KAIJU A-GO-GO #4: Godzilla (1998)

Godzilla 1998.png

Anno: 1998
Regia: Roland Emmerich
Sceneggiatura: Dean Devlin, Roland Emmerich
Durata: 2 ore 4 minuti
Titolo Originale: Godzilla
Titolo Internazionale: Godzilla, Godzilla 1998 (colloquiale)
Disponibilità In Italia: DVD, Blu-Ray, Netflix (rimosso)

Sì, davvero. È venuto il momento di rivisitare la pecora nera del franchise.

Non credo di dover fare una grande presentazione, visto che per molto del pubblico generale questo film di Roland Emmerich corrisponde alla prima volta che sentirono il nome “Godzilla”, non troppo sorprendente, per come fu pubblicizzato fortemente da TriStar e Sony, in quanto il primo Godzilla ad essere interamente prodotto da uno studio americano, ed inteso come rilancio della serie per il pubblico occidentale, in sintesi.

Ed è davvero uno di quei film preceduti dalla sua pessima reputazione, ricevuto malissimo da pubblica e critico all’uscita, e odiato profondamente da molti fan della serie, che preferiscono non ritenerlo parte della serie, ma più una disgrazia apocrifa da mai nominare, una macchia sulla reputazione del franchise, ed altre analogie su questa riga. Appunto, un pecorone nero.

Considerato questo, non sorprende che questo sia essenzialmente un remake del primo Godzilla, visto che reintroduce il personaggio, con inevitabili differenze e pochissime (forzate) concessioni al materiale originale. Qui Godzilla è un’iguana (od un varano) che viene colpita dagli effetti di un test nucleare nella Polinesia Francese, e poi attacca un peschereccio in Giappone, con l’unico sopravvissuto che dice solo “Gojira”.

Godzilla 1998 fire of known origin.png

Viene coinvolto nell’indagine del misterioso evento anche Niko Tatopoulus, uno scienziato specializzato in nucleare, che determina le origini del mostro, e dopo un tentativo da parte dell’esercito di uccidere il bestio, raccoglie il sangue e scopre che si riproduce asessualmente, ed è a caccia di cibo per nutrire i suoi piccoli. Con l’aiuto della sua ex-fidanzata, il suo cameraman e Jean Reno (qui un agente dei servizi segreti francesi), Niko cerca di scoprire più info sulla creatura per capire come sventare la totale distruzione di New York. Ma con l’intervento dell’Air Force, Godzilla è infine ucciso, sebbene una delle uova rimaste a Square Garden si schiuda…

La prima, più ovvia, e spesso usata critica è che – già fin dalla premessa – questo non sembra Godzilla. Sembra Jurassic Park (e certe scene sono “riprese” senza tanti complimenti da esso), od un monster movie su dinosauri e rettili, un remake di film anni 50 sui mostri, sì, ma non Godzilla, visti che i tratti caratteristici del personaggio e del franchise sono ignorati, e quelli basici basici non sono cose poi così difficili da tenere a mente: Godzilla sputa un raggio atomico e l’esercito non può fargli un cazzo di nulla, ci vuole un metodo poco ortodosso od un altro mostro gigante per sconfiggerlo.

Certo, c’è dell’altro, eccome, ma gli elementi basici non ci sono (circa), e non sorprende troppo in retrospettiva, sapendo che fu dato in mano ad un regista come Emmerich a cui il materiale originale non interessava affatto, tanto da non poter accettare l’idea di due mostri giganti che se menano (una delle bozze scartate conteneva l’idea di dare un nuovo kaiju per Godzilla da combattere, come molti fan di Big G sanno). Il che è esilarante, vista la filmografia di Emmerich, ma questa hubris americano-hollywoodiana non sorprende troppo, parliamo sempre dell’uomo che qui ha inserito delle “parodie” dei critici Siskel e Ebert come ripicca per le loro recensioni negative di Stargate ed Indipendence Day.

Una volta confermato l’evidente disinteresse verso fare qualcosa di fedele al materiale originale, chiaro come il sole che la produzione era interessata a Godzilla solo nel nome per fini di marketing, sorge l’inevitabile domanda: preso come un altro b-movie americano con un mostro gigante, com’è vedere “Godzilla/Apocrypha” 21 anni dopo?

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Capisco che sia poco gradito ai fan di Godzilla che speravano in un adattamento più mainstream che cambiasse la percezione della serie (e di Godzilla stesso) per il pubblico generale, è vero che non ha né lo spirito della serie e Godzilla è ridotto ad un semplice animale mutato in gigantesco mostro dalle radiazioni… ma non è l’anti-Cristo. È solo un monster movie senza grosse pretese dal regista di Indipendence Day, stupidotto, con risibili tentativi di comicità (a volte a malapena definibile tali), personaggi stereotipati quasi al caricaturale e abbastanza sgradevoli (oltre ad essere un pò random nel come sono accorpati assieme), un’insipida storia di amore hollywoodiana da b-movie, decenti attori e Matthew Broderick che fa uno dei suoi soliti ruoli con la sua faccia “cazzottabile”.

Il mio maggior problema è che dura più del dovuto, poteva tranquillamente concludersi 20 minuti prima di quando effettivamente fa, ma c’è altra roba da far esplodere, un confronto finale con Godzilla, e dobbiamo avere la scena finale con uovo sopravvissuto (come in Q- Il Serpente Alato) che indica un seguito che non arrivò mai, se non sotto forma della serie animata Godzilla The Series, rimasta inedita in Italia e perlopiù ignorata dal pubblico od anche da molti appassionati di genere, di cui parleremo più avanti. Poi – come molti fan già sanno – Toho praticamente disconobbe il mostro qui presente, rinominandolo Zilla, e facendolo ritornare in Godzilla Final Wars, giusto per essere subito facilmente ucciso dal vero Godzilla, in una chiara dimostrazione di quanto bene i giapponesi presero il trattamento del loro lucertolone atomico.

Parlando di Godzilla (o Zilla, se preferite), qui è mutato da varani (che casualmente rende questo perfettamente appropriato anche come remake di Varan Il Mostro Gigante), non che importi davvero, visto che alla fine è un dinosauro assai ginnastico e veloce, che sputa fuoco (in 2 sole occasioni, ma accade) e sa scavare, cosa che i varanidi sanno fare, come la riproduzione per partenogenesi. Non ho particolari remore sul design, va bene per quanto inteso dal progetto (nel bene o nel male), e dirò questo, per quel che vale: anche se poteva essere qualsiasi altro mostro, almeno Emmerich prova a farvi empatizzare un po’ con il bestio.

Godzilla 1998 fish trap.png

Detto questo, Godzilla 1998 ha i suoi momenti, alcuni molto simpatici, come la scena con i barboni ed il vecchio pescatore a cui abbocca Godzilla, It Came From Beneath The Sea che appare sulla tv ad un certo punto, e non tutti i personaggi sono semplicemente sgradevoli e/o stupidi al 100 % (sono solo generici), Jean Renò è sempre un piacere da avere nel cast, così come Kevin Dunn. Ed onestamente a livello tecnico è invecchiato meglio del previsto, ci sono anche buoni/ottimi effetti pratici, ma Godzilla è realizzato via computer grafica, che si nota è CG di tardi anni 90, ma è molto ben fatta ed ancora solida oggi. Se volete vedere pessima, putrida CG di quell’epoca, basta indicare Yonggary/Yongary del 1999, poi aggiornato nel 2001 e rilasciato come Reptilian nelle Americhe.

Nel complesso, Godzilla 1998 è un pessimo, pessimo adattamento, ma un ok monster movie americano, da un regista specializzato nei cosiddetti “popcorn flick” estivi, le americanate per definizione, con tanta azione, ignoranza ‘merigana, esplosioni, ed una qualità complessiva sulla media, guardabile anche se derivativo e totalmente usa & getta, inteso per intrattenere un po’ ma nulla di più davvero, cosa in cui riesce. Questo è solo un altro film di Emmerich, uno che usa la licenza di Godzilla solo per mero marketing, e – come già osservato – è più un remake di Beast From 20000 Fathoms che di Godzilla, entrambi casualmente usciti nel 1954.

E siamo onesti, abbiamo crocifisso film migliori per meno ed elevato cagate peggiori a film di culto. Godzilla 1998 non è Godzilla, ma non merita tutto questo odio.

Indice Kaiju: American Zilla Popcorn Fun

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