GAMERA-THON #11: Gamera 3: Revenge Of Iris (1999)

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AKA: Gamera 3: Awakening Of Iris, Gamera: Revenge Of Iris, Gamera 1999: The Absolute Guardian of The Universe

BAMBINI IRRITANTI-METER: 0/10
WEIRDO KAIJU-METER: 5/5
GORE-METER: 5/5

3 anni dopo (e non ho la minima idea del perchè passò questo lasso di tempo tra i due film) Gamera 2: Attack Of Legion, Shusuke Kaneko (regista anche dei due film giapponesi live-action di Death Note) tornò per concludere la trilogia reboot, con Gamera 3: The Revenge Of Iris, sceneggiato sempre da Kazunori Ito, ma con la collaborazione diretta di Kaneko nello screenplay.

Chi è mai questa “Iris”? Non fu mai pronunciato tale nome (od alluso ad esso od ai suoi significati lati) nei film precedenti, quindi che vendetta è? Beh, difatti non è il mostro parassitario (nominato “Iris”) stesso a voler chiedere la giustizia del taglione, ma piuttosto Ayana Hirasaka, una ragazzina con cui il mostro ha stabilito un legame psichico, in quanto Gamera uccise inavvertitamente i genitori di Ayana in precedenza, la quale vuole usare la creatura per reclamar vendetta.

Nel frattempo sono passati tre anni anche qui, e ritorna la piaga dei Gyaos, evolutosi in Hyper Gyaos, e l’opinione pubblica si trova divisa sul come vedere Gamera, se potente alleato o potenziale futuro nemico, visto il potere che ha dimostrato di avere nel finale del film precedente (e la distruzione che porta con sé), e degli strani agenti occultisti del governo indagano, con una propria agenda personale.

Il ritorno dei Gyaos come nemici principali significa che ritorna anche il personaggio di Nagamine, l’ornitologa che gli aveva scoperti per prima in Guardian of The Universe, oltre a personaggi ricorrenti come Osako (l’ispettore poi divenuto guardia e qui ormai senzatetto) e Asagi Kusanagi, ed altri minori già presenti nei precedenti film della trilogia.

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Ma ovviamente ci sono nuovi personaggi, come due occultisti del governo, ed un compagno di scuola di Ayana, il quale ha il compito di proteggere un tempio di famiglia (dove si dice sia sigillata una creatura chiamata Ryuseicho), i parenti di Ayana, e qui sta uno dei problemi del film, ovvero l’eccesso di sotto-trame e personaggi ad esse collegati, che alla fine non servono quasi a nulla se non dare durata extra al film.

Per esempio, c’è una sotto-trama scolastica che vede il fratellino della sfortunata ragazzina venir preso in giro da alcune ragazze più grandi, una prova di coraggio che Ayana fa apposta per evitare altri fastidi dalle ragazze, un compagno di classe della ragazza (quello con il tempio di famiglia da proteggere) che ne è infatuato, etc. Non è un problema che ci siano, ma è fastidioso come la sceneggiatura – probabilmente una richiesta/input del regista – cerchi di integrare queste nella parte principale della storia, che è la vendetta di Ayana attraverso la creatura nominata Iris (come il suo gatto, morto nello stesso incidente che vide morire i suoi genitori), quando ultimamente non hanno nessun impatto sostanziale sulla trama.

Per dire, ci sono due occultisti, e – lasciando perdere che il governo giapponese abbia occultisti stipendiati nell’organico – pensereste che siano importanti per la trama, ma a parte tenersi informati sugli eventi che riguardano i mostri, fare sorrisi inquietanti e dare un po’ di esposizione interessante sulle origini di Gamera e recitare frasi mistico/apocalittiche (magari citando passi dal Libro Dei Mutamenti, il che perlomeno si collega alla presunta mitologia del mostro), non fanno poi molto, anzi.

Solo verso la fine Asakura (l’occultista/veggente) prova a fare qualcosa con il matagama nero, ma è uccisa senza cerimonie dalla distruzione causata dai mostri, così bruscamente che pensavo di aver sbattuto le palpebre al momento sbagliato ed essermi perso qualcosa, che magari fosse stata una “finta” per poi vederla riapparire a fine film, ma no, è morta così, in un secondo netto. Sempre meglio dell’altro occultista, che muore sepolto da un detrito, senza neanche provare a fuggire, un peccato, perchè era amabile tanto gigionesca era la sua performance. Ah, spoilers, presumo. Mah.

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Un peccato, perchè l’idea di qualcuno che cova vendetta contro Gamera e che vuole usare un mostro con il quale crea un legame psichico-spirituale (come fatto da Asagi con Gamera stesso nel primo film) per compierla è interessante, un’elemento soprannaturale gradito e che serve a meglio ricollegare il film a Guardian Of The Universe, oltre alla ricomparsa dei Gyaos. Il tutto è sorretto da una narrazione che si dedica ancor più sul mostrare gli effetti che la comparsa di Gamera ha, visto che – anche se combatte per difendere l’umanità – la distruzione che causa è comunque enorme, e ci sono migliaia di vittime e feriti ogni volta, per meglio rendere plausibile il desiderio di vendetta di Ayana.

Il mostro avversario stavolta è “Iris”, una creatura sigillata in un tempio di Nara che dovrebbe essere connessa alla mitologia ed astrologia cinese, un guardiano del Sud, nella forma di una fenice porpora, teorizzano i personaggi. Ma in realtà è una creatura assai strana – sì, immaginate, design strani per mostri di questa serie – , con un collo e testa da volatile, un corpo centrale che sembra quello di una lumaca aliena, e tentacoli con artigli alle estremità (una sorta di Shuckle, alla fin fine), che ha parte del DNA di Gyaos, è capace di assorbire l’energia vitale e che si potenzia con emozioni umane (specialmente negative) della persona con cui si lega, e con quale prova a fondersi.

Nella sua versione gigante-trasformata, ottiene ali a forma di membrana (come un pesce), un corpo fatto da materiale simil-cristallo, tentacoli con lame, sparare sfere d’energia, assorbire umani dentro di sé in bozzoli di carne, con un design che fa molto “mecha” (e vagamente King Ghidorah). Inoltre dovrebbe odiare Gamera anche lui, in quanto – pare – “Lil’ G” sembra aver distrutto gran parte della sua specie. Ed è un buon design, sebbene preferisca quello di Legione, personalmente. Nessuna offesa, “Iris”.

A proposito, Gamera qui ottiene un nuovo potere, circa, credo che abbia un nuovo guscio più resistente (assieme ad alcuni dettagli extra, come una piccola “crestina” sul capo, per un look ancor più minaccioso), e dico credo perchè osservando alcune sequenze mi pare sia diverso, oltre a notare come stavolta Gamera non sia abbattuto da missili dell’esercito (che nei precedenti film potevano fargli male, qui sembrano non ferirlo). In ogni caso, le battaglie contro gli altri kaiju sono ben fatte, e diventano ancora più grafiche, con Gamera che arriva ad infilare l’intera mano nello “stomaco” di Iris ed a sacrificare una sua mano per sfuggire dalla presa del mostro avversario.

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Praticamente un polpo mischiato con uno Shuckle.

L’altro problema del film è l’uso della CG. Sì, tecnicamente è superiore a quella dei due film precedenti, ma ha una tonalità stralucente (e zero “pesantezza” sulla scena) che paradossalmente la fa sembrare più farlocca, meno credibile, ed in alcuni frangente è davvero orrida da vedere, visto come cozza con il girato live-action, specialmente quando c’è un attore ed il mostro in un’inquadratura pulita, che permette di vedere entrambi in scena, e…. no, forse 19 anni fa era spettacolare, ma no. Non è sempre così, visto che continua ad esserci un mix di effetti speciali pratici (con parti del mostro ben costruite) assieme a quelli CG, ed in alcuni frangenti in cui è quasi tutta CG rende molto bene.

È un po’ strano come questo sia il film di Gamera dell’era Heisei con più cura per i dettagli di tute, costumi ed effetti speciali, ma abbia i peggiori effetti speciali (come alcuni effetti digitali usati per far schiacciare o volar via i personaggi, oggi un po’ ridicoli) dell’intera trilogia, nonostante ci abbia lavorato sopra lo stesso staff dei film precedenti (anche gente che veniva dalla prima era dei film di Gamera). Non capisco, visto che il budget non era neanche particolarmente basso, ed i 3 anni passati dal film precedente, ma per quanto sia assurdo, a questo riguardo sono invecchiati meglio i due film precedenti (che hanno un uso più controllato e preciso della CG), e non questo, il più recente dei tre.

C’è anche un uso irrisorio di “stock footage”, tranquilli, si tratta di flashback utili alla trama ed un piccolo montaggio con filtro seppia ad inizio film, per effetto nostalgico. Non è la vecchia serie, grazie al cielo, non mi manca il riciclo di materiale firmato che c’era allora.

Quello, e per qualsiasi motivo il film diventa una pubblicità per il Dreamcast ad un certo punto, con i personaggi che usano la sfortunata console Sega per far girare un programma che simula ecosistemi. OK, perchè no? Non è neanche la prima scena che ultimamente non va da nessuna parte, perchè è lì solo per sponsorship come il brand Kirin (una marca di birra giapponese) in Attack of Legion, e per mostrare computer grafica.

Commento Finale

Gamera 3 The Revenge Of Iris dreamcast ad in the movie.png

Ironicamente, non ci fu mai un videogame di Gamera su Dreamcast.

Gamera 3: The Revenge Of Iris è un buon film per chiudere la trilogia reboot di Gamera, sicuramente tanto male non è quando il finale aperto lasciava spazio ad altri seguiti che avrei visto senza batter ciglio, ma non fu destino, e nel 1999 le avventure di Gamera dovettero prendersi una pausa, una decisamente meritata.

É una buona chiusura per questa era del franchise, con la trama che si ricollega a Guardian Of The Universe, non solo per il ritorno dei Gyaos, ma anche per il personaggio principale, Ayana, una ragazzina che vuole vendicarsi di Gamera, in quanto ha inavvertitamente ucciso i suoi genitori (ed il suo gatto, al quale appartiene la titolare vendetta) mentre combatteva i Gyaos nel 1995, ed è pronta anche a stringere un legame psichico-spirituale con un mostro pur di avere la sua vendetta contro il Guardiano Dell’Universo.

è anche il film più debole della trilogia, ed avrei preferito che anche qui la sceneggiatura fosse stata scritta da Kazunori Ito senza interventi del regista (sempre Shusuke Kaneko), perchè onestamente c’è un po’ troppa roba non necessaria a bollire nella trama, come la storia del ragazzo che custodisce un tempo di famiglia dove è sigillato un mostro, un’abbozzata storia romantica di stampo scolastico (il prologo è ottimo, in ogni caso), e specialmente i personaggi degli occultisti governativi, che sembrano avere dei piani personali riguardanti i kaiju, ma si limitano a rigurgitare esposizione su Gamera ed Iris (dal design interessante e bizzarro), fare faccie inquietanti & gigionesche, e morire come mosche senza aver contribuito nulla di sostanziale alla trama.

Nonostante il bagaglio extra che rende il film leggermente più lungo del precedente (quasi 100 minuti), le battaglie tra i mostri e le scene d’azione sono ben fatte, i design delle creature più dettagliati, peccato che gli effetti speciali siano i peggiori della trilogia (non orridi di per sè, ma in confronto….), con CG che è tecnicamente migliore di quanto visto in precedenza, ma è peggio integrata con il footage live-action, a volte troppo ovvia e distraente (ed alcuni effetti speciali digitali invecchiati male male), quindi in diversi momenti appare più farlocca dei film che lo precedono, per quanto assurdo sembri.

Games 3 The Revenge Of Iris 1999 got guts-.png

“right in ze toast!”

Con l’era Heisei del franchise conclusa, Gamera tornò nuovamente a riposare nel mare mediatico, prima di tornare 7 anni dopo, con un’altro reboot, Gamera: The Brave, l’ultimo film della serie per 12 anni a seguire.

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