[ZOATROPIA] Battle Angel Alita (1993) | Redux Angel

Battle Angel Alita 1993.png

Disponibilità in Italia: Nessuna (le VHS non contano, vi ricordo)

Bozza

Una delle serie manga di fantascienza più note ed amate, quella di Alita: Battle Angel, che riceverà un adattamento live-action, prodotto da James Cameron e diretto da Robert Rodriguez, film in cui ho qualche speranza, in cui voglio credere, non tutti gli adattamenti live-action da anime sono il terribile e vuoto Ghost In The Shell di Rupert Sanders, né devono esserlo. Sarò un’inguaribile ottimista, forse.

Mentre aspettiamo – almeno io sono curioso – l’uscita nelle sale italiane (prevista inizialmente per gennaio e poi spostata a metà febbraio 2019) del nuovo adattamento, diamo un’occhiata all’unica versione animata di Alita: Battle Angel, in realtà due episodi OVA che adattano i primi 2 volumi del manga, furono compilati assieme e rilasciati come un film (che non è), distribuito anche in Italia, ma solo su VHS. Sì, esiste una versione doppiata in italica lingua, che ho amabilmente scaricato da internet.

Perchè è assurdo che debba importare una versione DVD francese, l’unica che ho trovato di europea, e -come ho già detto nelle regole della rubrica -, non sto intaccando il business di nessuno in casi del genere, visto che in più di venti anni nessun distributore si è preso la briga di fare manco un transfer da VHS su DVD per l’Italia, o per l’inghilterra, se per quello. Seppur munito di lettore VHS, non dovrei ridurmi a pagare una VHS 20 euro e passa per vedere questo “Cucciolone” di due OVA vecchi un decennio e passa.

Battle Angel Alita 1993 Ido e Alita.png

Non sorprende se pochissimi di voi si ricordano dell’esistenza di questo adattamento animato, e sì, fu davvero solo composto da due OVA, non è un caso di problemi di produzione, non furono mai intesi più di due episodi, e Yukito Kishiro (l’autore del manga di Alita, noto anche con il titolo originale di “Gunnm”) stesso ammise che al tempo era troppo impegnato con la stesura del manga per pensare e prendere seriamente la proposta di adattare in anime la sua serie, come si può leggere in questa intervista del 2005 (che vi farà anche capire da quanto esistesse l’idea concreta di un film su Battle Angel Alita).

E sebbene questi due OVA adattano i primi due volumi del manga con molte differenze, la premessa di base rimane la solita (btw, consiglio caldamente di leggere il manga, la cui serie originale è edita integralmente da Planet Manga in Italia, in 9 volumi standard e 3 giganti).

Nella città post-apocalittica di Scrapyard City(non subdolo, ma appropriato) l’esperto di cibernetica Daisuke Ido continua a frugare tra i rifiuti, ma un giorno trova qualcosa di inaspettato tra i rottami che cadono dalla città di Salem nel cielo: la testa e busto di un cyborg femminile, ancora attivi. Una volta riportati al laboratorio, dà un nuovo corpo alla cyborg amnesiaca che rinomina Alita (“Gally” in originale), come il suo gatto deceduto, e la ragazza dimostra di ricordare qualcosa, ovvero l’antica tecnica di combattimento detta “Panzer Kunst” (lett. “arte della corazza/carro armato”), che usa per il suo lavoro di cacciatrice di taglie, professione assai diffusa vista la criminalità dilagante della città-discarica.

Inchiostratura

Battle Angel Alita 1993 Chiren.png

Come detto nell’intro, questi due OAV presentano molte differenze con i primi 2 volumi del manga che adattano, questa non è una wikia, ma è importante far notare che sono assai estese, con alcuni personaggi minori del manga che ricevono più spazio qui (magari con aspetto, armi e destino differenti), intere parti saltate o scene che sono funzionalmente identiche ma accadono in diverso contesto, oltre a fili di trama che verrebbero rivelati molto più avanti qui sono già palesati, e soprattutto il personaggio originale di Chiren, una talentuosa esperta di cibernetica che viene da Zalem (ovvero Tiphares, la città fluttuante sopra Scrapyard City) come Ido.

E per qualche motivo Alita qui sembra più giovane del dovuto, tipo sembra più una bambina invece di una ragazza (ed è già nel suo secondo corpo, quello Berserker, ma il suo stile di combattimento non viene mai nominato qui) adolescente, il che diventa buffo quando cammina assieme ad Ido, che è sì alto, ma lei neanche così bassa al confronto. Boh. Minuzie.

Detto questo, come adattamento non è affatto male, nonostante numerosi cambiamenti (ed anche 2 personaggi amalgamati in uno per ragioni di trama) rimane molto della storia originale e delle scene importanti presenti nei primi 2 volumi, e le modifiche fatte sono sensate per dover accomodare il tutto in due episodi di 26 minuti l’uno, anche se non c’è bisogno di aver letto il manga per capire che la sceneggiatura galoppa molto rapida senza stare a spiegare molto nel dettaglio le varie scene, pur di giungere a quelle importanti in fretta.

A parte l’aspetto più giovanile del previsto di Alita, le scene d’azione sono decenti, violente e non si risparmia nel gore, con Alita che con un pugno stacca la testa ad un cyborg, il cane affettato (con viscere che quasi “esplodono” via) dal cyborg pazzo mangia cervelli, gente che strappa vertebre ai cittadini cyborg con asce, ed il caro vecchio Clive Lee, la cui carne e circuiti friggono e si spappolano dopo esser colpito da un fulmine. Decisamente non ci sono censure qui, e la scena finale (inventata apposta) è una malinconica ma rispettabile chiusura.

battle angel alita 1993 some crap ass frame

Vector/Vetta che sembra un recolor di Bo-Bo-Bo-Bo (etc.) è craptastico.

L’animazione (una produzione Animate, MOVIC e KSS) è buona, anche se a volte il tratto dei disegni è un po’ rozzo, ed alcune frame sono assai brutti, tipo quello che è tenuto per molta della conversazione tra Yugo e Vector/Vetta, il primo con faccia senza feature facciali, e l’altro che sembra avere un parruccone arancione, quando il personaggio è pelato (vedi frame sopra). Non me lamenterei se fosse qualcosa sul fondo dell’immagine che non dovrei (o potrei) notare a meno di non strizzare l’occhio forte (e frame del genere non sono una novità, tutt’altro), ma non c’è bisogno di zoom, ed accade anche dopo, durante il combattimento tra Alita e Clive Lee, con un frame che mostra i personaggi sul medio campo (in questo caso Alita) con facce senza naso, bocca od occhi.

Il doppiaggio italiano d’epoca (che conta molti nomi/voci familiari agli appassionati di animazione giapponese) è assai buono, non ho davvero altro da dire al riguardo, il doppiaggio italiano è una delle poche cose nostrane di cui possa sentirmi fiero, in generale, e questa non è un’eccezione. Il tema degli OVA, Cyborg Mermaid, divenne famoso di suo, ed è tutt’ora una buona traccia.

Un peccato che, anche sapendo non furono mai intesi o messi in produzione altri OVA, rimane la sensazione di aver visto un pilot, anche se tutte le sotto-trame sollevate vengono risolte, quindi non è neanche un caso di fili di trama lasciati perchè venissero risolti in episodi successivi. Rimango curioso su come sarebbe mai proseguita questa serie di OVA, considerato anche il destino di certi personaggi, ma non lo sapremo mai.

Colpi di china

Battle Angel Alita 1993 Zalem aka Tiphares.png

Alita: Battle Angel non fu mai un manga assai popolare, è una grandissima serie ma è spesso dimenticata o semplicemente ignota anche a chi normalmente adora questo tipo di manga sci-fi cyberpunk (e quindi potrebbe trovare un nuovo manga preferito in esso), il che rende l’imminente adattamento live-action Hollywoodiano “strano”, nel senso che c’erano serie anime/manga più note da scegliere pur di continuare questo trend di trasposizioni che poi alla fine non servono neanche agli studi e (soprattutto) agli investitori.

Dico questo perchè questi 2 OVA sono ben fatti e ben animati (e privi di censure), seppur modifichino molto dal manga ed inventino diverse cose di sana pianta, il tutto è fatto con giudizio ed un suo senso, e scene importanti del manga (almeno dei primi 2 volumi che sono adattati) rimangono. E ciò nonostante viene da chiedersi a che pro tutto questo, visto che – anche nel momento di maggior popolarità/interesse per la serie – questi 2 episodi furono le uniche cose che si avvicinarono ad una serie animata su Alita, non che Yukito Kishiro fosse molto interessato all’idea di un anime su Alita all’epoca, figuriamoci ora.

Se non altro è un esempio di come una serie non debba necessariamente avere una trasposizione animata seriale per “legittimarsi”, visto che tra Last Order ed la recente Mars Chronicles (intesa come capitolo conclusivo del franchise), Alita sta assai bene, con o senza l’adattamento live-action di Robert Rodriguez. Questi due OVA sono una gradita curiosità per i fan della serie che già conoscono la storia, purtroppo, ma onestamente – con il senno di poi – sono quasi sorpreso che siano stati prodotti e pure doppiati in italiano.

Se casomai ci dovesse essere una serie animata di Alita, credo accadrà una volta finito Mars Chronicles, quindi…non abbiate fretta. Ci si rilegge per la recensione del film live-action, ciao!

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