[EXPRESSO] Rambo V: Last Blood (2019) | Sequel For Nothing

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Penso che il numero 5 sia sfortunato per il signor Stallone. Di nuovo.

La premessa è che John Rambo si è ritirato a vivere e lavorare al ranch di suo padre, facendo da tutore alla sua giovane nipote, che però vorrebbe rivedere il vero padre, scappato in Messico anni fa. Sebbene sconsigliata a far ciò,  la giovane va comunque, e finisce venduta come prostituta ad un cartello messicano. John Rambo quindi la va a cercare e poi si prepara a vendicarsi dell’intero cartello.

Nessuno si aspettava davvero molto da Rambo 5: Last Blood, che nonostante il sottotitolo è agli antipodi di tutto quello che l’originale film della serie (First Blood, appunto) rappresentava, ed anzi esaspera la direzione che la serie prese con i seguiti negli anni, ma in maniera tutt’altro che divertente, anzi con molto cattivo gusto e francamente poca azione, quasi tutta concentrata nello scontro finale al ranch, che è fortemente venduto dai trailer, e francamente il film sembra costruito a ritroso su quella scena, con deboli spiegazioni per farla accadere pensate dopo.

È sanguinoso, è violento, ma il gore praticamente cartoonesco che cozza con il tono estremamente serio, tematiche come prostituzione e cartelli criminali sono affrontate senza nessun tatto, dipingendo il Messico come composto al 99% da puttane, schiavisti e signori criminali, perchè che parabola sull’ascoltare i propri genitori sarebbe senza razzismo gratuito? Anche senza quello, è difficile fregarsene qualcosa dei personaggi nei momenti drammatici, di questi clichè con le gambe che il film tratta come se conosceste da sempre sebbene mai visti fin’ora in tutta la serie.

Il colpo di grazia arriva a fine film, con un “super montaggione” di momenti della serie, quando davvero questo è un disonore ad essa, altro che celebrazione, se questo lascia a desiderare anche aspettandosi il minimo sindacale. Sigh.

Basta, Stallone, per favore, basta.

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