Recensioni imminenti e non

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Post rapido per ragguagliarvi sul perchè non avete visto di già alcune recensioni sul sito.

La spiegazione breve:  salute vacillante e lavoro più pressante del solito.

Avrò una recensione EXPRESSO di Doctor Sleep appena ho modo, mentre quella di My Name Is Dolemite (che è su Netflix) sarà in inglese sul Wise Cafè International. Cercherò di vedere Motherless Brooklyn, e se ho modo L’Uomo Del Labirinto, ma non è una priorità.

Per Parasite mi sa dovrò fare un salto a Firenze (spero basti, perchè di sicuro non è nelle big catene di cinema qui), e per The Irishman spero non dovrò attendere di vederlo su Netflix il 27 del mese, lo vorrei davvero vedere al cinema, ma alla peggio.

Non avendo visto un Terminator dal… beh, dal 2 (ho memorie parziale del 3, ma non lo conterei come “visto”), ed avendo saltato al cinema anche Genysis qualche anno fa, beh, non aspettatevi una recensione del film quando è ancora “fresco”.

Ed ovviamente qualche recensione di trash o bizzarrie più o meno note, dicembre si avvicina, inesorabile come sempre, d’altronde.

 

[EXPRESSO] Dead Ant (2017) | The Peyote Rock Giant Insect Adventure

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Mostrato in anteprima italiana il 1 novembre al Lucca Comics & Games 2019 (e disponibile dal 2 novembre su Amazon Video, prossimamente su altri servizi di streaming), questo è un film venduto come “il nuovo Sharkenado”…. perchè marketing, che va ammesso ha funzionato, sono qui a parlarne.

Stavolta seguiamo la dimenticata band glam metal fittizia Sonic Grave, che mentre va al “Nochella” – sperando di poter avere una seconda chance – si strafà di peyote speciale datogli dal saggio nativo americano di turno, ed essendo la band composta di totali cazzoni, rompe l’unica regola datagli, il che ovviamente si traduce nel venire attaccati da orde di formiche giganti nel deserto. Immagino sia andata bene non abbiano calpestato scorpioni o qualche animale che non è solitamente un nemico di Earth Defense Force.

Ha un inizio stranamente disperato, con una donna che nei primi 5 minuti vediamo fuggire da un formicone gigante, e pensa bene di togliersi il bikini e poi il sotto per rallentare il bestio, con ovvi risultati. No, non succede nulla del genere nel resto del film, se non altro vedete che gli effetti speciali per le formicone sono tra i migliori…. per questi livelli di produzione e concetto, ho visto molto, molto di peggio.

Ed a mia sorpresa, è decente, molto carino, certo, non è Metalocalypse, Heavy Trip o Deathgasm, come commedia rock-metal non ha nulla di speciale, ma è simpatico, con alcuni momenti divertenti , una sceneggiatura che non tira le cose per le lunghe, e soprattutto un buon cast i cui nomi non dovrete ricercare su IMDB, tra Jake Busey, Sean Astin, Danny Woodburn, con recitazioni al di sopra della media di questi b-movie, sebbene i personaggi siano appositamente una manica di cazzoni, come “richiede” questo cinema di genere.

Punti bonus per il finale con formiche giganti che esplodono per il potere del rock. 🙂

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[EXPRESSO] Scary Stories To Tell In The Dark (2019) | Spooky Apple Candy

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Prima di parlare del film, considerate che in vari cinema era pubblicizzato via piccoli libriccini di racconti dell’orrore per bambini. Non a caso, essendo questo film basato sull’omonima serie di libri per bambini creata da Alvin Schwartz, e diretto da Andre Ovredal, meglio noto per Trollhunter e Autopsy.

Tenete a mente questo, perchè per i fan più navigati del genere, di “spaventoso” ci sarà ben poco, non c’è vero gore, ma merita di essere visto comunque, anche se non ci sono decapitazioni, sacrifici rituali con orgie e/o possessioni.

La premessa è che siamo nel 1968 in un paesino americano, cosa resa ancora più chiara da La Notte Dei Morti Viventi nei drive-in, la chiamata dei giovani per il Vietnam, ed è proprio a Halloween che un gruppo di amici decide di andare nella vecchia casa abbandonata dei Bellocks, sui quali gira la leggenda di Sarah, la figlia ingabbiata che leggeva storie spaventose ai bambini attraverso il muro.

I ragazzi trovano il libro delle storie di Sarah Bellocks, ma presto l’aspirante scrittrice del gruppo (con una collezione invidiabile di poster horror) si accorge che il libro continua a scrivere nuove storie da solo, racconti dell’orrore che colpiscono i suoi amici, ed assieme cercano di capire come sventare che le loro morti vengano pennate, come in un Death Note scritto in diretta da mano invisibile…

Come già detto, se avete visto molti film horror in anni ed anni di cinema, non sarete davvero sorpresi, ma sarebbe molto compiaciuti dal fatto che è un buon film, non è un caso di scusare deficienze con il tipico “è per bambini/ragazzini” (che comunque sono il target principale), perchè gli rispetta, ha una buona atmosfera horror ma giocosa, perfetta per Halloween, personaggi simpatici, ed una varietà di scenari.

E quel mostro bianco obeso è davvero inquietante.

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[EXPRESSO] Finché Morte Non Ci Separi / Ready Or Not (2019) | The Most Dangerous Game

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Grace (Samara Weaving) ha deciso di convolare a nozze con il suo amato Alex (Mark O’Brien), nonostante l’apprensione di lui ed il fare intimidatorio della sua famiglia, i Le Dumas, molto tradizionalisti ed a capo di una dinastia, fondata sul loro impero di giochi da tavola. Quindi per tradizione si riuniscono con il nuovo membro della famiglia, e viene estratto a sorte un gioco, in questo caso nascondino. Quello che Grace non sa è che i Le Dumas prendono la cosa molto sul serio, e si armano di fucili ed asce, in un quella che diventa una caccia all’uomo.

Questo perchè la famiglia è fermamente convinta che se non uccidono il nuovo arrivato entro l’alba, una terribile maledizione gli colpirà. Ma se sopravvive Grace può restare in famiglia, una che ha visto troppe volte un certo film di Irving Pichel e Ernest B. Schoedsack…

É un interessante variazione sul tema della caccia all’uomo, stavolta visto come malsano rituale tradizionale da ricchi, ma è anche molto, molto divertente. I membri della famiglia Le Dumas sono psicopatici e giocano in casa, ma come spesso capita non tutti i parenti sono cime od affidabili, quindi preparatevi per alcuni delle uccisioni più esilaranti – intese in tal senso – che abbia visto in un film da un bel po’.

Ed il film non lesina sul gore, nulla di eccessivo ma non si tira indietro da farsi vedere persone schiacciate in calapranzi o con mani perforate, ed è molto soddisfacente, soprattutto perchè il film bilancia bene i toni e riesce ad avere anche momenti intensi in cui le abilità di sopravvivenza (improvvisate) di Grace vengono messe alla prova, con uno sviluppo che rivela alcune sorprese. Samara Weaving è fantastica, senza nulla togliere all’incredibile cast, specialmente Nicky Guadagni nei panni della vecchia (ed esilarante) zia pazza Helene.

Consigliato!

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Halloween is a-coming

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Scusate se questi giorni non ho avuto nulla qui, vista anche la settimana scorsa abbastanza poco interessante come uscite cinematografiche (avrei fatto Maleficent: Signora Del Male se avessi visto il primo, ho sentito è una uber-trashata, se ho occasione lo recupero più avanti), ma questa sarà tutt’altro discorso.

Ci saranno due nuovi numeri del Grind Cafè R, uno a breve, uno in tempo per Sahmain.

Forse qualche articolo sul Lucca Comics & Games 2019, se ho modo di andare nei giorni di fiera. Vedremo, vedremo.

 

[EXPRESSO] Hole – L’Abisso (2019) | Away With The Faeries

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Dall’Irlanda arriva un film horror che il marketing italiano ha deciso di pubblicizzare come – e cito poster – “il nuovo Babadook”, affermazione superficiale (presa da Screenweek.it) ed errata perchè le similitudini con il film di Jennifer Kent sono coincidentali, e non c’è tentativo di imitazione.

Questo perchè gli elementi in comune tra i due film sono quelli che inevitabilmente “vengono con il territorio” quando il soggetto è sui changeling, creature del folklore europeo, piccoli demoni-fata mutaforma subterranei (e/o boschivi) che si scambiano con i bambini umani per rapirgli. Un tipo di creatura/mostro abbastanza sotto rappresentato nel cinema, specialmente paragonato a zombie e vampiri.

La trama vede una madre, Sarah, trasferirsi con suo figlio Chris in una nuova cittadina per provare a ricominciare da capo lì (implicando di aver lasciato il marito per violenze). Vicino alla loro nuova casa Chris scopre un’enorme buca nel terreno, ed i giorni seguenti la madre nota un cambiamento in Chris, che si comporta in maniera strana – ed inquietante – rispetto al solito. E come a confermare questi timori, è avvicinata dalla vecchia vicina pazza che le ripete ossessiva “non è tuo figlio”, la cui successiva morte nutre ancora di più l’ossessivo, paranoico dubbio che forse quello non sia davvero Chris, ma qualcosa che ha preso il suo posto.

Il film gioca su elementi e temi in un certo senso assai familiari per questo tipo di storia, quindi non aspettatevi grandi sorprese o varianti sul mito del changeling, ma non c’è esattamente una saturazione di esse sul mercato, ed è facile soprassedere a ciò viste le buone recitazioni, la convincente atmosfera, ed in generale un’ottima esecuzione che equilibra bene l’elemento psicologico con quello horror senza cadere nei tipici clichè del “non è reale, lo è, forse, dipende dall’umore in cui è lo sceneggiatore al momento”.

Buon film, consigliato!

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[EXPRESSO] Joker (2019) | Tears Of A Clown

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Sarò schietto: ero già stufo di questo film ancora prima di vederlo, tra il solito “discorso online,” allarmismi su come avrebbe fatto dei VOSTRI figli clown assassini, etc. Ma non mi aveva fatto desistere dal voler vedere il film.

No no, ci ha pensato direttamente il regista Todd Philipps, dicendo “ho fatto questo film perchè non puoi più fare commedie irriverenti”, nello stesso momento in cui Taika Waititi ha diretto un film su un bambino che ha come amico immaginario Hitler. Certo, Todd (nome sfortunato quest’anno), non perchè nessuno si incula più Una Notte Da Leoni, certo.

Da una parte ringrazio il regista per questa spontanea, sincera, rancorosa dichiarazione di intenti, che però non permea nel film… non del tutto almeno.

Origin story slegata da scomode continuità con altri pellicole DC (per vari motivi), il film racconta la graduale trasformazione di Arthur Fleck, un reietto, clown di giorno e commediante fallito di notte, nel perverso e scellerato criminale noto come Joker, che discende sempre più nella sua stessa follia in una malsana e ferale Gotham City.

A mia sorpresa è un film più che decente, sarebbe buono se riuscisse ad essere profondo e/o intelligente come crede di essere, quando in realtà non è poi molto sopra il tipico meme di “we live in a society”, sebbene con del buon dramma, anche se abusa un po’ della conoscenza pregressa del pubblico sui luoghi e personaggi di Batman.

Vale comunque la pena vederlo, se non altro per Joaquin Phoenix, la buona fotografia ed un soundtrack molto ben selezionata.

Solo che NON avrei dato il Leone D’Oro a questo (per favore, dai), immagino si possa mettere assieme al momento in cui decisero di mostrare davvero in festival Dracula 3D.

E no, non assomiglia per nulla al cattivo di Klonoa, molto deluso da ciò.

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[EXPRESSO] Mario Kart Tour iOS | Crusin’ For Cash (AGGIORNATA 3/10/19)

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Devo ammettere che non ero necessariamente scettico (del tutto, almeno) a riguardo di questo nuovo titolo Nintendo per cellulari, nonostante gli ormai dovuti (e ritengo normali) timori.

E la prima impressione è buona, con un ottimo comparto tecnico, performance solida, e controlli touch che funzionano sorprendentemente bene, nonostante il primo acchito non sia perfetta e la scelta di giocare il tutto in modalità “ritratto” (cioè in verticale) un po’ bizzarra. Il gameplay è una versione semplificata di Mario Kart 7, ma una volta presa la mano con la derapata via touch ci si diverte, nonostante il gioco voglia farvi credere che ogni gara sia giocata contro altri giocatori online…. nonostante la presenza delle varie velocità/difficoltà e come nel menu si possa vedere benissimo l’opzione “Più giocatori”, e in rilievo “In Arrivo!”

E non è la sola cosa a mancare, visto come la selezione di piste sia più piccola del previsto, e perlopiù saccheggi in abbondanza i circuiti di Mario Kart 7, assieme ad altri classici, che comunque incomincerete presto a veder riciclati più e più volte, spesso neanche in versione specchio o “X”, cioè modificata con rampe ed ostacoli extra. C’è tipo una singola traccia originale, Veduta di New York. Patetico.

Ma purtroppo quello che a Mario Kart Tour NON manca è la monetizzazione, con i “tentacoli free-to-play” penetrati fino alle radici, visto che ogni circuito ha personaggi, kart e deltaplani che o forniscono più punti o che letteralmente vi permettono di ottenere più oggetti da un cubo ?. Se non avete ticket per ottenere oggetti quando volete durante la corsa. Il tutto non vi impedirà di proseguire o vincere, ma ovviamente mette in vantaggio chi vuole spendere e vi tenterà ad usare il gacha, o magari comprare il cazzo di battle pass disponibile già al lancio.

Lampanti sono le priorità qui. Sigh.

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P.S.: Al momento della pubblicazione mi era sfuggito che la velocità 200cc è esclusiva al pass d’oro (l’equivalente del battle pass), pensavo si potesse sbloccare in altro modo in maniera più lenta via grinding, ma no, è inaccessibile se non paghi. Questo è pure peggio del “solito”, quindi ho abbassato il voto da “Americano” a “Fondo Di Caffè”, il più basso possibile per EXPRESSO.