KAIJU A-GO-GO # 3: Gorgo (1961)

Gorgo 1961.png

Anno: 1961
Regia: Eugène Lourié
Sceneggiatura: Robert L. Lichard ( sotto lo pseudonimo John Loring),
Daniel Hyatt (sotto lo pseudonimo Daniel James)
Durata: 1 ora e 18 minuti
Titolo Originale: Gorgo
Titolo Internazionale: Gorgo
Disponibilità In Italia: DVD (Pulp Video)

Henshin-A-Gor-Go! O no.

Dopo aver visitato (in spirito, circa) la Nord Corea con Bulgasari, torniamo nella vecchia Europa per un toast alla marmite, con una scopiazzatura di Godzilla fatta stavolta nella terra di Albione, perchè anche gli inglesi volevano una fetta del “Big G”, e furono abbastanza solerti, rilasciando Gorgo un anno prima del vecchio King Kong VS Godzilla. Una fortunata casualità, in retrospettiva, per quello che è considerato (oltre al “Godzilla britannico” come è logico definirlo) il terzo capitolo nella “trilogia dei dinosauri” di Eugène Lourié.

Gorgo è senz’altro un film che sa cosa fa, e non ha particolare vergogna nel non solo scopiazzare palesemente Godzilla (ed in generale il formato monster movie nipponico), ma anche King Kong, ed è facile tirare nel mezzo pure Gamera, in quanto Gorgo emerge a causa di un maremoto che risveglia un vulcano inabissato vicino ad un isola irlandese, è preso in simpatia da un bambino (l’opposto che in Gamera), viene catturato da due sommozzatori (finiti in quelle acque per mal tempo) e messo in mostra al pubblico, qui per un circo di Londra invece che in un teatro di Broadway.

E davvero basta sostituire alcuni nomi per avere un miscuglio di King Kong e Godzilla, basta dire “come x, ma non proprio“ e far notare che ci sono – tecnicamente – differenze. Ovvio che ci sono, se fosse stato uguale uguale la Toho avrebbe sguinzagliato gli avvocati subito.

Gorgo 1961 for all your dorkins needs.png

Certo, qui non ci sono indigeni di un isola esotica ma schivi abitanti di un villaggio gaelico di pescatori, c’è un archeologo avido al posto di un arrogante regista, ma la trama rimane King Kong, solo con un mostro che ha l’aspetto e le origini di Godzilla, che segue gli stilemi del monster movie giapponese, con il kaiju che arriva dal (od è collegato in qualche modo al) mare, arriva in una città popolata, distruggendo tutto quello che gli si para davanti con facilità, ed il mostro è interpretato da un attore (in questo caso Dick Millon) dentro un costume di gomma che distrugge miniature con visibilità opzionale.

L’unica cosa che distingue Gorgo dal mare di imitatori di Godzilla (oltre all’ambientazione) è la risoluzione finale, e no, non credo sia il caso di mettere un “ATTENZIONE SPOILER” per un film vecchio di 58 anni che non è neanche tanto sconosciuto. Non stavolta, almeno. Infatti Gorgo non è che un cucciolo di qualsiasi mostro sia,  il cui gigantesco genitore viene a riprendersi in quel di Londra. Sì, praticamente “Genitore 1/2 Gorgo” salta la fase in cui dice la famosa frase di Mel Gibson in Ransom, ed incazzato va di persona a riprendersi il figliolo rapito, senza scomodare Liam Neeson.

Ed una volta liberato “baby Gorgo”, i due mostri se ne tornano verso il mare. Tutto sommato una conclusione positiva e meno apocalittica del previsto.

Potrei finire la recensione qui con un veloce verdetto finale, ma per amor di completezza parliamo dei personaggi. C’è bambino irlandese che vuole liberare Gorgo… ben intenzionato, sia chiaro, ma l’irritante pargolo è parte della tradizione nipponica di monster movie che potevano evitarsi. Ammesso, gli adulti non sono molto meglio, che sia l’archeologo avido, il padrone del circo Dorkins (sì, davvero), gran parte di essi sono un po’ stronzi o comunque mossi da fini poco nobili comunque, e ciò comprende anche il duo di sommozzatori protagonisti, Joe Ryan e Sam Slade, che sfruttano la situazione sull’isola gaelica per forzare l’archeologo a dargli oro e fargli partecipare alla cattura del mostro, che non cedono agli scienziati esteri (anche se dietro ricompensa), ma ad un cazzo di circo.

Gorgo 1961 bill trevors e william sylvester.png

Lasciando perdere il copione che nel terzo atto (a caso) fa crescere una – sporadica – coscienza di sorta ad uno di essi, solo il vendere una creatura mostruosa ad un circo di tutti i posti possibili dice molto di loro. Ma aiuta siano interpretati da Bill Travers (Duello A El Diablo, Sangue Misto, Geordie) e da William Sylvester (2001: Odissea Nello Spazio, Il Paradiso Può Attendere, Cristo Fra I Muratori), il resto del cast è perlopiù fatto di attori britannici con molti ruoli di supporto (o di cattivi), noti come caratteristi, alcuni con ruoli in film come I Cannoni Di Navarone, ma per quanto riguarda Gorgo, sono a fare i tipici personaggi da b-movie che sono definibili – senza essere dismissivi – dal ruolo, e qui non mancano: i militari, l’ammiraglio, gli scienziati, il narratore radio (che commenta l’assalto del mostro live e rende ancora più ovvio il messaggio) ed alcuni clichè adorabili di genere, come il tizio con addosso pannelli pubblicitari che urla tra la folla di inglesi in fuga dal mostro “PentitevIiiii! La fine è vicina!”. XD

E ci sono momenti divertenti simili, come quando Gorgo colpisce… ok, sfiora un tizio con la coda ed il tizio muore, sul serio, dopo i protagonisti parlano di cosa mandare in “conguaglio” alla famiglia del morto, che evidentemente era fatto non di carne, ma di briciole di Tuc. O roba come il montaggio non eccelso che poco prima fa sembrare che Gorgo abbia fatto esplodere un elefante. O la risposta del villaggio gaelico di pescatori all’apparizione di Gorgo, che – dopo qualche secondo di sorpresa – manca poco gli tirano addosso ogni lavabo disponibile, e lo tempestano di torce, al punto che lo fanno ritirare in acqua. Sul serio.

Senza parlare della ridicola spiegazione del nome dato al mostro, chiamato “Gorgo” da “gorgone”, che ovviamente non c’entra un beatissimo cazzo con nulla, se non che uno degli attori, Joseph O’ Conor, recitò anche in The Gorgon della Hammer Films, ma non è neanche un oscuro richiamo, visto che sarebbe accaduto tre anni dopo.

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Sebbene – come già accennato sopra – i valori di produzione per le miniature (pur non ai livelli della Toho) e la tuta del mostro (che ad essere puntigliosi in alcuni istanti sembra un po’ floscia) siano assai buoni per l’epoca, vorrei poter dire lo stesso della fotografia e del montaggio, perchè l’uso di “rear projection” è abusatissimo, forse all’epoca non risultava così palese, è possibile fosse così, ma non cambia che risulti assurdo vedere due persone su una barca a remi che si tuffano in mare, ma lo sfondo della scena è chiaramente girato proiettato sullo sfondo. Capisco l’utilità e l’uso che se ne faceva in queste decadi, ma in certe scene è pura assurdità, come quando due persone sono in una cabina da capitano, e quello che si vede fuori dall’oblò è proiettato sullo sfondo, e mostra pure artefatti che stonano con il resto.

Perchè non semplicemente filmare la scena in una vera cabina da capitano, visto che da certe scene sembra abbiate il budget (od almeno i permessi) per farlo? Domanda retorica, lo so, ma è frustrante vedere il film “tagliare gli angoli” così palesemente, ma d’altronde si è optato per varie decisioni “artistiche” utili ad evitare una causa per plagio, come il fatto che (oltre alla distruzione dell’isola gaelica da parte di Ogra – cioè mamma Gorgo – che perlopiù accade fuori campo) Gorgo non sputa fuoco od un raggio atomico, che sono anche assai convenienti, è gigante, no, non sputa raggi laser dal petto, sì, Gorgo “non ne ha bisogno”, non è perchè costerebbe molto di più farglielo fare, no.

Per quanto riguarda la versione italiana in DVD della Pulp Video, è purtroppo deludente, perchè c’è una buona qualità e quantita di extra, tra trailer, galleria fotografica, galleria delle lobby cards, immagini delle miniature in resina di Gorgo create per il film e per la linea di giocattoli, una dimostrazione comparativa delle qualità video ottenuta via restauro rispetto alla versione precedente, anche un visualizer per l’intero adattamento a fumetti di Gorgo (oltre a varie locandine di altri fumetti con Gorgo coinvolto, e non).

Gorgo 1961 NOW we're in England.png

Tutto molto bello, ma reso difficile da consigliare visto che la traccia audio italiana in fin troppi momenti sparisce, quindi vi sentite l’audio originale in inglese per alcuni secondi e poi torna il doppiaggio italiano (anche decente-buono), e poi sparisce di nuovo, a volte durante la stessa conversazione, se non frase. Imperdonabile, per qualcosa di professionale venduto in home video, ed ancor più perchè mi pare manchino alcuni minuti di film, nulla che cambi davvero l’esperienza, ma non aiuta.

Gorgo è l’esemplare film scopiazzatura, tanto che non si limita a sbirciare gli appunti di Godzilla, ma anche quelli di King Kong, creando un esemplare b-movie d’exploitation su mostri giganti, che di originale ha solo il finale stranamente positivo (circa), oltre al cambio di scenario e monumenti . – qui britannici e gaelici – che il mostro (ovvero il costume di gomma indossato da un tizio) distrugge come le miniature che sono.

La trama è superderivativa, la caratterizzazione è il tipico corollario di stereotipi e ruoli di genere (il militare, lo scienziato, il pazzo che urla come se fosse arrivata l’apocalisse, etc.), le motivazioni dei personaggi cambiano inutilmente solo per alcune scene, Gorgo non ha i poteri di Godzilla (o di Bulgasari), il montaggio è così e così e l’uso della rear projection è abusatissimo anche per cose che sarebbero state facili da girare fuori dallo studio.

Quindi perchè Gorgo è ricordato più di altri emuli svergognati di Godzilla?

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Oltre al fatto che uscì al momento giusto (quando il mercato non era ancora saturo con i kaiju) e fu pubblicizzato bene – al punto da ricevere una linea di giocattoli ed un adattamento a fumetti – , c’è da riconoscere che è ben prodotto, con buoni effetti speciali per il mostro e buone miniature, il duo di protagonisti è interpretato da Bill Travers e William Sylvester, la regia è scorrevole, non si tira per le lunghe pur di raggiungere 90 minuti, ed ha vari momenti ridicoli non intenzionalmente che rendono graditi film di genere come questo agli appassionati di B-movie. Ancor più in versione MST3K!

Oltre ad essere un decente, per niente creativo ma solido film di genere (con tanto di marketing sensazionalista al punto di essere bugiardo), Gorgo è il monster movie che consiglia – oltre all’ovvio “non fottere con la natura, o lei ti strapperà le palle in rappresaglia” – di non rapire o raccogliere infanti nell’acqua, perchè arriva la madre e vi mena pesantemente.

Un saggio consiglio, con buona pace di Jocabel e secondogenito.

Indice Kaiju: Fairly Okay Godzilla Impersonator

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