KAIJU A-GO-GO #5: Godzilla (2014)

Godzilla 2014.png

Anno: 2014
Regia: Gareth Edwards
Sceneggiatura: Max Borenstein
Durata: 1 ora 56 minuti
Titolo Originale: Godzilla
Titolo Internazionale: Godzilla, Godzilla 2014 (colloquiale)
Disponibilità In Italia: DVD, Blu-Ray, Netflix

Per il 60 ° anniversario della serie, Legendary decise di riportare sul grande schermo il Big G, che non si vedeva da Godzilla Final Wars, uscito un decennio prima, quindi il momento era giusto per tentare un altro reboot di Godzilla fatto in america, stavolta con l’idea di creare un universo condiviso di mostri, il MonsterVerse, cosa di cui al tempo non mi curavo. Era sempre lo stesso anno in cui l’Universal fece il primo (ma non ultimo) tentativo fallimentare di lanciare il suo Dark Universe, su cui è meglio telare, per pietà.

Già recensii “Godzilla 2014” (mi riferirò al film con questo titolo, per ovvi motivi) all’uscita sul Checkpoint Cafè (lascio qui il link, se proprio siete curiosi), ma volevo rivalutarlo da tempo, e con l’uscita di Godzilla II: King Of The Monsters a fine mese, quale momento migliore per una re-recensione del secondo reboot di Godzilla?

Come il remake/reboot/recoso del 1998, questo reboot ristabilisce le origini di Godzilla, qui una sorta di dinosauro predatore alfa che nel 1954 viene attirato su un’isola con l’idea di ucciderlo con un ordigno nucleare. Il che non funziona, come potreste immaginare. Nel 1999 degli scienziati della Monarch vanno ad investigare uno scheletro gigante emerso dal collasso di una mina di uranio, trovando due spore dormienti. Nel frattempo, in Giappone la Centrale Nucleare di Janjira subisce uno strano movimento tellurico, ed il supervisore Joe Brody manda sua moglie Sandra– assieme a tecnici – a controllare il reattore. Ma un terremoto blocca Sandra ed altri sventurati nella centrale nucleare che collassa.

Godzilla 2014 incindent of janjima.png

15 anni dopo, il figlio di Joe e Sandra, Ford Brody, un artificiere della Marina americana dovrebbe smontare dal suo incarico e spendere tempo con la sua famiglia, ma è costretto a tornare in Giappone in quanto il padre, Joe, è stato fermato per tentare di entrare nella zona proibita dell’ex-reattore nucleare di Janjira. Joe riesce a convincere il figlio a tornare alla loro vecchia casa per recuperare info. E quello che scoprono non è solo la bizzarra mancanza di radioattività in una zona dichiaratamente contaminata…

Al contrario di “Godzilla 1998” (o “Godzilla/Apocrypha”, come mi piace chiamarlo) che usò il nome solo per marketing di un altro film di Roland Emmerich, per questo reboot fu scelta una maggiore fedeltà alla serie di Godzilla, con l’omonimo mostro che è una minacciosa entità (un mostro, non un semplice animale antico), la presenza di altri mostri giganti che lo combattono, delle creature originali inventate per questo reboot, i MUTO, di cui parleremo meglio dopo, e soprattutto un tono più tetro, più vicino a quello dell’originale Godzilla che di un b-movie americano anni 50 modernizzato in cui vendere – oltre a vari stereotipi – l’esercito americano come inevitabile invincibile forza.

Ed è un buon reboot, con ottima presentazione, un buon cast (che comprende anche un intenso Bryan Cranston nei panni di Joe Brody), una decente storia e del buon dramma, ed un tono appropriato per meglio evidenziare il terrore della popolazione verso queste creature, mostri, divinità distruttrici contro cui l’uomo (quindi anche l’esercito) può ben poco, se non ultimamente affidarsi a Ken Watanabe che ritiene Godzilla una forza distruttrice della natura, mandato come mezzo per ristabilire l’equilibrio.

Chi siete voi per non fidarvi di Ken Watanabe, poi?

Sì, questa sarà una recensione relativamente corta, non ho moltissimo da dire o da criticare, è decisamente un miglior adattamento di Godzilla rispetto a quello di Emmerich e Devlin, la fotografia è ottima, e Gareth Edwards alla regia è un’ottima scelta, anche se la sua enfasi sull’effetto umano delle crisi causate dai mostri ha uno sgradito rebound su un aspetto spesso criticato a questo film, ovvero le scene con i mostri.

Godzilla 2014 ig g vs muto.jpg

Non perchè sono mal dirette, o perchè la CG per i mostri sia un po’ sottotono, ma perchè sono poche e relativamente brevi. Mettiamola così: se vi aspettate di vedere Godzilla combattere i MUTO più volte in dettaglio durante il film, sarete un po’ delusi, perchè non è questo il caso. Non è un enorme problema di per sé, questi film non possono essere solo combattimenti tra mostri, ovvio, ed anche le scene con solo i MUTO a schermo sono più che decenti, e Godzilla stesso ha un design modernizzato ma fedele alla tradizione, e si muove inesorabile con una certa lentezza, ma ha la sua enorme potenza ed il classico ruggito/soffio atomico.

Il problema è che quando (all’incirca un’ora dentro il film) Godzilla si mostra – anche con un buon reveal – e poi inevitabilmente entra in conflitto con i MUTO, non vedete un combattimento tra kaiju dalla durata estesa, ma vedete i due che si guardano ed iniziano a muoversi per attaccare, od iniziano a combattere e poi quasi subito si taglia e si passa a qualcuno di meno interessante (non dico futile, ma dico sì, meno interessante), per vedere un bel combattimento tra kaiju senza interruzioni od ellissi dovete aspettare lo scontro di fine film, con eccelsa finisher di Godzilla, assai goduriosa, addirittura.

Godzilla 2014 ken watanabe e sally hawkins

GOJIRA

E questo ripetuto “spizzichi e bocconi” devo ammettere chr è un po’ frustrante, non un problema enorme, ancor più visto che il film si regge benissimo assieme anche senza continui sneak peek sui combattimenti tra mostri, ma mostrando più gli effetti che il passaggio di questi mostri ha sulla popolazione in maniera non exploitativa, ma realistica. Scelta stilistica che non dovrebbe sorprendere molto considerato che abbiamo il regista di Cloverfield, ma che potrebbe non andare giù del tutto ad alcuni fan della serie e dei monster movie in generale, anche a causa dell’altro aspetto in cui “Godzilla 2014” mostra il fianco a critiche, i personaggi umani.

Di nuovo, non è un problema di cast… non eccelso (o Matthew Broderick), di caratterizzazione stereotipata al limite del caricaturale, o di motivazioni ad cazzum, è che i personaggi umani non sono molto interessanti. Sono credibili, decenti, ma a parte Joe Brody e Ken Watanabe (qui scienziato parte del progetto segreto Monarch, a fare il suo tipico – ma ottimo – ruolo di supporto come esperto di mostri), non posso dire che vi ricorderete per sempre di Ford Brody (che già dal cognome sembra un soldato, e lo è) od altri. Non è che sono scritti male, anzi, il che è – di nuovo – frustrante, perchè mancava poco a rendergli davvero interessanti, o davvero memorabili. :/

Parlando dei nuovi mostri, i MUTO sono un buon mostro originale, un intrigante incrocio tra un avversario di Godzilla come Orga ed i mostri malvagi nella trilogia di Gamera di Kaneko, con il muso che ricorda un po’ un Gyaos, un corpo nero con più arti come un aracnide od insetto mostruoso, le ali maligne e l’abilità di scatenare un impulso elettromagnetico ad ampio raggio (l’opposto di Legion in Gamera 2 Attack Of Legion). Delle “belle bestie”, insomma. 🙂

Godzilla 2014 it's an action figure.jpg

Nel complesso, Godzilla 2014 è un assai riuscito tentativo di fare una versione americana di Godzilla fedele in tono ed atmosfera alla serie originale, trattata qui con enorme rispetto e dignità, con un ottima regia di Gareth Edwards, un buon-ottimo cast internazionale, ottimi effetti speciali, un nuovo mostro avversario di Godzilla dall’ottimo design, purtroppo afflitto da personaggi non particolarmente memorabili e nella seconda metà è un po’ frustrante per come promette lotte ininterrotte tra mostri, facendogli vedere l’inizio di un combattimento per poi tagliare su altro, rimando la pugna tra kaiju alla fine.

Leggermente deludente poichè poteva essere ancora migliore, ma è un buon film, ancor più perchè – oltre al gettare ottime basi per seguiti, come sarebbe poi stato reso chiaro – ebbe l’effetto di ridestare interesse nel franchise da parte della stessa Toho, che due anni dopo permise ad Hideaki Anno di dirigere uno dei miei film preferiti della serie in assoluto, Shin Godzilla/Godzilla Resurgence. Di cui prima o poi parleremo.

Indice Kaiju: The Good American Godzilla

E qui termina Kaiju A-Go-Go, almeno per adesso, non escludo la possibilità di renderla una rubrica, o di tornarci sopra in qualche modo. Ci si rilegge per la recensione di Godzilla II: King Of Monsters ad inizio giugno!

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