[ZOATROPIA] Fate/Stay Night: Heaven’s Feel II: Lost Butterfly (2019)

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Disponibilità in Italia: Evento Al Cinema 18-19 giugno

Bozza

Questa stagione di Anime Al Cinema non è stata il massimo fin’ora, se confrontata a quella precedente e considerato che per riempire un appuntamento hanno scelto di mostrare 5 Cm Al Secondo, che è su home video da anni, sicuri non ci fossero altri film inediti in Italia (tipo, chessò, Night Is Long Walk On Girl o Lu Over The Wall, entrambi vecchio di 2 anni, ma comunque mai doppiati/distribuiti per lo stivale) da poter mostrare?

Comunque, a concludere la Parte 1 della Stagione 2019 della rassegna Nexo Digital, abbiamo il secondo film della trilogia dedicata alla route Heaven’s Feel di Fate/Stay Night, ovvero Lost Butterfly, arrivato anche abbastanza rapidamente (tutto considerato) dopo l’uscita nei cinema nipponici questo gennaio.

Ovviamente, essendo questo un seguito diretto (e parte 2 di una trilogia), ci saranno inevitabili spoiler, eccezion fatta per chi ha già giocato la route dell’originale videogame di F/SN, quindi… siete stati avvertiti. Eviterò spoiler importanti, ma per i più “spoiler-fobici”…siete stati avvertiti.

A seguito degli eventi di Presage Flower, Saber è data per morta, e quindi Shirou è tecnicamente fuori dalla Guerra Del Sacro Graal, in quanto un Master senza Servant, ma per proteggere Sakura, decide di non tirarsene fuori, il che lo porterà a scoprire i perversi misteri dietro Zouken Matou, il capofamiglia della stirpe di maghi a cui appartiene anche Sakura…

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Inchiostratura

Come ho già detto in passato, quando il film è de facto l’atto centrale della trilogia, ci sono alcune aspettative inevitabili. E non parlo degli imbecilli che vengono a vedere un film con “2” nel titolo e si lamentano in sala chiedendo a voce medio-alta chi è quello, chi è quell’altro, come se non sapessero neanche cosa sono andati a vedere, ed i sarcastici che fanno i superiori, quando potevano starsene a casa a fare la stessa cosa, visto che probabilmente avrebbero visto quello che prendono in giro.

Nonostante questo tipo di fauna che a volte mi fa ripensare all’idea di andare al cinema, c’è da dire che se il primo presuma un po’ di conoscenza pregressa sulla serie da parte vostra, Lost Butterfly ancor più non ha interesse a spiegarvi chi sia chi, le loro relazioni, come funziona nel dettaglio la Guerra Del Santo Graal, che sono Master e Servant (let’s call it), etc.

…ed onestamente rimane un po’ confusionario anche se avete visto il precedente film, tra allusioni a cose spiegate in altre serie Fate, il semplice fatto che c’è il tipico intricato garbuglio famigliare da anime (fratelli acquisiti, sorellastre, etc.), ed alcune cose che non sono del tutto chiare anche a me, nonostante sappia abbastanza sulla serie, anche via osmosi, perchè non ho giocato l’originale visual novel-eroge di Kinoko Nasu.

Ma sapevo alcune cose su di essa, cose che non saranno sorprese per i fan molto più esperti di me, ma saranno…. non necessariamente gradite agli altri, mettiamola così, perchè questo film mostra anche gli aspetti più luridi della route Heaven’s Feel di F/SN, senza tirarsi indietro da roba come “REDACTED Dell’Emblema” e altre cose che sono scomode e disgustose, o semplicemente grafiche, ma in questo riguardo il film non esagera, quindi sì, ci sono scene di sesso…. con ampie ellissi per ovvi motivi, ed anche un paio di masturbazione. Inutile girarci attorno, ci sono, ma il film non fa finta queste cose non fossero mai accadute in origine.

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Il che rispetto, e dovrebbe essere tenuto a mente da molti fan che hanno visto molti adattamenti di F/SN che saltano a piè pari di adattare le scene “sozze” dell’eroge, dirò solo questo: “trasferimento di energia magica” (un eufemismo vale l’altro, in questo caso). Perchè – piaccia o no – Fate/Stay Night è anche questo. Converrebbe accettarlo, direi.

Per il resto….è Fate/Stay Night, quindi sapete cosa aspettarvi a livello di personaggi e trama, e dialoghi. Non attendetevi miracoli a questo riguardo, e non è una critica negativa verso lo sceneggiatore, è proprio il materiale base che ha i suoi limiti, a me piacciono le opere di Nasu, parecchio, ma non starò a prendere che siano sti capolavori di writing, ma per quanto riguarda la trama in questo specifico film, quanto c’è è interessante, nonostante sia abbastanza facile prevedere dove andrà, anche senza i presagi lasciati nel primo film.

Conversamente, non aspettatevi una caratterizzazione incredibile, ma una convincente nonostante i clichè, Shirou Emiya che… è sé stesso (sebbene con molte meno perle di ineffabile logica come “le persone muoiono quando vengono uccise”), e Sakura, la quale è quel tipo di personaggio femminile anime che incarna il concetto nipponico del yamato nadeshiko, non il mio preferito, ma posso capire perchè ha i suoi fan, ancor più perchè c’è di più oltre l’archetipo, la sua motivazione è comprensibile, la sua rabbia repressa, la sua disperazione e tristezza perfettamente sensate per le cose orrende che ha subito.

E la romance funziona bene – anche se non adorate la coppia – perchè è comunque ben fatta (ed anche perchè la vediamo proseguire concretamente nelle scene di sesso), cosa benvenuta visto che gran parte della storia è sullo svilupparsi della relazione tra Shirou e Sakura, con Shirou che scopre anche più del dovuto su di lei, ma non è fermato da questo, o da altre cose che mettono in crisi le sue emozioni e lo mettono di fronte a dilemmi non da poco. E mettiamola così, il fatto che Shirou ci vada a letto nonostante quando scopre sulla condizione di Sakura… è vero amore, almeno per quanto si possa avere dalla route di un eroge in cui il protagonista sceglie Roberta invece di Arturia.

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C’è un po’ di “stupido” (e stavolta anche qualcosa di laido e perverso) da accettare con Fate come serie in generale, ma il dramma e la romance funzionano eccome, nonostante alcuni dialoghi un po’ stereotipati (assieme a tratti archetipali dei personaggi, come Rin “Tsunderella” Tousaka), e l’assurdità di alcune scelte narrative (che non posso spiegare in quanto strane, e spoiler), ma nei momenti importanti la regia di Tomonori Sudō (già regista di Presage Flower) è ottima, ed onestamente ci sono anche buoni personaggi malvagi, come il vecchio bastardo di Zouken, il prete ambiguo Kotomine Kirei, ed anche un Gilgamesh più giovane e con vestiti casual. E Illya, che…è lì.

L’animazione ed i disegni sono sempre curati da ufotable, ed ho poco da dire al riguardo. Solo che le scene d’azione sono animate stupendamente, e dirette altrettanto bene, al punto che quasi valgono da sole la visione del film, sono enormi, spettacolari, stilose, ed assai, assai cinematiche in proporzioni e visuali. Senza alcun dubbio uno dei migliori esempio di animazione di quest’anno, e non, tanto di cappello a ufotable, di nuovo, con forza.

Anche se non sapete chi sia quel personaggio con l’arma che taglia torri o perchè esattamente combatta altri personaggi, ai quali non va sempre benissimo a livello di arti attaccati al corpo e proprio sangue spiattellato sulla superficie più vicina. Non è certamente (ne deve essere) come Hellsing, ma il gore decisamente c’è, il film non ha molte riserve al riguardo.

Colpi di china

La trilogia filmica di Heaven’s Feel continua con il secondo capitolo, Lost Butterfly, che mette la trama in secondo piano per concentrarsi sulla relazione tra Shirou Emiya e Sakura Matou, perchè quale film basato su un popolare franchise non ha una scena di masturbazione (per motivi troppo assurdi, sozzi e spoiler da spiegare), in una lotta tra maghi e spiriti eroici corrotti per la conquista del Santo Graal?

Inutile girarci attorno, questa parte della storia di F/S Night (presa dalla titolare route della visual novel di Kinoko Nasu che ha lanciato il franchise di Fate) è decisamente quella in cui gli elementi sessuali (e perversi) sono difficilmente scindibili dal resto della narrazione, ma rispetto che lo sceneggiatore non abbia provato a tirarsi indietro da ciò, quando altri adattamenti prendevano a colpi di spugna elementi che sono parte della serie e del franchise fin dalle sue origini, in una dimostrazione di comoda ipocrisia, quando poi il tuo franchise zillionairo è costruito su una visual novel che ha (anche) scene lezze.

Anche se la cosa più lurida è una mai mostrata direttamente.. circa.

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Oltre questo, c’è il fatto che anche i fan della serie che hanno visto il primo film della trilogia (e qualche altra serie di Fate come Zero) potrebbero rimanere confusi se non sono già navigati con gli eventi dell’originale visual novel, con alcuni personaggi che appaiono/riappaiono, sono citati in conversazione e non si capisce a che fine ultimo siano presenti o discussi, un po’ più di quanto è lecito attendersi dal film centrale di una trilogia…. ma nulla di troppo sorprendente, visto che un po’ di “convolutezzeria” e d’assurdo sono nel dna della serie, assieme ad alcuni stilemi archetipali per personaggi altrimenti non stereotipati al massimo come potreste pensare.

Nel complesso, il film di Tomonori Sudō (regista responsabile della trilogia Heaven’s Feel), nonostante i suoi momenti un po’ ridicoli e confusionari, i dialoghi che occasionalmente sono molto “Nasu”, è assai ben fatto, molto ben diretto ed il focus centrale di questa seconda parte è ben sviluppato, cioè la relazione amorosa tra Shirou e Sakura, il dramma ed il tono ancora più cupo che lo sviluppo di questa porta alla storia, alternando ciò con incredibili combattimenti tra Servant, animati splendidamente da ufotable, e diretti altrettanto bene, con il giusto ritmo, enfasi e proporzioni cinematiche di cui questi combattimenti esagerati godono assai.

In ogni caso, per poter dare un verdetto definito sulla trilogia di Heaven’s Feel, ci sarà da attendere un po’, visto che – come viene rivelato a fine di questo film – il capitolo finale, F/SN Heaven’s Feel III Spring Song, non sarà nelle sale cinematografiche nipponiche prima della primavera 2020 (mi pare marzo, ma potrei sbagliarmi), e considerate le accuse di frode finanziaria che ufotable sta discutendo in tribunale… mi metterei comodo.

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