Dragon Ball: The Magic Begins (1991) [RECENSIONE] Un Barile, Un Barile…

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(sì, Yotobi l’ha già “fatto”, ma yare yare)

Visto l’arrivo del film dedicato a Broly nelle sale italiane oggi stesso, perchè non parlare di altri film di Dragon Ball? No, non i numerosi film animati (canonici e non), e nemmeno QUELLO, non ancora almeno.

Parliamo dell’altro film live action di Dragon Ball, quello cinese (una produzione di Taiwan, per la precisione) uscito nel 1991, e sebbene non sia l’unico film non ufficiale basato su Dragon Ball (esiste anche il coreano Dragon Ball: Ssawora Son Goku, Igyeora Son Goku, uscito giusto un anno prima di questo, ed apparentemente più fedele alla serie, ma sempre non ufficiale e senza licenza), l’esistenza di un DVD italiano (pure doppiato in italica lingua) facilmente reperibile a due spicci su Amazon… è sconcertante, quasi.

Sul serio, sono sorpreso che una cosa del genere sia potuta esistere in commercio NON in forma di bootleg trovato da discutibili venditori ambulanti o creato da appassionati, senza la Toei od i legali di Akira Toriyama a sbranare la produzione, visto quanto protettivi sono i giapponesi sul copyright e licenze anime, tanto che – non importa quanto ignota sia la serie di cui carichi clip o musica su Youtube– qualcuno la troverà senza usare algoritmi e userà un “attacco DMCA” manualmente, se gli va.

Ed è esilarante come l’edizione italiana cerca di venderlo come un legittimo film della serie, visto che la versione originale cercava di rifarsi più all’opera su cui è basato Dragon Ball, il classico delle letteratura cinese Viaggio In Occidente (adattato milioni di volte, due esempi a caso che potrebbero risultare familiari: Saiyuki e Enslaved: Odyssey To The West), almeno nei nomi dati a personaggi e le loro backstory, puri piccoli tecnicismi che sono completamente persi nel doppiaggio in italica lingua (che ha doppiatori ben noti, come Monica Ward, Francesco Pezzulli e Pierluigi Astore), che da ai personaggi i nomi di Goku, Bulma, Son Gohan, etc. quando non erano così nominati.

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La magia cinematografica di navicelle disegnate sopra il girato.

Ma in questo caso non mi lamento, era comunque ovvio anche ad un cieco che l’intento era quello di essere Dragon Ball solo con attori veri, e se non altro – viste le già citate origini del romanzo cinese su cui si basa la serie di Akira Toriyama – c’è una sorta di giustizia poetica a vedere registi di Taiwan adattare Dragon Ball. Ancora più sorprendente che la Toei stessa non abbia mai fatto un film live-action di Dragon Ball con attori giapponesi e tutto, e non è così assurdo da ipotizzare visto che (oltre l’esistenza di quell’altro film live-action di Dragon Ball) c’è in arrivo una serie tv live-action di One Piece via Netflix, quindi tutto è possibile davvero.

CHI SEI

A livello di storia, questo è essenzialmente un remake live-action del primo film animato di Dragon Ball, La Leggenda Delle Sette Sfere (a.k.a. La Leggenda Del Drago Shenron, a.k.a. Dragon Ball: Curse Of The Blood Rubies), il che a sua volta condensa il primissimo arco narrativo del manga, sostituendo Pilaf e lacchè con dei nuovi personaggi, oltre a varie altre modifiche. Almeno questo ho carpito da varie wikia, perchè non ho mai visto quel film (né intendo farlo adesso, casomai per una retrospettiva, boh), ma come era ovvio aspettarsi, ci sono diverse differenze con il film animato , ed alcune sono abbastanza sicuro non siano successe neanche in quello, visto che dovrebbe essere Dragon Ball, ma andiamo per ordine.

Re Satan è una specie di uomo-pesce cornuto-mago malvagio che – avendo sentito la leggenda – vuole le sette Sfere Del Drago (di cui parla il narratore all’inizio, come se ci fosse bisogno, ma vabbeh) per evocare il drago Shenron ed esaudire il suo desiderio: citare Raoul Julia nel ruolo di M. Bison nel film di Street Fighter. (of course) E per farlo decide di attaccare un villaggio che custodisce e venera una Sfera Del Drago, in una delle scene iniziali più tonalmente eccessive di sempre, perchè Re Satan decide aggratis di praticamente far sterminare un villaggio alle sue truppe armate di mitragliatrici, quando chiaramente sa dov’è la Sfera Del Drago (visto che altrimenti non sarebbe venuto lì), tanto che si teletrasporta direttamente al tempio dove la tengono, rendendo i 5 minuti precedenti di action exploitation al gusto Godfrey Ho – oltre che un filo eccessivi in un film chiaramente indirizzato ai più giovani – assolutamente inutili.

Ma questo è un film in cui il cattivo fa sì che monaci buddisti (credo) facciano da scudo al capo villaggio che tiene la sfera, gli fa camminare un po’, e poi 20 secondi dopo si teletrasporta davanti a loro friggendoli con raggi elettrici dalle mani stile Palpatine, perchè a quanto pare non gli andava di uccidergli in quel preciso momento, ero distratto, forse stava pensando perchè cazzo ha una maschera di gomma da uomo pesce cornuto (che nulla ci azzecca con Re Gourmet che de facto sostituisce come antagonista principale).

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La sua ricerca delle altre sfere ci porta ad incontrare altri personaggi come Goku, Bulma, Oolong, il Genio Delle Tartarughe, e Yamcha, che seppur mossi da motivi diversi ed incontratosi in strane circostanze, si uniranno alla ricerca delle sette sfere e si alleeranno per combattere Re Satan, nemico comune e cattivone di turno per gli eroi da sconfiggere.

Detto così, potrebbe sembrare che forse Dragon Ball: The Magic Begins non si prospetti così orrido come film live-action di Dragon Ball, tutto sommato, ma probabilmente non avete visto la copertina italiana del film, od avete una speranza immensa. In ogni caso, questo è un bel troiaio, ed assai molto più strano di quanto potreste pensare, a conti fatti.

CHE COSA VUOI

Torniamo alla scena iniziale che segue la breve narrazione sulle sette Sfere Del Drago.

Sono quasi 5 minuti buoni di gente che viene letteralmente sterminata da lacche armati di mitra e lanciagranate, senza sangue ma con abbondanti esplosioni e capanne di paglia date a fuoco che la troupe di Cannibal Holocaust sembri passata di lì. Perchè è così che vuoi iniziare un film di Dragon Ball… con gente falcidiata da mitragliatrici ed aerei letteralmente disegnati sulla pellicola che dovrebbero buttare le bombe causanti le varie esplosioni.

E sì, questo film ha diverse scene trash di livello Super Sayan God Super Saiyan God Super Saiyan, dozzine di scene così che potrei riempire pagine di recensione solo a descrivere, ma sarò sintetico, e se non altro è sempre bene partire con il passo giusto subito.

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Ma poi, a chi serve davvero avere le mascelle unite all’apertura della bocca?

La cosa buffa è che non solo il film ha queste qualità da film action exploitation di serie Z, ma allo stesso tempo cerca attivamente di avere un tono in linea con i primi archi narrativi del manga/anime (quindi molto allegro, comico, e puerile, un po’ troppo per il mio personale gradimento, ed adoro One Piece)… oltre che coreografie e combattimenti che sono indiscutibilmente tipici dei wuxia e dei film di kung fu, con personaggi che si lanciano nell’aere (o di albero in albero) e spesso combattono a mezz’aria propulsi dai soli pugni e calci (e da ampio uso di fili e carrucole), che fanno vistose piroette per riprendersi da un colpo subito, ed altri movimenti esagerati.

Se sembra un assoluto casino dalla triplice identità pastrocchiata assieme, certo che lo è.

La domanda che sorge è se è un divertente, godibile pasticcio di cinema trash per peculiari palati, e senz’altro è pieno di momenti in cui sareste storditi dall’assoluto ridicolo & imbarazzante in mostra, in cui non è necessario neanche un commento comico sagace, la scena o clip in sé è già bella “carica” di suo.

Peccato che sia meglio goduto vedendo clip fuori contesto, perchè sebbene sia decisamente guardabile, ad un certo punto verso la fine il film ha una lunghissima scena sull’isola del Maestro Muten, tipo la storia si stiracchia fin troppo, e non sorprende che il combattimento finale contro Re Satan ed i suoi lacchè (i due sottotenenti hanno nomi, ma preferisco “Turkish Arnold Brommando” e “Gym Lady Terminator”) duri 5 minuti e si senta l’enorme fretta e furia, stiamo finendo il budget, abbiamo perso troppo tempo per mettere la stupida gag di Oolong che si trasforma in Bulma e fa vedere le zinne al Maestro Muten (e non al pubblico, film per bambini), ed avere i personaggi scambiare inutili ed insensati dialoghi.

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D’altronde gran parte delle scene sono pura convenienza narrativa, quasi distallata, e la sceneggiatura riesce pure a sbagliare il modo in cui introduce la ragazzina scappata dal villaggio colpito dall’antagonista, che solo a film inoltrato riappare, e non si rivela essere utile alla storia se non quasi 20 minuti dopo, lasciandovi a pensare che fosse una bambina a caso che Goku salva dal “simpatico pedofilo” di Oolong (che può trasformarsi ma nella sua vera forma non è un maiale umanoidi, ma un incrocio tra Sammo Hung ed il figlio del capo carceriere in Riki-Oh), che è introdotto con posticce orecchie e naso da maiale, oltre ad una pittura nera sul corpo che sembra un pigmeo gigante.

GOKU NON LO SAI

Non ho mai nascosto la mia (parziale) insofferenza verso la prima parte di Dragon Ball, che ho sempre trovato poco godibile, anche vista con gli occhi della nostalgia e/o tenendo a mente il pubblico giovane a cui si rivolgeva, più comica e spensierata, sì, ma con humour eccessivamente puerile e comunque assai datato, a prescindere che vi piaccia o meno.

Quindi immaginate cosa ne penso quando vedo che la fedeltà verso il manga del film si estende anche alle gag sessuali, qui in qualche modo rese ancora peggiori ed ulteriormente inappropriate visto il tono generale da cartone animato per bambini-giovani ragazzi, non mi aspettavo di sentire Goku e Bulma dice all’unisono la parola “stupratori” (in un film che ha due molestatori sessuali fittizi E due veri e propri incel). Nulla di grafico, ovviamente, ma questi momenti sono un po’ troppo, visto il tono generale del tutto.

A questo proposito, in difesa del film di Joe Chan e Jun Leung, rispetto il tentativo di non voler cercare di rendere la storia più “matura” quando di facto stai facendo un cartone animato un po’ puerile con attori veri , effetti sonori – appunto – da cartone animato, e dozzinali effetti speciali digitali che sono invecchiati malissimo (quando non sono imbarazzanti a prescindere dalla decade). Peccato che la comicità – anche le scene di combattimento a questo fine – del film sia in gran parte trita, puerile, banale, e non aiuta l’avere recitazioni ipergigionesche da parte di metà del cast, non quando raramente i momenti comici funzionano, ed il più delle volte sono irritanti e stupidi, tanto che dovreste essere dei fattuali bambini per trarne divertimento (senza distacco ironico, almeno).

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Ma ogni tanto ci sono – va ammesso – dei momenti in cui la comicità funziona come inteso, come alcuni brevi dialoghi o roba come Yamcha che scappa terrorizzato da Bulma in fast-motion come se fosse un membro dei Marmittoni/Stooges, ma il più delle volte non è intenzionale, ed il divertimento si trova per lo più nelle scene inventate di sana pianta e che spesso esulano da qualsiasi logica, come Yamcha che appare a schermo vestito con un poncho messicano e stecco sul lato della bocca manco fosse Angel Face, sotto il quale nasconde un vestito presumo tailandese (altrettanto random), ma non è nulla rispetto al fatto che ha un pappagallo cacatua al posto di Puar e del fatto che arriva sull’isola dove abita il maestro Muten guidando un cazzo di jet ski. XD

I livelli di produzione non sono così bassi come potreste pensare, sì, molti degli effetti speciali digitali sono ridicoli da morire ed oggi anche show su Youtube dimostrano migliore foggia al riguardo, alcuni erano patetici anche nel 1991, i costumi spesso sono farlocchi o dozzinali (specialmente quelli da b.-movie sci-fi indossati dai sottoposti di Re Satan), e ci sono tutti i trucchetti da due soldi che ormai conosco bene: slow-mo eccessivo usato a cazzo, uso di ovvi filtri colorati sul video per cercare di dare un tono di sorta al tutto, riciclo di brevi clip già viste minuti – se non SECONDI – prima nel film, teletrasporto via montaggio, spade che in alcune scene ondulano un po’ troppo, azioni dei personaggi che non hanno un cazzo di senso ma sono nella sceneggiatura (spallucce), etc.

É assai altalenante, in verità, poiché va ammesso è fatto da gente che ha visto più di un film di kung fu e/o wuxia (mi sorprenderei del contrario, vista la produzione, ma vabbeh), quindi i combattimenti a mani nude – per quanto slapstick ed esagerati – sono montati benino e discretamente coreografati, le scene d’azione hanno diverse esplosioni e cose in fiamme o rotte, ed in alcuni momenti c’è anche un pizzico di stop-motion (oltre un brevissimo title screen animato), c’è molto più budget di quanto potreste pensare per un film trash come questo, ho visto roba fatta con gli spiccioli del pranzo, ed onestamente potevano fare molto di peggio, visto che solo il nome “Dragon Ball” gli avrebbe dato appeal e fatto vendere copie.

Adoro che c’è pura la perfetta ciliegina metaforica con il film che vuole concludersi – come spesso fanno questi adattamenti da shonen manga, compreso quell’altro film live-action di Dragon Ball – con Goku e Yamcha che finiscono il combattimento iniziato prima nel film, ma il regista non ha aspettato che le loro armi si scontrassero ed i due combattenti si guardassero in faccia, quindi il freezeframe finale è tipo preso con 3 secondi di anticipo a quanto sembrerebbe ideale per quanto volevano fare. XD

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In caso dubitaste sulla puerilità del film.

E quasi dimenticavo, il dvd è pure uno schifo a livello di qualità, con l’immagine che mostra spesso grana, quando non traballa (segni di un transfer da VHS), e soprattutto è in una risoluzione ridicola, quindi su un monitor o tv vagamente recente, il letterbox è enorme su tutti i lati dell’immagine. Perfetto. *bacio da chef*

Commento Finale

Dragon Ball: The Magic Begins è ormai un film di culto, e non sorprende, visto che fu un adattamento live-action “tarocco” (cioè mai ufficialmente licenziato o riconosciuto da Toei e/o Toriyama) fatto in Taiwan, che mischia azione alla Godfrey Ho e combattimenti stile kung fu & wuxia ad una storia ripresa da quella del primo film di Dragon Ball, e modificata per rendere questo un film uber trash, dove coesistono (malamente) un tono da cartone animato leggero per bambini-ragazzini, una comicità che enfatizza troppo stanchi, triti, banali, vecchi clichè da cabaret (e comicità sessuale ancora più puerile ed inappropriata del materiale originale) e villaggi passati igni ferroque da lacchè con mitra come in una pellicola action exploitation.

Stranamente è assai fedele al materiale originale (molto più del previsto), il che non è esattamente una meraviglia se – come me – trovate poco divertente ed interessante la parte iniziale di Dragon Ball, con una comicità troppo puerile (anche vista in ottica fanciullesca e leggera), ma tranquilli, il film è così stupido e pieno di scene assurde che vi divertirete comunque, vista la follia mostrata ed il generale ridicolo enfatizzato da un film live-action di quest’epoca che cercava di essere come un cartone animato con attori veri, senza avere pretese di rendere più “matura” una storia ed un concetto che non lo sono affatto.

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Bulma IS John Dillinger.

Voglio dire, tra il ridicolo generale, l’assurda sceneggiatura piena di convenienze narrative ad ogni angolo, modifiche dementi a certe scene del film originale, coccodrilli di plastica (leggermente più credili della scena dell’alligatore in Brutes And Savages), attentati stupri da parte di uomini maiali, danze magiche di attori gigioneschi, è difficile non amare una cornucopia di cinema spazzatura come questa, poiché tale è Dragon Ball: The Magic Begins, un film di Dragon Ball in cui Oolong diventa Rambo/Commando ed uccide gente con un fucile, come fa Bulma, d’altronde. XD

Questo è il link Amazon, sapete cosa fare. 🙂

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