PRIMACREMA #11: La Sirena Cannibale

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Cosa: Volume 1 (J-Pop)
Dove: Fumetterie e negozi online
Potenziale: 2/5

I buoni amici vanno giù che è un piacere.

Era è una principessa sirena che vive allegra in fondo al mar (con il consenso della Disney, presumo) con i suoi amici pesci, ma quando Katsuo (un tonno striato con un muso comicamente umano) viene pescato, lei decide di andargli a dare l’ultimo saluto ad un ristorante di sushi, ma è convinta a mangiarlo da uno dei cuochi. E come si dice, un cannibalismo tira l’altro, con Era che è armata di buone intenzioni ma approfitta di vari incidenti che accadono a sue conoscenze per andarsele a mangiare dopo, mossa da un gusto perverso per il pasto proibito ma anche continuamente afflitta dalle sue azioni.

Beh, di sicuro non ci sono molti manga sul cannibalismo, ancor meno che NON sono horror. Il tutto è impostato come una commedia nera, con i pesci che sono disegnati in maniera buffa e/o parzialmente antropomorfizzati, con occhiali da sole, espressioni umane ed altri oggetti, come il pesce con il respiratore che è un ovvio riferimento ad Immortan Joe di Mad Max (chiamato appunto “Immortan Bro”), quando non ci sono cose come il Gillman di Creature From The Black Lagoon (ricreato con incredibile somiglianza alle fattezze nei film Universal, non in forma caricaturale) che scende nel mare a ricevere la paghetta di fine anno come tutti gli altri pesci. XD

Ma oltre le citazioni varie, c’è il fatto che la premessa rischia di diventare molto mononota, anche se nell’ultimo capitolo la storia prende una piega inaspettata con risvolti interessanti quanto clichè è il modo in cui lo fa. C’è del potenziale qui (ed è buffo vedere i ritratti funebri dei pesci nella stanza di Era, devo ammettere), ma in questo primo volume non è espresso, visto quanto la premessa generale è reiterata senza grosso sviluppo del personaggio di Era, che si strugge davvero per quello che fa, ma allo stesso tempo non è stata davvero forzata a mangiare il primo amico pesce.

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Almeno il personaggio stesso non si autogiustifica completamente e sa di fare qualcosa di orrendo, ma è proprio al principio che questa idea sembra forzata nell’esecuzione, anche se su carta era buona, ed originale, devo riconoscere. Forse i successivi capitoli/volumi riusciranno a fare qualcosa con il tutto, a portare la trama verso uno sviluppo interessante, ma ho come l’impressione che il tutto non si muoverà mai davvero oltre quanto mostrato nel primo volume di un manga che sembra essere più premessa che altro, più titolo e presentazione che concetto pensato bene.

Felice di essere smentito più avanti, ma sembra più un’idea messa in atto prima che si fosse sviluppata in qualsiasi forma, uno dei quei film costruiti su un singolo sketch (neanche particolarmente brillante) e/o personaggio che funzionava in quel contesto, ma non necessariamente in altri. Mah. Vedremo.

Retrospettiva Appleseed [FINE] (Classifica bonus inside!)

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Eccoci giunti alla fine della mia retrospettiva su Appleseed ed i suoi adattamenti animati, ma – come già detto nell’intro – non è onnicomprensiva, visto che il franchise comprende anche alcuni videogame mai rilasciati fuori dal giappone, due art/databook che includono anche storie extra (che nel frattempo ho recuperato in versione import), due film compilation derivati da Appleseed XIII, ed anche un adattamento manga di Appleseed Alpha, di cui non ero a conoscenza ad inizio retrospettiva, e che pare sia stato localizzato in inglese ma solo in forma digitale. Parleremo anche di essi, tranquilli!

Sebbene alcuni dei film abbiano aiutato a far conoscere il nome “Appleseed” oltre il manga, non è difficile vedere perchè questi adattamenti non abbiano mai attirato grande attenzione verso l’opera originale, tra problemi derivanti dal budget e formato, registi più interessati al lato action della serie (anche a discapito di personaggi ben caratterizzati) che alle tematiche filosofico, politiche, e sceneggiature orrende (sì, sto guardando te, Appleseed XIII).

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È una sfortunata conseguenza dell’aver voluto trattare ogni nuova opera come un reboot a sè stante, ed il semplice fatto che nessuno di essi è riuscito davvero a catturare lo spirito del manga, od a fare qualcosa di diverso ma degno di nota nel solco dell’opera originale. Il che non significa dobbiate evitare i film basati su Appleseed (ho detto i film, badate bene), che alla peggio sono decenti, buoni alla meglio, quindi vi saluto con una piccola classifica personale!

Classifica Adattamenti Animati di Appleseed

1. Appleseed: Ex Machina (2007)

2. Appleseed (2004)

3. Appleseed Alpha (2014)

4. Appleseed: Urban Combat In The City of Dreams (1988)

5. Appleseed XIII (2011)

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Ci si legge a breve per una nuova retrospettiva “tartastica”!

Appleseed (manga) [RECENSIONE] | Cyberpolice Of the Gods

Appleseed manga

Prima che la sua fama fiorisse del tutto e portasse a vedere il suo Ghost In The Shell adattato per il grande schermo dal maestro Mamoru Oshii (che ne fece un suo film in tutto e per tutto), ovviamente Shirow Masamune (nome d’arte di Masanori Ota) aveva lavorato ad altre opere, come Dominion: Tank Police, ma quella più ricordata è spesso Appleseed, arrivata due anni dopo l’opera di debutto di Shirow (Black Magic, 1983), ma prima di Ghost In The Shell o di Orion.

Fu l’opera che lanciò davvero la carriera di Shirow/Ota, con ottime vendite e la vincita del “Premio Seiun” del 1986 come “Miglior manga”, e questo quando ancora la serie non era conclusa, visto che fu scritta e disegnata dal 1985 al 1989, divisa in 4 enormi volumi, pubblicati prima dalla Granata Press, e poi in versione rivista, corretta e ginormica dalla fu D/Books.

Ed anche se tecnicamente Shirow Masamune non ha escluso che potrebbe farne un quinto, la considererò come conclusa (come già spiegato nell’intro alla retrospettiva), per il lasso di tempo trascorso dal 1989 che altro, ed anche tenendo di conto a cosa si è dedicato dopo Ghost In The Shell 1.5: Human-Error Processor, ovvero ideando e scrivendo (ma non disegnando) una serie chiamata Pandora In The Crimson Shell: Ghost Urn, che a giudicare dalle illustrazioni di Koshi Rikudo… è preoccupante.

Quello e tonnellate di erotica, spesso raccolta sotto una serie chiamata Galgrease, il che già da solo dice molto, ma non è troppo sorprendente, a ben pensarci. Continua a leggere

PRIMACREMA #10: Vita Da Slime (manga)

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Cosa: Volume 1 (Star Comics)

Dove: Fumetterie e negozi online

Potenziale: 1/5

Sono felice che Kadokawa l’anno scorso abbia praticamente dovuto “bannare” l’isekai (ovvero mondi alternativi spesso fantasy e/o con regole da gdr in cui finiscono i protagonisti) per contenere il dilagare del trend, ma doveva farlo prima, visto che questa tendenza è stata brutalmente saturata quasi subito, al punto che leggendo la sinossi di Vita Da Slime mi sono dovuto chiedere quando esattamente uscì questo in patria, visto che la premessa è uguale a I’m A Spider Now, So What, solo che qui è uno slime invece di un ragno, e c’è un po’ più di preambolo prima di venire buttati nel mondo fantasy.

Per il resto, è la solita identica storia: personaggio insoddisfatto della sua vita reale muore e si trova trasformato/reincarnato in un mostro da gdr assai debole, e deve sopravvivere, salire di livello ed acquisire altre abilità oltre quelle basi per cercare di sopravvivere da pericoli come mostri, avventurieri. Ovviamente ci sono dei caveat, perchè uno slime in sé non è esattamente fortissimo, quindi per rendere il tutto papabile per il protagonista, questo ottiene subito due abilità utilissime, ovvero poter ottenere conoscenza semplicemente desiderandola, e rubare le abilità agli avversari. Continua a leggere

PRIMACREMA # 6: Arte (manga)

ARTE manga cover

Cosa: Volumi 1 e 2 (Planet Manga)
Dove: Fumetteria e negozi online
Potenziale: 3/5

Essendo toscano, un buon modo per attirare la mia attenzione è fare qualcosa sul Rinascimento, quindi potete scommetterci che Arte di Kei Ohkubo mi ha incuriosito fin da quanto lo vidi apparire su Anteprima (un mensile specializzato sulle uscite imminenti di fumetti e gadget). XVI Secolo, Firenze in pieno rinascimento, ok, andiamo!

Arte racconta la storia di… Arte, una giovane nata in una famiglia aristocratica di Firenze, ma che per l’amore della pittura si lascia le proprie origini nobili alle spalle, e riesce a farsi prendere come apprendista nella bottega del pittore Leo. Come presto scopre, il Rinascimento è meraviglioso… se sei nobile. Ed uomo. Altrimenti ti devi mangiare tanto polifosfato organico, specialmente sei donna, perchè anche le botteghe artistiche sono posti in cui le donne non sono benvenute, e tali ambizioni sono viste come scomode ed inappropiate.

È una tipica storia di formazione, con Arte che spinge con forza, fa sacrifici e fatiche per realizzare il suo sogno, anche se dovrà sudare molto più sangue per farsi spazio in una società che non la vuole considerare degna. Il messaggio appare subito ovvio, ma il manga evita di risultare troppo idealizzato visto che non dipinge lo sforzo di Arte come una questione di “basta volerlo” né come una questione di “basta impegnarsi al massimo”, e non svicola da affrontare questioni “spinose” come le cortigiane, il ghetto e dettagli non propriamenti nobili della società di allora.

Ed lo sfondo storico scelto è molto bello, riconfermando la tradizione di città e periodi storici italiani rese con cura ed amore da fumettisti nipponici, come Kozue Amano replicò la Venezia per il suo ARIA (uno dei miei preferiti, tra l’altro).

Non esattamente il manga più progressivo del mondo (non che mi aspettassi lo fosse), ma comunque una gradevole ed interessante lettura, con personaggi gradevoli ma non simplicistici, buoni disegni, che consiglio se amate il periodo storico e la Firenze di allora (filtrata dall’idealizzazione a postumi, ma comunque affascinante).

Preview Of Upcoming Attractions: APRILE 2018 (AGGIORNATO)

anteprima wise cafe aprile 2018

Siccome questo mese mi sono scordato di mettere la “preview” prima del mese di cui voleva essere anteprima, per questa volta farò una semplice listina di cosa ci sarà sul blog nel resto del mese.

-La recensione EXPRESSO di “A Quiet Place (2018)

-la recensione EXPRESSO di “Rampage” (2018)

-un numero Zoatropia su “Fate/Apocrypha” (preparate i vostri derriere)

-un nuovo numero di Primacrema su un manga

-la recensione estesa di Ninja Terminator (che segue quella di Golden Ninja Warrior)

-recensione EXPRESSO di Avengers Infinity War (2018)

Questi sono gli articoli che ci saranno sicuramente, ma non escludo qualche recensione EXPRESSO in più, se capita l’occasione.

EDIT del 20/04/2018: La recensione di The Killing Of A Sacred Deer (uscito nel 2017, dal regista di The Lobster, Yorghos Lanthimos) dovrò rimandarla al 3 maggio causa impegni con l’altro lavoro, al suo posto ci sarà la recensione EXPRESSO di Avengers Infinity War.

 

PRIMACREMA #5: Drifters (manga)

Drifters volume 1 jpop

Cosa: Volume 1 (JPOP)
Dove: Fumetterie e negozi online
Potenziale: 3/5

Dopo averci donato quel capolavoro di follia demente di Hellsing, Kohta Hirano si decidò ad una nuova serie, Drifters, iniziata nel 2009 ed ancora in pubblicazione. E la J-Pop la pubblica da aprile 2012, quindi di fresco c’è poco, ma vi ricordo che questa rubrica di prime impressioni non è SOLO per serie recenti, ed onestamente venni a conoscenza di Drifters solo nel 2017, quando vidi apparire su VVVVID la serie animata.

Per questa serie Hirano si è praticamente deciso nel fare il suo “Fate/Stay Night”, nel senso che con il successo di F/GO (e del franchise Fate in generale), è molto popolare l’idea di riunire varie personalità storiche e farle combattere tra di loro, e stavolta la storia/recipiente è quella di una guerra combattuta da due fazioni, i Drifters e gli Ends, comandati da figuri misteriosi che viaggiano nel tempo e prendono i loro guerrieri, come Toyohisa Shimazu, famoso comandante del clan Shimazu durante il periodo degli Stati Belligeranti, portato via dalla battaglia di Sekigahara (A. D. 1600) dove aveva combattuto fino alla morte, e trasportato in mondo fantasy con elfi, orchi, draghi.

Oltre ad altri eroi e personalità storiche saccheggiate dalle due fazioni, se c’è Toyohisa Shimazu perchè non avere anche Annibale, Scipione, Oda Nobunaga, e tanti altri di cui quasi sicuramente dovrete leggere le note di fine volume per sapere chi sono (o per capire certi riferimenti e battute che non comprendo perchè non vivo in Giappone)? Nel caso non fosse ovvio abbastanza da dove viene l’ispirazione, c’è pure Giovanna D’Arco (e sì, è come pensiate che Hirano possa fare la Pulzella d’Orleans), il Mucchio Selvaggio, anche Anastasija Romanova, la quarta figlia dello zar Nicola II, che ovviamente ha poteri congelanti, perchè no?

Drifters manga annibale e scipione

Annibale e Scipione a litigare come vecchi scorreggioni.

Come potete aspettarvi dall’autore di Hellsing, anche Drifters è altamente stilizzato (e lo stile di Hirano è uno dei più distintivi, anche da dettagli come gli occhi), con tavole ultraviolente e curate nei dettagli, il suo tipico uso delle mezze ombre, ed il suo umorismo che a volte funziona, altre è…. imbarazzante, ma è facile passarci sopra ed in questo primo volume la parte peggiore di esso è tutta nella post-fazione.

Il primo volume non perde tempo a darvi il poco contesto che serve per buttarvi nell’azione senza essere del tutto all’oscuro su cosa diavolo stia succedendo, ed è decisamente qualcosa che i fan di Hellsing dovrebbero leggere o vedere (il primo episodio dell’anime non era male), anche se non so a quanti sarà sfuggita questa serie. Non che abbiate davvero bisogni di qualcuno che vi dica più di “dall’autore di Hellsing”. 🙂