[ZOATROPIA] I Figli Del Mare (2019) | Misteries Of The Deep

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Disponibilità in Italia: Evento al cinema (2-3-4 Dicembre 2019)

Seguendo Weathering With You, abbiamo il film finale della tranche/stagione 2019 del progetto “Anime Al Cinema”, I Figli Del Mare, tratto dal manga omonimo di Daisuke Igarashi, e diretto da Ayumu Watanabe, meglio noto come regista del film – oltre che dall’adattamento tv – di Uchu Kyodai – Fratelli Nello Spazio, Come Dopo La Pioggia… e un paio di film di Doraemon, da qualche parte si vede pur  iniziare, dopotutto.

Decisamente si presenta benissimo, non solo per il portfolio del regista, ma visto come direttore dell’animazione abbiamo Kenichi Konishi, già dietro La Principessa Splendente e Tokyo Godfathers del mai troppo compianto Satoshi Kon, e con musiche composte da Joe Hisashi, meglio noto come lo storico compositore dello Studio Ghibli, ma anche per diversi film di Takeshi Kitano. Aggiungete a questo il fatto che è animato dallo Studio 4° C, già responsabile del film di Spriggan, Steamboy, Tekkonkinkreet, la trilogia filmica di Berserk, e decisamente lo staff non ha lesinato sull’opera, in lavorazione da ben 5 anni, cosa assai ben rimarcata dal marketing in varie occasioni (com’è prevedibile).

La storia vede una studentessa delle medie, Ruka, in piena fase ribelle, che viene sospesa dalle attività dei club per tutte le vacanze estive, ed annoiandosi da sola, decide di visitare l’acquario dove lavora il padre. Lì incontra uno strano ragazzo di nome Umi, e poi suo fratello Sora (letteralmente “Mare” e “Cielo”), che il padre di Ruka dice sono stati cresciuti dai dugonghi, e rimane affascinata nel vedergli nuotare. Nel frattempo, non troppo lontano dalla banale lotta contro la noia di Ruka in quell’estate così vuota, il mondo è sconvolto dalla scomparsa totale dei pesci dall’oceano, fenomeno a cui i due fratelli sembrano collegati in qualche modo, come – a sua insaputa – Ruka stessa.

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In un certo senso I Figli Del Mare colpisce tutte le note che potreste aspettarvi da un film d’animazione giapponese, con protagonista giovane che è coinvolto in un’esperienza soprannaturale/magica dalla quale matura ed apprende qualcosa, riuscendo a ristabilire un equilibrio personale, e cose simili..

Tutto questo è vero, almeno per quanto riguarda la facciata, il film di Ayumu Watanabe non è tanto sul coming of age, ma usa elementi di esso per trattare la tematica principale, ovvero il rapporto tra uomo e natura, non visto come antagonistico, ma di coesistenza, con l’uomo che tenta di capire senza veri risultati i misteri della natura, qui magnificata nell’oceano come culla di vita dai segreti infiniti e per lo più inscrutabili, con una riuscita e soddisfacente declinazione sci-fi all’elemento soprannaturale/mistico.

Inoltre ha un’ottima atmosfera, anche quando incominciate a scoprire alcune cose in più su Umi e Sora e vari personaggi forniscono una visione più chiara della vicenda, rimane forte la sensazione di ulteriori misteri celati in ancora più profondi recessi, formando un timore riverenziale verso l’oceano come infinita forza primordiale ma senziente, ed il tutto culmina in scene con fortissime visuali, e dove si vede eccome tutto il budget ed il tempo speso nell’animazione, che è davvero ineccepibile. Per nulla togliere agli ottimi disegni dallo stile leggermente ruvido, con dettagli che danno una sensazione di sketch o bozza, e personaggi umani dalle proporzioni più realistiche del solito, ma tendenti ad essere longilinei, ed un ottimo design delle creature marine (balene, dugonghi, etc).

Ed i personaggi stessi hanno una caratterizzazione marcata, convincente ma spesso leggermente ambigua, non solo per Umi e Sora, ma anche per gli adulti, con varie motivazioni per aiutargli o astenersi, e la sceneggiatura è anch’essa ottima, riserva alcune sorprese, e tratta i suoi temi in maniera più matura e distaccata di quanto possa sembrare, senza comode e felici risoluzioni per tutti e tutto, o cinismo gratuito e fuori luogo, ma più in rispettosa constatazione della commistione di reale e misterioso osservata.

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Concludendo, un ottimo film d’animazione nipponica ed un’offerta un po’ diversa dal solito, una che ho preferito al seppur diverso Weathering With You, ma di sicuro c’è stata varietà quest’anno per quanto riguarda la rassegna Anime Al Cinema, e se siete ancora in tempo per vederlo in sala, lo consiglio caldamente.

Spero che non vi capiti di vedere un insegnante idiota portare la classe a vedere questo, credendo nella sua ignoranza che “animazione, quindi va bene per i bimbi” (forse erano piene le sale per Frozen 2, ma portagli a vedere quei film imitazione Pixar/Dreamworks, che costavano pure meno da vedere), una delle peggiori esperienze al cinema che abbia mai avuto. Valsa comunque la pena, ma statevene a casa piuttosto.

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