[Retrospettiva One Piece] #2: Avventura All’Isola Spirale (2001)

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Regia: Junji Shimizu
Sceneggiatura: Hiroshi Hashimoto
Titolo Internazionale: One Piece: Clockwork Island Adventure
Durata: 55 minuti
Storia Originale:
Corto allegato: Jango’s Dance Carnival

Sì, come il precedente film di One Piece, anche questo fu mostrato in double bill con un altro film di Digimon, Digimon Adventure 02: Diaboromon Strikes Back, alla Toei Spring Anime Fair dell’anno successivo, e non sarà l’ultima volta che la Toei seguirà questo modus operandi.

Stavolta abbiamo un film, uno sul corto che magari avrebbe goduto di qualche minuto in più, se non altro per le battaglie finali tra i Cappello di Paglia e nemici di turno (elaborerò più avanti nella recensione), ma indubbiamente – al contrario di Per Tutto L’Oro Del Mondo – questo è un film non solo di nome, ha tutto quello che sarebbe legittimato aspettarsi da un film di una serie shonen, a livello di narrazione e struttura, etc. Non sembra uno special TV assai fiacco (ed arrabattato a livello di disegni) allungato, ma – lo ribadisco – un film. E lo è.

La storia inizia come pressapoco ognuna di queste avventure cinematografiche per i Cappello Di Paglia, con qualcuno/qualcosa che gli frega la nave, e costringe la ciurma (che era allegra in spiaggia a rilassarsi, Zoro escluso) ad inseguire la Merry, finendo nella trappola di Bolodo e Akisu, due fratelli pirati che voglio diventare i più grandi ladri di sempre (Jing avrebbe qualcosa da ridire, ma vabbeh) rubando l’orologio di diamanti dell’Isola Spirale.

Ma poi vengono attaccati da due dei fratelli Trump (no, non la famiglia del dittatore americano fascista, sto film è leggermente antecedente alle elezioni americane del 2016), che – dopo un breve tafferuglio – affondano la nave di Bolodo e Akisu, e rapiscono Nami per darla in sposa al fratello maggiore e capo, Bear King. Quindi ai restanti membri della ciurma tocca raggiungere l’Isola Spirale (dove risiede il castello di Bear King), aiutati dai fratelli ladri, con i quali adesso condividono obiettivi comuni… o forse no.

One Piece Avventura All'Isola Spirale 2001 costume shop ransack.jpg

 

Ok, sì, parliamo subito di perchè il cognome Trump (è un film del 2001 questo, lo ricordo). Si riferisce al termine “trump card”, cioè “asso nella manica”, e difatti le loro imbarcazioni e stemmi sono tematizzati sui semi delle carte, altri elementi correlati al gioco d’azzardo.. ed anche il circo, per qualche motivo non chiarissimo (non sono tutti intesi come cattivi comici in primis, quindi boh). E no, non ne avevo la minima idea di questa cosa quando decisi di fare la retrospettiva, ed è strano sentire Luigi Rosa dire “Andiamo al castello dei Trump!”, ma è pura coincidenza davvero.

Detto questo, mi piace la varietà di design che hanno i nemici (più delle generiche motivazioni di sicuro, che somigliano molto a quelle di Ganzack nel suo OVA), tra il tizio grasso che attacca roteando su sé stesso (perchè ovvio che lo fa) come Sonic, il tizio-pecora che sembra un Waluigi uscito dal trio Drombo, donna sexy con un frutto che la trasforma in metallo liquido, una specie di spadaccino con trucco e vestiti da buffone di corte (o meglio, da Joker, in tono con il generale tema delle carte), e Bear King, un energumeno con un cappuccio da orso sulla testa (ovvio), completo da capo del circo, ed uno dei Frutti Del Diavolo non-canonici che onestamente non capisco, il Metal Metal.

Non mi aspettavo che consistesse in divenire King Diamond (e purtroppo avevo ragione), ma a parte l’ovvia capacità di indurirsi ed avere un corpo resistente come – derp – il metallo, non ha senso che possa usare pugni roventi per via del potere ricevuto dal frutto. Sì, è One Piece, ho visto frutti canonici che ritenevo assurdi, quindi invece di abbaiare sul “realismo di un superpotere” in un anime con protagonista un uomo di gomma, vi dirò che – prima dell’inevitabile rematch finale tra i Cappello di Paglia ed i fratelli Trump – Bear King fa “crocifiggere” più persone che nel film horror chiamato Crucifixion.

Non sto scherzando, non del tutto. XD

Una cosa che ho trovato un po’ calcata è come cerchino di fare paralleli diretti tra la relazione condivisa da Luffy e Shanks, e quella di Bolodo e Akisu, che non sono davvero fratelli, con Bolodo che l’ha trovato da neonato in mare e gli ha praticamente fatto da padre ed amico inseparabile. Molto forzata questa -intesa – reazione emozionale, visto che Shanks non era come un padre per Luffy quando lo incontrò: sì, Shanks lo salva, questo lo capisco, ma non è stato mica allevato da lui (e qui mi fermo per evitare spoilers), quello l’ha fatto Garp, circa.

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Altrimenti la sceneggiatura non è affatto malvagia, in alcuni momenti – a mia sorpresa – si evita di gestire alcune situazioni clichè in maniera totalmente prevedibile, ed anche quando non sorprende (specialmente se avete visto situazioni simili in milioni di altri film, anime, media in generale) c’è un discreto lavoro nel non rendere subito ovvie le motivazioni di certi personaggi, e facendovi pensare a cosa vogliano davvero ottenere da tutto questo.

Nulla di eccezionale, ma per il target è un lavoro decente, ci sono scene divertenti come Nami che straccia a carte i nemici, l’Isola Spirale ha un ovvio ma gradito design (che si estende anche alle capigliature degli abitanti, che sembrano avere riccioli di zucchero caramellato a primo acchitto) ed i nuovi personaggi alleati dei Cappello Di Paglia sono gradevoli, anche Akisu – che rientra in pieno nel tipico ruolo di “bambino coraggioso al punto di essere stupido” – non è particolarmente fastidioso.

L’animazione è decente/buona, si nota c’è un miglioramento rispetto allo standard della serie TV (non enorme, ma c’è, nonostante il ri-uso dell’ending “Believe” nei crediti)), a parte nel brevissimo combattimento sulla barca contro le truppe dei fratelli Trump, pessimo montaggio ed animazione così così. Non so perchè proprio qui c’è il calo, ma almeno accade ad inizio film e non vedete più nulla di così pigro e/o sbiascicato per tutto il resto del film, ed ovviamente l’animazione da il suo meglio nelle battaglie che vedono i vari membri della ciurma appaiati contro i loro “naturali” avversari.

Anche se la lotta contro Bear King poteva durare di più, se non altro per vedere altre applicazioni o mosse del suo frutto non-canonico, il quale è assai sotto-usato, voglio dire, anche El Drago – pur essendo il cattivo stupido e dozzinale che era- usava di più il suo potere nelle battaglie, Bear King preferisce quasi più prendere roba a cannonate da lontano.

Political Joke.

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Se casomai voleste ignorare Per Tutto L’Oro del Mondo e pretendere che questo è il primo film di One Piece…. non ve ne farei colpa, visto che è il primo ad essere scritto in questa ottica, pensato più come un lungometraggio che come due episodi di un arco narrativo filler pasticciati assieme per raggiungere (senza riuscirci) 60 minuti.

La storia è una gradevole avventura che mette la ciurma di Cappello di Paglia (e due nuovi personaggi alleati sorprendentemente gradevoli) contro i fratelli Trump, che sebbene non sia eccitante come possa sembrare – e sia frutto di pura coincidenza, visto l’anno d’uscita del film -, offre un discreto mix di colorati e variegati (sebbene non originalissimi) nemici da sconfiggere per gli eroi nella titolare isola, piena di congegni, trappole, castelli e bizzarri macchinari, con una sceneggiatura che non sorprenderà molti, ma non è neanche del tutto banale come potreste pensare. Ed ha “crocifissioni”, più di molti film horror su di esse.

L’animazione è di qualità superiore alla serie tv, ma i livelli di produzione non sono abbastanza alti da farvi pensare subito che è un film di One Piece in cui hanno speso parecchio, non un enorme problema visto che è comunque più che guardabile e le scene d’azione sono godibili (a parte la prima, per qualche motivo animata e montata maluccio). Anche se una maggiore durata (sì, anche questo dura solo 55 minuti) avrebbe permesso di fare battaglie finali meno frettolose, e di mostrare meglio i poteri del frutto non-canonico Metal Metal, in possesso al cattivone di turno, Bear King, ma stranamente poco usati.

Nulla di veramente speciale, ma è un miglioramento rispetto a Tutto L’Oro Del Mondo, ed è assai gradevole, servizievole, vi dà quello che potreste volere da un film di One Piece (uno più corto del solito, almeno), senza particolare infamia o lode, ma comunque piacevole.

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