[ZOATROPIA] Kantai Collection (2015)

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Stagione: 1 di 1

Episodi: 12

Disponibilità in Italia: Crunchyroll

Bozza

In un certo senso, Kantai Collection è importante per l’ambiente videoludico, in quanto riaccese quel tipo di fetish geek-otaku-nerd distintamente giapponese, ovvero antropomorfizzare cose che non dovrebbero esserlo, ma d’altronde è parte di un panorama in cui Hatsune Miku fa concerti live senza neanche esistere davvero, quindi di per sé non è nulla di nuovo. Ma è una di quelle serie videoludiche che nascono dal nulla, ottengono un enorme successo nelle nicchie a cui si rivolgono, e vivono anche grazie ad un prolifico input da parte dei fan, come Touhou (sì, alcuni spin-off sono arrivati in occidente, ma solo di recente), sebbene non esistano versioni ufficiali disponibili fuori dal giappone.

E siccome la Kadokawa ancora non ha fatto un app per dispositivi smart, il gioco originale richiede cambio di VPN e vari passaggi, che personalmente trovo eccessivi per giocare un browser game free-to-play che cade pienamente nella defizione di “idle game”.

In questo caso, abbiamo versioni “anime girls” di navi da guerra della Seconda Guerra Mondiale, perchè non esiste nicchia non esplorabile, e non (potenzialmente?) preoccupante come una di congiunzione tra anime ed entusiasti di mezzi militari, spesso condita da accidentale (o radicata) ignoranza verso il tipo di conflitto mondiale usato come sfondo per poi fare qualcosa di così sradicato dalla realtà, nonostante continui rimandi ad eventi e personaggi veri del conflitto. Non che a molto del target importi davvero questo, visto che il ragionamento è “anime girls uber alles”, quindi il cervello scivola nel fetish quasi subito e lì marina.

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Ovviamente, quando il successo fece arrivare la proposta di una serie anime televisiva, ci sarebbe voluto più di “ sono navi antropomorfizzate come clichè/stereotipi-fetish anime” come contesto. O meglio, c’è bisogno di una trama (non davvero presente nel videogame originale), anche tenue, per una serie tv mi devi dare QUALCOSA per creare la parvenza di una storia od una struttura di base, invece che solo fanservice. Quindi sì, abbiamo sempre una lotta tra la Flotta delle Abissali (che sta conquistando i mari) e le kanmusu (ovvero “ragazze nave/flotta”), che qui sono spiegate come ragazze speciali con peculiare esoscheletro armato ed “ereditiere dello spirito di storiche navi da battaglia, le uniche a poter contrastare le Abissali”.

Questa storia (essendo un franchise giapponese, ogni interpretazione/adattamento non segue un canone condiviso) è raccontata dal punto di vista di Fubuki, una nuova kanmusu (classe Destroyer/Cacciatorpediniere) arrivata alla base navale, timida e mite, senza particolari abilità e zero esperienza di combattimento, ma che pur di farsi stimare dalle altre ragazze-nave alla base (specialmente da Akagi, che ammira), si impegnerà al massimo. Ganbatte?

Inchiostratura

Kancolle non è certamente l’idea più stramba che l’animazione giapponese abbia visto, e quindi un adattamento non era impossibile, visti altri assurdi franchise di nicchia come Girls Und Panzer o Uma Musume, nati come progetti anime originali o con adattamenti congegnati in contemporanea all’opera principale. Quindi “Kancolle The Animation” non è un progetto destinato a fallire in partenza, sebbene non sarebbe mai stata la serie di successo che fa trending, ha tre stagioni,innumerevoli spin-off in vari media, e fa bilioni solo esistendo.

Ma il modo in cui è stato curato questo adattamento è tale che anche i fan avranno fatica a vedere tutta la serie, vista la commistione di scelte fatte che sanno di compromessi su compromessi, sul cercare di contentare tutti e finendo – quasi inevitabilmente – per non contentare nessuno, creando un pessimo anime che non è neanche abbastanza brutto al punto da meritare di essere visto per farsi due risate, perchè, a prescindere dal risultato, non si può dire che sia tutto orrido e che il team dietro non ci abbia provato.

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Per esempio, se vi aspettate un disastro a livello di animazione e disegni, assolutamente no, lo studio diomédea ha fatto un buon lavoro, con un misto di animazione tradizionale e “anime 3D CG” usato per le battaglie in mare, e sebbene si noti (specialmente quando parlano in area di missione) visto che le bocche ed i movimenti dei personaggi hanno un framerate minore, il tutto funziona assai bene, specialmente nelle scene d’azione, e sì, è meglio di quanto fatto per la serie 2016-2017 di Berserk. O di Kemono Friends, giusto per citare i soliti colpevoli. Esteticamente è gradevole, ma non ha particolare gusto, personalità od idee di design che non siano semplicemente prese dal videogame.

E poi c’è Shimakaze, che mi costringe a tirare fuori questa vecchia perla.

Il problema è… tutto il resto. A partire dal worlbuilding, visto che – nonostante il tutto sia ambientato in una cittadina che è estensione della base navale – nulla è mai veramente spiegato. Le ragazze-navi – come già detto – sono ragazze che hanno “ereditato” lo spirito di navi della Seconda Guerra Mondiale, combattono ragazze nave mostruose chiamate Abissali e rispondono ad un perennemente fuori campo Ammiraglio, che tanto varrebbe avere sempre fuori sede, ma no, c’è, conversa con le varie ragazze-nave senza che lo spettatore lo senta, ed il massimo di presenza a schermo è la sua ombra che annuisce.

Diventa di un ridicolo incredibile quando le inquadrature dovrebbero/potrebbero mostrare la sua figura (anche ombreggiata), ma no, è sempre comodamente nascosto dalla figura di un altra ragazza-nave… in qualche modo. Sì, nel gioco sarebbe la figura vicaria del giocatore, quindi ha senso non lo vediate, ma qui no.

Kantai Collection 2015 the naval base

Where’s Teitoku?

Ed il mondo di Kancolle non ha senso, visto che la premessa e narrazione iniziale vi fanno pensare che il setting sia post-apocalittico o qualcosa del genere, ma per quanto riguarda questo anime, il tutto esiste in un piccolo angolo di mondo, un’istanza più che un luogo organico che dovrebbe passare come reale per la narrazione.

Vi viene mostrata un’intera città, ma (a parte un episodio che prende luogo su un’isola tropicale) potrebbe benissimo non esistere, visto che tanto non ci sono personaggi umani (o di aspetto maschile, se per quello), il tutto prende luogo nella base navale che ha scuola, porto, molo/terme, e quindi vattelapesca capire se esista un mondo davvero al di fuori di essa, qualcosa che giustifichi o dia contesto alla battaglia contro le Abissali, a questa guerra contro entità che nessuno sa cosa siano, a difesa di chissà cosa.

Seriamente, uno degli obiettivi delle missioni e battaglie è “capire cosa siano le Abissali e perchè stiano cercando la supremazia dei mari”, neanche le ragazze-nave o l’Ammiraglio lo sanno, domande che non trovano comunque nessuna risposta, perchè…sì. Posso solo presumere che avessero intenzione di farlo nella seconda stagione, visti alcuni accenni e poi un semplice messaggio di “ci rivediamo per la seconda stagione”… ma il fatto che questa non accadde sia monito che non è una buona idea non spiegare un cazzo nella prima stagione, perchè non sai mai davvero se ne avrai un altra, specialmente con questo tipo di progetti.

Kantai Collection 2015 airplane fairy.jpg

E non aiuta il bizzarro uso di elementi ripresi dal gioco, come il fatto che le ragazze-navi tornano danneggiate dalla battaglia (con tanto di distruzione dei vestiti)e vanno alle terme, con un timer sopra il cubicolo/loggia che indica quanto ci vorrà prima che sia in piena salute…. se non arriva un magico secchiello di slime curativo che istantaneamente ripara la nave. Od il rimodellamento, che praticamente le fa colpire dalla pubertà in maniera positiva (per lo più). Sì, è fedele al videogame per browser originale, ma checcazzo?

Ero pronto per fare le solite domande retoriche su eventuali dilemmi esistenziali di ragazze-nave che sono prodotte, etc., ma non ne vale la pena, perchè basta da solo il fatto che la storia è poca, biafrana, e la debole, debole sceneggiatura è in gran parte occupata ad allungare la broda fino a che non si sente solo acqua, riempiendo interi episodi di clichè e filler e – se va bene – qualche minuto di azione, ma per lo più siete a subire le solite routine da anime, con dramma riciclato e vapido, scene scolastiche e slice of life orride, trite, noiose, in cui è palpabile la disperazione dello sceneggiatore nel riempire 22 minuti di episodio.

Quindi dedichiamo un intero episodio ad un contest culinario sul curry, senza dimenticare fanservice di vario tipo (che non è neanche tanto pronunciato, se non nella “sequenza spiaggia”), qualsiasi cosa, perchè l’anime chiaramente arranca nel trovare contenuto, ciò si traduce in una narrazione dal ritmo lento, ed il risultato è che una serie assai standard di lunghezza (corta, specialmente se confrontata a molte altre con una singola stagione) sembra un adattamento integrale del Romanzo Dei Tre Regni.

Ciò sarebbe parzialmente perdonabile se i personaggi fossero interessanti, ma alla meglio la vostra ragazza-nave preferita ha una caratterizzazione bidimensionale, alla peggio appare e non dice o fa nulla di sostanziale, ma se è tra quelle scelte come focus, c’è una più che ottima chance che ribadirà la sua personalità mono-nota ad ogni sua apparizione, nel caso non fosse già irritante la prima volta, o togliendo qualsiasi simpatia a qualcosa che era gradevole.

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Alcuni momenti sono carucci, come l’”elephanto”, ma tranquilli, le altre routine saranno ripetute così tanto che odierete Ooi fare la psycho lesbian killer, i vari intercalare dei personaggi (“nanodesu”, “poi”, “etc.”) o vedere Fubuki investita del ruolo di protagonista (quel tipo “non sono capace, ma mi impegnerò fino a divenire utile”), godendo di un trattamento speciale che non ha senso, neanche in virtù di figura accompagnatrice che scopre il mondo assieme allo spettatore. Non il peggior protagonista, ma comunque poco convincente.

Perchè è anche uno di quegli adattamenti che presume già conosciate i personaggi, quindi non si prende la briga di introdurli a modo, se non per alcuni che compaiono di più, ma è comunque fatto in maniera sbrigativa, ed alcuni personaggi non si beccano manco quello, all’improvviso arrivano dal nulla, dicono il loro nome, e basta. Nel caso il tutto non fosse già abbastanza alienante per uno spettatore casuale, e frustrante per lo staff che sapeva avrebbe subito critiche comunque al riguardo (specialmente dai leccatori di oppai mouse), visto il gran numero di ragazze-nave da dover rappresentare – per contratto – in qualche modo qui.

Colpi di china

Alla fine, questo è “l’anime di Kantai Collection”, ovvero è un assai comune tipo di pessimo anime, quello che esiste essenzialmente come pubblicità all’opera originale, quindi non importa poi tanto la qualità dell’opera finita, anzi, se è un po’ una mezza cagata tanto meglio, c’è una buona percentuale di probabilità che lo spettatore cerchi altra roba, come l’opera originale su cui è basato l’adattamento animato, in questo caso un browser game di nicchia su navi della Seconda Guerra Mondiale antropomorfizzate come stereotipi moe, uno mai uscito dal Giappone (alla sorpresa di nessuno).

E se da un canto simpatizzo con lo studio Diomédea che ha dovuto cercare di spremere sangue da una rapa (vista la zero storia, pochissimo contesto e caratterizzazione… innegabile del videogame Kadokawa), che ha ben curato l’animazione ed i disegni (decente colonna sonora, btw), d’altro canto non c’è nessun canone e potevano prendersi molte libertà visto lo “spazio” offerto al riguardo dall’opera originale, o comunque trovare una soluzione che soddisfacesse qualcuno, invece di far compromessi su compromessi, al punto che fatico assai ad immaginare chi possa gradire questa serie in qualsiasi misura.

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Gli eyecatch sono molto gradevoli.

Anche i fan che desiderano solo vedere le loro kanmusu preferite in forma anime troveranno poco di cui gioire, con poco fanservice, personaggi esistenti solo come figure di sfondo, personaggi bidimensionali (e/o che ripetono a morte la loro frase caratteristica) ed una storia tirata molto per le lunghe (usando noiosi clichè e trito dramma da due soldi) che prende luogo in un mondo che non ha costruzione e credibilità, lasciando le (assai importanti) domande sulla natura della guerra e delle Abissali… irrisolte, forse con idea di farci qualcosa con la seconda stagione annunciata nel finale, che si concretizzò l’anno dopo sotto forma di Kancolle: The Movie, di cui parleremo a fine agosto.

Non il peggio, ma delle decenti scene d’azione non bastano a salvare l’anime dai suoi numerosi e notevoli problemi, per niente.

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