GRIND CAFE R #2: The Pyramid (2014)

The Pyramid 2014 locandina usa.jpg

Anno: 2014
Nazione: Stati Uniti
Durata: 1 ora e 29 minuti
Regia: Grégory Levasseur

REWRITE PARZIALE (Recensione originaria)

No, non la francamente ignota antologia horror italiana casualmente chiamata anch’essa The Pyramid (al momento priva pure di pagina Wikipedia), che precede giusto di un anno questo film found footage del 2014, uno che su carta sembrava avere qualche chance.

Nome corto, diretto, al punto, prodotto da Alexandre Aja (Furia, Piranha 3D, Horns, il remake di Maniac, Crawl) e diretto da Grégory Levasseur, in più di un’occasione sceneggiatore assieme a Aja stesso nei suoi film, e qui al suo debutto come regista.

E non sono troppo sorpreso che da allora Levasseur non abbia più fatto nulla di rilevante, se non co-produrre Crawl quest’anno, ed essere creditato nei ringraziamenti speciali del corto ¡Matalos! di Benji Carver, almeno secondo IMDB.

La Piramide ha una premessa molto semplice: un gruppo di archeologi e documentaristi è in Egitto per l’inaspettata scoperta di una piramide a tre punte molto più antica delle altre, ma una volta arrivati lì, gli viene detto di non entrare per nessun motivo lì. Ma ovviamente la logica del “mamma ha detto no” vince inesorabile, ed i nostri idioti entrano nella piramide, che oltre ad essere piena di aria malsana (per ovvi motivi, mancanza di finestre in primis) è anche abitata da qualcosa che segue il gruppo nelle ombre….

Avete sentito una sinapsi simile? Sicuramente. Molte volte.

The Pyramid 2014 leave tutankhamen in peace.jpg

E prima di andare oltre, voglio sia noto che onestamente “odio” i film in stile found footage. Ho provato più volte a cercare di capire l’attrattiva, ma anche capitone i meccanismi, non l’ho mai sentita in nessun modo. Ci ho provato. Non che importi, perchè ritengo robaccia come The Pyramid possa unirci nell’odio verso film brutti, lentissimi E noiosi, la profana trinità dell’appassionato di cinema, che come il sottoscritto 4 anni fa andò al cinema sperando di non beccare una pila di scarto di scarabeo.

Almeno si creò un momento di cameratismo con le altre quattro persone in sala, uniti nel prendere per il culo ed incominciare a ridere del film per non sprofondare nella noia, per cercare di spremere un po’ di divertimento da qualcosa di irrimediabilmente atroce, lento ed inguardabile, in certi frangenti letteralmente, con almeno 1 minuto a diritto di totale oscurità, schermo nero come un vinile degli Spinal Tap.

L’oscurità – per vari motivi – è un elemento essenziale del cinema dell’orrore, ma The Pyramid commette l’errore madornale di non capire perchè funziona, solo che è un film horror, quindi “buio”, come uno dei fin troppi giochi horror in prima persona che hanno una comprensione infantile del genere. Totale oscurità non è spaventosa, è dolorosa per gli alluci e pollici sbattuti nell’anta del mobile nella questua di uno spuntino di tarda notte: è una rottura di balle, non terrore o atmosfera.

Questo è già un’enorme problema, ma sia chiaro, il film sarebbe comunque pessimo senza l’impostazione found footage. Se c’è un clichè in questo genere, è quasi sicuramente anche qui, e non i clichè comunque divertenti – magari -, gli altri, quelli che vi fanno tirare ortaggi allo schermo. E che film di merda sarebbe senza personaggi insulsi, dialoghi pessimi ed involontariamente comici (specialmente per attori che decidono di esagerare con la recitazione, che sorpresa)?

The Pyramid 2014 not a screenshot, but.jpg

Questo NON è uno screnshot del film, ma potrebbe facilmente esserlo.

Ma anche essi non sono il più grosso problema, idem per la trama brutta, trita e già sentita milioni di volte, ma il semplice fatto che The Pyramid è noioso, molto noioso, con una narrazione lenta, lentissima, roba da manuale dei film horror di merda, c’è quasi da aspettare 3 quarti d’ora per vedere succedere qualcosa, e quando succede ci penserà la regia a far durare la cosa un microsecondo, se riuscite a capire cosa sta succedendo a schermo.

Ma tranquilli, i prevedibilissimi jumpscare riusciranno perlomeno a svegliarvi dal sonno. Ah, ovviamente ci sono le ovvie scene in cui succedono cose a caso che non hanno motivo di esistere se non per comodità di sceneggiatura e per prolungare di qualche minuto il film. Ed il finale segue questa filosofia, stupido e prevedibile oltre ogni modo, roba che manda un subliminale messaggio di “vaffanculo, il film è finito, grazie per i soldi stronzo, via” allo spettatore.

Voglio poi parlare del gore e di queste creature delle piramide? Ne parlerei ma c’è quasi zero gore e sangue in tutto il fottussimo film, e siete ad aspettare che vengano mostrate in maniera identificabili questi mostri, e quello che vi beccate sono gatti sfinge (non gatti-mummia o zombi, solo gatti violenti e che si cannibalizzano, fantastico) ed un uomo-cane, o meglio, il dio Anubi, che perlomeno ha senso sia lì, ed è il responsabile di uno dei pochi effetti speciali “viulenti” di tutto il film, cioè una mano attraverso il petto per strappare il cuore, poca roba, Killua sapeva fare questo già a 12 anni.

Ma d’altro canto Anubi ed i gatti sono fatti in una computer grafica così mediocre, sono così gommosi da farmi rimpiangere la roba fatta con filo, spago ed avanzi di fast-food di Roger Corman, non sono un feticista del “effetti speciali pratici uber alles”, ma in casi del genere avrei quasi preferito qualche pupazzo ed un secchio di sangue finto, non sarebbero stati credibili comunque, ma almeno avrebbero avuto più presenza scenica.

The Pyramid 2014 scooby anuby.jpg

ZOINKS!

Non che importi, perchè va ricordato che è un film girato completamente in stile found footage, e nel modo esatto che riconfermano le mie opinioni assai negative sul trend,  la mia idea che il found footage come stile fu poco altro che glorificazione di un metodo a basso costo non per valore artistico o roba del genere, ma solo perchè “giustifica” spendere di meno su attrezzatura ed in produzione, anche quando il budget non è così striminzito.

Questo stile aveva un senso originariamente, certo, ma fu preso da varie case di produzione tutt’altro che piccole ed usato come scusa per aumentare i margini di profitto, in quanto i costi di produzione si abbassano tremendamente. E in gran parte usato male, come un mezzuccio da due soldi per “far più paura” senza capire perchè funziona, e The Pyramid non fa nessun favore alla nomea del found footage (in questo caso neanche trovato), in quanto è un altro malcongegnato affare che si sente in dover di sfruttare la visuale in prima persona per mostrare visuali assai buie, di nuovo per comprensione superficiale dell’oscurità come strumento essenziale del cinema horror.

Una volta che i personaggi entrano nella piramide, in diverse occasioni ho dovuto sforzarmi di vedere nella quasi totale oscurità di alcune scene dove diavolo erano i personaggi, ed una scena in cui tutto era nero, al punto che se fosse stato proiettato su un televisore ginormico (al quale avrei alzato subito il contrasto al massimo), io e gli altri 4 stronzi in sala quel maledetto giorno del 2015 ci saremmo potuto vedere riflessi, e così contemplare la nostra irritata noia, tanto che abbiamo improvvisato una sorta di Mistery Science Theather 3000 per cercare di non prenderla a a male, nonostante la miserabile esperienza. Il cinema a volte porta fuori il meglio di noi, anche in situazioni simili e con un film di questa risma.

Commento Finale

La Piramide è un distillato puro di incompetenza cinematografica ad ogni livello possibile (almeno per progetti rilasciati nei cinema e con dietro nomi più o meno rispettabili), qui siamo in pieno territorio “so bad it’s bad”, ed è pure di una noia siderale.

Non sono tanto la trama generica ed il generico set up della piramide (che poteva portare a qualcosa di più interessante) i problemi grossi del film di Levasseur, è che si accumulano alla restante pila di problemi, e The Pyramid può fare la spunta ad ogni singolo problema che potete immaginare in un film horror. Trama trita, personaggi idioti ed insipidi, dialoghi stupidi, recitazioni sghembe che non hanno vie di mezzo tra blando assoluto e gigionismo isterico, narrativa piena fino all’orlo di filler pur di arrivare all’ora e mezza scarsa, e prima che succeda qualcosa di vagamente rilevante ci vuole quella che sembra un eternità.

Non che quando succeda sia meglio, perchè è un tipico film found footage che non capisce perchè il formato funziona, ma solo in maniera superficiale, facendo l’errore comune a molti videogame horror in prima persona che infestano Steam nel pensare “oscurità totale=cagotto y terror”, quindi rendendo appositamente impossibile cosa cavolo è successo o cosa è apparso, ed il fatto che buona metà del film è speso in una piramide buia come la pece vi regalerà schermate e schermate quasi completamente nere, che tanto varrebbe stare a fissare un monitor spento. Neanche chi cerca un po’ di gore e basta sarà soddisfatto, perchè ce n’è così poco e quel poco che c’è così pezzente, manco quello.

The Pyramid 2014 eek.jpg

Morale della fabula: se vi dicono di non andare in costruzioni antiche migliaia di anni, andate a casa e guardate Frankenstein’s Army. O film con piramidi ed ambientazione egiziane che hanno cadaveri arrotolati in bende, come La Mummia del 1932, o Bubbahotep.

Questo è una noiosa perdita di tempo che solo i fan sfegatati del found footage (tra cui non mi conto) potranno voler vedere per curiosità e per poter affermare di avergli visti tutti. La cinematografia è ok, ma conta per poco visto com’è tutto il resto.

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