Dragon Ball Side Story: Vita Da Yamcha [RECENSIONE] | .. e poi tu scomparirai

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Sebbene non sia un grande amante di Dragon Ball, l’idea di uno spin-off isekai con Yamcha come protagonista era troppo assurda per non incuriosirmi, ma mi ero quasi dimenticato che fu una cosa, dopo aver scoperto che sarebbe accaduta 3 anni fa. Ma ora che è arrivata in Italia sotto forma di volume unico stampato dalla Star Comics, posso confermare che non era qualcosa che mi ero immaginato dopo ampi otri di vino.

Quindi parliamone.

DURAGON BARU ISEKAI

La premessa è davvero “ma se isekai con il mondo ed i personaggi di Dragon Ball?”, con uno studente delle superiori appassionatissimo di Dragon Ball che un giorno, per una bazzecola (perchè il suo compagno gli aveva detta quella studentessa più avanti aveva la gonna più corta del solito, il che di per sè spiega molto del protagonista), scivola con il piede, cade ed apparentemente muore. Quando si risveglia, scopre che si trova nel mondo di Dragon Ball, reincarnato… come Yamcha, per sua sfiga.

Sfruttando la sua conoscenza pregressa di come gli eventi dovrebbero accedere in Dragon Ball, lo studente decide di fare del suo meglio per sopravvivere come Yamcha, ben oltre la normale “data di scadenza” del personaggio, e se ce la fa, a tenersi la relazione con Bulma. Ma la vita è dura quando alla fine Crillin è – in tutta franchezza – un personaggio più forte, sviluppato psicologicamente ed amato di te, mentre te sei poco più che la battuta finale (o comunque una delle battute finali) del cabaret di Dragon Ball.

an old classic.jpg

Dovevo.

È un’idea carina, va ammesso, un concept elaborato quanto basta per non essere fan fiction presa e pubblicata ufficialmente (senza offesa agli scrittori di fic, davvero) senza controlli di sorta, i disegni di Dragongarow Lee sono buoni quando ci troviamo nella realtà ed anche quando siamo nel mondo di Dragon Ball (che considera gli archi narrativi dalla saga di Pilaf fino ai Giochi di Cell), con un tratto che ben ricalca quello di Toriyama, ma il tutto sembra un po’ tirato per le lunghe anche in volume unico, con 2 dei 5 capitoli che sono omake/bonus, ed alla fine sembra quasi una pubblicità per varia roba di Dragon Ball (come il gioco per cellulari Dokkan Battle od un attrazione agli Universal Studios Japan) con una gag elaborata al centro.

ONE TRICK SAIYAN

Sia chiaro, l’autore (che disegna e cura i testi, ed è uno dei maggiori artisti dojinshi di Yamcha, secondo alcune wikia) chiaramente conosceva i limiti dell’idea, e ha fatto quanto possibile con il concetto, uno che inevitabilmente non ha le gambe affatto lunghe. Quindi mi resta un po’ difficile essere particolarmente critico verso qualcosa che sapeva cosa poteva essere (e non immaginerei mai di dire “no” se la Shueisha mi propone di fare una storia spin-off ufficiale di Dragon Ball per loro), e non ha esagerato cercando di costruire una serie su una palude, ma d’altro canto rimane il fatto che è una storia corta e non particolarmente esilarante o d’alto concetto, per così dire.

Forse 6 anni fa il concetto di “Dragon Ball isekai” avrebbe avuto più impatto, ora – tolta la stranezza iniziale – non è così bizzarro od interessante ed onestamente il protagonista è un po’ preoccupante. Dovrebbe essere il personaggio vicario dei lettori (e dell’autore, presumo), ma boh, io non penserei mai di uccidere Vegeta per stare con Bulma, specialmente sapendo cosa dovrebbe succedere.

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NON parte del volume qui discusso, ma…

Sì, è buffo vedere il protagonista reincarnato in Yamcha far notare come gran parte del cast maschile (e Piccolo) praticamente ha l’educazione sessuale di Kiryu Kazuma, perchè non fa altro che allenarsi in arti marziali, ma non cambia che sto ragazzino è un sociopatico, visto che – messo in un altro mondo distante dal suo – decide di uccidere qualcuno non più ostile per la sua “waifu”, e fallisce solo perchè qui è Yamcha, per sua incompetenza.

Ricordate, questo è uno studente delle superiori come tanti altri appassionato di Dragon Ball, non Ed Gein. E dovreste averlo in simpatia, dovrebbe essere la voce della ragione, visto che non è l’unica anomalia nella timeline, per così dire. Forse sto prendendo la cosa troppo sul serio (visto che nel mondo di Dragon Ball l’omicidio è una cosa facilmente risolvibile con una telefonata a Shenron), ma ciò non cambia che il protagonista non si è fatto troppi scrupoli all’idea di uccidere e sostituirsi ad altre persone, una volta fuori dalla sua realtà.

A proposito del venire reincarnato, si va in territorio spoiler, quindi dirò che la risoluzione del mistero dietro la reincarnazione inserisce gli eventi in qualche punto di Dragon Ball Super, è il modo migliore in cui possa dirlo senza rivelare il colpo di scena, che onestamente ha un suo senso, sebbene sia un po’ – ma non troppo – surreale. Se è canonico o meno non lo so, ed onestamente non importa davvero, vista la sua natura di spin-off.

Commento Finale

Vita Da Yamcha è un manga frustrante, assai frustrante da recensire, perchè da un lato gioca benino con l’idea – tuttoggi un po’ strana – di una storia isekai su Dragon Ball con il protagonista che muore nel mondo reale e si reincarna come Yamcha, sapendo fin dove può andare senza tirare troppo per le lunghe, con buoni disegni (che accuratamente ricalcano lo stile di Toriyama, una volta dentro il mondo di DB) e sfruttando il tutto per una simpatico spin-off che strappa qualche risata, va ammesso.

Dall’altro, anche se è un volume unico è difficile non avere la sensazione che abbiano fatto un manga intorno ad un meme, od almeno un concetto che in conversazione/presentazione (come elevator’s pitch, se volete) suona strano e divertente quanto basta per funzionare, ma all’atto pratico il risultato lascia parecchio a desiderare, e non aiuta che verso la fine del breve volume il protagonista reincarnato in Yamcha venga fuori un po’ sociopatico, quando dovrebbe essere il “rappresentate” del lettore (e presumo dell’autore, Dragongarow Lee).

Non sono “offeso” dall’esistenza di questo manga spin-off di Dragon Ball, ma è quello che è, non lascia molto da dire in aggiunta, visto che non dura troppo, come arriva finisce, ma non è neanche particolarmente esilarante per quello che offre, ed è difficile scrollarsi di dosso la sensazione di essere stati truffati, in qualche modo, nonostante sia quello che promette.

Simpatico, ma forse alcune idee sono meglio non realizzate e lasciate nell’Iperuranio.

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