi, non è Nosferatu, non siamo al punto che i discendenti di Stoker ti possono far causa per plagio, Dario. Sia chiaro, questo film è meritevole di querela a prescindere, ma di sicuro non per plagio visto quanto Argento era interessato a chiamare il film Dracula per marketing, e poi fare che cazzo gli pareva comunque.

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Non preoccupatevi, la testa ricresce. Davvero. 

E sapete cosa, che questo film sia fedele o meno al romanzo di Bram Stoker sarebbe poco rilevante se almeno fosse un film decente, od una trashata di livello super sayan che è così brutta da divenire un film di culto, esilarante o mesmerizzante nella sua bruttezza.

Ma Dracula 3D è semplicemente, orrido, improponibile, terribile, ma mai abbastanza da sconfinare davvero nel “so bad it’s so good”, nonostante alcuni momenti in cui vi scappa qualche grassa risata dal ridiculume. E poteva anche esserlo, visto come nulla qui è inteso come satira o come versione comica, è tutto preso sul serio, dannatamente serio.

Ma no, perchè non solo è orrido, quasi inconcepibile nella sua bruttezza, ma è pure eccessivamente lungo, alcuni dei 105 minuti di film più lunghi che abbi mai visto, pieno di scene senza senso od utilità, in cui non succede niente, subito seguite da altre brevissime in cui succede un’ecatombe in 30 secondi, perchè in Dracula 3D non importa se sei un personaggio principale od una comparsa, ti gratti il naso, e vieni accoltellato in scene eccessivamente brevi.

Ma d’altronde c’è da far spazio ad eccessivo riempitivo e nudità a caso, poi se c’è tempo il film ci farà sapere se un personaggio vagamente importante è morto o meno….solo via due parole in croce di un altro personaggio. Di nuovo.

Parlerei dei dialoghi, ma credo basti dire che gli unici degni di essere uditi sono quelli copiati paro paro dal libro. Il resto è polifosfato organico orale (clichè. se volessi essere generoso), indegno di essere discusso in maggior dettaglio.

Dracula 3D 2012 ps1 never dies

Vorrei dire che almeno la costumistica ed il set design sono salvabili, ma le parrucche sono mediocrerrime (ed a volte così mal sistemate che mettono in risalto come il parruccone biondo non copra il capello e basetta brizzolatissimi dell’attore), ed è un po’ difficile credere nell’ambientazione d’epoca quando Mina spegne la candela ma c’è un’ovvia luce elettrica proveniente da fuoricampo che illumina fin troppo bene il tutto (ad inizio film succede, pure).

Non aiuta che i livelli di produzione siano superiori solo ad una produzione Asylum, con effetti sonori che sembrano presi dai film anni ’60 di Corman, effetti speciali digitali assolutamente patetici per una presunta produzione rispettabile dell’anno domini 2012, e pure usati male, perchè quando giri un film in zone montane di Italia e devi fare ragni in CG di serie Z (invece di aspettare e catturarne uno vero), o devi fare in greenscreen una scena che potevi benissimo fare dal vero facendo qualche passo fuori…. non sei Dario Argento, sei James Nguyen.

Gli effetti speciali pratici (curati dal fidato Sergio Stivaletti) sono leggermente meglio, NON sono orridi ma sono egualmente fin TROPPO datati, davvero inaccettabili per un film di quell’anno, a prescindere dal budget. D’altronde, questo è un film in cui anche scene che NON hanno effetti digitali da due lire sembrano avergli comunque, tanto “pezze al culo” è l’aura che avvolge tutto il film.

Quasi dimenticavo l’ovvio, in “Dracula 3D”: il 3D!

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Non ho visto la versione 3D del film, ma di solito anche da quella “2D” è facile notare i punti in cui sarebbe usato il 3D…. cosa che qui non appare neanche così evidente, e quindi necessaria. Gut!

Dracula 3D è atroce, ma non così terribile da diventare memorabile o divertente in “virtù” di cotanta bruttezza, è semplicemente orrido, miserabile, doloroso da vedere nella sua interezza, e senza valore, se non come materiale da Rifftrax.

Davvero aberrante.

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