Preview Of Upcoming Attractions APRILE 2019

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Promemoria: da questo mese in poi c’è una recensione garantita ogni 7 giorni.

-Recensione estesa di Ninja The Protector (1986)

-Noi/Us (2019) recensione EXPRESSO

-Recensione estesa di One Piece: World Seeker (PS4)

-numero del Grind Cafè EX a tema animali assassini

-Avengers: Endgame (2019) recensione EXPRESSO

[EXPRESSO] Dumbo (2019) | Suckbound Pachiderm

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Non sono particolarmente felice del recente trend Disney di rifare tutti i film animati classici come live-action, specialmente visto roba come il remake de La Bella E La Bestia (od Aladdin, che – come annunciai tempo fa- non recensirò all’uscita), ma era decisamente più predisposto ad un remake live-action di Dumbo (anche se diretto da Tim Burton) che a quello del Re Leone, il quale mi dà sensazioni da Psycho. Quello di Gus Van Sant, intendo.

Qui il soldato Holt torna dalla guerra, rincontra i figli ma vede che il suo ruolo nel circo in cui lavorava è diminuito, e deve ora badare agli elefanti, una cui femmina dà alla luce un bizzarro cucciolo di elefante con enormi orecchie, lo zimbello del circo, almeno finchè i figli di Holt non scoprono che l’elefantino è in grado di librarsi in aria e volare, cosa che lo rende l’attrazione maggiore del circo gestito da Danny De Vito.

Non starò a pretendere che l’originale Dumbo fosse un classico Disney inattaccabile che ha aperto nuove frontiere, ma questo remake live-action ricade nella solita routine dei remake di Burton, che prende una storia relativamente semplice (una tipica storia del brutto anatroccolo, in questo caso), e gli aggiunge bagaglio extra non particolarmente interessante. Ed onestamente non è neanche chissàche a livello di visuali, assai tipiche di Burton, ma senza particolare gusto od ispirazione, “qualità” condivise da una sceneggiatura di una mediocrità gambizzante, eccezion fatta per qualche momento di interessante sottotesto.

Ma rimuovere elementi problematici come i corvi non aiuta quando gli rimpiazzi con altri clichè discutibili o francamente noiosetti, o ti limiti a fare una versione patetica degli “Elefanti Rosa”, oltre a tirare il tutto per le lunghe perchè puoi, e sprecare un eccelso cast su una sceneggiatura del genere. Non “il peggio”, ma assai mediocre.

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[ZOATROPIA] My Hero Academia: Two Heroes (2018) | Gojira Smash!

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Disponibilità in Italia: Evento al cinema 23-24 Marzo 2019 (replica 30 e 31 marzo) Continua a leggere

GRIND CAFE EX #23: Mortium Romae

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Questo numero (in tempo per la versione in lampada Aldis di Giulio Cesare) è un pò peculiare, visto che la storia romana (o pre-romana) non si presta moltissimo a film horror e dintorni – e grazie al cielo – nè molti registi hanno voluto cercare di pasticciare storia romana con archetipi horror per avere l’equivalente di roba come Abraham Lincoln: Vampire Hunter.

E sebbene sia grato di ciò, sapevo che cercando bene avrei trovato almeno un paio di film adatti per la rubrica, per quello che è uno dei numeri del Grind Cafe meno ortodossi di sempre e non 100 % horror, ma direi che abbiamo avuto diversi exploit su temi ben noti da giustificare un pò di “sopra le righe”.

E ho ragione, quindi via con il peplum! Continua a leggere

Lost + Brain (manga) [RECENSIONE] | Brain Note!

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Dal 2003 fino ai tardi 2000 Death Note fu una delle serie manga (e poi anime) di maggior successo, una cosa che i creatori di Lost Brain chiaramente capirono, perchè questa è una delle scopiazzature più spudorate ed ovvie che abbia mai visto nell’ambito manga, una che – guarda caso – nel 2009 fu pure pubblicata interamente qui in Italia, in 3 volumi editi da Star Comics (che ho trovato svenduti in una fumetteria locale). Continua a leggere

[EXPRESSO] Capitan Marvel (2019) | Blockbuster Power Cat

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Confessione: non ho visto Ant-Man and The Wasp prima di veder questo. Penso vivrò uguale.

Devo dire, fui sorpreso dall’apparente zero marketing fatto per questo film Marvel (non ne ho visto un trailer neanche al cinema in queste settimane), dubito accadrà il mese prossimo con Avengers: Endgame, ma vabbeh.

Come inzicato in una scena post-crediti di Avengers: Infinity War, abbiamo Capitan Marvel, ovvero Carol Denvers (interpretata da Brie Larson), che diventa uno degli eroi più potenti di sempre, quando negli anni 90′ la Terra si trova coinvolta in una battaglia galattica tra due razze aliene, i Kree e gli Skrull. Non ero familiare con il personaggio (in nessuna delle sue incarnazioni), quindi non sapevo davvero cosa aspettarmi di preciso, a parte gli elementi tipici di un film Marvel moderno.

Ed a tal riguardo avevo ragione. È una tipica storia con protagonista amnesiaco che deve ri-scoprire chi è… ovvero un personaggio forte di Dragon Ball (o di Asura’s Wrath), non saprei come altro descrivere il superpotere di Captain Marvel in poche parole, peccato che i cattivi non siano esattamente granchè (voglio dire, non vi devo dire altro che Jude Law è nel cast), e che il film cerchi di vendervi la United States Air Force (e l’esercito, parliamoci chiaro) quasi quanto Top Gun.

Ma d’altro canto c’è un goffo ed adorabile senso dell’umorismo che traspare oltre la tipica comicità “codificata” Marvel (pur presente), la storia è intuibile ma non totalmente prevedibile, e visto che è ambientato nel passato abbiamo un “giovane” Nick Fury, una gioia da vedere anche senza benda, specialmente quando gigioneggia con uno dei gatti più incredibili mai visti a schermo, Goose, davvero una delle cose migliori del film.

È ok, è gradevole (più di quanto mi aspettavo), è altro comfort food supereroico americano, senza particolari lodi stavolta. ¯\_(ツ)_/¯

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[EXPRESSO] Ancora Auguri Per La Tua Morte/Happy Death Day 2U (2019) | Flat Circle

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Torniamo ai loop temporali con il seguito di Auguri Per La Tua Morte/Happy Death Day, una gradita sorpresa che ha avuto sia diversi fan che diverse detrattori per non essere esattamente il film che sembrava, visto che il focus non era tanto sul gore o sullo spiegare perchè il loop temporale à-la Groundhog Day/Rincomincio Da Capo è accaduto, ma sulla protagonista Tree Gelbman (Jessica Rothe) e come l’esperienza la cambia.

Ed era divertente, perchè un film horror lo può essere, eccome.

Il seguito (sempre diretto da Christopher Landon) all’apparenza sembra assai formulaico, con la giovane e popolare Tree Gelbman che si ritrova di nuovo a rivivere continuamente il giorno del suo compleanno, ma qualcosa è cambiato nel corso degli eventi, visto che i suoi amici sembrano subire lo stesso fenomeno, il che costringe Tree ad indagare per scoprire l’identità del nuovo assassino, ed uscire dal “redivivo” loop temperale.

In una mossa a sorpresa, il film svela assai rapidamente il colpo di scena (cosa che io non farò), che verte proprio sulla natura del loop temporale, il che è inaspettato e coraggioso. Rispetto le palle d’acciaio di Landon – che è anche sceneggiatore – nel come affronta l’idea di un seguito a Happy Death Day, e nel come sfrutti alcune potenzialità offerte dalla premessa (come una varietà di suicidi comici), nel suo continuare a sviluppare il personaggio di Tree, usando nuovamente lo scheletro e convezioni dello slasher a tal fine.

Il problema è che anche così… si ha poco più di una replica del primo, solo con uno scenario (o route, se volete) alternativo. Anche la lezione che impara Tree… è molto simile a quella imparata nel primo, e ci sono degli aspetti che la sceneggiatura introduce e poi “abbandona”.

Un film più che decente, divertente, ma non fatene un terzo, per favore.

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P.S.: Questa è una delle serie horror/slasher nuove più interessanti, ed ho intenzione di rivisitare nel dettaglio entrambi i film più avanti, perchè meritano di essere visti e discussi, e credo nel tempo verranno apprezzati.

Purtroppo il sistema di votazione di EXPRESSO non è il massimo per situazioni del generale in cui vorrei dare l’equivalente del 6.5 su 10 o giù di lì, perchè questo – sebbene deludente – è comunque un film che consiglio di vedere se vi è piaciuto il primo.

P.S. 2: La premessa sarebbe facilmente assai applicabile ad un videogame in stile The Sexy Brutale, ma con elementi survival horror oltre che puzzle.