[Retrospettiva One Piece] # 6: L’Isola Segreta Del Barone Omatsuri (2005)

One Piece L'Isola Segreta Del Barone Omatsuri 2005.png

Regia: Mamoru Hosoda
Sceneggiatura: Masahiro Ito
Titolo Internazionale: One Piece: Baron Omatsuri and the Secret Island
Durata: 1 ora e 31 minuti
Storia Originale:
Corto allegato: Nessuno

Questo è un film speciale, già dalle persone coinvolte non potevo che aspettarmi molto, e sia chiaro, la combinazione di scelte fatte qui è assai peculiare, con niente popò di meno che un Mamoru Hosoda pre-La Ragazza Che Saltava Nel Tempo (e di conseguenza pre Wolf Children, Summer Wars, Mirai, etc.) alla regia, e Masahiro Ito, sì, il creature designer di Silent Hill alla sceneggiatura (cosa già curiosa di suo).

Un duo inusuale, specialmente per un lungometraggio di una serie shonen, il che merita plauso di per sé per l’ambizione ed il voler prendere rischi, anche se la partecipazione di Hosoda non è così strana (e non l’ultima, in quanto tornerà per dirigere l’episodio 199 dell’anime di One Piece), considerato che fino ad allora aveva diretto episodi della serie originale di Digimon, ed anche Digimon: Our War Game, un mediometraggio in double bill con il primo film di One Piece (come già detto nella recensione di Per Tutto L’Oro Del Mondo).

La trama vede i Cappello Di Paglia invitati ad un’isola resort situata sulla Grand Line e gestita dal Barone Omatsuri, con l’idea di non cercare tesori o reliquie leggendarie, ma di rilassarsi dalle fatiche del viaggio e di divertirsi. Il Barone gli invita a far ciò, ma non prima di aver passato Le Prove Infernali, che la ciurma non è convintissima di voler fare, ma Luffy – entusiasta come al solito – accetta. Ma mentre affrontano le prove, i Cappello Di Paglia si ritrovano sempre più divisi, incominciando a coltivare dissapori l’uno con l’altro, spesso fomentati in segreto dalle azioni del Barone Omatsuri stesso, per il suo ignoto fine.

One Piece L'Isola Segreta Del Barone Omatsuri 2005 hosoda-ing.jpg

La prima notabile differenza è che l’animazione sfoggia lo stile visto nei film di Hosoda, piuttosto che quello tipico della Toei Animation, il che porta ad interessanti visuali ed un look dei personaggi familiare ma peculiare, e disegni in momenti più rozzi del solito, il che paga in alcune reazioni facciali, ma d’altro canto spesso è facile notare che i personaggi sullo sfondo o medio campo tendono ad essere disegnati in fretta, senza molti (in alcuni casi nessun) dettagli facciali, momenti in cui la qualità generale di animazione e disegni scende notabilmente, od in un caso, vediamo una commistione diretta tra animazione tradizionale e animazione 3D…. che non funziona benissimo. Ma accade una volta, una minuzia nel complesso.

Il che è un po’ deludente, perchè l’animazione – sebbene diversa dal solito – è più che decente, e si sposa al tono più oscuro, triste e leggermente malinconico, e si possono vedere embrioni delle tematiche tipiche di Hosoda, ma purtroppo il tutto non si mischia benissimo con le caratteristiche tipiche di One Piece che permangono e rimangono centrali, in quanto la libertà data al regista – uno pure in erba – su un franchise del genere chiaramente non furono moltissime. Non è che queste due anime cozzano l’una contro l’altra con forza, visto che One Piece ha anche un sentito elemento drammatico sull’amicizia,  ma innegabilmente è una commistione bizzarra, ancor più tenendo a mente che la sceneggiatura di Masahiro Ito inserisce numerosi elementi horror, che sono ben resi e portano a visuali notevoli (quasi) inedite per One Piece, soprattutto nel fantastico finale.

Detto questo, nonostante sia strano vedere la sceneggiatura far leva su elementi che nella serie regolare non avrebbero più questo peso (le incomprensioni e dissapori tra i Cappello Di Paglia, spesso riaprendo vecchie ferite) o sarebbero usati più per commedia che per dramma, nonostante la natura degli abitanti dell’isola e del misterioso fiore Giglio Garofano – che non rivelerò – aggiungano forti venature horror alla storia, è un film con momenti comici più divertenti del previsto, che siano tipiche gag sull’ignorare verbosi avversari, o cose che non mi aspettavo di vedere in un film di One Piece, come un simpatico inseguimento comico in fast motion stile Scooby Doo, oltre a personaggi divertenti come il secondo in comanda del Barone, l’occhialuto Muchigoro, che viene regolarmente fatto ‘nbriacare da Robin e Nami per informazioni, o Brief, il buffo e baffuto capitano dei pirati Chobihige, una specie di David Livingstone piccoletto e con uno sfortunata scelta del baffo… a pennello, diciamo.

Oltre ad altri gradevoli e bizzarri personaggi originali del film, come i nonnetti in costumi da rana, od il permaloso bambino kappa.

One Piece L'Isola Segreta Del Barone Omatsuri 2005 barone Omatsuri.jpg

Parlando di personaggi, il Barone Omatsuri è un buon cattivo, tecnicamente un villain tragico, ma è privo di compassione per gli altri, ed anzi si crogiola nel dividere le ciurme altre, usando cortesia ed inganno per demolire i legami d’amicizia (che disprezza), crudelmente condividendo il dolore che provò anni fa prima di uccidergli… o peggio. È legato al grottesco fiore raro che cresce sull’isola, il Giglio Garofano, e – di nuovo, senza rivelare tutto – perciò ha uno strano potere che usa per compiere il suo crudele piano, uno che non deriva da un Frutto Del Diavolo, per la seconda volta nella serie cinematografica.

Il suo design è tematicamente adatto e comunque molto “One Piece”, con quella sua improbabile capigliatura a forma di palma (o pianta), per un altrimenti sobrio e composto figuro, come ci si aspetterebbe da un – presupposto – nobile.

L’Isola Segreta Del Barone Omatsuri è decisamente il film più inusuale della serie, cosa che mi sento di affermare già ora (quando ancora ho da vedere i rimanenti 7 film), grazie alla regia di Mamoru Hosoda (che porta un tono più triste ed un tocco malinconico) ed una sceneggiatura di Masahiro Ito, che – non a sorpresa – introduce anche elementi horror non piccoli in un altrimenti tipica avventura cinematografica dei Cappello Di Paglia, una con gradevoli personaggi e divertenti scene, più del previsto, ma anche una definibile davvero “oscura”.

Il che lo rende un film di One Piece assai interessante, ma anche un po’ pasticciato, visto che alla fine è sempre One Piece, ed il tipo di dramma (che pure esiste in questo modo nella serie principale) pare un po’ forzato per accomodare il tono diverso e visuali horror, che per quanto intriganti e fresche per la serie (circa), un po’ cozzano con lo stile di One Piece, che ha comunque specifiche caratteristiche comandate a monte, con libertà del regista e produzione sempre ad un saldo guinzaglio. E questo film non è una totale eccezione.

One Piece L'Isola Segreta Del Barone Omatsuri 2005 lily carnation.gif

Inoltre, per quanto lo stile d’animazione sia quello usato nei film di Hosoda e non ci stia male per One Piece, per quanto abbia il look più cinematico di tutti i film della serie visti fin’ora, i disegni acquistano un tocco ancora più rozzo (anche a confronto con quello che la Toei ci ha abituati a vedere), ed in alcuni momenti sono incredibilmente rozzi, fin troppo, con volti in medio piano con pochissimi (o zero) caratteristiche facciali disegnate, con un animazione notabilmente sotto-tono, quando in generale è decente o buona.

Tirando le somme, un film di One Piece più che decente, che ha sia notevoli punti alti sia altrettanto notabili punti bassi (come il personaggio della bambina, che diventa importante un po’ a caso nel finale), e ha due anime che vivono quasi in conflitto al suo interno, tutt’altro che perfetto, ma rispetto il tentativo fatto, anzi, personalmente è fin’ora il mio film preferito della serie, sia per il suo ambizioso voler fare qualcosa di diverso in grembo ad una serie shonen come One Piece (amplificando l’amato elemento emotivo), sia per le notevoli visuali horror ed il malinconico ma vile e maledetto villain.

Consigliato.

Una risposta a "[Retrospettiva One Piece] # 6: L’Isola Segreta Del Barone Omatsuri (2005)"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...