[EXPRESSO] Jumanji: The Next Level (2019) | New Game Plus

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Vidi il precedente film in anteprima 2 anni fa, lo trovai abbastanza dimenticabile, ma era carino, forse leggermente meglio di quanto gli diedi credito al tempo, nulla di incredibile, ma per un reboot/remake di Jumanji, non fu brutto o poi così distante dall’originale come potreste immaginare.

Nonostante il finale di Jumanji: Welcome To The Jungle fosse abbastanza definitivo, fece diversi soldi, quindi ecco un seguito di quella che probabilmente diverrà una trilogia o serie, il che non è necessariamente un male, visto le numerose opportunità offerte dal setup.

La storia è che i ragazzi protagonisti del primo Jumanji si stanno per radunare, ma al contrario degli altri la cui esperienza dentro il gioco gli ha permesso di superare i loro problemi personali, Spencer non ha superato del tutto i suoi, e decide di recuperare la cartuccia per provare a ripararla e tornare ad essere il Dr. Bravestone, ma è accidentalmente risucchiato nel gioco, i suoi amici entrano per salvarlo, per sbaglio assieme al nonno di Spencer ed il suo amico ottuagenario Milo, catapultati in una Jumanji diversa da come se lo ricordavano, con una nuova storia, scenari, una nuova avventura praticamente.

Una che – cosa inattesa – si merita pienamente il sottotitolo, visto che è un marcato miglioramento rispetto al precedente. Sì, stranamente la formula è variata in buona maniera con l’introduzione di vegliardi negli avatar di gioco (creando l’ibrido Devito- The Rock), con il tipo di comicità che ne consegue, ed anche se alcune battute sono ripetute più del dovuto, il film approfitta dei nuovi personaggi (e del non dover rispiegare tutto da capo) per migliori e più numerose scene d’azione, una maggiore varietà di scenari ed anche del decente dramma, il film riesce a meritarsi i suoi momenti emotivi, gli va riconosciuto.

Ancora nulla di incredibile, ma assai divertente.

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We wished to wish a Merry Black Christmas to you

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Mi aspettavo di avere una recensione del nuovo remake di Black Christmas (rivisitato quello del 2006 di recente, btw) online entro i prossimi tre giorni, ma nonostante sia tecnicamente uscito il 12 dicembre in Italia, chiaramente non è stato una priorità della distribuzione cinematografica, visto che – almeno secondo Coming Soon – non lo stanno proiettando proprio nella mia regione.

Ed abito ad un tiro di schioppo da Firenze, quindi considerato questo e le prime opinioni dall’america, mi sa che hanno di avere una mezza cagata tra le mani, il che non spiega comunque nulla, presumo sia più difficile da vendere rispetto a Slender Man o The Midnight Man, vista poi la poca notorietà del titolo Black Christmas al “grande pubblico” italiano.

Quindi non aspettatevi una recensione EXPRESSO di Black Christmas 2019, a meno colpi di scena dell’ultimo secondo…. che ormai dubito accadano, visto come non l’hanno pubblicizzato per niente, non ho visto manco un trailer, online od al cinema, nulla.

Fossi in voi andrei sul sicuro e vedrei/rivedrei l’originale Black Christmas del 1974, nel dubbio.

[EXPRESSO] Child’s Play/La Bambola Assassina (2019) | Best Buddi

La Bambola Assassina 2019 locandina

Non sono affatto un esperto della serie Child’s Play, la conosco solo superficialmente, mai attirato tanto, non trovo bambole e similia particolarmente spaventose. Ma rimasi sorpreso dall’annuncio di un remake, per una serie semplicemente creata e continuata da Don Mancini con seguiti diretti dal 1988. Almeno fino ad ora, con questo remake voluto solo dagli studios, e con Lars Klevberg (Polaroid) alla regia.

Un remake non necessario, che ultimamente condivide con il film originale solo il nome e l’eponima bambola assassino, ma per il resto è una cosa a parte, con setting moderno e la bambola in realtà un robot da compagnia chiamato “Buddi”, che mantiene il design da “bambolotto pel di carota e salopette” di Chucky, ma è hi-tech, pure dotato di un’IA adattativa che gli permette di apprendere per meglio svolgere le sue funzioni da “miglior amico”.

Peccato che uno di questi Buddi sia “difettato”, e finisca nelle mani di un bambino solitario che si è appena trasferito con la sua giovanissima madre single in un nuovo quartiere, che si affeziona a Chucky ma si ritrova a dover cercare di fermarlo quando sviluppa una natura violenta ed apprende fin troppo.

Quindi immaginatevi la mia sorpresa nel vederlo e scoprire che è un buon slasher in sé, sicuramente più di quanto mi aspettavo, visto il concetto un po’ stupidotto di suo con cui deve lavorare (e l’inizio è stupido, sotto più aspetti), ma la sceneggiatura è più che decente, il gore buono, i personaggi gradevoli e comprensibili, e vengono sfruttati gli elementi tecnologici moderni della bambola/robot per renderla più credibile come killer minaccioso, visto il tono generalmente più serio del previsto.

Nulla di incredibile od originale, ma preso per quello che è intrattiene molto bene, e scorre fluido nonostante le quasi due ore di durata. Assai soddisfacente, sebbene “apocrifo”.

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Godzilla II: King Of The Monsters (2019) [RECENSIONE] | Here Goes Tokyo ♫

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Con il MonsterVerse in pieno swing, questo seguito del reboot del 2014 aveva con sé diverse aspettative, se non altro il fatto che ci sarebbero stati più mostri del franchise, e presumibilmente più combattimenti tra mostri, una delle critiche più pungenti fatte al reboot di Gareth Edwards, una scelta di regia interessante, ma in retrospettiva non una perfettamente in linea con le aspettative/desideri di molti fan di Godzilla.

Quindi con queste premesse e Michael Dougherty (amato per film di culto come Trick R’ Treat e Krampus – Il Natale Non è Sempre Natale) alla regia del seguito, aveva senso aspettarsi qualcosa di più incentrato sui mostri e più “B-movie”, ma molto più godibile, e con i vari trailer (e poi poster) che rivelarono la presenza di iconici mostri avversari e/o alleati del Big G, come Mothra, Rodan, ed ovviamente la nemesi per eccellenza di Godzilla, King Ghidorah, beh, fremevo all’idea di un nuovo film di Godzilla al cinema.

Ancor più quando apparve la cover di “Godzilla” dei Blue Oyster Cult, curata da Bear McCreary e cantata da Serj Tankian (meglio noto come cantante e frontman dei System Of A Down), non mi aspettavo di sentire una cover del genere. Bizzarro, ma graditissimo.

Btw, Legendary, per favore, trova un modo di inserire Gamera nel Monsterverse, sarei felicissimo di vedere il tartarugone con propulsori darsele, dopo che l’ottava meraviglia del mondo avrà il suo turno l’anno prossimo con King Kong VS Godzilla. Continua a leggere

KAIJU A-GO-GO #5: Godzilla (2014)

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Anno: 2014
Regia: Gareth Edwards
Sceneggiatura: Max Borenstein
Durata: 1 ora 56 minuti
Titolo Originale: Godzilla
Titolo Internazionale: Godzilla, Godzilla 2014 (colloquiale)
Disponibilità In Italia: DVD, Blu-Ray, Netflix

Per il 60 ° anniversario della serie, Legendary decise di riportare sul grande schermo il Big G, che non si vedeva da Godzilla Final Wars, uscito un decennio prima, quindi il momento era giusto per tentare un altro reboot di Godzilla fatto in america, stavolta con l’idea di creare un universo condiviso di mostri, il MonsterVerse, cosa di cui al tempo non mi curavo. Era sempre lo stesso anno in cui l’Universal fece il primo (ma non ultimo) tentativo fallimentare di lanciare il suo Dark Universe, su cui è meglio telare, per pietà. Continua a leggere

KAIJU A-GO-GO #4: Godzilla (1998)

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Anno: 1998
Regia: Roland Emmerich
Sceneggiatura: Dean Devlin, Roland Emmerich
Durata: 2 ore 4 minuti
Titolo Originale: Godzilla
Titolo Internazionale: Godzilla, Godzilla 1998 (colloquiale)
Disponibilità In Italia: DVD, Blu-Ray, Netflix (rimosso)

Sì, davvero. È venuto il momento di rivisitare la pecora nera del franchise. Continua a leggere

[EXPRESSO] Hellboy (2019) | Bloody Good Fun

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Lasciando da parte l’ossessione (perchè questa è, un’ossessione delirante) per le medie di voti su siti aggregatori che avvolge la comunità cinematografica – e non solo – , questo nuovo film di Hellboy non era partito esattamente sotto un benevolo astro, in quanto il molto atteso Hellboy 3 di Guillermo Del Toro… non accadde, e fu scelta la via del reboot, diretto da Neill Marshall, regista di The Descent, Dog Soldiers, ed anche del segmento Bad Seed nell’antologico Tales Of Halloween.

La premessa generale ricalca quella del fumetto (e quindi anche dei film di Del Toro), raccontando di Hellboy, un bambino-demone dalla pelle rossa e mano di pietra, evocato da un rituale occulto (frutto di nazisti occulti e Grigori Rasputin) su un’isola fuori dalla costa della Scozia, che viene allevato dal professor Bruttenholm, e diventa adulto, lavorando alla B.R.P.D, l’Agenzia Per La Difesa E Sviluppo Del Paranormale, combattendo mostri e creature che minacciano l’umanità.

Ci sono molte differenze nella storia e personaggi, come il fatto che stavolta Hellboy (qui molto più cazzone e sarcastico) e soci devono combattere Nimue (interpretata da Milla Jovovich), una strega immortale dell’epoca di Re Artù che è ritornata per vendicarsi della razza umana, sterminandola per far popolare la Terra ai mostri e creature delle tenebre.

Dal trailer mi aspettavo una versione più cazzona di Hellboy (rispetto ai film di Del Toro e non), meno sofisticata e con più enfasi sul gore ed umorismo…. e questo il nuovo Hellboy è. Il che non è affatto un problema, perchè è sì un film cazzone, non perfetto, ma assai assai divertente, pieno di godibile gore (che mischia effetti speciali pratici e digitali assai bene… quasi sempre), azione soddisfacente, creature mostruose dall’ottimo design, e gradevoli personaggi.

Bonus per la presenza di Rob Lucci, molto gentile da parte di Oda.

Ben venga il seguito! 🙂

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