[EXPRESSO] Brightburn (2019) | Liquid, Liquid Evil

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Non prevedevo una recensione di questo, ma eccoci qua.

Perchè mi trovo concorde con gran parte della critica, questo film (scritto da Brian e Mark Gunn, e prodotto da James Gunn) ha un ottimo concept, ma è frustrante vedere come non ci sia molto altro a “tirare” il film oltre l’idea di fondo. E quella di un film con supereroi horror è un’idea fantastica, non del tutto nuova (dal poco che so per osmosi dei fumetti americani), ma di sicuro è nuova per il cinema, visto che The New Mutants è ancora in pieno development hell, chissà quando (o se, o come) ne uscirà.

La premessa è che una navicella aliena si schianta vicino una fattoria di Brightburn, Kansas, e la coppia con problemi di fertilità trova un bambino dentro la navicella, chiamandolo Brandon e decidendo di crescerlo come loro figlio (come in Superman). Quando però Brandon incomincia a sentire i primi accenni di pubertà, si sente attratto da qualcosa sigillato nel fienile, scopre di avere superpoteri, ed incomincia ad usargli per vendicarsi di chiunque osi contraddirlo o sfidarlo, uccidendolo con estrema brutalità e lasciando una criptica firma sulle scene del crimine (che è pressappoco identica al Marchio Sacrificale di Berserk).

Il problema non è una cattiva esecuzione, il promettere horror e poi non mostrare le parti truculente (che ci sono eccome), od anche il finale, è che…. una volta letta anche una striminzita sinossi, saprete esattamente cosa succederà. Non necessariamente un male se l’esecuzione è buona, ed è buona (le recitazioni pure), ma non c’è nessuna sorpresa, nessun altro elemento extra, quando magari poteva/doveva esserci, e perciò diventa frustrante dover constatare come il film non sfrutti appieno il potenziale insito nel concept.

Ciònonostante, un film più che decente, meritevole di almeno un’occhiata, anche se non inizierà un nuovo trend.

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[ZOATROPIA] My Hero Academia: Two Heroes (2018) | Gojira Smash!

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Disponibilità in Italia: Evento al cinema 23-24 Marzo 2019 (replica 30 e 31 marzo) Continua a leggere

[EXPRESSO] Copperman (2019) | Lo Chiamavano Emilio Robot

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“Film di supereroi italiano”. Se non siete già scappati, sì, non ero particolarmente fiducioso verso Copperman, nonostante ci siano eccezioni alla “regola” come Lo Chiamavano Jeeg Robot, ma – appunto – eccezioni.

Anselmo è un adulto con una disabilità mentale che si porta fino da bambino, e vive con la madre, che le raccontò anni fa di come il padre fosse assente perchè era un supereroe in missione, inavvertitamente creando in lui (che non ha mai questionato la cosa per ovvi motivi) il desiderio di diventare un supereroe a sua volta.

Difatti quando torna dal lavoro di assistente nell’istituto di sanità mentale della sua città (abitato da… pittoreschi pazienti), torna a casa e di nascosto indossa una tuta da supereroe fatta con rame e vari aggeggi, girando in città di notte per combattere crimini come Copperman. Ma il passato (come spesso fa) ritorna in maniere inaspettate per Anselmo ed il suo alter ego.

Quello di Eros Puglielli è un film migliore di quanto mi aspettavo, con dei solidi momenti drammatici, anche alcune scene assai divertenti derivanti dallo status mentale di Anselmo (ritardato, ma non scemo), che fa anche da voce narrante, offrendo la sua prospettiva innocente, sincera, che conserva nonostante capisca che il mondo reale non sia così semplice.

L’unica cosa che mi impedisce di definirlo un buon film è che (oltre ad alcuni momenti comici così gigioneschi da divenire insopportabili) Copperman sembra sentirsi in dover di fare clichè dei super hero movies, anche quando non hanno senso (o rendono meno importanti scene precedenti) in questo contesto per lo più realistico, dove alcune cose serie sono un po’ troppo serie, ed altre più giocose un po’ troppo stravaganti, quasi come per compiacere i bambini a cui questo film non è chiaramente indirizzato.

Degno comunque di un’occhiata!

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[EXPRESSO] The Incredibles 2 (2018) | Supah Sixties

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Dopo 14 anni di attesa, è bello vedere la Pixar tornare sulla amata famiglia di supereroi, dopo aver fatto dei film-pubblicità per la linea di giocattoli di macchinine (e non viceversa).. ed averci dato film come Ratatouille, Wall-E, Up e più recentemente l’ottimo Coco.

Brad Bird ritorna alla regia (e sceneggiatura), con la storia che vede Helen Parr scelta come faccia di una campagna pro-supereroi (sempre illegali) come professione, Bob a dover fare un normale padre di famiglia, badando alla casa ed ai figli, tra i quali il più giovane (Jack Jack) che mostra i primi segni di superpoteri. Ma ovviamente le cose non vanno come previsto, con un nuovo villain che ha un piano malvagio con la solita distruzione totale compresa.

Quindi tocca ai “legalmente diversi dai Fantastici 4” salvare il giorno, con l’aiuto del vecchio amico di famiglia Siberius.

Sebbene non enorme nel “gran disegno delle cose”, un divario di 14 anni è meno notabile del previsto, sia perchè la famiglia di supereroi è – anche ora – un concept unico, sia perchè il mondo degli Incredibili è uno strano mix di moderno e retrò, con treni gravitazionali, microcamere in HD, ma anche reporter che usano macchine fotografiche meccaniche, come in una visione cinematografica degli anni 60, cosa resa più chiara da cose come brevi clip di Johnny Quest alla tv.

E soprattutto dal cattivo, l’Ipnotizzaschermi, non che possa avere senso anche oggi, ma sembra qualcosa che già ad inizi 2000 aveva un tocco retrò, ora ancora più. Questo è il problema maggiore del film, un villain non eccelso, ma ciò nonostante la dinamica familiare è ottima come sempre, i personaggi (con i memorabili design di Bird) scritti benissimo, e c’è un fantastico equilibrio tra momenti comici, emotivi e superbe scene d’azione. Pixar in ottima, ottima forma, consigliato.

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P.S.: molto bello anche il corto “Bao” mostrato prima del film (come da tradizione per la Pixar).

[EXPRESSO] Psychokinesis (2018) | Korean Numbers

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Se vi sentite affaticati dall’offerta Marvel, il film di Yeon Sang-ho (regista dell’acclamato Train To Busan) è quello che cercate, visto che è un’interessante e riuscita variazione del superhero movie, uscito pochi mesi fa in Sud Corea ed ora disponibile sottotitolato su Netflix.

Il nostro protagonista è un padre di famiglia goffo e codardo che non vede la figlia da anni, vive da straccione, rubacchiando al lavoro, e che casualmente acquisisce il potere delle psicocinesi da un meteorite. Con questa abilità vuole aiutare la figlia a non perdere la sua attività e la sua casa, minacciate da deliquenti al soldo di una ditta edile che vuole scasare gli abitanti del quartiere per “riqualificarlo” senza risarcirgli, e non ha particolari scrupoli a farlo usando anche la polizia.

Ho visto alcuni paragoni con Lo Chiamavano Jeeg Robot, il che non è del tutto sbagliato, ma mi aspetto troppo da utenti Netflix che usano la parola “remake” a sproposito. Certo, anche qui abbiamo un supereroe per caso che usa il suo potere per sè invece di salvare il mondo, ma le similitudini finiscono qui, visto che questa è più una commedia invece di una storia di mafia italiana con Go Nagai, sebbene non disdegni affatto di toccare argomenti come la corruzione e la repressione da parte dello stato e di corporazioni, anzi.

Ha alcuni problemi, come il fatto che ad alcuni personaggi (come il “cattivo” di turno) è dato poco spazio, alcune sottotrame minori sono risolte in fretta o dimenticate, e quasi tutta l’azione stile “Tetsuo” sia nel terzo atto.

Ciònonostante, è un buon film, con buoni attori, dei gradevoli personaggi, e delle decenti scene d’azione con dei buoni effetti speciali (non aspettatevi la Industrial Lights & Magic, però), che tocca delle tematiche raramente affrontate in maniera realistica in un film del genere.

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