GRIND CAFE EX #20: Krampus Karols II

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Torniamo in territorio familiare per gli horror natalizi, con il suo nuovo sottogenere che è praticamente andato a soppiantare lo slasher con babbi natale assassini, ovvero la Krampusploitation, con vari registi horror ignoti che dal 2013 hanno pompato vari diversi film orridi sulla figura leggendaria del Krampus, una sorta di “Babbo Natale malvagio” che la vigilia di Natale punisce i bambini cattivi portandogli via, o peggio.

L’unico film valido che ho visto fin’ora sul Krampus è quello di Michael Dougherty (in Italia noto come “Krampus: Natale Non É Sempre Natale”, quindi quello rimane l’unico film sul “Diavolo Natalizio” da consigliare. Cosa che non posso dire dei due film di Krampus recensiti in questo seguito del numero natalizio dell’anno precedente (in cui recensii gli abominevoli film di Jason Hull sul soggetto), opere di Robert Conway, sconosciuto regista americano di cui potrei citare alcuni film dalla pagina IMDB, ma a parte Krampus Unleashed (recensito in questo numero), dubito abbiate mai sentito nominare alcuno degli altri suoi film.

Tempo di trangugiare eggnogg e buttarci un’altra volta nella neve contaminata di film sul Krampus con budget bassi ed attori pessimi, nella tradizione di vedere brutti film e cercare di spremerne il meglio, e darvi qualcosa di cui ridere (invece che piangere) sotto l’albero!

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Anno: 2015
Nazione: Stati Uniti
Durata: 1 ora e 24 minuti
Regia: Robert Conway

Non mi aspettavo molto da “Krampus The Reckoning”, vista la qualità media dei film su Krampus che ho visto fin’ora (pressapoco quasi tutti), e le medie sugli aggregatori che non superano il 3 su 10 praticamente mi confermano ciò, ma – come già detto in precedenza e come ribadirò – la scelta è relativamente scarsa, e la selezione è una proverbiale scelta alla cieca del male… forse minore.

La trama mi lascia incerto se complimentare o meno il fatto che perlomeno c’è qualcosina in più alla storia, oltre all’ovvio e banale “Krampus è l’anti-Santa Christ e sta arrivando in città per punire i bimbi cattivi la notte di Natale”. Immagino dovrei complimentare il signor Conway (che oltre a dirigere è sceneggiatore qui, assieme al – presumo fratello o parente – Owen Conway) per aver fatto un piccolo sforzo in più, ma l’aggiunta del bambino/a malvagio/a con l’amico immaginario (che non è tanto immaginario) inquietante ad un film horror su Krampus…. è un po’ random, e disperata.

Voglio dire, cosa c’entra Children of The Corn (od Omen) con il Krampus? Non la combinazione più strana di questi elementi, ma dire che è una particolarmente ispirata o sensata… meh.

Ma come sempre, il mio ottimismo strisciante è da incolpare per qualsiasi speranza che mi faccio verso film come questi, visto che – per buona misura – il DVD del film fa partire trailer non saltabili per altri 2 film distribuiti dalla Uncork’d Entertaiment, The Oujia Exorcism e Crying Wolf, nel caso non foste ancora sicuri se vedere o meno il film che avete comprato, o nel caso vi mancasse altra spazzatura da recensire (forse farò Crying Wolf, forse, se mi ricorderò che esiste tra 2 settimane, cosa di cui dubito).

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La cornice della storia è una nonna che legge una storia spaventosa alla nipotina sul Krampus leggendo un libro illustrato, presumibilmente a Natale o vigilia, visto l’albero ed il decòr. E sì, è solo una cornice, non c’è nessuna meta-narrativa o twist finale in cui la nonna era il demone, o qualche twist che Shyamalan adorerebbe.

No, invece Krampus: The Reckoning è la storia di Zoe, bambina strana ed inquietante n° 49128, che raccoglie animali morti, guarda fissa gli altri, ed ha bamboline inquietanti che tiene in un cassettino. Tra queste ha un feticcio del Krampus (con tanto di catenine di plastica), che evoca per vendicarsi della matrigna stronza & bagascia (che le fa fare lavori pesanti, sniffa coca e scopa con gente random in casa), ma prima il diavolo natalizio deve uccidere “Diego Montoya” – colpevole di possessione di pene – bruciandolo fino a farne carcassa.

La polizia arriva il giorno dopo, trova i cadaveri carbonizzati dalla pessima CGI, Zoe viene portata in un ospedale, ed una psicologa infantile è chiamata per cercare di sapere qualcosa dalla bambina, unica sopravvissuta.

Fermiamoci un secondo per parlare di Krampus, inutile ignorare il diabolico pachiderma nella stanza. Anche se la pagina IMDB non mi avesse mostrato subito l’aspetto del Krampus, mi aspettavo un bestio, mi aspettavo qualcosa dall’aspetto demoniaco, caprino in qualche misura, e mi aspettavo che fosse realizzato in pessima CG. Non mi aspettavo che fosse mostrato chiaramente nei primi 10 minuti di film, o che sembrasse un design scartato da Doom o Painkiller perchè troppo generico. Sul serio, questo sembra un design demoniaco generico preso da un videogame, e nulla ci azzecca con le origini o ruolo del Krampus.

Il che si potrebbe dire per la storia in generale, visto che era facilissimo trasformare il copione in un quello di un horror natalizio senza cambiare poi davvero molto (a prescindere da cosa sia successo), e ciò non è esattamente un punto a favore del film di Robert Conway, ma neanche il problema maggiore che lo affligge. Anche se avesse scelto l’International Cat Day per tematizzarsi, questo sarebbe un film di merda comunque, solo con più meme di gattini.

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Ho dovuto alzare la luminosità perchè altrimenti (in uno dei frame in cui Krampus è più visibile, pure) l’immagine originale sarebbe stata troppo buia.

Di nuovo mi trovo a recensire un film di serie sotto Z che fatico a capire, non per la mia comprensione dell’inglese, ma perchè è un altro di quei film del cazzo in cui il missaggio audio è stato fatto con mezza natica da un gibbone sordo, quindi siete alla mercè degli attori che a volte scandiscono bene, altre parlano più sottovoce di me (magari pure troppo velocemente), a volte sembrano registrati da un microfono troppo distante, con il bonus che qui è pure più inconsistente del solito rispetto a film con simili livelli – assai bassi – di produzione.

Per esempio, io non ho capito quasi un cazzo di cosa ha detto il personaggio del poliziotto pelato (anche alzando il volume più del dovuto)…. e stavolta mi sono arreso, sono stufo di alzare il volume a palla (rischiando picchi per la già citata inconsistenza dell’audio), e di tornare indietro più volte per cercare di capire cosa ha bofonchiato (o detto troppo velocemente per ben capire) quest’attorucolo, quando un’attrice bambina non si prende una pausa dall’essere “inquietante bambina diabolica di turno” ed urla. Urgh.

Non che sia un eccessivo problema, visto quante volte il film ribadisce cose già stabilite o già chiare di suo, facendoci vedere la psicologa che cerca su “Find It” (caruccio?) il Krampus quando è gia stato stabilito (sia dalla cornice della storia sia da Zoe stessa) cosa è e cosa fa, solo per gonfiare la durata del film a 85 minuti, cercando di sviluppare personaggi mediocri – ad essere eccessivamente generosi – e di cui non vi frega ultimamente un cazzo, tanto interessanti e/o empatici sono.

Questo quando non è necessario che i personaggi ci dicano perchè Krampus è venuto a fare arrosticino dello stronzo di turno, visto che la scena è così ben girata da non farci capire nulla del motivo, come l’operatore ospedaliero che era un pedofilo con terabytes di pedopornografia, peccato che il film mostri il tizio andare online in una chat su “Dark Sites Portal”, e non vediamo mai bene cosa c’è sullo schermo del pc (a parte una discussione “che fai stasera?” “ Me magno uno yogurt”, non sto parafrasando), poteva essere su un forum di feticisti del calzino fantasmino o cercar gente con cui giocare un MMO su un Reddit ante-litteram.

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L’anello mancante tra James Rolfe e Carl Brutananadilewski.

Penserete a questo, mentre guarderete ogni tanto il telefono o metterete in pausa il film per controllare il tempo e notare con disperazione che non siete neanche a metà. Sì, è uno di quei film così noiosi e difficili da vedere fino alla fine. E sapete come almeno in questi film di merda ci siano alcune scene incredibili, per assurdità, bruttezza, semplice fattore sorpresa (od una combinazione di questi)?

Beh, Krampus: The Reckoning non ha manco quelle. È quel tipo di film miserabile.

A meno che non vogliate contare 5 secondi verso la fine, nella brevissima sequenza in cui Krampus attacca la psicologa con un orrido effetto di After Effect… attacca, diciamo che le cade addosso come un mattone, stessa grazia e fisica. Mentre per il resto del film il “diavolo del natale” si limita ad apparire, vedere la gente bruciare fino a divenire carbonizzata, senza mai toccare una vittima di persona, o mostrare intenzione di farlo. Sta lì, e le persone da punire vengono bruciate da fiamme che appaiono assieme a Krampus stesso.

Questo é talmente un film di merda noioso che non voglio andiate a vederlo (anche solo per curiosità morbosa, anche gratis online), e quindi vi racconto come finisce, quale è il tweest al tutto. Quindi.. SPOILERS, come se vi importasse davvero sapere il segreto del “Krampus tarocco”.

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Ok, il twist è che la psichiatra (Rachel) e Zoe sono sorelle, e sarebbero morte assieme ai loro genitori quando Rachel appiccò l’incendio in casa per evocare il Krampus (dopo aver letto alcune formule inquietanti trovate in un libro), che è stato legato a Zoe, rendendola una sorta di “fantasma vivente” il cui aspetto è rimasto immutato nei 20 anni dall’incendio. Rachel è sopravvissuta all’incendio con una ferita ed un’amnesia parziale, e Krampus è tornato per prendere anche lei, che dà la sua vita al mostro per salvare il figliastro adottato.

Almeno questo è quello che ho capito, alcune cose non mi tornano del tutto, ma è difficile capire bene cosa è successo e perchè, tra il già citato audio di merda che rende difficile capire dialoghi cruciali per la comprensione, e la narrazione che frettolosamente sbatte in faccia questi al pubblico, per non dare tempo di digerire bene queste rivelazioni, o più probabilmente far notare come alcune cose sembrano un po’ campate in aria e grossolane.

Ma perlomeno c’è una conclusione, con il poliziotto pelato che porta un fiore sulla tomba di Rachel, vicina a quella dei suoi famigliari, tra cui Zoe, per confermare che non c’era un altro colpo di scena in attesa per fare un patetico sequel bait (o finto sequel bait) all’ultimo secondo. Perchè non c’è, una delle poche cose positive che posso dire sul film, assieme al fatto che gli effetti speciali pratici non sono così orridi, considerato poi il livello generale di produzione….

Ah, ci sono alcune tette e culi in mostra, il che è una cosa a cui non penso neanche più, semplicemente presumo sti film vengano con briciole di nudità gratis di suo, per contratto. Una priorità a mettere sottotitoli di qualsiasi tipo nel dvd (anche in inglese per non udenti), quelli mi avrebbero aiutare a capire alcuni dei dialoghi, non che volessi davvero sentire ogni singola cazzata detta o bofonchiata.

Commento Finale

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Krampus: The Reckoning è un film horror natalizio che ha molto poco a vedere con il Natale, il cui copione sembra quello di un film con bambini demoniaci trasformato in horror sul Krampus (che qui non sembra neanche un Krampus, ma un generico design da demone di un fps anni ’90, realizzato con pessima CG) per fare qualche soldo in più, è mal recitato, con una qualità audio orrida che rende difficile spesso capire i dialoghi, cosa resa ancora peggiore da alcuni attori che sanno enunciare bene ed altri che bofonchiano o dicono troppo velocemente a voce bassa le lore battute.

É inoltre assai mal diretto, con personaggi che ci devono dire perchè quel personaggio è morto dopo che la scena in questione (in cui il personaggio viene ucciso) è già successa, visto che in essa non si capisce bene il motivo, personaggi dozzinali ad essere molto generosi, e per un film che tira molto per le lunghe facendo ribadire ai personaggi cose già stabilite nel film stesso, solo per riempire 2/3 minuti, nella parte finale la narrazione pigia l’acceleratore quando deve spiegare cose importanti, giusto per non darvi il tempo di capir bene o pensarci sopra, e così notare che alcune cose non tornano del tutto.

Nonostante tutto, è comunque un miglior film di Krampus: The Christmas Devil, se non altro per il fatto che ha un finale vero e proprio (senza immeritato sequel bait) che conclude le vicende, ha un budget basso sì, ma non così basso da farlo sembrare girato con amici in qualche pomeriggio vuoto con i soldi raccolti via colletta, ed ha un briciolo di competenza in esso, nonostante facci comunque schifo e si meriti la media sotto il 3 su aggregatori di voti, e sia incredibilmente noioso, privo anche di quelle scene assurde ma notabili che di solito si trovano in film di merda come questo. Manco quelle.

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Anno: 2016
Nazione: Stati Uniti
Durata: 1 ora e 13 minuti
Regia: Robert Conway

Aspettarsi originalità in film horror su Krampus è pura auto-mistificazione, così come aspettarsi qualcosa di vagamente competente dopo Krampus The Reckoning, che non era derivativo dei film su Krampus, ma aveva il problema opposto, il fatto che con qualche revisione rapida alla sceneggiatura si poteva avere un generico film su bambini demoniaci, ed uno assai brutto comunque, che fosse a tema natalizio o meno.

Un anno dopo quel film, Robert Conway torna per fare un altro tentativo con la leggenda di “Santa Claus Alter”, con una storia che quasi sembra scopiazzare dal ben più noto (e migliore) Rare Exports, visto che il Krampus è liberato dal suo sonno quando un gruppo di cercatori di tesori sepolti scava e dissotterra un’antica pietra che serve proprio ad evocare il “diavolo natalizio”, il quale ha dormito per centinaia di anni, ed appena alzato ha voglia di punire i bimbi cattivi, preferibilmente rimuovendo organi e plasma dai suddetti “bimbi”.

Dico “sembra” perchè NON è una copia (è più simile a quella di Krampus: Natale Non É Sempre Natale di Michael Dougherty, nel senso che c’è una famiglia riunita per la vigilia che deve fronteggiare il Krampus), ma magari Krampus Unleashed avrebbe dovuto scopiazzare dal film di Jalmari Helander, anche solo per avere una trama che NON posso riassumere in un paragrafo cortissimo, magari qualcosa per distinguersi nel non fitto ma comunque eccessivamente affollato sottogenere della “Krampusploitation”.

Per qualche motivo, stavolta il Krampus è collegato con il selvaggio West, come (via schermate di testo e flashback) ci spiega il prologo, con cercatori di tesori sulle tracce del bottino di un bandito di origine tedesche, che ha sepolto nel deserto dell’Arizona prima di essere preso dalle autorità. Scavano e trovano la pietra evocatrice del Krampus, che è accidentalmente attivata con del fuoco, e Krampus appare, a strappare braccia e teste come se fosse uno slasher villain, strafregandosene del “punire i cattivi”.

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La prima cosa che vedete nel fim. Buon Natale?

L’unica consolazione a riguardo è che almeno stavolta il Krampus NON sembra un generico demone scartato da un fps anni ’90, ma qualcosa come…. beh, Krampus, un diavolo con corna, occhi e zampe caprine, e se volete vedere l’Anti-Babbo Natale staccare arti come se non ci fosse un domani, questo film non si tira indietro al riguardo, con gore pratico non malaccio, effetti speciali decenti, ed in generale livelli di produzione migliori rispetto a Krampus: The Reckoning, questi hanno decisamente fatto un passo avanti.

Mi piacerebbe dire lo stesso della sceneggiatura o della storia, ma onestamente… siamo sullo stesso livello del precedente film di Robert Conway sul tema Krampus, solo un tipo differente di sub-mediocritas. Sì, ora la storia è appropriata per il tema scelto, ma le origini del Krampus e la torturata backstory “wild west” (e correlate spiegazioni dei personaggi) non hanno molto senso di essere assieme, e c’è comunque un bel po’ di filler, con gente a caso che non è mai stata introdotta (od è stata introdotta in maniera random) e voi vedete parlare e/o scopare, o – peggio – l’orrore di imbarazzanti raduni familiari per le festività, con parenti che si mettono davanti alla tv che mostra una clip da Krampus The Reckoning.

Il vero orrore.

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Di sicuro c’è poco di gradevole con personaggi banali e stereotipati come questi, dei quali spicca solo Troy, il cugino pedante e stronzetto con un’attitudine scazzosa, solo per l’attitudine. Ed i due terricoli che sono in cerca di un sasquatch/bigfoot, che sono i primi a trovare il Krampus (onorando la “tradizione” dei b-movie anni 80), ed onestamente sono protagonisti di due delle poche scene simpatiche, con uno dei due che non è al 100% eccitato all’idea di dover uccidere questa creatura più unica che rara, e l’altro che è eccessivamente teso e inchioda un coniglio pensando di aver preso un orso.

Recitazioni tutte molto dimenticabili di un cast di ignoti (almeno, non riconosco nessun nome ed a parte Owen Conway – che ha montato il film assieme al regista – , nessuno che fosse in Krampus The Reckoning), ma direi accettabili per questo tipo di film, e non ci sono veri problemi di audio mixing, cosa che non prendo più per scontato in questa risma cinematografica. Mi accontenterò, mettiamola così, almeno stavolta NON devo alzare il volume per poi comunque non capire i dialoghi bisbigliati.

Ciò non cambia che sia comunque assai noioso, tanto che per quasi metà film ho riprodotto il tutto a velocità 1.5, tanto eccitanti od interessanti erano scene come un tizio che ci si spiegava cose che già sapevamo, od una delle numerose scene filler in cui sono introdotti personaggi secondari che non sapete se serviranno a qualsiasi fine di trama, e per un film che dura solo 73 minuti, il climax finale nella miniera è in qualche modo troppo rapido, non che importi, visto che c’è un insensata scena finale in cui Troy trova quella che sembra la pietra evocatrice, ed è attaccato (ovvero ha un pupazzo addosso e l’attore si agita per simulare l’assalto, stile Trilogia Del Terrore) dal Baby Krampus. Sì, è davvero creditato con questo nome.

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Una cosa in cui il film non ha lacune è decisamente la presenza di trailer…. di altri film. Per un dvd altrimenti privo di qualsiasi extra o sottotitolo (a meno che non vogliate considerare un extra la “selezione scene” o poter scegliere tra audio 5.1 e surround), se fatto partire via un lettore dvd/blu ray (anche una console), prima di portarvi al menù principale vi mostra trailer per altri film….. anzi, no, vi mostra ben 6 trailer per altri film, come Knights Of The Damned (crociati contro zombie & dragons), The Ghost Of Charnel House (che onestamente non sembra così orrido), The Shadow Man (creepypasta-urban legend, credo), od il maledetto Krampus The Christmas Devil, che ho già avuto il dispiacere di vedere.

Di solito sono 2 trailer, non 6, questa è nuova per me.

Commento Finale

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Sebbene la dice lunghissima il fatto che il dvd stesso ha come priorità vendermi Clowntergeist,  in sintesi, Krampus Unleashed (oltre a mancare di porcospini mannari), pur essendo un prodotto meglio confezionato rispetto al precedente Krampus The Reckoning, che sembra essere nato come un film sul Krampus e non trasformato in tale all’ultimo secondo, non è davvero meglio di quanto fatto da Robert Conway nel 2015, sempre di roba brutta e noiosa parliamo, solo meno incompetente e miserabile. Meno peggio, non meglio.

Punti bonus per il gore e gli effetti speciali decenti e pratici (niente CG da 2 lire per gore e per la creatura), ma rimane comunque un film horror assai noioso, in cui è difficile trascinarsi fino alle fine, alla eccessivamente rapida fine, in un film che dura poco più di 70 minuti. Tra numeroso filler, personaggi blandi o fastidiosetti, recitazioni….passabili vista la “qualità” del tutto, ed una origin story che sente in bisogno di far passare la leggenda Krampus – alla fine irrilevante – attraverso un antefatto del selvaggio West (che suona molto più interessante di quanto è in realtà), fatevi un regalo, e guardatevi (o rivedetevi) piuttosto Krampus di Michael Dougherty, invece di questo o Krampus The Reckoning.

A meno che non dobbiate (per lavoro o masochismo cinematografico), in tal caso ricordate che potete velocizzare i film per prima terminare il vostro supplizio scelto di libero arbitrio.

Ed a proposito, buon Natale!

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