[Retrospettiva One Piece] #13: Film Gold (2016)

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Regia: Hiroaki Miyamoto
Sceneggiatura: Tsutomo Kuroiwa
Titolo Internazionale: One Piece Film Gold
Durata: 1 ora e 57 minuti
Storia Originale:
Corto allegato: Nessuno

Prima di comprare il cofanetto, non avevo nessuna esperienza diretta dei film di One Piece, con eccezione per Film Gold, che vidi al cinema 3 anni fa (e recensii sul Checkpoint Cafè), felice anche del fatto che NON fu distribuito nelle sale come evento speciale a prezzo maggiorato, ma come un film qualunque. Quindi sì, una delle poche vere re-censioni sul Wise Cafè. Ma metteremo ciò da parte perchè chissenefrega.

Stavolta abbiamo un periodo di pausa tra film ancora più grande, visto che Film Gold arrivò a quattro anni di distanza da Film Z, il che immagino spinse i produttori a ricavarne il più possibile non solo via uno special TV (One Piece: Heart Of Gold) collegato al film, mettendo i personaggi di questo nel videogame One Piece Burning Blood come DLC, ma poi adattandoil film in fumetto, e poi in una light novel (tutto edito da Star Comics in Italia, come al solito). D’altronde dorate sono sempre state le mammelle di questa serie.

Nel caso abbiate letto il titolo senza vedere la locandina, no, non è la storia di come i Cappello Di Paglia, attirati dalla leggenda di un paiolo pieno di oro, arrivano su un’isola piena di Leprecani che NON è l’Irlanda (anche se è chiaramente l’Irlanda) e devono salvargli da un villain con il frutto Rainbow Rainbow. Se vuoi Oda te lo scrivo sto film, btw.

Ma no, fortunatamente è su qualcosa di più eccitante.

I cappello di Paglia stavolta non si perdono in un posto, ma vanno alla Grand Tesoro, una nave-città di enormi dimensioni con lo statuto di paese indipendente, neanche il Governo Mondiale è autorizzato ad entrare lì, quindi funge da un enorme città vacanziera-bisca per clienti ricchi, una sorta di Las Vegas natante, controllata con il terrore dal suo proprietario Gild Tesoro, un tiranno amante dello spettacolo.

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Dopo essere stati attaccati da un branco di pirati (di cui si liberano rapidamente), Luffy & co vengono accolti da Baccarat, una sottoposta di Gild Tesoro, ed incominciano a vincere alla grande (big prizes, big money! etc.), a venir trattati come VIP per la loro fama, ma quando stanno per diventare millionari, Baccarat usa i poteri del Frutto Del Diavolo per togliere la fortuna ai Cappello Di Paglia, che attaccano, ma vengono sopraffatti e Zoro viene bloccato dal potere di Gild Tesoro, che vuole dargli fino alla prossima mezzanotte perchè riescano a pagargli il debito nei suoi confronti, altrimenti giustizierà Zoro pubblicamente in diretta.

La ciurma quindi di fretta cerca un modo per accumulare l’assurda cifra richiesta, con l’aiuto di Carina, una vecchia conoscenza di Nami che si trova sulla Gran Tesoro, e che è disposta a rivelargli alcuni secreti sulle ampie tasche di Gild, e dove forarle di preciso…

In retrospettiva, credo che la Toei sapesse di non poter fare qualcosa della qualità di One Piece Film Z, e che se avesse tentato senza riuscirci i fan si sarebbero incazzati (ancora più per i quattro anni di distanza dall’ultimo film), quindi non ci ha provato e ha fatto qualcosa che punta a intrattenere con visuali da casinò, tra oro, luci lampeggianti, gioco d’assurdo, camere VIP di lusso per meglio far sentire a proprio agio criminali e varia gente con soldi.

Quello, e si è preoccupata che la sceneggiatura fosse ben pasciuta stile tacchino il 4 luglio, in modo che succeda sempre qualcosa con ben poca pausa, che sia tutta una scintillante avventura a base di lusso ed azione, con scene di corse folli senza regole su macchine con motori mossi da tartarughe muscolose, infiltrazioni e pianificazione stile Ocean’s Eleven o spy movie, anche una sorta di battaglia finale con kaiju, tutto per dare il più grande spettacolo possibile, come lo stesso Gild Tesoro desidera fare, appropriatamente, fin da inizio film, con un pezzetto musicale accattivante ma dal testo così e così che mi ha fatto tornare alla mente la canzone dei soldi di Tom & Jerry Il Film. Non ho spiegazione.

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Questo “riempimento” è creato anche facendo intervenire più personaggi della serie del solito nella trama, come Rob Lucci e Spandam del CP0 e Koala e Sabo dell’Armata Rivoluzionaria, che nel bene e nel male sono lì per fanservice e poco altro, per poter indicare che “c’è Lucci”, visto che poi il loro contributo alla trama è abbastanza marginale, così come i movimenti emotivi, rilegati a brevi scene che spesso confluiscono in flashback, come il passato tragico di Gild Tesoro stesso, molto velocemente narrato.

A questo proposito, parliamo dei nuovi personaggi. Carina è una ladra che conosce Nami da parecchio, e sebbene il film – come appena detto – non spende moltissimo a delineare la loro amicizia, è decisamente più credibile che quella tra Zoro e Saga de La Spada Delle Sette Stelle, e poi abbiamo Gild Tesoro e la sua cricca, composta dalla fortunata Baccarat, l’ex-wrestler ultra masochista Dice, e un tizio con testone di nome Tanaka che può attraversare e far attraversare materia inorganica come muri grazie al frutto Fase Fase.

Gild Tesoro è un villain assai scenico, amante dello spettacolo e del lusso, peccato che sia leggermente derivativo, come una sorta di Doflamingo (con il quale era anche in affari) di seconda categoria ma ossessionato con il denaro e incapace di sopportare la gente che gli ride davanti a causa del suo passato di schiavo dei Dragoni Celesti, con tanto di marchio da schiavo nascosto sotto un tatuaggio. Sì, in sintesi è “non-Doflamingo” con la backstory di Boa Hancock (anche lui liberato a Marijoa da Fisher Tiger), e con mania di onnipotenza stile Ener.

Non un villain particolarmente originale o con particolare credo, ma comunque un buon bastardo, con un potere del Frutto Del Diavolo davvero niente male che gli permette di controllare oro a suo piacimento e plasmarlo in lance, viticci ed anche una statua d’oro gigante (comandata dalla testa stile robottone perchè chissene, è un classico), e che è usato bene per giustificare tutto il sotterfugio che devono adoperare i Cappello Di Paglia per passargli sotto il naso, liberare Zoro. e fargli il culo.

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Sempre sulla questione dei Frutti Del Diavolo, Baccarat ha il potere del frutto Luck Luck, che le permette di sottrarre fortuna e così causare sfortuna a chi tocca, ed è uno dei poteri più stupidi che abbia mai visto. Sì, certo, ho visto Oda inventare le abilità più assurde, dementi o specifiche, ma questa è semplicemente… un pò stupidotta, e lo sceneggiatore almeno lo sa, visto che quando deve essere usata in combattimento è per una serie a catena di gag causate da assurde serie di eventi. Avrei gradito però capire come esattamente questa abilità viene usata contro di Baccarat da Usop nel terzo atto, è la seconda volta che vedo il film ed ancora pare accada e basta, perchè è così che procedono i film basati su shonen manga.

L’animazione è ottima come ormai siete abituati ad aspettarvi, non ho lamentele da fare, anzi, è con piacere che noto la Toei è migliorata nell’integrare elementi 3D ed animati tradizionalmente nella composizione, la presentazione è fantastica e fa ottimo uso del tema “casinò”. In linea con la “grande era della sise gonfiate” venuta più avanti nella serie animata, anche qui i personaggi femminili hanno zinne ginormiche, una constatazione, ma almeno qui (se non una volta per trita routine comica) non è come in Il Mistero Dell’Isola Meccanica, che era ossessionato nel ricordo al mondo che le tette esistono e rimbalzano. Lo fanno.

La colonna sonora è buona e con toni un po’ diversi dalla norma di One Piece, con Yuki Hakashi (altro compositore di musica per film e serie animate di grande esperienza) che per questo film prende il posto del leggendario Kohei Tanaka, sinonimo e praticamente inscindibile dalla serie di Oda il 99% delle volte. Piccola nota sul doppiaggio: non so sé è un eccezione per questo film (come fu – in parte – per Film Z), ma si riferiscono a Rufy… chiamandolo Rufy, non Rubber come era ormai consolidato dall’adattamento italiano.

Piccola nota tecnica, la versione inclusa nella One Piece Film Collection è quella normale del film singolo, con audio in italiano e giapponese con sottotitoli, un trailer del film stesso e crediti. Assai biafrani gli extra, cosa valida per tutta la collezione, ahimè.

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One Piece Film Gold non è Film Z, ma non è una cosa di cui possiamo fargli colpa, e credo la Toei fosse cosciente di ciò, quindi ha deciso di semplicemente fare un film di One Piece molto soddisfacente per i fan (anche via apparizioni di personaggi popolari come Lucci e Sabo più per farne action figure speciali che per la trama) e per gli spettatori in generale, con costante azione e parecchie cose che bollono nel metaforico pentolone, alcune giusto per mettere più sotto-trame e dare meno spazio ai momenti emotivi, ma la regia ben gestisce questo continuo streak ed il tema “casinò” permette ottime visuali, una fantastica presentazione, e l’animazione si mantiene sugli alti – sebbene “recenti” – standard cinematografici della serie.

L’unico punto debole o non altezza dei migliori film della serie (di cui comunque Film Gold fa parte) è il villain, Gild Tesoro non è per un brutto antagonista, anzi, è bello stronzo ed ha abbastanza di suo per non essere subito dimenticabile, ma (oltre al fatto che non è Zephyr, di nuovo, non colpa sua) è chiaramente derivativo di Doflamingo Donquixote, con personalità simile ma dettata dal suo tragico passato di schiavo, che a sua volta ricorda un po’ troppo quello di Boa Hancock, ed altre cose che ricordano altri elementi e personaggi della serie originale (o del genere) che sono presi e messi assieme senza particolare creatività dietro, a parte l’ovvio ma ben usato potere del frutto Gold Gold che possiede, e lo rende assai soddisfacente come avversario nelle battaglie.

E questo è il sentimento generale che One Piece Gold cerca ed ottiene, l’essere “assai soddisfacente”, ammiro quando la serie osa fuori dagli schemi (vedi L’Isola Segreta Del Barone Omatsuri), ma non c’è nulla di male nel voler soddisfare lo spettatore in primis, e nel riuscirsi bene come il film di Hiroaki Miyamoto (anche lui con background nella serie Precure) fa.

Non eccelso, non ottimo, ma decisamente ben fatto, non brutto come ritorno al cinema della serie, per niente. Ed ora a breve (il 9 agosto) debutterà il 14° film nelle sale nipponiche, One Piece Stampede, che sembra puntare di nuovo in alto, a giudicare dal trailer.

A breve per una classifica dei film, l’articolo di chiusura della nostra retrospettiva di One Piece.

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