[ZOATROPIA] Weathering With You (2019) | The Sun and The Rainfall

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Disponibilità in Italia: Evento al cinema (14-15-16 Ottobre 2019)

Mentre attendiamo l’inevitabile occasione di urlare ancora “perchè?” quando l’adattamento americano live action di Your Name eventualmente uscirà, il nuovo film di Makoto Shinkai è arrivato in Italia dopo relativamente pochi mesi, quindi parliamo di questo.

Non credo sia il caso di dover fare troppi paragoni con Your Name o dovervi ricordare cos’è nella recensione di un altro film di Makoto Shinkai, che esisteva come regista ben prima di esso e di insensati paragoni con Miyazaki (sì, quello del backstab).

La premessa vede il nostro protagonista, Hodaka, al suo primo anno di liceo, che approfitta dell’estate per andare fuori dalla sua piccola e remota isola natale, per vedere la big city che è Tokyo. Il suo assaggio di metropoli però presto lo mette alle strette, sia a livello di finanze sia di limiti personali, ed il tempo sembra accordarsi con il suo umore, con cielo cupo e piovoso. Un giorno però incontra una ragazza, Hina, ad un angolo di strada pieno di gente, e l’evento gli cambia la vita, non solo perchè lui di prime piume, ma perchè Hina ha la straordinaria capacità di fermare la pioggia e rischiarare il cielo, senza venir citata in giudizio da Martin Gore.

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Sembra decisamente un film di Shinkai, non v’è dubbio. E lo è, ci sono i suoi marchi stilistici, tra l’uso di montaggi dopo il prologo (e title screen), un elemento di fantascienza, soprannaturale, divino (od una combinazione delle tre) che sorregge la relazione romantica tra i due giovani protagonisti, ma fortunatamente l’angolo scolastico/adolescenziale è meno caricato, vista la presenza di fantastici personaggi di supporto, tra cui uno sciatto capo di un azienda che scrive articoli “spazzatura” per varie riviste, la sua sbarazzina assistente, il fratellino donnaiolo di Hina (che è sorprendentemente differente). Non che i due protagonisti siano scialbi, e – lo dico per chi probabilmente aveva questo timore – sono diversi da quelli di Your Name (che fanno un simpatico cammeo verso metà film) sia in età che motivazioni.

Il mondo di Weathering With You è moderno, metropolitano ma continuamente avvolto da pioggia senza sosta, sia estate sia inverno, un mondo moderno ma con elemento divino che convive al suo interno, in questo caso Hina che può placare la pioggia pregando, una figura miracolosa per l’umore e la vita di una Tokyo, ma nulla è gratis.. E mi fermo qui per evitare spoiler, ma come potreste immaginare, è splendidamente animato e disegnato, e l’estetica ormai distintiva di Shinkai che unisce un iper realismo patinato di speranza ad elementi tradizionali-fantasy soprannaturali, ancora bella forte.

E poi… c’è il finale. Con questo scenario, pensereste che il film tratti anche del cambiamento climatico (sebbene inverta il riscaldamento con l’allagamento e prenda come soggetto Tokyo ed il Giappone), e lo fa. Ma il come è – come avevo già sentito dire in fugaci occhielli – ampiamente discutibile e conflittuale a dir poco.

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Senza fare spoiler, diciamo che in questo segmento finale la sceneggiatura perda qualche colpo per velocizzare la narrativa e farla arrivare dove pensereste volesse arrivare da un po’, ultimamente lasciando un po’ incompleto il discorso sul soprannaturale che viene fatto in più punti per arrivare più velocemente a belle visuali e lo scioglimento dell’intreccio, anche se questo appare un po’ frettoloso.

Non è che la risoluzione sia ingiustificata o immeritata per i personaggi, tutt’altro, ma le ovvie implicazioni di essa ed il modo in cui sono trattate le conseguenze…..sono molto giapponesi, in un certo modo, ma comunque sono la definizione enciclopedica di “ampiamente discutibile”, e se non sono irresponsabili come appaiono inizialmente, sono fin troppo comodamente prosaiche, in un momento come questo. Non vili, notate bene, visto che servono ultimamente a potenziare l’elemento romantico, ma è un po’ assurdo come i personaggi reagiscano anche quando le implicazioni siano palesemente tutt’altro che piccola cosa, specialmente alla fine.

Non è neanche che Shinkai (che anche qui cura regia e sceneggiatura) ignori la questione del cambiamento climatico che indiscutibilmente tocca e sa essere argomento importante, spinoso, inevitabile ed un problema non realisticamente risolvibile da romantiche intenzioni del singolo o da favole manichee à-la Ferngully. Ma il paradosso è che ultimamente sembri una non-presa di posizione (che – ricordiamolo – a sua volta É una presa di posizione), il voler far passo laterale su un argomento che è stato Shinkai stesso a mettere nella sua storia.

Commento Finale

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Weathering With You è un film che in un certo senso preferisco al precedente lavoro di Shinkai, sia per i personaggi (qui alcuni incredibili personaggi di supporto) sia per le situazioni che evitano grossa enfasi sulla scuola e dintorni, ed anzi sono molto più variegate, contribuendo ad una narrativa dal ritmo rapido e con alcune inaspettate scene d’azione, con la solita forte estetica già apprezzata in precedenza ed un intreccio romantico che utilizza un elemento fantasy-fantascientifico-sovrannaturale come timone.

Ma il finale e tutto quello che lo riguarda, tutto quello che esso implica… è un bel nido di vespe, visto che il film affronta l’argomento del cambiamento climatico in una maniera che lascerà basiti, non necessariamente in positivo, sia per quanto riguarda le implicazioni sulla narrativa e soprattutto a livello di messaggi e tematiche, con un bizzarro – ma perfettamente nipponico, curiosamente – modo di affrontare la questione senza negare la realtà ma neanche prendere una precisa, solida posizione su essa, usando l’argomento più per potenziare l’effettivo fulcro della storia, cioè la storia d’amore.

Nonostante questo ed una sceneggiatura che verso il finale corre fin troppo per arrivare alle visuali fantasioso-soprannaturali (perdendo qualche colpo nello stabilire o sviluppare bene alcuni punti o “dettagli” in un copione che lascia poco al caso), è un buon film di Makoto Shinkai, decisamente valido e meritevole di essere visto e discusso. Magari smettendola di scimmiottare paragoni assai poco sensati con Hayao Miyazaki.

A dicembre ci sarà l’ultimo film di questa stagione “Anime Al Cinema”, Children of The Sea, che mi incuriosisce assai, e di cui parleremo allora, ciao!

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