[Retrospettiva One Piece] #12: Film Z (2012)

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Regia: Tatsuya Nagamine
Sceneggiatura: Osamu Suzuki
Titolo Internazionale: One Piece Film Z
Durata: 1 ora e 47 minuti
Storia Originale:
Corto allegato: Nessuno

Sebbene – a mia completa sorpresa – L’Inseguimento Di Cappello Di Paglia non fosse l’aborto mefistofelico che temevo, sì, i fan avrebbero preferito un lungometraggio più che un film corto da mostrare in fiera o su un ottovolante di lusso a tema One Piece. Quindi la Toei prese il testimone (per così dire) e l’anno successivo tornò con One Piece Film Z, ma non fatevi ingannare dall’assai semplicistico titolo, questo è tutto che il filmino generico della serie, per vari motivi, ed il primo ad essere ambientato nel Nuovo Mondo, post-timeskip.

La trama verte attorno all’eponimo Z, ovvero Zephyr, un ex-Ammiraglio della Marina che l’ha rinnegata, ed ha fondato la Neo-Marina, con la quale intende perpetrare il suo ideale di giustizia assoluta e zero pietà verso i pirati, che odia tanto da mettersi a rubare le potenti Pietre Dyna, di potenza comparabile alle Armi Ancestrali, ed usarle con l’intento di sommergere l’intero Nuovo Mondo in un mare di magma e fiamme, disposto a sacrificare anche civili pur di spazzare via ogni singolo pirata, qualsiasi cosa pur di eradicargli.

I Cappello Di Paglia sono invischiati in questa battaglia dopo aver salvato (ignari di chi fosse) Zephyr, che gli batte con facilità e per poco non manda a fondo la Thousand Sunny, ma non solo i soli, tra un ambiguo Kuzan che segue la vicenda per conto suo ed i membri della Marina che si trovano a dover contrastare un così beneamato ex-amico e collega, la cui posizione sulla giustizia è divenuta così radicale, ed i suoi piani così scellerati da non poter essere ignorati, vista l’enorme posta in gioco.

La trama può sembrare un po’ simile a quella di Avventura Sulle Isole Volanti, solo con un villain che vuole distruggere il Nuovo Mondo invece del Mare Orientale, ma quello che lo rende differente è proprio l’antagonista, Zephyr, e le motivazioni per cui combatte non solo i pirati, ma la Marina stessa. Non è un altro Marine (o ex-Marine) corrotto come Gasparde di Trappola Mortale, che vuole solo potere, tutt’altro, è un uomo testardo, che ha creduto nella giustizia della Marina con fervore ed abnegazione, ma ha visto il suo ideale calpestato dalla Marina stessa ed ha subito ingiustizie che ha optato per una soluzione radicale, integralista (se volete), alla quale si dedica ad ogni costo.

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É un ottimo villain, quel tipo di vecchio bastardo cocciuto come un mulo, disposto a tutto per la sua causa, ma con un senso dell’onore, e Z dimostra una spina nel fianco davvero notevole per i Cappello Di Paglia, grazie ai suoi abili – sebbene non granchè interessanti – sottoposti con poteri del Frutto Del Diavolo, ma soprattutto per la sua protesi meccanica Smasher, un braccio-cannone innestatogli fatto di amalgatolite, e la sua esperienza decennale di combattimento, soprattutto contro i possessori di Frutti Del Diavolo.

A proposito di cose non-caniche, ci sono due nuovi Frutti Del Diavolo in dotazione ai due sottoposti importanti di Zephyr, il Mosa Mosa, che permette di far crescere e controllare piante, e il Modo Modo, che permette di far ringiovanire di 12 anni (sì, assai specifico) qualsiasi cosa con un tocco, sia viva od inorganica, con processo ripetibile filo alla morte o annullamento del bersaglio. Simile al potere di Jewelry Bonney (od a quello di Shinobu), ma comunque interessante come Frutto Del Diavolo non-canonico.

Non sorprende se molta della storia (compresi alcuni flashback che ne raccontano il tragico passato) è dedicato a lui od a membri della Marina che parlano di com’era tempo fa, visto che è un personaggio carismatico ed il suo obiettivo davvero richiede una mobilitazione di tutte le forze necessarie, vista la posta in gioco ancora più alta di Avventura Sulle Isole Volanti, e molta meno enfasi sull’avventura, ma più sui momenti di crisi che nascono dalle azioni di Z, con alcune aggiunte ben congegnate – sebbene non canoniche – al lore della serie (le Pietre Dyna saranno poi parte integrale della storia del videogame One Piece: World Seeker) ed alcuni piacevoli rimandi a vecchi archi narrativi.

Certo, c’è meno avventura e più azione e dramma, ma sono ben fatti, ancor più perchè questa storia coinvolge più personaggi del solito, e personaggi della fazione opposta agli eroi, Kuzan specialmente è combattuto sull’opporre o meno Zephyr, visto che fu il suo istruttore per anni, ed è restio ad aiutare direttamente i Cappello Di Paglia, visto il rispetto che ha per gli ideali del vecchio Z, il quale è perfettamente caratterizzato e non richiede la visione di un’OVA prequel per meglio inquadrarne le motivazioni e da cosa nascano, al contrario di Shiki Il Leone Dorato.

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Qui è spiegato tutto bene senza detrimento all’azione od alla scorrevolezza della narrativa, che si concede momenti più tranquilli come mezza ciurma che sta a mollo nelle terme, ed anche alcune gag ben fatte come “Brook” che viene ringiovanito e poi riceve lo stesso montaggio con close up (uno quasi da trasformazione stile Sailor Moon, non del tutto casuale come appare) sulle forme che maturano di Nami e Robin… solo che non si nota nulla perchè Brook è morto da decenni. XD

La regia fu affidata a Tatsuya Nagamine, che precedentemente aveva diretto serie TV di Precure e Beet The Vandal Buster (oltre a roba come Powerpuff Girls Z, la cui esistenza ha molto, molto senso), e che poi andrà a dirigere il film Dragon Ball Super: Broly, un’ottima scelta, perchè già qui si nota l’abilità del signor Nagamine nel dirigere l’azione, specialmente i combattimenti, al punto che il combattimento finale, dopo le aspettate e tipiche lotte a base di mosse speciali, raggi, esplosioni e flamboianza anime, diventa una furiosa e “semplice” scazzottata disperata, un corpo a corpo senza trucchi e bizzarre modifiche corporali via fantastici poteri, che sembra un po’ assurdo considerato che è One Piece, ma è talmente soddisfacente da far passar sopra a ciò con estrema facilità.

La presentazione è ottima (la credit sequence iniziale soprattutto, con uno stiloso uso di contrasti ed ombreggiature, ed anche un po’ narrativa, a sorpresa), l’animazione ed i disegni sono dell’alta qualità che vi aspettate ormai, ancor più dopo Avventura Nelle Isole Volanti, non ho molto da dire di positivo o negativo al riguardo. A meno che non si tratti del sonoro, e non parlo delle musiche di Tanaka, ma di una cosa che sicuramente mi renderà indigesto a parecchi, ma che mi sento in dovere di annotare.

Mi riferisco ala performance di Sergio Romanò nei panni dell’ammiraglio Kizaru…. non mi piace, affatto. Di solito non parlo del doppiaggio italiano perchè è ottimo (e quindi ho poco da appuntare), Sergio Romanò è talentuoso e sta cercando di rendere in italiano il tono sonnacchioso, quasi disinteressato e casuale del personaggio come reso dal defunto doppiatore nipponico Unsho Ishizuka (sostituito poi da Ryotaro Okiayu), il che è una scelta perfettamente sensata, sì, ma scusami, Sergio, trovo questa performance distraente, ogni volta che parla Kizaru mi sembra quasi come se l’Orso Yoghi fosse stato promosso Ammiraglio.

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Due piccole curiosità prima di concludere. Per qualche motivo, questo film ha una collaborazione con Armani, ma è difficile capirlo visto che ad un certo punto i Cappello Di Paglia sono vestiti in completi d’alta moda, cosa che dura per due minuti, e senza nessun branding visibile nel film stesso (i completi mostrati nella scena poi vennero venduti in alcuni negozi Armani come oggetti promozionali/speciali, Btw). E se non spegnete subito il film una volta visto il “FINE”, sentirete una cover di “This Is How You Remind Me” dei Nickelback, fatta da…. Avril Lavigne. Perchè?

Perchè Oda è un suo fan da parecchio, ed in questa occasione ha voluto coinvolgerla, oltre a dedicargli un ritratto nel suo tipico stile manga. Tutto qui.

Avventura Sulle Isole Volanti fu un buon film di One Piece, e con Oda alla sceneggiatura sembrava di aver un intero arco narrativo in versione compatta, con un buon villain, tanta avventura, una storia dai toni forse un po’ troppo familiari, ma comunque molto divertente, con ottima animazione e disegni, ed una posta in gioco decisamente non piccola.

Quindi è con piacere che trovo One Piece Film Z un altro passo avanti, ed il migliore dei film di One Piece rilasciati fin’ora (dico questo con sicurezza perchè ho già visto One Piece Film Gold prima di trattarlo per questa retrospettiva). Sì, la storia è di nuovo sul disfare i piani di distruzione di un enorme settore del mondo di One Piece, stavolta il Nuovo Mondo invece del Mare Orientale, ma con un villain ancora migliore, il carismatico Zephyr/Z, un’ex-marine dai profondi ideali di giustizia, che trova delusi dalle azione della Marina, e decide di fondare la Neo-Marina, al fine di sterminare – incurante del costo umano che comporterà tra i civili – ogni pirata dalla faccia della Terra, anche se dovrà sacrificarsi per riuscirci.

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Sì, Avril “Nico” Lavigne fu una cosa vera.

C’è meno avventura, ma più azione e più dramma, con la storia che alza ulteriormente la posta in gioco, grazie ai legami di Zephyr con vari membri della Marina (tra cui Kuzan, diviso tra il senso della giustizia ed un rispetto verso gli ideali incrollabili – ed alla base onorevoli – di Z), gradevoli – sebbene non particolarmente interessanti – personaggi secondari, alcune integrazioni azzeccate al lore regolare di One Piece, un fantastico finale d’impatto, oltre alla ormai “solita” alta qualità di animazioni e disegni che vi aspettereste ormai da un film della serie, e la regia migliore vista fin’ora.

Personalmente, lo trovo il migliore film della serie, ottimo davvero. Anche se le collaborazioni con Armani e Avril Lavigne (e di traverso i Nickelback) sono così assurde.

 

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